ALMENO SU JIMI NON FATE ERRORI

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Mandatory Credit: HEADER Photo by MARC SHARRAT/REX (16987j) The Jimi Hendrix Experience – Jimi Hendrix at the Marquee Club, London – 1967

Il problema non è da poco. Fare errori in rete ci potrebbe costare molto caro domani. Ma domani-domani, quando cioè avremo lasciato in eredità ai posteri tutte le sciocchezze che oggi, seppur spesso in buona fede, scriviamo in rete. Di certo, ci sono moltissime cose ben scritte o meglio che rispecchiano i fatti. Ma tra 100 anni chi avrà la memoria effettiva, quella cioè che si ha per aver vissuto o studiato a fondo i fatti di certe epoche? Pochi. Di certo farà fede, per un qualsiasi utente, quanto è stato scritto ed è stato detto da chi è già passato remoto.

Ho fatto il liceo classico, nel cuore di Garbatella al Socrate (e me ne vanto). Vabbé, non ero proprio un modello di perfezione come studentessa, più che altro mi ribellavo ai contenuti. Di base non sopportavo i “Promessi Sposi”. Quella Lucia così sottomessa e circondata da maschiacchi brutti e cattivi da un lato, e da buoni rimbecilliti dall’altro – tipo Renzo. Che nervi! Ma una cosa ho capito in quei cinque anni di Liceo è che ogni scritta, anche minuscola, scolpita sulle pietre, in un qualsiasi angolo del mondo che allora fu, è stata oggetto di profondissimi studi per capire e comprendere la storia, i fatti e gli esseri umani. Frasi divenute in alcuni casi ‘oro colato’ giustamente o meno.

Arrivo al punto che riguarda il ‘prossimo’ passato. Per indole l’essere umano da importanza al passato – e giustamente. Allora la domanda è d’obbligo: ma domani chi potrà controllare se una versione è proprio quella o no? Rifacendomi al collega blogger iraniano Hossein Derakhshan, il quale sostiene riferendosi alle fake-news (ma mi sento di estendere il discorso anche ai fake-metadata) che «Se oggi proliferano le notizie false è anche perché in Rete vengono condivise sensazioni più che pensieri» ed in una visione pessimistica del mondo – che comunque è sempre bene avere almeno un pochino, ci potrebbe essere della confusione e certi ‘errori’ potrebbero passare come verità. Ad esempio, mi sono imbattuta in brani assegnati (nel titolo del video caricato) a Bob Marley ma invece è Peter Tosh, ma la lista si allunga se ci mettiamo in modo attento su Youtube alla ricerca di errori. Sentite questo video ad esempio! Scempio .. è Bob McFerrin!!  

Vabbè. Avete capito. Jimi Hendrix è solo per dire un nome importantissimo, ma il discorso vale per tutti. Allora, in conclusione, verificare le fonti prima di scrivere qualsiasi cosa in rete.

di Cristiana Piraino

Well, I’m a voodoo chile
Lord I’m a voodoo chile

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