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	<title>Commenti a: Leggere la Canzone III/08 &#8211; MAX GAZZE&#8217;</title>
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	<description>di Cristiana Piraino - Musica Live Programmazione Spettacoli Eventi Jazz a Roma</description>
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		<title>Di: Vittorio</title>
		<link>http://romalive.biz/2008/07/14/leggere-la-canzone-ii08-max-gazze/#comment-75</link>
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 13:04:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La versione cantata e suonata live a Sanremo con Marina Rei e Paola Turci è bellissima.. A Sanremo erano davvero perle in mezzo ai porci..]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La versione cantata e suonata live a Sanremo con Marina Rei e Paola Turci è bellissima.. A Sanremo erano davvero perle in mezzo ai porci..</p>
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		<title>Di: romalive</title>
		<link>http://romalive.biz/2008/07/14/leggere-la-canzone-ii08-max-gazze/#comment-71</link>
		<dc:creator><![CDATA[romalive]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 19:34:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Grazie del Post, sono veramente in linea con le tue idee. Vedi anche il post Sulla Giusy Ferreri, scritto qui da me qualche giorno fa. GIUSY FERRERI: COME SI COSTRUISCE UN FENOMENO nel quale in qualche modo cerco di mettere l&#039;accento sul fatto che alcune persone - del settore TV o media in genere - hanno il potere di costruire un artista esattamente dal nulla e soprattutto riescono con i mezzi mediatici a convincere le persone che realmente quella persona sia un artista...
Dammi il tuo URL
RLM]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie del Post, sono veramente in linea con le tue idee. Vedi anche il post Sulla Giusy Ferreri, scritto qui da me qualche giorno fa. GIUSY FERRERI: COME SI COSTRUISCE UN FENOMENO nel quale in qualche modo cerco di mettere l&#8217;accento sul fatto che alcune persone &#8211; del settore TV o media in genere &#8211; hanno il potere di costruire un artista esattamente dal nulla e soprattutto riescono con i mezzi mediatici a convincere le persone che realmente quella persona sia un artista&#8230;<br />
Dammi il tuo URL<br />
RLM</p>
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		<title>Di: giuserossetti</title>
		<link>http://romalive.biz/2008/07/14/leggere-la-canzone-ii08-max-gazze/#comment-70</link>
		<dc:creator><![CDATA[giuserossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 19:10:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Questo sì che è un bel quesito. Ti copio qui sotto un mio post di tempo fa dove ho provato a descrivere l&#039;attuale panorama discografico italiano, credo fra le righe ci sia una risposta. Spero tu gradisca, è un poco lungo.
____________________________________________________________________

MUSICA, SOTTOBOSCO E VETRINE.

Musica, già, un tempo solo a sentire questa parola mi emozionavo, con la mia nuova cassetta di turno fra le mani mi sentivo come un bambino con davanti un pomeriggio senza compiti e senza genitori fra i piedi. Oggi no, non sono più quello di un tempo. La musica non è più quella di un tempo. E chi ascolta? Non è più l’ascoltatore di un tempo. Nostalgia? Assolutamente no, o meglio, non solo. Perchè non mi emoziono più? Perchè mi riesce quasi spontaneo fuggire da chiunque abbozzi una chiacchiera su questo argomento? Perchè in quest’epoca la musica è una maglietta, un portachiavi, un complemento d’arredo. La si vuole sfoggiare come un abito, come un’automobile. Serve in poche parole per mettersi in regola con la moda. Dovrei andare a parare verso l’adolescenza, verso i ragazzini, ma non è di certo tutta colpa loro. Omologazione, questa dannata facoltà umana, sempre e soltanto colpa sua. Da qualche anno a questa parte è in espansione un nuovo virus, una vera e propria patologia che come sintomi ha il baratto della propria obiettività in cambio della tanto ambita pigrizia psichica. Ho ragionato a lungo guardandomi bene attorno, col solo intento di soddisfare la mia curiosità, ed ho capito che un gigantesco e spietato cerchio invisibile si è chiuso. Questa circonferenza immaginaria è composta dai media, dagli artisti sulla cresta dell’onda e da chi finanzia direttamente e indirettamente il loro complotto. Che parolona ”complotto”, vero? Ma usare qualsivoglia espediente per confondere il pensiero altrui traendone guadagno, non si chiama forse così? E allora di complotto si tratta. Esistono due grandi specie di etichette discografiche: le major e le indie, ossia, in parole povere, quelle coi soldi e quelle senza. Quelle coi soldi hanno totale potere sui media, quelle senza hanno totale potere sui pub di periferia. Un ipotetico fruitore di musica plasma la sua conoscenza ed il suo sapere in materia attraverso i media, a mio dire attorno all’80% dei casi, l’altro 20% è invece composto da chi pretende una cultura musicale fatta su misura. Arrivati a questo punto mi sorge più che spontanea la domanda: ma tutta quella gente che ascolta tv e radio, mica s’innamorerà di qualche artista proposto da quei media? Certo che sì, questa è matematica. Ma allora, in linea di massima il gusto musicale rientra nell’insieme di artisti che musica e tv propongono? Certo che sì, sempre la stessa matematica. Se fin qui la mia teoria è chiara e sta in piedi… Tu, facente parte di quelle otto persone su dieci, compri o scarichi musica che hai sentito in radio o in tv. Tu, facente parte di quelle otto persone su dieci, hai una conoscenza musicale che spazia fra ciò che i media ti propongono. Si potrebbe dunque chiudere il discorso con una bella massima del tipo ”i gusti sono gusti e non si discute”? No, non credo proprio. Trovo non sia corretto parlare di gusto riferito alla musica proposta dai media. Mi spiego meglio… Se in vita tua hai sempre mangiato gelato alla panna o al cioccolato e mi dici che quei due gusti sono i migliori, credi forse di essere obiettivo? Non credo proprio. Allo stesso tempo non voglio criticare le tue scelte, anzi, sono sacrosante, ma mi permetto di farti notare che esistono almeno altri cinquanta tipi di gelato! Quindi il tuo parere non è affatto obiettivo. Questo esempio calza a pennello con la discografia. Gli artisti proposti dai media sono un dato numero, ma questo numero non comprende ogni artista meritevole di diffusione, bensì solo gli artisti selezionati e fatti crescere dalle major. E tutti gl’altri dove stanno? Sotto le ali delle etichettine indipendenti. Tutto ciò è a dir poco triste, il sistema è profondamente ingiusto, un vero crimine. Ecco allora fatta luce su quel cerchio chiuso. La musica che trova mercato non nasce da abilità compositive o poetiche, non nasce dalla dose d’impegno dell’artista, anzi, le etichettone padrone si guardano molto bene dal diffondere musica di spessore, prodotti colti o per palati raffinati. Sarebbe un impiccio non poco controproducente costringere l’ascoltatore (loro cliente) a riflettere, ad analizzare un prodotto, molto meglio che sia bello leggero, orecchiabile, immediato. Detto questo… Ognuno è libero di ascoltare ed acquistare la musica che vuole, ci mancherebbe altro, ma riflettere su questo discorso artista-media-denaro penso possa aiutare a porsi dei quesiti, a non dare mai per scontato tutto ciò che circonda, in musica come nella vita. L’obiettività è qualcosa che nella nostra esistenza ha la stessa importanza del respirare. Chiediamoci quindi quanto vale il nostro giudizio in musica, da quali basi parte il nostro metro di misura in materia. Potremmo scoprire che dal nostro sentiero ramificano migliaia di altri percorsi, il fatto che tutti stiano camminando in una direzione non significa per forza che tutt’attorno non ci sia altro che il deserto.

Giuse Rossetti.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questo sì che è un bel quesito. Ti copio qui sotto un mio post di tempo fa dove ho provato a descrivere l&#8217;attuale panorama discografico italiano, credo fra le righe ci sia una risposta. Spero tu gradisca, è un poco lungo.<br />
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<p>MUSICA, SOTTOBOSCO E VETRINE.</p>
<p>Musica, già, un tempo solo a sentire questa parola mi emozionavo, con la mia nuova cassetta di turno fra le mani mi sentivo come un bambino con davanti un pomeriggio senza compiti e senza genitori fra i piedi. Oggi no, non sono più quello di un tempo. La musica non è più quella di un tempo. E chi ascolta? Non è più l’ascoltatore di un tempo. Nostalgia? Assolutamente no, o meglio, non solo. Perchè non mi emoziono più? Perchè mi riesce quasi spontaneo fuggire da chiunque abbozzi una chiacchiera su questo argomento? Perchè in quest’epoca la musica è una maglietta, un portachiavi, un complemento d’arredo. La si vuole sfoggiare come un abito, come un’automobile. Serve in poche parole per mettersi in regola con la moda. Dovrei andare a parare verso l’adolescenza, verso i ragazzini, ma non è di certo tutta colpa loro. Omologazione, questa dannata facoltà umana, sempre e soltanto colpa sua. Da qualche anno a questa parte è in espansione un nuovo virus, una vera e propria patologia che come sintomi ha il baratto della propria obiettività in cambio della tanto ambita pigrizia psichica. Ho ragionato a lungo guardandomi bene attorno, col solo intento di soddisfare la mia curiosità, ed ho capito che un gigantesco e spietato cerchio invisibile si è chiuso. Questa circonferenza immaginaria è composta dai media, dagli artisti sulla cresta dell’onda e da chi finanzia direttamente e indirettamente il loro complotto. Che parolona ”complotto”, vero? Ma usare qualsivoglia espediente per confondere il pensiero altrui traendone guadagno, non si chiama forse così? E allora di complotto si tratta. Esistono due grandi specie di etichette discografiche: le major e le indie, ossia, in parole povere, quelle coi soldi e quelle senza. Quelle coi soldi hanno totale potere sui media, quelle senza hanno totale potere sui pub di periferia. Un ipotetico fruitore di musica plasma la sua conoscenza ed il suo sapere in materia attraverso i media, a mio dire attorno all’80% dei casi, l’altro 20% è invece composto da chi pretende una cultura musicale fatta su misura. Arrivati a questo punto mi sorge più che spontanea la domanda: ma tutta quella gente che ascolta tv e radio, mica s’innamorerà di qualche artista proposto da quei media? Certo che sì, questa è matematica. Ma allora, in linea di massima il gusto musicale rientra nell’insieme di artisti che musica e tv propongono? Certo che sì, sempre la stessa matematica. Se fin qui la mia teoria è chiara e sta in piedi… Tu, facente parte di quelle otto persone su dieci, compri o scarichi musica che hai sentito in radio o in tv. Tu, facente parte di quelle otto persone su dieci, hai una conoscenza musicale che spazia fra ciò che i media ti propongono. Si potrebbe dunque chiudere il discorso con una bella massima del tipo ”i gusti sono gusti e non si discute”? No, non credo proprio. Trovo non sia corretto parlare di gusto riferito alla musica proposta dai media. Mi spiego meglio… Se in vita tua hai sempre mangiato gelato alla panna o al cioccolato e mi dici che quei due gusti sono i migliori, credi forse di essere obiettivo? Non credo proprio. Allo stesso tempo non voglio criticare le tue scelte, anzi, sono sacrosante, ma mi permetto di farti notare che esistono almeno altri cinquanta tipi di gelato! Quindi il tuo parere non è affatto obiettivo. Questo esempio calza a pennello con la discografia. Gli artisti proposti dai media sono un dato numero, ma questo numero non comprende ogni artista meritevole di diffusione, bensì solo gli artisti selezionati e fatti crescere dalle major. E tutti gl’altri dove stanno? Sotto le ali delle etichettine indipendenti. Tutto ciò è a dir poco triste, il sistema è profondamente ingiusto, un vero crimine. Ecco allora fatta luce su quel cerchio chiuso. La musica che trova mercato non nasce da abilità compositive o poetiche, non nasce dalla dose d’impegno dell’artista, anzi, le etichettone padrone si guardano molto bene dal diffondere musica di spessore, prodotti colti o per palati raffinati. Sarebbe un impiccio non poco controproducente costringere l’ascoltatore (loro cliente) a riflettere, ad analizzare un prodotto, molto meglio che sia bello leggero, orecchiabile, immediato. Detto questo… Ognuno è libero di ascoltare ed acquistare la musica che vuole, ci mancherebbe altro, ma riflettere su questo discorso artista-media-denaro penso possa aiutare a porsi dei quesiti, a non dare mai per scontato tutto ciò che circonda, in musica come nella vita. L’obiettività è qualcosa che nella nostra esistenza ha la stessa importanza del respirare. Chiediamoci quindi quanto vale il nostro giudizio in musica, da quali basi parte il nostro metro di misura in materia. Potremmo scoprire che dal nostro sentiero ramificano migliaia di altri percorsi, il fatto che tutti stiano camminando in una direzione non significa per forza che tutt’attorno non ci sia altro che il deserto.</p>
<p>Giuse Rossetti.</p>
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		<title>Di: romalive</title>
		<link>http://romalive.biz/2008/07/14/leggere-la-canzone-ii08-max-gazze/#comment-69</link>
		<dc:creator><![CDATA[romalive]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 13:51:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://romalive.wordpress.com/?p=347#comment-69</guid>
		<description><![CDATA[A volte ho dei dubbi sui gusti delle persone. In realtà non riesco a capire certi fenomeni. Un diamante in mezzo alla ghiaia! hai detto bene, eppure quel palco non gli ha reso merito, mentre le radio lo hanno veramente lanciano. Non a caso la radio FM è fatta da gente che ama e conosce la Musica. Ma non bisogna essere geni per sentire e capire la bellezza di certi brani... E allora il dubbio c&#039;è.. perchè la massa mette nel dimenticatoio un Gazzè e ti porta al top una brutta imitazione della Winehouse made-in-italì?
RLM]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A volte ho dei dubbi sui gusti delle persone. In realtà non riesco a capire certi fenomeni. Un diamante in mezzo alla ghiaia! hai detto bene, eppure quel palco non gli ha reso merito, mentre le radio lo hanno veramente lanciano. Non a caso la radio FM è fatta da gente che ama e conosce la Musica. Ma non bisogna essere geni per sentire e capire la bellezza di certi brani&#8230; E allora il dubbio c&#8217;è.. perchè la massa mette nel dimenticatoio un Gazzè e ti porta al top una brutta imitazione della Winehouse made-in-italì?<br />
RLM</p>
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	<item>
		<title>Di: giuserossetti</title>
		<link>http://romalive.biz/2008/07/14/leggere-la-canzone-ii08-max-gazze/#comment-68</link>
		<dc:creator><![CDATA[giuserossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 11:41:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://romalive.wordpress.com/?p=347#comment-68</guid>
		<description><![CDATA[Credo sia poco più che meraviglioso questo brano, quasi una bozza di piccolo miracolo. E poi nel contesto dove la si è scoperta: un diamante fra la ghiaia. Che Max Gazzè sia un grande artista lo si capisce col cuore piuttosto che con le orecchie, con l&#039;attenzione e con la voglia di nuovo caratterizzante la nostra epoca. Eppure tende di continuo al dimenticatoio, altro segno paradossalmente sintomo di genialità. Non ho scelta, sono costretto a volergli bene.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credo sia poco più che meraviglioso questo brano, quasi una bozza di piccolo miracolo. E poi nel contesto dove la si è scoperta: un diamante fra la ghiaia. Che Max Gazzè sia un grande artista lo si capisce col cuore piuttosto che con le orecchie, con l&#8217;attenzione e con la voglia di nuovo caratterizzante la nostra epoca. Eppure tende di continuo al dimenticatoio, altro segno paradossalmente sintomo di genialità. Non ho scelta, sono costretto a volergli bene.</p>
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