FEEDBACK: PAOLO FRESU “Solo”

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 Il 7 gennaio abbiamo assistito ad un concerto diverso. In verità definirlo concerto è riduttivo e poi, anche se lo ha eseguito un jazzista di chiara fama, chiamarlo concerto di jazz non sarebbe esattamente corretto, ma ne limiterebbe il significato.

Paolo Fresu con il supporto tecnico di Francesco Carta alle luci, Fabrizio Dall’Oca al suono e Vittorio Albani alle basi, ha dato prova di essere un musicista versatile e completo. E per conoscenza musicale è probabilmente ‘onnivoro’ il che lo colloca certamente a livello dei più grandi. Ha eseguito brani di suggestiva atmosfera, spaziando dalla musica classica, al jazz, alla musica tribale africana, facendo affiorare echi del folclore sardo. L’utilizzo sapiente delle strumentazioni elettroniche, con l’impiego di harmonizer, lunghi riverberi, basi musicali ed altri supporti tecnologici, ha reso possibile la dura impresa dell’esecuzione in ‘Solo’. 

foto di "cellulare ma rende"

Così ha catturando l’attenzione del pubblico che ha ricambiato chiedendo due bis al termine dei quasi 60 minuti consecutivi di esibizione.  Ma Fresu ha dato anche prova di saper gestire molto bene lo spazio circostante, con varie postazioni microfoniche e  la ormai consueta “passeggiata” tra il pubblico. Bella anche la scenografia costruita attraverso un gioco di  luci molto armonico.

Di questo evento non potremo dimenticare la camminata sopra un simbolico filo  sospeso nel mezzo al palcoscenico, a simboleggiare la leggiadria di questo piccolo grande acrobata della musica  –  creato in realtà con luci proiettate sul pavimento – durante la quale Fresu ha suonando ininterrottamente la stessa stupenda nota per tre o forse più minuti. Una grande prova di respirazione circolare, l’esercizio che permette di respirare e soffiare nello strumento allo stesso tempo.

LE ALTRE RECENZIONI SULLA TROMBA

>> FEEDBACK BOSSO

>> FEEDBACK BASSI 

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LINKs

>> WEB FRESU

>> AUDITORIUM

 

 

 

FEEDBACK: MEG AL CIRCOLO DEGLI ARTISTI

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Ieri sera 8.1.09 Maria di Donna in arte MEG si è esibita in una performance di due ore dal palco del Circolo degli Artisti adi Roma, mostrando di possedere elevate doti musicali. Questa ragazza conosce le note! Cosa che potrebbe sembrare una considerazione scontata, dato che Meg scrive  musica e testi per la quasi totalità dei suoi lavori. Spesso però firmare un pezzo non è sinonimo di possedere le conoscenze musicali per la composizione. Meg al contrario dimostra di avere un’ampia conoscenza di strumenti tradizionali, tanto da riuscirne a trasformare il suono originale attraverso l’elettronica in nuove soronità , che risultano veramente belle e familiari. Sono sicura che a questo punto il musicista con una visione pura e classica (tradizionale) dello strumento sarebbe pronto a controbbattere, al sentire che anche questa è musica. Io sono convinta che quella di Meg lo sia. Probabilmente anche i musicisti di chitarra classica del passato, al sentire per la prima volta le distorsioni delle chitarre elettriche, non ne furono del tutto felici. Ma il tempo ovviamente ha cambiato anche quella storia

Il progresso tecnologico si espande in ogni direzione, anche agli strumenti per fare Musica, dando vita a nuove sonorità, ricavate dalle applicazioni impiegate per l’output sonoro. Si deve riconoscere la capacità di Meg di incanalare questi nuovi suoni in un progetto che risulta musicalmente, per armonia e ritmica, convincente e molto interessante per i contenuti,  dove la voce rimane lo strumento principale.

La voce di Meg è limpida, il timbro è pieno e bello, è dotata di una ampia estensione e dal vivo sorprende il livello di intonazione pressoché senza cedimenti. Spesso la sua voce è il centro del brano e nonostante il percorso armonico quasi sempre complesso, la cantante riesce a superare ogni ostacolo utilizzando la voce come un vero e proprio strumento musicale. Molto bella la sua interpretazione dei brani Promises Impossibile Trasmissione. Grande l’enfasi di Meg nel cantare l’amore per la sua città Napoli, con il brano Napoli Città Aperta. Ottima la versione live del singolo Troppo Facile, con il quale a ottobre 2008 ha presentato l’ultimo album Psycodelice. Stupendo poi il finale con la versione acustica dai toni partenopei del brano Quello Che a dimostrazione, per chi avesse avuto dubbi, delle qualità vocale rimica e armonica dell’artista napoletana e dei musicisti che l’accompagnano.

CONCORSO REMIX LANCIATO
DAL WEB DI RADIO DJ

Si e’ dato il via su DeeJay.it al concorso per remixare la canzone “E’ troppo facile” di Meg!
E possibile scaricare le tracce audio all’indirizzo
http://mydeejay.deejay.it/megmydeejay
Una volta fatto il remix va inviato per la selezione per
essere pubblicato nel DeeJay Store!  Lunga vita al REMIX! (fonte web di Meg)

PROSSIME DATE DI MEG 2009:

09/01   Milano – Magnolia
15/01   Groningen – Eurosonic Festival
24/01  New Age Club – Roncade (Tv)
31/01  Recanati – Extracinemamusic

LINKs:

MEG official web
PICCOLA GRANDE MEG post Romalive 27/11/0
CIRCOLO DEGLI ARTISTI web

ROMA, INIZIA IL 2009 A SUON DI TROMBA

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A Roma il 2009 avrà un inizio in Musica veramente unico. La prima settimana di questo giovane nuovo anno sarà segnata dalla strumento considerato il più vicino alla voce umana. La Tromba. Presente nelle narrazioni bibliche come pure nelle rappresentazioni pittoriche e iconografiche dei grandi eventi, dal secolo scorso viene considerata uno degli strumenti più affascinanti. Quando risuona obbliga a prestarle attenzione con il suo richiamo a volte urlante e stridente, altre caldo e avvolgente. Michelangelo Buonarroti, nel rappresentare il giudizio universale sulle volte della Cappella Sistina, esprime l’inquietudine profonda che attraversava il XVI secolo, dipingendo angeli che al suono di Tromba richiamano forme umane ormai prive di vitalità alla vita stessa – simbolicamente è il richiamo alla morale e la tromba è la voce di Dio. <FOTO>

« Il primo musicista jazz fu un trombettista, Buddy Bolden,
l’ultimo sarà un trombettista, l’arcangelo Gabriele » Wynton Marsalis 

Presente nella musica in modo trasversale dalla dance alla latin, dalla sinfonica al pop, passando per tutte le bande del mondo, la tromba viene soprattutto identificata con la musica afroamericana che la ha innalzata a strumento divino, grazie a musicisti come Bix, Dizzie, Miles, Chet e tanti altri. Possono essere considerati loro dei semplici musicisti? No. La tromba è il mezzo che ha permesso di trasferire i ‘sospiri interiori’ al cuore di chi ha ascoltato la voce. Nei primi sette giorni dell’anno Roma accoglie tre grandi trombettisti Italiani. Fabrizio Bosso, Aldo Bassi e Paolo Fresu. Tre differenti maniere di interpretare la musica attraverso la Tromba, sotto la guida di una stessa grande stella. Il Jazz.
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3/01/09   Sergio Cammariere e Fabrizio Bosso
                    
                      Jazz ‘n’ soul duet

                      Sala Santa Cecilia Auditorium h. 21.00
                     

6/01/09   Aldo Bassi Sextet
                    
                     Kind of Blue Tribute

                     Alexander Platz, Via Ostia 9  h. 22.00
                     INFO   MYSPACE

7/01/09  Paolo Fresu
                    
                     Solo
                     Sala Petrassi Auditorium h. 21.00
                    

 

FABRIZIO BOSSO, nella foto di sinistra, sarà all’Auditorium il 3 gennaio ad accompagnare il pianista compositore Sergio Cammariere. Un’accoppiata vincente che vede due artisti compensarsi a vicenda. Infatti, le sonorità di Cammariere che si riferiscono alla grande musica d’autore italiana contaminata dai colori vivi del jazz in chiave bossa nova,  incontrano il jazz puro di Bosso, un trombettista che si distingue per gradi virtuosismi tecnici. I brani del ‘Cantautore piccolino’ saranno interpretati in modo più intimo per un concerto unico, per pianoforte e tromba, con ampio spazio all’improvvisazione.

Il 6 gennaio al Jazz Club Alexander Platz ALDO BASSI, foto a destra di Andrea Conti, rende omaggio ai 50 anni di Kind of Blue, proponendo tutte le take dell’album e altri brani celebri di Miles Davis. Bassi è un interprete sensibile e raffinato, un compositore in continuo movimento alla ricerca di nuove sonorità. Per questa occasione sarà accompagnato da cinque musicisti, rispettando così la stessa formazione, un sestetto,  che allora incise l’album.  A cinquant’anni della sua pubblicazione avvenuta nel 1959 “Kind of Blue” di Miles Davis è il disco di jazz più venduto di tutti i tempi. Con la sua magia ha accompagnato momenti di vita di molte persone e i cinque brani originariamente contenuti – so what, freddie freeloader, blue in green, all blues, flamenco sketches – sono tasselli preziosi di un’opera d’arte e, singolarmente, ciascuno rappresenta un’opera d’arte in se. 

Aldo Bassi (tromba)                        
Paolo Recchia (sax contralto)        
Gianni Savelli (sax tenore)                
Alessandro Bravo (pianoforte)                                                                          
Stefano Nunzi (contrabbasso)         
Alessandro Marzi (batteria )           

LA FORMAZIONE DEL 1959 di Kind Of Blue: Miles Davis (tromba) Julian “Cannonball” Adderley (sax contralto, ad eccezione del brano Blue in Green) John Coltrane (sax tenore)  Bill Evans (pianoforte eccetto nel brano Freddie Freeloader) Wynton Kelly (pianoforte, nel brano Freddie Freeloader)  Paul Chambers (contrabbasso) Jimmy Cobb (batteria)

Il 7 gennaio, l’eccentrico trombettista sardo, PAOLO FRESU, avrà tutto per se il palco della Sala Petrassi all’Auditorium per un concerto “Solo”. Impresa ardita! Sessanta minuti di rara bellezza che incorporano la saggezza del suono e il calore dei colori e viceversa. (fonte:auditorium). Che cosa posso dire di Fresu che già non sia stato detto? Che trasmette emozioni,  che è coraggioso a prestare se stesso e la sua tromba alle imprese artistiche più disparate. Che lo ringraziamo per portare il nome del nostro paese così lontano e così in alto. Allo stesso modo ringraziamo gli altri due trombettisti qui citati, perchè dall’alto delle loro ‘nicchie’ musicali, questi tre artisti, ci dimostrano che oggi è ancora possibile fare, quindi per noi ricevere, buona musica di qualità. Va solo ricercata lontano dai clamori, come ormai abbiamo detto più volte dalle pagine di Romalive. Da non perdere!! quindi i tre appuntamenti di questo inaspettato e casuale viaggio nei diversi colori della tromba a Roma. Se questo è solo l’inizio… allora abbiamo i presupposti perchè il 2009 della capitale possa essere veramente un Buon Anno!