KARIMA, UNA MASTERCLASS PER TROVARE LA PROPRIA VOCE

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Un talento innato, che Karima ha lasciato scorrere in se sin dalla tenerissima età. Un esordio che potrebbe sembrare un vera ‘favola’ per chi, nella vita, vuole cantare. Prodotta dal grandissimo Burt Bacharach – unica cantante italiana a cui il Maestro ha scritto dei brani e con il quale ha registrato a Los Angeles il suo primo album dal titolo Karima. E poi la Disney, i musical e tantissimo altro che ritroverete nella sua voce, potente e significativa in cui convivono e si esprimono i colori del jazz, del soul del blues e perfino del gospel.

Karima in occasione dell’uscita del nuovo disco, prevista a maggio 2021 (Parco della Musica Records, Jando Music, Mercurio Management), e forte anche della sua esperienza acquisita in qualità di insegnante di ruolo presso il Conservatorio di Rovigo, ha realizzato una nuova formula didattica in un percorso articolato per una Masterclass in cui convivono insieme molte arti.

Masterclass di Canto, aperta a tutte/tutti
FASANO (BR) 18/19/20 GIUGNO 2021
presso ACCADEMIA I COLORI DELLA VOCE di Grazia D’Aversa
Per Info e Prenotazioni TEL 320.94.72.276 MAIL icoloridellavoce@gmail.com

Quello di Karima, è un modo non solo per insegnare, ma soprattutto per condividere, per mettere in comune le esperienze e lo stile di vita; un percorso che grazie a questa nuova sinergia, permette la possibilità di trovare la propria voce e condurla attraverso una rinnovata consapevolezza, verso la migliore espressione di sé.

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Dr. Anthony Fauci: “Salute pubblica e riapertura delle arti dello spettacolo”

Anthony Fauci
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Essere esclusi dall’accesso alle Arti Performative, aggiunge tristezza alla situazione.

Anthony Fauci
La parte iniziale, tradotta letteralmente, dell’intervento del Dottor Anthony Fauci, ospite della Doris Duke Charitable Foundation, sul tema della riapertura del settore spettacolo dal vivo, Intervento che è possibile ascoltare e vedere per intero su YouTube, e qui a seguire inserito per vostra comodità. Fauci ha parlato di molti temi ‘caldi’ che ci riguardano, come la sicurezza durante gli spettacoli, la possibilità di fare tour, una possibile collaborazione del mondo delle arti performative per la soluzione di alcuni problemi logistici e legati alla vaccinazione. Assolutamente da ascoltare.
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PEARLS OF WISDOM

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Anyone today could really rub it in, could point out how very irresponsible it was for an expectant father, to visit covid-19 patients and shake their hands without gloves and without a mask. We could all shout “Well, what do you expect? We told you so!” and that it’s not just a flu.

Someone could accuse him of having mystified reality and of ‘attempted mass contagion’ because God only knows how far we are from this situation today. Finally, we could remind him the meaning of true ‘pearls’ as worn by a beautiful 94-year-old grandmother, who’s sweet and firm words both caressed and calmed an entire nation last night.

However, today is not the day for recriminations. Why? Because most of us are (politically) correct people who would never kick a man when he is down. Because most human beings are essentially good, whether or not they are in the running for political re-election. Moreover, despite “hatred” trending more than “love” on social networks, despite the fact that malice speaks louder than kindness – the majority of women and men on this planet are moved by feelings of deep brotherhood, regardless of religion or nationality.

For these reasons, the only thing we should wish, and we do wish Boris Johnson today, is “Get well soon!”

Once you are better, you can start thinking like a father.


Rome 6.4.2020 by ©Cristiana Piraino

Special thanks for transforming my English text into a perfect English text to my lifelong friend Ahlya Rafique Fateh, managing director of www.amandawakeley.com/uk/ London UK

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FROM ROME TO NASHVILLE, A JOURNEY OF POSSIBILITIES

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Nowadays there is a lot of talk about professional ‘escapes’ abroad. People looking for their chance outside the Italian borders. Fervent and full-of-will minds that take a giant step towards something ‘unknown’, but that could reserve them new scenarios and, yes, let’s face it, infinite possibilities.

This happened to Gianluca Magalotti, former bass and double bass student in Rome and today an esteemed artist of the Nashville music scene. Yes Nashville, one of the world’s musical cradles. Also called “Music City”, Nashville is an unmissable destination for those who love music. It is the home of American folk music and all the biggest names have passed through here. We just need to mention two of them, to understand the artistic relevance of this beautiful town, Elvis Presley and Johnny Cash.

Before arriving in Tennessee, Gianluca’s path was marked by numerous experiences, first as a student of the most prestigious music training centers in Italy – Scuola Popolare di Musica “Donna Olimpia,” studying with professional bass player Pino Pecorelli, the Bachelor of Music Degree in Jazz Performance as a bass student at the world-renowned Conservatory of Music “Santa Cecilia” of Rome, studying with Berklee Alumni and wellknown recording and touring bass player Marco Siniscalco, the Umbria Jazz Clinics, a famous two-week program hosted annually in Perugia, Italy, by Berklee College of Music, at the end of which just a few selected musicians may receive the honor of being awarded a prestigious scholarship in order to attend the college in Boston, MA.

From this moment on, a fantastic adventure in the USA has started for Gianluca, which includes the highest levels of musical education that can be received today, but also a lot of real work. His story is very interesting and can be a source of inspiration for many other talented musicians. That’s why we asked him to tell us about it.

Today, Gianluca is rapidly making his way into the Nashville’s finest music scene, by actively working as a recording and touring bass player for local and national artists like Ultimate Aldean (dubbed “World’s Greatest Jason Aldean Tribute” by LiveNation), Austin Anderson, Jessica McNear, Steven Cade, Chavis Chance, Eldon Huff, Will Jones, Gamy & The Alterations and others within the local music scene. WEB SITE

From Rome, Italy, to Nashville, Tennessee. How’s it there in Nashville in 2019? Is the “American Dream” still a thing today?

Well, by the time the first immigrants planted their new roots down here centuries ago, until today, America still is THE “land of opportunities,” even though nowadays it’s getting harder and harder to hunt for an immigrant visa. But that’s probably because, in order for it to maintain such a title, it just can’t be that easy to conquer, right? Anyways, Nashville’s been taking care of me pretty well so far. Lots of music, lots of musicians around. It’s like a life-size music box 24/7. Feels like a little distant world where everyday is a party all over the town, and everybody, from the bartenders to the plumbers, is somehow a musician, either just as a hobby or, most commonly, having a daily job while trying to succeed in music.

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VARELA, PER FLAMENCO JAZZ, HO TROVATO IL SUONO PERFETTO

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Il grande batterista e compositore  messicano Israel Varela presenta a Siviglia ed Atene, una nuova linea di piatti firmata a suo nome, prodotta dalla Diril Cymbals, azienda artigianale turca, con sedi in tutto il mondo, oggi garanzia di grande qualità per il settore.

La linea, denominata “Flamenco Jazz”, nasce da un’esperienza reale di Varela che unendo la sua vocazione jazzistica alla vita vissuta a Las 3000 Viviendas di Siviglia, quadrilatero di arte, musica e soprattutto barrio del Flameco per eccellenza, ha adattato alla batteria le strumentazioni tipiche del flamenco. Venti lunghi anni di esperienza, che gli hanno permesso di trovare il suono perfetto per bilanciare ed unire i due mondi.

Il seminario che si terrà nei prossimi giorni, il  21/3 a Siviglia ed 23/3 ad Atene, e che speriamo possa aver luogo presto anche in Italia, introduce l’applicazione degli elementi del flamenco, quali cajon, baile e palmas alla batteria, per poi adattarli al jazz. “Ho potuto constatare – racconta Varela – che questi elementi sono stati molto funzionali sia nei concerti con i migliori musicisti del flamenco come Diego AmadorJorge Pardo, sia in concerti di Jazz con Pat Metheny o Charlie Haden.”

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OGNUNO PREGA I SUOI SANTI: BOB MARLEY

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Ognuno prega a modo suo. La grande umanità come vicinanza agli esseri umani, il senso di civiltà, la sottintesa ed espressa avversione agli abusi di potere, la difesa delle minoranze, l’incoraggiamento ad essere persone migliori, la ricerca della giustizia, il senso di appartenenza ma anche di inclusione e tanto altro, sono i principi che animano l’Opera di Bob Marley. A sottolineare l’importanza dei testi, c’è il miglior reggae al mondo che, da musica ‘locale’, grazie a lui è diventato linguaggio universalmente compreso e molto amato, sinonimo di libertà di espressione, pace e non violenza.

NO ai luoghi comuni. Una parte di voi si lascerà vincere dal cliché della ‘canna’, demonizzando in parte o deridendo un’anima gigantesca. Sarebbe come non assimilare Bukowski o Hemingway in quanto amanti dell’alcool. O fermarsi davanti a Bowie perché cocainomane. Il discorso è ampio, sulle dipendenze ‘illegali’, e non lo affronteremo qui, ma in realtà tutti siamo dipendenti da qualcosa e il fatto che quel vostro qualcosa sia illegale o meno ha valore soggettivo, in base a leggi e regole di un dato luogo. In fine non si può giudicare un essere umano per le sue debolezze, ma per ciò che grazie ad esse è riuscito a lasciarci e nel caso di Marley è moltissimo.

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LA CITTÀ DI ORTACCIO JAZZ | 14^ ed. 11-15 Luglio

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Quattro pacchetti di patatine aperti sul tavolo del bar e tre campari, con ghiaccio. Sembrava una giornata come le altre. Il rito dell’aperitivo si stava consumando stancamente quando uno dei tre la buttò lì: “Però, sarebbe bello organizzare un festival jazz in questo paese.” Ed è così che, quattordici anni, fa da una chiacchierata al bar nasceva Ortaccio Jazz Festival, rassegna di nomi tutti italiani (orgogliosamente) con un cartellone che negli anni ha visto salire sul palco solo grandi artisti del jazz.

Erano 4 amici al bar che volevano cambiare il mondo … e ci sono riusciti, almeno per quanto riguarda il loro mondo. Di certo, sarebbe stato più facile portare il folk regionale (eh! nei paesini piace) oppure, come spesso accade, bastava mettere un djset per assicurare la bevuta. Ma no! Loro hanno scelto il jazz. Con la sua complessità all’ascolto, di cui si comincia a godere superato quel muro che inevitabilmente si innalza per una grande quantità di persone,  solo per il fatto di ‘ignorarne’ l’esistenza e quindi di non saper comprendere tale linguaggio. Non parliamo di cultura tanto meno di nozioni. Ma siamo pur sempre il paese dei flauti dolci nella scuola.

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