ANTIDOTE: ROTEM SIVAN *NEW ALBUM | RECENSIONE

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PREORDER da #iTunes il nuovo disco di Rotem Sivan #Antidote in arrivo l’11 Luglio.

Recensione di Cristiana Piraino

Un disco che racconta un pezzo di vita di uno dei più interessanti chitarristi emergenti nella scena jazz internazionale. Rotem Sivan, israeliano di stanza a New York, mostra di essere in equilibrio tra passato, presente e futuro. Chitarrista dalla tecnica sopraffina, sperimentatore e ricercatore di suoni, sembra avere in testa le immagini di chitarristi iconici e nelle orecchie i loro suoni; da profondo conoscitore del linguaggio jazzistico, riesce a miscelare i due universi paralleli, creando una piacevole e giusta armonia. E se nell’ultimo lavoro del 2015 “A New Dance” avevamo assistito ad una esposizione precisa ma forse troppo accademica, di una magnifica tecnica ma senza troppi rischi, con “Antidote” c’è una notevole evoluzione del musicista e della persona. Perché in ballo ci sono i sentimenti del giovane uomo che usa la musica come antidoto per curare le ferite di un cuore spezzato.

Qui trovate il Pre Order

E’ il racconto, precisamente cronologico, del mal d’amore. Dalla disperazione, alla solitudine, fino alla rabbia, per poi arrivare con piccoli passi a vedere di nuovo una luce, in fondo a quel tunnel, che prima o poi quasi tutti abbiamo attraversato. Passando per la rassegnazione pacata, arriva alla fase dell’oblio, che permette di riordinare con serenità il passato e di iniziare una nuova vita. Ci ricorda che siamo capaci di ricominciare e dell’importanza di vivere anche la sofferenza per rinascere. Una piccola grande lezione di vita. Vi segnalo nel disco, un’attualissima versione di ‘Over The Rainbow’ con il featuring di Gracie Terzian, voce, ukulele e songwriter di grande pregio. Per me è un disco da avere. 

Impressioni da oltreoceano

Chris Spector, Midwest Record
Even international guitar masters get to experience heartbreak every so often like the rest of us. A suite written in reaction to his long time girl friend dumping him, this isn’t a satchel of bleeding heart, down tempo grooves, it often sounds more like a celebration. Right in the classic George Benson kind of pocket, straight up jazz guitar fans handily have a new taste treat to savor here. Well done

Anthony Deanharris Nextbop.com
Rotem Sivan is one of my favorite guitar players. He’s a nimble player and an engaging composer, and his trio including bassist haggai Cohen Milo and drummer Colin Stranahan are gelling magnificently. The featured songs with vocalist/ukulele player Gracie Terzian are sweet little treats that pop up here and there, giving a different sort of flavor. So it’s with a good deal of enthusiasm that we’re looking forward to his news album, Antidote, out July 11th on Aima Records. I will undoubtedly have more to say about this very impressive addition to Sivan’s body of work as Antidote’s release date approaches but in the meantime, check out the preview video after the jump.

Di C.Piraino

STORIA DELLA GIACCA CHE HA LASCIATO IL SEGNO

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Questa è la storia della mia giacca preferita. Al principio credevo che fosse tutto merito di Jimi Hendrix. Ma la curiosità mi ha portato a scoprire che invece il primo fu Eric Clapton.

Ma facciamo un passo indietro, fino al 1966, quando al 293 di Portobello Road apre I Was Lord Kitchener’s Valet, un negozio di abbigliamento ‘antico’, che oggi si direbbe vintage, molto ben frequentato. La boutique specializzata nella vendita di divise militari d’epoca come oggetti di moda e culto, attira sin da subito l’attenzione della Swinging London. Un’idea geniale di per se, quella di rimettere in circolo uniformi in disuso e facilmente reperibili e probabilmente era merce da mandare al macero, quindi un’ottima occasione per i due commercianti londinesi Ian Fisk e John Paul, proprietari del mitico negozio.

Bisogna ricordare che la giacca in questione ha origine ben più antica rispetto ai ’60 del XX secolo, ma di certo gli Ussari del diciottesimo secolo, che tale uniforme la indossavano per forza, non si offenderebbero nel sapere che è grazie al blues e al rock, se la loro bellissima divisa è diventata un’icona. Ed ecco le prove.  Continua a leggere

PHILM DA BERLINO, UN PROGETTO SVEGLIO. PHILIPP GROPPER A ROMA IN CONCERTO

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Philipp Gropper

Giovedì 20 Ottobre 2016
PHILM Philipp Gropper da Berlino
Alexanderplatz Jazz Club
Open doors: 20:30 Live music: 21:30
#dinner #restaurant #livemusic #jazz
Info & Reservations 06 8377 5604
prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com

Un progetto di grande impatto, in cui sperimentazione e tradizione si fondono nel modo di suonare di questo giovane ma già grande sassofonista tenore nato e cresciuto a Berlino, Philipp Gropper

SUL PALCO
Philipp Gropper, sax tenore e composizioni
Elias Stemeseder, piano  e synthesizer
Andreas Lang, contrabbasso
Oliver Steidle, batteria

Philm è vigile e sveglio. Suona la musica del nostro tempo. Intelligente, diretta e coinvolgente – è una vera dichiarazione. Il sound di Philm è modellato da un meraviglioso unisono di azioni musicali. La musica crea un vortice irresistibile e la ricompensa per l’ascoltatore è grande ed immediata. Insieme con Hyperactive Kid e TAU, Philm è il terzo progetto del sassofonista tenore Philipp Gropper nato a Berlino, dove vive. Le sue composizioni sono un distillato di idee che, come in un acceleratore di particelle, si scatenano per scontrarsi e reagire l’una con l’altra. La musica ha un focus ritmico distinto, quasi ossessivo: c’è grande chiarezza nelle idee, che restano con chi le ascolta.

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#PIN STROMAE & CESARIA EVORA

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Stromae e Cesaria Evora

Un filo li unisce. Scopritelo anche voi.

Cesária Évora (Mindelo, 27 agosto 1941 | 17 dicembre 2011) è stata una cantante capoverdiana. Soprannominata la “diva a piedi nudi” per la sua abitudine di esibirsi scalza, Cesária Évora è probabilmente la cantante di morna più conosciuta al mondo. [WIKI]

di C. Piraino
infine, solo una domanda, dove sei Stromae? Stromae où êtes-vous?

 

PASQUA IN JAZZ NEI MUSEI DI ROMA

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Stefano di Battista e Seby Burgio
26.3 ai MERCATI DI TRAIANO Stefano Di Battista & Seby Burgio

I nostri Musei Civici ospiteranno eventi straordinari dal 24 al 28 marzo, proprio durante la Pasqua cattolica. Saranno moltissime le iniziative che vi invito a seguire nel dettaglio sui siti del Comune di Roma o telefonando al Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 21.00) www.museiincomuneroma.it o su Twitter con #PasquaneiMiC

Ci sarà molta musica jazz, per quanto ci riguarda, ed io come sempre ve lo segnalo. Tutti i concerti sono realizzati in collaborazione con la Casa del Jazz e il costo per l’ingresso è di 1,00€ fino ad esaurimento dei posti disponibili

indirizzi dei musei in fondo al post

25.3.2016 ore 21 e 22 CENTRALE MONTEMARTINI  [Sala Macchine]
LUCA FILASTRO Cultore del primo pianismo jazz, Luca Filastro è considerato uno dei massimi esponenti dello stride piano attualmente attivi in Italia.

25.3.2016 ore 21 e 22 MACRO [Sala Enel] 
MAURIZIO GIAMMARCO & FABIO ZEPPETELLA DUO Affini per orizzonti e percorsi artistici, collaboratori di lunga data in diverse passate occasioni, Maurizio Giammarco (sax) e Fabio Zeppetella (chitarra) tornano ad esibirsi insieme, e nell’intima formula del duo, proprio in occasione di questo concerto al MACRO. Propongono composizioni originali e interpretazioni del repertorio classico del jazz, con l’idea di esprimere un sound personale, mantenendo il giusto equilibrio fra i solidi parametri della classicità e la freschezza della sperimentazione.
In collaborazione con la Casa del Jazz

26.3.2016 ore 21 e 22 MERCATI DI TRAIANO  [Grande Aula]
STEFANO DI BATTISTA CON SEBY BURGIO Sassofono e pianoforte per un viaggio a 360 gradi nella musica. Da Pino Daniele a Duke Ellington, da Ennio Morricone ai grandi standard del jazz, il concerto vuole far rivivere al pubblico le emozioni che solo i grandi brani sanno riaccendere. Saranno in scena il sassofonista Stefano Di Battista e il giovane talento siciliano Seby Burgio, al pianoforte.

26.3.2016 ore h.19.30 e 20.30 MACRO TESTACCIO [Padiglione 9B]
PIERO DELLE MONACHE – #SOLOSÉ Da anni presente tra i 10 migliori sassofonisti d’Italia secondo i Jazzit Awards, il sassofonista e compositore Piero Delle Monache porterà in scena, anche con percussioni ed elettronica, il suo spettacolo #SoloSé, un viaggio musicale attraverso il jazz e altri linguaggi artistici. La performance propone infatti un delicato mix di stili e alterna omaggi al grande cinema a voci fuori campo. Non mancherà un originale uso dell’iPhone.

27.3.2016 ore 21 e 22 CENTRALE MONTEMARTINI [Sala Macchine]
JAVIER GIROTTO & ALESSANDRO GWIS DUO
In questo nuovo progetto in duo, Javier Girotto (sax) e Alessandro Gwis (piano) si spingono in viaggio attraverso improvvisazione e composizione, jazz e musica latina, sonorità elettroniche e radici popolari andine, musica colta europea e tango. Una esplorazione in cui riescono a mantenere come punto di riferimento il loro grande senso melodico, creando una sonorità molto originale, e quasi orchestrale, anche grazie all’utilizzo di molti strumenti: sax e pianoforte, naturalmente, ma al tempo stesso campionatori, flauti, live electronics.

Indirizzi

MACRO TESTACCIO Piazza Orazio Giustiniani, 4
Orario ore 14.00-20.00. La biglietteria chiude 30 minuti prima.
MACRO Via Nizza, 138
Orario 10.30-19.30. La biglietteria chiude un’ora prima
MERCATI DI TRAIANO Via IV Novembre 94
Orario 9.30-19.30. La biglietteria chiude un’ora prima
CENTRALE MONTEMARTINI via Ostiense, 106 
Orario 9.00-19.00. La biglietteria chiude mezz’ora prima.

 

di C. Piraino

#PIN: JOHN DE LEO

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JOHN DE LEO 2014

Un #PIN se lo merita tutto John De Leo, straordinario interprete, cantante, compositore, performer. Sono un po’ di anni che non si vede in giro a dire il vero ma, a quanto pare, sono stati anni di ricerca e poi di elaborazione, che hanno portato alla pubblicazione di “Il Grande Abarasse”, secondo disco da solista per lui, che i più ricordano come il frontman dei Quintorigo. E credetemi, quando De Leo torna, è perché ha qualcosa di veramente importante da dire.

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iMUSIC FESTIVAL: IL CORAGGIO DI ESSERE INDIPENDENTI

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imusic 2014 roma

Al via oggi la terza edizione di  iMusic Festival che dal 12 al 15 Giugno offrirà una visione interessante e molto ricca dell’universo, non del tutto visibile nei circuiti di massa, delle Arti e della Musica indipendenti. Una mostra di un mondo culturale ‘parallelo’, che pero’ esiste e spinge per far conoscere la sua forza, la sua grazia e la grande creatività di cui  si nutre.

Cominciando dalle location elette per questa terza edizione del Indipendent Music festival, luoghi che nessuno vuole più o che per un motivo o l’altro sono stati abbandonati, quali Acrobax, Alexis, Teatro de Merode e Volturno occupato, la rassegna esprime il forte desiderio di ‘riappropriazione’, in un’ottica di rinascita e ri-fioritura di forme artistiche, lontane dalla logica di cultura omologata e decisa dall’alto. Qui il sussulto arriva da un profondo senso di libertà d’espressione, che a dire il vero, oggi, il grande circuito, quello delle top ten e delle feste nazional-popolari ha completamente perduto. In questa rassegna troverete forme d’arte ‘estreme’ e diverse, proprio perché indipendenti. E quando scrivo indipendente, intendo sottolineare il coraggio artistico di chi segue la propria pulsione e non una ricerca di mercato per esprimersi.

A qualcuno potrebbe sembrare il festival dei dimenticati, nei luoghi, nelle forme e nelle culture. Invece, in questo apparente isolamento, rotto solo da qualche breve trafiletto di alcuni media popolari, c’è un grande senso di libertà e di un futuro veramente importante per l’Arte, che è già il presente, per i fortunati che lo sanno cogliere. E non sono pochi. Per me può rappresentare  una vera rinascita di tutto ciò che amo, a partire dalla musica. In conclusione, è quella ‘verità’ artistica che molti di noi cercano ancora.

di C.Piraino

a seguire i dettagli della rassegna

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