JAZZ MEMORIES: MASSIMO URBANI

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Un ricordo tutto mio di Massimo Urbani purtroppo non lo ho. Anche se non sono passati poi tanti anni dalla sua morte prematura. Ma ero ancora una ragazzina allora e anche se sentivo il richiamo del Jazz, esso proveniva da oltreoceano. Non ricordo quando, finalmente la musica di Massimo Urbani mi arrivò trasportata dalla sua fama. Il jazz italiano lo considera da sempre un esempio da seguire e a Roma, nella sua città, è molto amato dai musicisti e da chi lavora nel settore. Tutti lo possono descrivere e hanno condiviso con lui qualcosa. Insomma tutti hanno un ricordo di lui, tranne me. E così un giorno, di due anni fa, poco prima del 24 giugno 2011, 18° anniversario della sua morte, ho creato questa pagina su FB  ‘Mi Ricordo Massimo Urbani’ in cui ho invitato più persone a lasciare un ricordo di lui. Nella pagina dicevo: Il 24 giugno 1993 a Roma, moriva Massimo Urbani, uno di piu’ grandi sassofonisti italiani di sempre e considerato uno dei maggiori interpreti della storia del jazz. Ma per molti jazzisti e jazzofili era un amico e un compagno. Il gruppo JAZZ ROMA, da me creato, propone una bella iniziativa e dice: “Mi piacerebbe che domani, anniversario della scomparsa di Massimo Urbani, tutti i musicisti, gli amici, i conoscenti o semplicemente gli appassionati di jazz pubblicassero sulla loro bacheca qualcosa di Massimo: una foto, un brano da you tube, un ricordo. E che tutti scrivessero “Mi ricordo di Massimo Urbani“. Inoltre proponevo di organizzare il 24 giugno di ogni anno il Massimo Urbani Day.

Purtroppo solo  in pochi si appassionarono all’idea e solo qualcuno lasciò un suo prezioso ricordo, che però mi ha permesso di capire e conoscere meglio questo straordinario musicista. Tra le memorie lasciate sulla pagina, ce ne è una che mi ha colpito particolarmente e da allora io Massimo Urbani lo immagino così:

Una volta eravamo a casa mia e dal caminetto, almeno credo, è entrato un uccello che dentro la stanza sbatteva da tutte le parti, alla ricerca dell’uscita. Massimo tira fuori il sax e comincia a suonare verso l’uccello rincorrendolo in giro per la stanza e gridando tra un fiato e l’altro è Bird!… è Bird!…è l’anima di Bird che è venuta per me!

LA MUSICA

Per approfondire le vostre conoscenze e fare un’esperienza, che vi prometto sarà bellissima, vi invito ad ascoltare, condividere e fare vostra la mia cartella che si trova sul mio profilo Spotify interamente dedicata a Massimo Urbani.

di Cristiana Piraino

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