UNA GRANDE ‘CUBAN JAZZ SESSION’ CON ERNESTTICO A ROMA

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Un evento straordinario sta per arrivare a Roma. In esclusiva nella capitale al Alexanderplatz Jazz Club il 4 e 5 Novembre è di scena Ernesttico, il più grande percussionista cubano scelto dai big della musica Italiana. E’ d’obbligo ricordare che Jovanotti lo ha voluto accanto a se per molto tempo, per conferire alla sua musica quel meraviglioso sapore Latin che molto spesso ritroviamo nei dischi di Lorenzo. Insomma è sicuramente uno dei musicisti che gli ha fatto trovare quel Ombelico del mondo che ha tanto cercato.

Ma la lista delle collaborazioni di Ernesttico, all’anagrafe Ernesto Gonzales, è veramente lunga e d’effetto, Emiliano Salvador, Gonzalo Rubalcaba, Orchestra Tropicana, Pino Daniele, Pat Metheny, Eric Marienthal, Gloria Estefan, Jane Bunnet. Anche molti italiani lo hanno voluto al suo fianco, Eros Ramazzotti, Raf, Fabio Concato, Anna Oxa, Carmen Consoli, Laura Pausini, Renato Zero, Gianna Nannini, Fiorella Mannoia, Elisa, Ivano Fossati, Zucchero e Giorgia, per citarne solo alcuni.

SUL PALCO del Alexanderplatz (Via Ostia 9, Prati) il 4 e 5 novembre con Ernesttico alle Percussioni potrete ascoltare un gruppo di incredibili musicisti Cubani! Ivan Bridon Pianoforte, Tastiere, Percussioni e Cori Angel Ballester Saxs, Flauto, Cori e Percussioni Minori  Dany Noel Basso Elettrico, Contrabasso, Chitarra e Cori

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YILIAN CANIZARES, FLOR CUBANO IN EUROPA

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Yilian Cañizares 3

La sua energia così pura, come le sue origini, trasmette un mare di bellissime sensazioni. Yilian Cañizares è nata a Cuba, un luogo in cui la musica è veramente parte del dna di ogni persona ed è contagiosa come un virus.

IN CONCERTO A FIRENZE E POI A MILANO. Yilian sarà in Italia, purtroppo non a Roma, il 10 ottobre al Festival Musica dei Popoli, Auditorium Flog, Firenze e il 19 Ottobre nel padiglione della Svizzera (che l’ha adottata) all’Expo di Milano.

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100 ANNI DI BOSSA. TRIBUTO AL GRANDE VINICIUS DE MORAES

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Sab. 22/6/2013  
UNA NOTTE PER VINICIUS
tributo a Vinicius De Moraes
O.Vanoni e un cast d’eccezione
Auditorium Parco della Musica
Sala Sinopoli h. 21:00 € da 20 a 30 >buy online

> TUTTI I CONCERTI DEL’ESTATE A ROMA

Il 1958  l’album Canção do amor demais della cantante Elizeth Cardoso – di cui fa parte il brano che pubblico qui ‘Chega de Saudade’ – è considerato l’anno di nascita della Bossa. Autori del album furono Jobim e De Moraes che in quel momento e con questa opera, tracciarono l’inizio di una nuova strada che da allora non smette di essere seguita. Dal Brasile oggi la bossanova è diventata genere universale, cantata in tutto il mondo e in tutte le lingue. Il samba canzone, con ritmi più lenti e impreziosito da testi al principio ‘leggeri’ nel tempo, influenzata dai cambiamenti socio-politici (in particolare riferiti alla storia del Brasile) arriva a toccare temi di maggiore spessore. La bossa canta certamente l’amore ma allo stesso tempo dipinge le immagini di vita e, nel suo percorso, attraverso la storia complessa del suo paese d’origine, negli anni ’70 diventa anche la voce di una certa protesta e viene utilizzata dai cantautori per risvegliare le coscienze nel pesante contesto storico vissuto.

L’Auditorim di Roma, il 22 giugno presenta un evento unico in memoria di colui che è di certo uno dei principali padri della Bossanova. Vinicius de Moraes nasceva 100 anni fa, proprio nel 1913. Eppure lo sentiamo così vicino e presente nelle nostre vite. Un artista che non smette mai di stupire e che è vivo intorno a noi, perchè la sua musica – come nel caso dei grandissimi, non morirà mai ma continua ad essere fonte di ispirazione per musicisti e per gli appassionati come me.

A ricordare Vinicius su palco della Sinopoli ci sarà un cast d’eccezione. Voce Ornella Vanoni accompagnata da un grande attore quale voce recitante, Orso Maria Guerrini. Con loro tanti grandi artisti. Celso Fonseca – compositore e chitarrista brasiliano, Selma Hernandes – attualmente una delle più grandi interpreti contemporanee della musica popolare brasiliana. Ancora ci sarà  Tony Bungaro – cantautore, Carla Cocco – nuovo talento e Eddy Palermo prezioso virtuoso della chitarra, che voi lettori di Romalive, già conoscete bene. Anche lui come gli altri artisti qui citati ha dedicato la propria vita a questo genere musicale. Ma la serata sarà l’occasione per celebrare anche un grande amico di Vinicius, il cantautore italiano Sergio Endrigo dalla cui amicizia artistica scaturirono molte bellissime note. Attraverso la figlia di Sergio, Claudia, il pubblico potrà ripercorrere i momenti principali del loro legame umano e artistico.

Presenta la serata: Max De Tomassi di radio 1 brasil
Aidan Zammit, Direzione Musicale
Gianluca Persichetti, Chitarra Solista
Luca Pirozzi, Basso
Lucrezio De Seta, Batteria
Stefano Rossini, Percussioni
Eric Daniel, Flauto, Sax
Pasquale Filastò, Violoncello


Sergio Endrigo – Samba para Endrigo

di CRISTIANA PIRAINO

MERAVIGLIOSO ISAAC. MA I BAMBINI LASCIATELI CON LE BABYSITTER

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Bellissimo Isaac, ma i bambini lasciateli con la babysitter

Spettacolare apertura del Soy Latino con un artista cubano che rappresenta la grande musica latina. Isaac Delgado è una vera e propria icona del son amato e conosciuto in tutto il mondo. Vi lascio questa foto inviatami dall’ufficio stampa. Un bel momento e un forte ricordo per tutti quelli che hanno avuto la possibilità di essere presenti.

ATTENZIONE A TUTTI I GENITORI CON BAMBINI e passeggini presenti al concerto. Siete di un egoismo unico oltre che leggermente ignoranti. La sordità da rumore è in genere graduale ed indolore ma, sfortunatamente, permanente. Una volta danneggiati, il nervo acustico e le sue cellule sensoriali non si riparano più e vostro figlio rimarrà sordo a vita. Suoni che sono maggiori di 85 dB possono causare la perdita permanente dell’udito. Il sistema uditivo può essere danneggiato non solo da una forte esplosione, ma anche dalla prolungata esposizione a elevati livelli di rumore. (fonte Logopedista Pianeta Mamma)
Un concerto come una discoteca producono da 100 a 130 decibel. I tappi, se anche fossero usati, ridurrrebbero il suono di 15 masismo 30 dB. Diciamo, per concludere, che il bambino NON deve assistere ad un evento a tale volume. Colpa anche dell’organizzazione che permette l’ingresso ai bambini?  Non so. Di certo il genitore è il primo responsabile dell’incolumità del minore, lo dice anche la legge. E certo mi piacerebbe andare a fondo e capire meglio l’eta minima necessaria ad accedere ad un  luogo dove il volume supera i 100 dB.

Sono stata presente personalmente sin dal primo Fiesta. Non ricordo più che anno fosse, ricordo solo che eravamo nel parcheggio del palaeur, ora palalottomatica, ma ricordo sin da allora e con grande pena che il popolo del latino americano, molti non italiani e moltissimi italiani, non si fa scrupoli a portare bambini anche piccolissimi ai concerti e nelle discoteche. Spesso mentre ballano o bevono il bambino piagnucola, si lamenta, vorrebbe dormire, insomma ‘rompe’ un po’ secondo il loro metro di giudizio, tanto che spesso ho assistito a genitori che hanno rimproverato o comunque indicato il piccolo come un capriccioso. Insomma ho assistito a scene penose, cose che non mi sarei mai aspettata da persone che hanno avuto le mie stesse possibilità di capire la vita. Una volta un neonato di meno di un mese di età fu esposto sotto il palco de Los Van Van come si esponeva nell’antichità il neonato figlio del re al popolo, o in chiesa. Insomma un gesto di una presunzione e allo stesso tempo egoismo non lo avevo mai visto. Ma soprattutto un gesto di una pericolosità inaudita, perchè in quel momento il bambino si trovava a circa 5 metri dal palco esattamente alla destra, molto vicino ad una colonna doppia di casse acustiche nescessarie ad amplificare il suono per decine di migliaia di persone. Ho sentito io dolore in quel momento come mamma ‘cosmica’ e non solo dei miei figli e negli anni ho sperato che quella creaturina non avesse avuto danni da quel gesto di uno stupido, che purtroppo è anche suo padre.

PERDERE L’UDITO E’ SENZA RITORNO. Anche una perdita minima causerà a vostro figlio una perdida della capacità di comprendere perchè non sentendo bene sarà frastornato da parole che non capirà del tutto. E via a spendere soldi di logopedisti e ripetizioni. A  scuola rimarrà indietro, al liceo quindi non ci andrà, e sarà uno sfigato per tutta la vità.. perchè lo avrete rimbambito portandolo per anni ed anni al Fiesta, al Parco Rosati, al Cubano a cena e nelle discoteche del latino americano sparse per Roma dove se vai un ragazzino ce lo trovi sempre.

LA BOSSA SUONATA IN JAZZ

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Ven. 1.03.2013
BOSSA & JAZZ
Beba do Samba
Via de’ Messapi 8 San Lorenzo
h. 22:00 Ingresso tesserati

Aldo Bassi, tromba
Eddy Palermo, chitarra

Due musicisti di grande esperienza che si incontrano sul palco per la prima volta. Un progetto adatto a chi ama la bossanova vista da una prospettiva jazzistica. I brani proposti fanno parte del repertorio storico del jazz ripetutamente percorso negli anni dalle più disparate formazoni. Brani come Girl from Ipanema oppure Retrato en branco e preto e ancora Nica’s Dream sono delle pietre miliari della bossa nova jazzistica che in questo progetto verranno eseguiti con doveroso rispetto stilistico. Il set in scena al Beba Do Samba è di quelli unici e imperdibili. Aldo e Eddy sono due musicisti della old school, che prevede una condizione, la continua ricerca della perfezione stilistica nel rispetto della tradizione e un rapporto continuo e crescente con lo strumento come proiezione della propria arte. Questo progetto, che li vede in scena insieme per la prima volta, nasce da un desiderio comune, più che un’idea, di approfondire queste tematiche in modo che siano trasmesse al pubblico esattamente come sono, nel modo in cui i rispettivi compositori li pensarono, tanti anni fa.

di CRISTIANA PIRAINO

ANCORA 5 MINUTI PER RICORDARE CARLOS GARDEL

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GARDEL

Nei bassifondi di Buenos Aires impara il lunfardo (*) che grazie a lui diventa la lingua ‘ufficiale’ del tango. Carlos Gardel nacque oggi 11 dicembre di tanti anni fa. Da tutti è considerato il padre del tango e sicuramente ne è stato uno degli interpreti principali fino ai giorni d’oggi, con una voce riconosciuta recentemente dall’Unesco come Patrimonio Culturale dell’Umanità. Della sua vita si dice che fu’ piena di avventure e soprattutto di tango, morì in un incidente aereo, che ovviamente rattrista, ma che riporta di nuovo a un’idea di avventura e di vita veramente vissuta, le cui tracce sono presenti nelle sue canzoni, oltre 900 brani di tango che Gardel canterà e inciderà nella sua vita, intensa seppur interrotta in un momento sbagliato. Leggendo queste belle storie di un passato in cui la musica era tutta da inventare e curiosando qui e là, ho capito che proprio il primo non fu, come sempre accade. Ciò non toglie però che Carlos Gardel verrà sempre ricordato come il numero uno.

Ho trovato Pascual Contursi (1888 – 1932) coetaneo di Gardel. Contursi, autore teatrale e compositore di origine italiana, due o tre anni prima aveva iniziato a porre le basi del Tango del ‘domani’ aggiungendo i testi a brani di tango già conosciuti e proponendoli con la sua chitarra. Nel 1917 a un Gardel già famoso per alcuni spettacoli di canzone popolare argentina presentati in teatri prestigiosi, Contursi chiese di cantare un suo brano ‘Mi noche triste’. Era la prima volta che Gardel incideva un Tango-canciòn e di certo questo fatto rappresentò la fortuna del brano e segnò il passaggio a una nuova grandissima stagione per il Tango come genere musicale

LUNFARDO…(*) è un argot spagnolo utilizzato in città e nelle sue zone limitrofe del conurbano del Gran Buenos Aires. È molto frequente il suo utilizzo specialmente nelle canzoni del ballo tipico di questa città, il tango argentino. Colloquialmente, è chiamato lunfa. Le sue origini furono quelle di uno slang di prigionieri, usato nelle carceri per non farsi comprendere dalle guardie. In questo contesto si inserisce anche la creazione di una particolare forma di parlare invertendo l’ordine delle sillabe di una singola parola, chiamata vesre, ossia l’inverso di revés, che significa ‘rovescio’. Ecco che quindi, al vesre, tango risulta essere gotán, amigo dà gomía, cabeza è zabeca, etc.


mi noche triste – carlos gardel

 

di CRISTIANA PIRAINO

MARCIO RANGEL & FLAVIO BOLTRO al Cotton Club di Roma

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Lun. 15.10 2012
MARCIO RANGEL e FLAVIO BOLTRO DUO
Cotton Club Via Bellinzona 2 zona Corso Trieste
€ 35,00 dalle 20:30 cena completa, ingresso e concerto
€ 15.00 dalle ore 22,00 ingresso, concerto, prima consumazione.
Inizio concerti h. 22:15 T. 349 0709468 0697615246 info@cottonclubroma.it

Segnalo un concerto da non perdere assolutamente. Marcio Rangel dal Brasile arriva a Roma il 15 ottobre al Cotton Club di Minnie Minoprio. Con la sua chitarra racconta molte belle storie passando da uno stile all’altro, da un’epoca a quella successiva, senza mai faticare. Un talento vasto, unito a grandi doti interpretative. Va detto che Marcio ha sviluppato una tecnica ‘propria’ nel suonare la chitarra che normalmente da destro, lui utilizza al contrario essendo mancino proprio come era Jimi. Suonando i bassi con l’anulare e il mignolo e le melodie con il pollice, l’indice e il medio, la sua sonorità risulta potente nei bassi e vellutata negli acuti e dimostra di possedere una tecnica innovativa che rende la sua musica unica e molto personale. Tuttavia per capire meglio questa tecnica, abbiamo chiesto parere a Enzo Crotti del blog Guitar-World.it portale dedicato alla chitarra.

Partendo proprio da un confronto con Hendrix abbiamo capito che sono accomunati solamente dal fatto di essere mancini perchè come ci racconta Enzo “Marcio Rangel è mancino, come l’insuperabile Jimi Hendrix, ma al contrario di quest’ultimo non ha capovolto le corde per averle disposte alla stessa maniera di un destro, cioè con i bassi più in alto rispetto alle corde acute.” Parlando di Hendrix “la sua era una tecnica molto varia, con l’utilizzo del plettro nella mano sinistra o di una tecnica mista tra fingerstyle e plettro, e comunque uno stile rock blues che lui stesso ha contribuito a forgiare. Sono convinto che se avesse suonato con la chitarra nella posizione standard non sarebbe stato così grande, ma questo è tutto da dimostrare. Marcio Rangel ha modo di suonare molto differente, poiché girando le corde le note basse si trovano vicino al palmo della mano destra e le corde “cantine” sono sulla parte terminale delle dita. Considerando invece la mano sinistra usa sia il plettro che le dita. Con il plettro non mi sembra vi siano sostanziali differenze, se non che gli accenti vengono ad essere verso l’alto, quindi contro la gravità naturale per intenderci. La tecnica finger-style che usa è invece interessante, in quanto può sfruttare il naturale movimento di chiusura delle dita per fare scale ascendenti molto efficaci e dal suono particolare, cosa che i chitarristi con le corde nell’altro senso non possono fare.”

Ma torniamo a parlare dell’evento romano del 15 ottobre dove Marcio sarà in coppia con uno straordinario trombettista, Flavio Boltro, che non necessita di presentazioni, basti pensare alle sue numerose collaborazioni in tutto il mondo, per ricordare la versatilità di un artista dotato di una grande forza interpretativa unita ad una straordinaria tecnica.

Allora, avete già prenotato un tavolo. Fatelo ai numeri che vedete sopra e buona musica a tutti!


Marcio Rangel – Arena Live (Madame Guitar 2011)