QUESTA VOLTA SUONA BENE ANCHE PER I PIÙ PICCOLI

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Quante volte noi genitori rinunciamo per il bene dei figli? Effettivamente un bel po’. Ma è giusto così, perché per la loro salute e benessere spesso è meglio evitare situazioni che potrebbero non essere ‘adatte’ o giuste per motivi di età. Già in passato avevo trattato il tema ‘bambini ai concerti dei grandi’ criticando i miei colleghi genitori che portano sotto palco i loro piccoli, sottoponendoli ad uno stress esagerato ed inaccettabile all’apparato uditivo, oltre che a situazioni spesso bizzarre che potrebbero non essere comprese dai più piccoli.

Ma se da un lato è un bene lasciarli a casa o non andare, se proprio non si sa con chi lasciarli, dall’altro è un sacrificio dover rinunciare ad un bel concerto, magari anche raro, che passa in città. Finalmente qualcuno ha capito che aiutare i genitori in queste situazioni, per certi genitori non ha prezzo! Vi segnalo quindi l’iniziativa del Auditorium Pdm che offre un servizio di intrattenimento e babysitting per tutta la durata della rassegna di Luglio Suona Bene!

MAGGIORI DETTAGLI li trovate nel loro comunicato (che copio integralmente a seguire)  Continua a leggere

IL QUADRO DELLA SCENA MUSICALE ATTUALE – QUAL E’?

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Qual è il quadro della scena musicale attuale?

Le radio hanno da sempre trasmesso nei loro programmi della musica mainstream, popolare. Hanno sempre dato la precedenza a prodotti di tipo commerciale. L’industria discografica, come il resto della società, subisce le pressioni costanti della globalizzazione.

C’è però un caso in cui questo non succede. Parliamo di Internet, una finestra in cui i software Peer To Peer, i canali di diffusione streaming, Youtube e tutti i social network riescono a distanziarsi dalle pressioni che tutto il resto del mondo subisce. Da questo quadro si evince che le informazioni oggi viaggiano alla velocità della luce e non ha importanza se il cambiamento messo in atto è un cambiamento reale o un cambiamento virtuale, in quanto gli effetti che ne risultano sono reali.

A livello concreto, il panorama odierno della musica è estremamente prolifico. Se si aggiunge poi che con l’avvento del digitale più o meno chiunque è in grado di registrarsi il proprio singolo/EP/album direttamente da casa, per non parlare della musica elettronica e del fenomeno dei dj.

Come può un artista professionista odierno collocarsi sul mercato? Mentre un aspirante artista come potrebbe emergere?

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C’E’ JAZZ AL FESTIVAL DI SANREMO?

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C’è stato, c’è stato. Poco, ma, come si dice, buono. Giochiamo a trovare le differenze, con il resto del mondo. Un aiutino? La musica è sempre al primo posto, le note si cantano, gli arrangiamenti hanno un ruolo fondamentale. La durata dei brani, nel senso, quanto ci rimarranno in testa, beh, questo dipende da voi, noi, da chiunque, ma mediamente è lunga. La prova del 9? Potrebbe valere il fatto che mentre preparavo questo post, cercando i brani ed imbattendomi nel pezzo del 1989 di Rossana Casale, io l’ho cantato (UHH!)? Quindi, nonostante 28 anni passati e chissà ‘da quanto tempo non lo sentivo’, il brano c’è ed è nella mia testa. Qualcosa significherà pure no? Continua a leggere

PRONTOPRO, E’ NATO IL PORTALE DEI LIBERI PROFESSIONISTI

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Esiste un nuovo portale molto interessante dedicato al mondo del lavoro, ma soprattutto alle professioni. Un network nuovo ed innovativo che mette in contatto servizi e quindi persone che li offrono con chi il servizio lo sta cercando. Un sistema interessante, veloce e geolocalizzato per avere nel minor tempo possibile quello che cerchi, dall’idraulico al social media manager, se cerchi un servizio qui lo trovi, su Prontopro.it

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ProntoPro, mi ha chiesto di ‘identificarmi’ e di raccontare con maggiori dettagli di cosa si tratta il mio lavoro e provare a spiegare cosa significa esattamente social media manager. Ho risposto alle loro domande e spero di aver almeno un po’ chiarito questi aspetti. Trovate l’intervista divisa in due parti nel loro sito – seguendo i link accesi. Grazie a ProntoPro!  Continua a leggere

JIMI INEDITO CON I GYPSYS: IN ARRIVO IL DISCO LIVE MAI PUBBLICATO PRIMA

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Jimi Hendrix Machine Gun

Una vera Breaking news! Uscirà il 30 settembre prossimo per la Legacy Recordings (Sony) il Live del primo set dello storico concerto di debutto della Band Of Gypsys di Jimi Hendrix, con Billy Cox al basso e Buddy Miles alla batteria, del 1969 al The Fillmore East di New York. L’album si intitola “Machine Gun: The Fillmore East First Show 12/31/69”. E’ la prima volta in assoluto che questo set viene reso disponibile nella sua intera durata. Sarà un evento incredibile! Disponibile in CD, 2 Vinili da 180 gr, e in SACD – super audio HD CD. Aspettando il 30 settembre, ho trovato e tradotto il racconto che il bassista della band, ultimo in vita della formazione, Billy Cox, fa di quel concerto.

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OMBRE ROSSE, UN CUORE PULSANTE A TRASTEVERE

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Nel cuore di Trastevere, si lavora per rilanciare uno dei locali più veraci delle notti romane, le Ombre Rosse, club storico situato nella caratteristica Piazza Sant’Egidio. L’obiettivo è ambizioso e, al centro dell’attività, c’è la musica suonata dal vivo e senza limiti di genere.
Il ‘rilancio’ è già in corso e, visitando la loro pagina Facebook, ve ne potrete rendere conto. Ricca infatti è la programmazione musicale, iniziata con il nuovo anno, dal jazz allo swing, dal pop al country, dal blues al rock, ce ne è per tutti i gusti e per tutti i musicisti, dai i più noti dell’underground romana agli emergenti, che sul palco delle Ombre Rosse sono i benvenuti. In questa ‘ristrutturazione culturale’ il locale veste gli abiti del talent scout ed offre il proprio palco a musicisti e teatranti in fase di lancio, un’occasione che dai tempo del Talent Scout  (poi divenuto The Place) non si aveva in città.
E benvenuto è anche il pubblico, che sarà accolto anche da un ottimo menù e da un ricco assortimento di ‘buon bere’. Che dire di più! Ombre Rosse rappresenta senza dubbio una buona tappa nelle vostre serate capitoline.

DOVE

Piazza Sant’Egidio, 12
Trastevere – Roma
Tel. 06.5884155

 

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Di. C. Piraino

BLACKSTAR E IL JAZZ CONTEMPORANEO

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Ho chiesto al mio amico musicista, e bravissimo scrittore di cose di musica, Luca Nostro, di raccontarmi il suo punto di vista sull’incontro fortuito tra David Bowie e il jazz di Donny Mccaslin che ha prodotto l’ultimo meraviglioso disco del Duca Bianco “Blackstar”. Un post da leggere tutto d’un fiato. Grazie Luca

Quando ho saputo che Donny Mc Caslin con il suo fantasmagorico gruppo (Jason Lindner, Tim Lefebvre e Mark Guiliana, con l’aggiunta di Ben Monder alla chitarra) stava lavorando al nuovo disco di David Bowie, a parte realizzare che sarei potuto arrivare a Ziggy Stardust con una sola persona in comune (!), ho pensato a quando ho visto Donny per la prima volta con il suo gruppo quasi dieci anni fa alla Jazz Gallery a New York. In quel momento ho deciso che sarebbe diventato la voce della mia musica e che avrei inciso il mio primo disco da leader con lui. Poi negli anni successivi ho avuto la fortuna di conoscerlo meglio e di suonarci anche insieme anche dal vivo, una persona mite e serena ma con un’urgenza espressiva fuori dal comune, sempre e comunque al servizio della musica e della canzone.

Nel suo linguaggio ritmico e nel suo suono si annidano quelle sfumature che tengono insieme il jazz con il funk, il due con il tre, il rock con la canzone d’autore.

Ho sempre pensato che se il mio gruppo preferito, i Led Zeppelin, avessero avuto bisogno di un sassofonista sarebbe per forza dovuto essere lui, aggressivo e tagliente, avvolgente. Con questo gruppo una sera al 55 Bar c’era la stessa primordiale violenza di un concerto degli Zeppelin al Whisky a Go Go, prima con Antonio Sanchez alla batteria e poi con Mark Guiliana che in un momento di trance fece quasi a pezzi il charleston. Ma la cosa sorprendente fu vederli la mattina successiva nel glorioso studio Systems Two, dove stavo mixando un disco, riprendere dal punto in cui avevano smesso poche ore prima, ma questa volta in cuffia e senza altro pubblico che i microfoni e i pannelli vari della sala ripresa.

Per questo non mi ha sorpreso che David Bowie, insieme al suo produttore Tony Visconti, abbia scelto questo gruppo per il suo testamento musicale, Blackstar, disco bellissimo e pieno di vita perché vicino alla morte. Con semplicità la popstar inglese è diventato un altro membro della band, immagino il relax e la creatività che si respirava in quello studio. E ha dimostrato che cosa significa abbandonare le proprie certezze proprio quando si sa di dover morire, per cercare ancora una volta di dire qualcosa che non è stato ancora detto, altrimenti meglio il silenzio.  La musica di Donny e del suo gruppo ne esce trasformata, distillata, in un pop d’avanguardia in cui l’improvvisazione sembra scritta e la scrittura sembra improvvisata. Merito di quel Grande Ascoltatore che è David Bowie, che ha la grazia del genio e la leggerezza di una voce diafana e penetrante, che approfitta dei suoni per dire parole sommesse e universali, rimanendo a volte in primo piano, altre volte sullo sfondo, ma sempre dentro la musica. Due camaleonti che si incontrano non prendono mai lo stesso colore, non hanno bisogno di mimetizzarsi l’uno con l’altro. Ma rimangono pur sempre due camaleonti.

 

di LUCA NOSTRO
febbraio 2016