FROM ROME TO NASHVILLE, A JOURNEY OF POSSIBILITIES

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Nowadays there is a lot of talk about professional ‘escapes’ abroad. People looking for their chance outside the Italian borders. Fervent and full-of-will minds that take a giant step towards something ‘unknown’, but that could reserve them new scenarios and, yes, let’s face it, infinite possibilities.

This happened to Gianluca Magalotti, former bass and double bass student in Rome and today an esteemed artist of the Nashville music scene. Yes Nashville, one of the world’s musical cradles. Also called “Music City”, Nashville is an unmissable destination for those who love music. It is the home of American folk music and all the biggest names have passed through here. We just need to mention two of them, to understand the artistic relevance of this beautiful town, Elvis Presley and Johnny Cash.

Before arriving in Tennessee, Gianluca’s path was marked by numerous experiences, first as a student of the most prestigious music training centers in Italy – Scuola Popolare di Musica “Donna Olimpia,” studying with professional bass player Pino Pecorelli, the Bachelor of Music Degree in Jazz Performance as a bass student at the world-renowned Conservatory of Music “Santa Cecilia” of Rome, studying with Berklee Alumni and wellknown recording and touring bass player Marco Siniscalco, the Umbria Jazz Clinics, a famous two-week program hosted annually in Perugia, Italy, by Berklee College of Music, at the end of which just a few selected musicians may receive the honor of being awarded a prestigious scholarship in order to attend the college in Boston, MA.

From this moment on, a fantastic adventure in the USA has started for Gianluca, which includes the highest levels of musical education that can be received today, but also a lot of real work. His story is very interesting and can be a source of inspiration for many other talented musicians. That’s why we asked him to tell us about it.

Today, Gianluca is rapidly making his way into the Nashville’s finest music scene, by actively working as a recording and touring bass player for local and national artists like Ultimate Aldean (dubbed “World’s Greatest Jason Aldean Tribute” by LiveNation), Austin Anderson, Jessica McNear, Steven Cade, Chavis Chance, Eldon Huff, Will Jones, Gamy & The Alterations and others within the local music scene. WEB SITE

From Rome, Italy, to Nashville, Tennessee. How’s it there in Nashville in 2019? Is the “American Dream” still a thing today?

Well, by the time the first immigrants planted their new roots down here centuries ago, until today, America still is THE “land of opportunities,” even though nowadays it’s getting harder and harder to hunt for an immigrant visa. But that’s probably because, in order for it to maintain such a title, it just can’t be that easy to conquer, right? Anyways, Nashville’s been taking care of me pretty well so far. Lots of music, lots of musicians around. It’s like a life-size music box 24/7. Feels like a little distant world where everyday is a party all over the town, and everybody, from the bartenders to the plumbers, is somehow a musician, either just as a hobby or, most commonly, having a daily job while trying to succeed in music.

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VARELA, PER FLAMENCO JAZZ, HO TROVATO IL SUONO PERFETTO

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Il grande batterista e compositore  messicano Israel Varela presenta a Siviglia ed Atene, una nuova linea di piatti firmata a suo nome, prodotta dalla Diril Cymbals, azienda artigianale turca, con sedi in tutto il mondo, oggi garanzia di grande qualità per il settore.

La linea, denominata “Flamenco Jazz”, nasce da un’esperienza reale di Varela che unendo la sua vocazione jazzistica alla vita vissuta a Las 3000 Viviendas di Siviglia, quadrilatero di arte, musica e soprattutto barrio del Flameco per eccellenza, ha adattato alla batteria le strumentazioni tipiche del flamenco. Venti lunghi anni di esperienza, che gli hanno permesso di trovare il suono perfetto per bilanciare ed unire i due mondi.

Il seminario che si terrà nei prossimi giorni, il  21/3 a Siviglia ed 23/3 ad Atene, e che speriamo possa aver luogo presto anche in Italia, introduce l’applicazione degli elementi del flamenco, quali cajon, baile e palmas alla batteria, per poi adattarli al jazz. “Ho potuto constatare – racconta Varela – che questi elementi sono stati molto funzionali sia nei concerti con i migliori musicisti del flamenco come Diego AmadorJorge Pardo, sia in concerti di Jazz con Pat Metheny o Charlie Haden.”

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OGNUNO PREGA I SUOI SANTI: BOB MARLEY

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Ognuno prega a modo suo. La grande umanità come vicinanza agli esseri umani, il senso di civiltà, la sottintesa ed espressa avversione agli abusi di potere, la difesa delle minoranze, l’incoraggiamento ad essere persone migliori, la ricerca della giustizia, il senso di appartenenza ma anche di inclusione e tanto altro, sono i principi che animano l’Opera di Bob Marley. A sottolineare l’importanza dei testi, c’è il miglior reggae al mondo che, da musica ‘locale’, grazie a lui è diventato linguaggio universalmente compreso e molto amato, sinonimo di libertà di espressione, pace e non violenza.

NO ai luoghi comuni. Una parte di voi si lascerà vincere dal cliché della ‘canna’, demonizzando in parte o deridendo un’anima gigantesca. Sarebbe come non assimilare Bukowski o Hemingway in quanto amanti dell’alcool. O fermarsi davanti a Bowie perché cocainomane. Il discorso è ampio, sulle dipendenze ‘illegali’, e non lo affronteremo qui, ma in realtà tutti siamo dipendenti da qualcosa e il fatto che quel vostro qualcosa sia illegale o meno ha valore soggettivo, in base a leggi e regole di un dato luogo. In fine non si può giudicare un essere umano per le sue debolezze, ma per ciò che grazie ad esse è riuscito a lasciarci e nel caso di Marley è moltissimo.

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LA CITTÀ DI ORTACCIO JAZZ | 14^ ed. 11-15 Luglio

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Quattro pacchetti di patatine aperti sul tavolo del bar e tre campari, con ghiaccio. Sembrava una giornata come le altre. Il rito dell’aperitivo si stava consumando stancamente quando uno dei tre la buttò lì: “Però, sarebbe bello organizzare un festival jazz in questo paese.” Ed è così che, quattordici anni, fa da una chiacchierata al bar nasceva Ortaccio Jazz Festival, rassegna di nomi tutti italiani (orgogliosamente) con un cartellone che negli anni ha visto salire sul palco solo grandi artisti del jazz.

Erano 4 amici al bar che volevano cambiare il mondo … e ci sono riusciti, almeno per quanto riguarda il loro mondo. Di certo, sarebbe stato più facile portare il folk regionale (eh! nei paesini piace) oppure, come spesso accade, bastava mettere un djset per assicurare la bevuta. Ma no! Loro hanno scelto il jazz. Con la sua complessità all’ascolto, di cui si comincia a godere superato quel muro che inevitabilmente si innalza per una grande quantità di persone,  solo per il fatto di ‘ignorarne’ l’esistenza e quindi di non saper comprendere tale linguaggio. Non parliamo di cultura tanto meno di nozioni. Ma siamo pur sempre il paese dei flauti dolci nella scuola.

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LA MUSICA INSIEME … A ERRI DE LUCA, NICKY NICOLAI E STEFANO DI BATTISTA

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“Le parole hanno un grande vantaggio ad esser accompagnate dalla musica, perché magari se ne stanno chiuse in un libro, stanno anche belle, ma chiuse in un libro, quando improvvisamente arriva la musica le tira fuori e queste parole se ne vanno lontanissime dove non sarebbero mai arrivate. La musica fa con le parole come un fa un tappeto volante, le fa arrivare in capo al mondo.” Erri De Luca.

Mart. 6 febbraio 2018 ore 21
LA MUSICA INSIEME da un’idea di Erri De Luca
TERAMO, Via Comi 11
Sala Polifunzionale della Provincia

Concerto con Erri De Luca, testi
Stefano Di Battista, sax soprano e contralto e musica
Nicki Nicolai, voce
Andrea Rea, piano
Daniele Sorrentino, contrabbasso
Luigi Del Prete, batteria

“Questo non è uno spettacolo, è una chiacchierata musicale” nata prima di tutto dalle parole del grande scrittore Erri De Luca, musicate nello scantinato del grande sassofonista Stefano Di Battista e cantata dalla voce di Nicky Nicolai.

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IMPERDIBILI: TI PRESENTO FRANCESCO 7.1.2018 ANGRI (SA)

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Un progetto bellissimo che ho l’onore ed il piacere di curare da qualche tempo insieme alla mia cara amica Fiorenza Gherardi De Candei, ufficio stampa. Uno di quei progetti che oltre a lasciarti ‘il segno’ ti insegna a scendere dai tanti piedistalli sui quali spesso da soli ci mettiamo ed a capire il valore profondo di questa vita che abbiamo la fortuna di vivere. E’ il caso di “Ti presento Francesco”, progetto multimediale che attraverso musica  parole descrive un percorso tutto in salita, profondamente difficile, terribilmente doloroso che un padre ed una madre da 15 anni stanno percorrendo al fianco del loro bambino – oggi ventenne – che colpito a 5 anni da un grave tumore, ad esso sopravvive riportando sul proprio corpo gravissime conseguenze, per sempre. Una storia che potrebbe sembrare troppo difficile anche per essere raccontata. Eppure l’autore, il batterista Leonardo De Lorenzo, ci insegna con le sue parole semplici che c’è sempre un motivo per essere felici, o almeno nel grande dolore, la possibilità di vedere l’aspetto migliore, che esiste anche nell’ora più buia. Grazie anche alla Musica, che è stata per questo padre un sostegno, uno sfogo, un motivo di credere ancora.

Il progetto, descritto qui di seguito nel comunicato stampa redatto da Fiorenza, sarà presentato dal vivo il 7 gennaio in provincia di Salerno, con un concerto reading che vi consigliamo di ascoltare. Acquistando il libro [CLIC QUI] – partecipate anche ad una raccolta fondi per il progetto che corre parallelo “Le favole dell’isola dei girasoli” di Leonardo, che porta la musica negli ospedali pediatrici italiani con il progetto “Musica in corsia – I concerti del sorriso”.

All’Onda Sonora di Angri arrivano le parole e la musica di “Ti presento Francesco”, l’opera multimediale di Leonardo De Lorenzo sulla malattia e la disabilità di suo figlio. Il 7 gennaio alle ore 20 sul palco dell’Onda Sonora di Angri (Salerno) il musicista presenta il libro e il disco dedicati a suo figlio. “Ascoltiamo dal CD, emozionandoci, il repertorio di musiche originali scritte dal papà Leonardo e assieme leggiamo il libro con la storia di Francesco. Impariamo così, un po’ di più, che cos’è la vita. […] La speranza non ci deve abbandonare mai!” (Dalla prefazione di Tullio De Piscopo a “Ti presento Francesco”)

DOVE E QUANDO
Domenica 7 gennaio ore 20  presso Onda Sonora in via Kennedy 66, Angri

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