ALMENO SU JIMI NON FATE ERRORI

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Mandatory Credit: HEADER Photo by MARC SHARRAT/REX (16987j) The Jimi Hendrix Experience – Jimi Hendrix at the Marquee Club, London – 1967

Il problema non è da poco. Fare errori in rete ci potrebbe costare molto caro domani. Ma domani-domani, quando cioè avremo lasciato in eredità ai posteri tutte le sciocchezze che oggi, seppur spesso in buona fede, scriviamo in rete. Di certo, ci sono moltissime cose ben scritte o meglio che rispecchiano i fatti. Ma tra 100 anni chi avrà la memoria effettiva, quella cioè che si ha per aver vissuto o studiato a fondo i fatti di certe epoche? Pochi. Di certo farà fede, per un qualsiasi utente, quanto è stato scritto ed è stato detto da chi è già passato remoto.

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LEGGERE LA CANZONE: CI VUOLE TEMPO PER CONOSCERE L’UOMO

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Quando un pezzo mi folgora così io devo immediatamente inserirlo nel mio blog. Poi ultimamente sono veramente tante le domande che mi pongo. Forse con il tempo, che non smette di passare, e con la quantità di cose che vedono i miei occhi.. aumentano anche i dubbi.

Ma poi arriva una canzone come questa e io mi tranquillizzo. Certo, spero di avere il tempo, che non sarà mai abbastanza, per capire il mio ‘tutto’. Invitandovi più che mai, questa volta, a leggere la canzone dello straordinario poeta contemporaneo, quale è Rice, vi ricordo che il brano fa parte di “My Favorite Faded Fantasy”, terzo album in studio del cantautore irlandese pubblicato a fine 2014 a quasi otto anni dall’uscita del precedente album. L’album è stato prodotto da Rick Rubin un grande producer USA, dal curriculum costellato di incredibile nomi. Forse per essersi fatto attendere molto, il disco non ha ottenuto grandissime attenzioni. Per me è suonato da dio, curato nei minimi dettagli nei suoni. Almeno su Spotify sentitevelo.

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LA MUSICA INSIEME … A ERRI DE LUCA, NICKY NICOLAI E STEFANO DI BATTISTA

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“Le parole hanno un grande vantaggio ad esser accompagnate dalla musica, perché magari se ne stanno chiuse in un libro, stanno anche belle, ma chiuse in un libro, quando improvvisamente arriva la musica le tira fuori e queste parole se ne vanno lontanissime dove non sarebbero mai arrivate. La musica fa con le parole come un fa un tappeto volante, le fa arrivare in capo al mondo.” Erri De Luca.

Mart. 6 febbraio 2018 ore 21
LA MUSICA INSIEME da un’idea di Erri De Luca
TERAMO, Via Comi 11
Sala Polifunzionale della Provincia

Concerto con Erri De Luca, testi
Stefano Di Battista, sax soprano e contralto e musica
Nicki Nicolai, voce
Andrea Rea, piano
Daniele Sorrentino, contrabbasso
Luigi Del Prete, batteria

“Questo non è uno spettacolo, è una chiacchierata musicale” nata prima di tutto dalle parole del grande scrittore Erri De Luca, musicate nello scantinato del grande sassofonista Stefano Di Battista e cantata dalla voce di Nicky Nicolai.

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LOVE AND OTHER SIMPLE MATTERS | Roberto Tarenzi Trio NEW CD & Live a Roma

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Nella discografia Jando Music è arrivato un nuovo bellissimo disco. In collaborazione con Via Veneto Jazz, l’etichetta romana continua a sfornare il meglio del jazz nazionale con importanti presenze della scena internazionale. In LOVE AND OTHER SIMPLE MATTERS, del pianista Roberto Tarenzi ne abbiamo un chiaro esempio. Cover 📷 di Paolo Soriani 

26.1.2018 Concerto di presentazione del nuovo album, “LOVE AND OTHER SIMPLE MATTERS” Roma, Teatro Studio, Auditorium Parco della Musica ore 21:00

Biglietti  | Posto Unico € 15.00
Roberto Tarenzi, piano
James Cammack, contrabasso
Jorge Rossy, batteria

Roberto Tarenzi, nato a Milano nel 1977, è un pianista tra i più talentuosi della scena jazzistica nazionale. Per registrare il suo lavoro della consacrazione sceglie una sezione ritmica internazionale e di grandissimo spessore. James Cammack, il leggendario bassista del pianista Ahmad Jamal e Jorge Rossy batterista (e polistrumentista) iconico del primo trio di Brad Mehldau. Pianisti che hanno ispirato il percorso artistico di Roberto, accanto ad importanti maestri che hanno contribuito alla sua crescita. Scopre infatti il jazz nell’adolescenza e studia con Ray Santisi presso i seminari della Berklee School a Umbria Jazz nel 1994, Franco D’Andrea e Enrico Pieranunzi a Siena Jazz 1996, Enrico Intra e Roberto Pronzato presso i Civici Corsi di Jazz di Milano, dove ottiene il diploma nel 1999. 

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POP IN BILICO TRA SERIO E RIDICOLO. E GLI AMOREVERO SE NE APPROFITTANO

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Ridere della musica. Gli AmoreVero, un progetto che da soddisfazione (per chi la pensa in un certo modo)

POTREMMO DIRE CHE

Gli Amorevero hanno inizio quando, da giovanissimi, Davide Martin e Filippo Di Letta incrociano i loro destini sul palco della chiesa valdese di piazza Cavour a Roma durante un seminario di musica gospel. Da qui la prima collaborazione: si esibiscono al Tavern Club di Foligno e la loro fama comincia a diffondersi. Ad Amburgo viene creato il look, dai vestiti al taglio di capelli. Suonano i propri brani come gruppo spalla della cantante pop Suzanne Kerne. Fanno un provino con la casa discografica Tecca, ma il loro potenziale non viene intuito. Dopo il trasferimento in Canton Ticino, arriva il primo contratto. Lo firmano con la Eni. Il singolo “ Love me tu!” dall’album “ Gassenpower”, scala tutte le classifiche dei paesi mitteleuropei: un grande successo internazionale più che italiano. Ma, a causa di un incidente informatico, la produzione di esordio, realizzata completamente in digitale, viene distrutta. È il periodo in cui l’armonia del gruppo è messa a dura prova da dissapori (sempre più frequenti tra i due cantanti) che portano all’annullamento del concerto di Bellinzona. Il 2013 è stato l’anno del lancio italiano con il nuovo singolo “Tutto Bellissimo”. Il secondo singolo e videoclip è ‘Pilate’, ovvero, Tutti i Mali che non t’aspetti, un crudo spaccato sulla difficile condizione dei Rapper oggi.

PREGO DALLA REGIA MANDARE IL CONTRIBUTO 

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LOVE IS THE TEMPLE: ONE LOVE AND ‘THE IMPOSSIBLE’

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Love is a temple
Love is a higher law
Love is a temple
Love is a higher law

Impossibile credere che tutto questo sia accaduto veramente, eppure. “The Impossible”, parla di sopravvivenza non solo come una vittoria, ma come qualcosa di molto doloroso. In breve film Spagna, 2012, drammatico, regia Juan Antonio Bayona, musica Fernando Velázquez, con Naomi Watts – Ewan McGregor, e i bambini Tom Holland, Samuel Joslin, Oaklee Pendergast. E’ la storia vera di una famiglia spagnola sopravvissuta allo tsunami del sud-est asiatico del 26 dicembre 2004. Considerato il peggior disastro naturale della storia contemporanea, ha causato la morte di un numero ancora oggi non del tutto certo, da 280 a 400 mila. Di certo sappiamo che almeno un terzo delle vittime erano bambini, in una zona del mondo ad alta densità di popolazione e di grande turismo. Una tragedia che chi l’ha vissuta, anche solo attraverso i telegiornali, non potrà mai dimenticare.

La pellicola è impressionante con scene in ‘immersione’ che tolgono letteralmente il fiato. Coglie l’obiettivo e mette lo spettatore al centro della tragedia per poi mandarlo a casa a pensare alla condizione del vivere. Il messaggio più grande è la potenza di ogni forma di Amore e la resilienza di una madre, nella vita Maria Belon interpretata da Naomi Watts e di un padre, bravissimo qui Ewan McGregor. Nel trailer ascoltiamo un brano perfetto.

SCROLL DOWN PER ASCOLTARE ‘ONE’ E PER LE FOTO 

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ALAN SORRENTI E IL MEGLIO DEL PROG PER RICORDARE MARCELLO VENTO

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Dom. 14.1.2018 h 21:00
CONCERTO PER MARCELLO VENTO 
Alan Sorrenti con i Saint Just di Jenny Sorrenti
Opening I Grazia Obliqua
Ingresso Gratuito 
Presentazione dell’album PROG EXPLOSION AND OTHER STORIES 
Via del commercio, 36 Roma
Tel. 06 574 7826

Domenica 14 Gennaio torna in scena, rigorosamente ad Ingresso Libero, la sesta edizione del Concerto per Marcello Vento (1949/2013), indimenticabile amico e artista.

“Alan Sorrenti, che, oltre ad aver vissuto con Jenny le stagioni artistiche di quei momenti iniziali dei seventies, ha deciso nel 2017 di riprendere il percorso progressivo proprio coi Saint Just e Jenny. D’altronde nell’album del 1973 partecipa ai cori e al missaggio… non è una questione di famiglia ma di rispetto artistico e di sintonia, anche con i musicisti che costituiscono il fulcro di ogni ‘cosa’destinata a funzionare. Vorrei incontrarti, forse il brano di Alan più conosciuto dei primi album (Aria del 1972), è resa con la tensione giusta, che non smorza la dolcezza di allora ma ne accentua il “colore” rock. Sienteme, tratta da SIENTEME, IT’S TIME TO LAND del 1976, più dell’originale risulta viva e vicina alla nostra sensibilità in divenire ‘altro’.” di Guido Bellachioma 

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