MASSIMO PIRONE AL BOOGIE (24/10/21): LA MUSICA DI ROSOLINO, E’ ANCORA TRA LE DITA

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DOMENICA JAZZ – grande #Jazz al BOOGIE CLUB con il concerto Max Pirone “Frank Rosolino”, nella rassegna Boogie Jazz season 4^ Edizione, per la direzione artistica di Gabriele Buonasorte. In questa domenica ci trovate il trombonista Massimo Pirone alla guida di un quartetto d’eccellenza. Con il Riccardo Biseo al piano, il batterista Carlo Battisti e il contrabbassista Daniele Basirico.

Boogie Club ristorante, pub con musica dal vivo a Roma
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Chiunque nel nostro mondo dovrebbe già conoscere la storia del musicista Frank Rosolino, e probabilmente tutti conoscono il tragico, ed ancora oggi inspiegabile, epilogo della sua vita.

Straordinario trombonista americano nato nel 1926 a Detroit, Rosolino aveva la reputazione di un musicista a metà tra bop e swing, descritto dai suoi contemporanei “meravigliosamente agile con un tono ampio che potrebbe essere ‘umano’, quasi vocalizzato. Rosolino porta un tocco di umorismo in quasi tutto ciò che fa” (il critico Richard Cook). Per la sua popolarità e le sue innegabili capacità era molto produttivo, tanto che raramente restava senza lavoro; aveva addirittura partecipato in alcuni film hollywoodiani e appariva in tv. Negli anni ’70 Rosolino si trovò spesso in Europa nelle tournée di Quincy Jones ed è stato uno dei tanti membri dell’ensemble Supersax, il premiato tributo a Charlie Parker.

Colto da un raptus improvviso, nel 1978, Rosolino sterminò la sua famiglia togliendosi subito dopo la vita. Siamo consapevoli di questo lato terribilmente oscuro, soprattutto con i nostri occhi, oggi nel 2021. Negli anni precedenti a quell’orribile evento nel febbraio del ’78, Rosolino si stava godendo la vita e la fortunata carriera. Si può dire che fosse appagato e felice. O almeno così appariva. Tutti parlavano tanto del suo canto scat quanto del suo modo di suonare. Faceva persino soldi e godeva dell’affetto e del rispetto di tutti.

Nel concerto al Boogie Club, Domenica 24 Ottobre (apertura alle 20:00 concerto alle 21:00) verrà celebrata la sua musica, il suo modo di suonare e l’impronta di fondamentale importanza che ha lasciato ai posteri. Ha ricordato Bill Brusso, riconoscendo a Rosolino il merito di aver ampliato la tecnica del trombone negli anni Cinquanta durante il suo mandato nella band di Kenton. “Non solo per la velocità della sua tecnica e per il fatto che suonasse così bene nei registri superiori, ma anche per la sua incredibile flessibilità”.

Dell’uomo e delle sue inimmaginabili turbe psichiche, non possiamo far altro che continuare a provare, a mezzo secolo di distanza, la compassione per le vittime mista ad un senso di impotente dispiacere per una caduta così definitiva e senza nessuna possibilità di recupero, dall’altezze musicali al buio più profondo dell’anima.

di Cristiana Piraino
per Boogie Club

[fonti: elsewhere by Graham Reid]

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