TALENT SCOUT: ZAFACON da Barcellona

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6 mesi di Romalive  27/03/08  –  27/09/08

Per (auto)celebrare questi primi sei mesi di Romalive ritorno a Barcellona, dove ho trovato la spinta, l’ispirazione e l’amore che mi hanno portato su questa lavagna nera a parlare dell’unica cosa al mondo che riesce a farmi tacere quando parla lei. La Musica.

Romalive è assolutamnte una bambina di sei mesi, ora forse comincia a muovere i piedini in maniera un po’ più consapevole. Camminare? Bè forse è troppo presto… Ma tra un po’ si comincia a gattonare.

Grazie a tutti i miei amici. 

 


Ad Aprile di questo anno passando per Barcellona, dove ormai avrete capito che ci sto bene, ho conosciuto il gruppo Zafacon. Dopo mesi di avvicendevoli ‘inseguimenti’ sono riuscita a fare una chiacchierata con uno di loro, il napoletano Sergio di Finizio, Basso, cofondatore del gruppo, arrangiatore, musicista, il quale mi ha raccontato un po’ della loro storia. In questo ultimo periodo hanno realizzato il loro primo video dal brano ‘solo las olas’  ed ora Zafacon vorrebbero registrare il primo album. Certo la strada è dura e la concorrenza elevata, ma anche il loro talento.

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DA NAPOLI A BARCELLONA.
Mi chiamo Sergio di Finizio. Suono il Basso. Sono nato a Napoli,  anche se sono cresciuto a Caserta e poi tornato in città per gli studi universitari.  Musicista per istinto individuale dall’età di 6 anni. Il primo basso sono riuscito a comprarlo con i miei risparmi a 13 anni, studiando da autodidatta il primo anno, poi con un insegnante, PietroPaolo Veltre per più di tre anni. Armonia e improvvisazione nel jazz, a Barcellona dove sono arivato alla fine del 2003 arrivai a Barcellona. O, per meglio dire, arrivai in Catalunya visto che mi trovavo a Terrassa, per un dottorato di ricerca in fisica applicata, che finalmente dovrei concludere fra pochi mesi. Il primo periodo a Terrassa è stato difficile, quando, dopo l’estate, mi trasferii a Bercellona, cambiarono le cose nel giro di un paio di settimane. Attraverso www.atiza.com, una pagina di annunci per musicisti, entrai in contattato con Rafo e Bernat, batteria e voce di Zafacon. Internet riesce a mettere in contatto persone che altrimenti non avrebbero l’opportunità di conoscersi.

COME NASCE ZAFACON.
Zafacón come progetto nasce nel 2004,  da me, Bernat (voce e chitarra) e Rafo (batteria). Nel 2005 Bernat andò a Firenze a fare l’Erasmus e verso la fine del 2006 riprendemmo a suonare finalmente tutti insieme… A Gennaio 2007 si uni’ al gruppo Gabriel, il percussionista. Poi l’anno successivo, a Gennaio 2008, è arrivato il trombettista Iván mentre a Giugno scorso il tastierista Sebastian. Questa è dunque la formazione completa:

Sergio di Finizio (Napoli), al basso, Rafael Dujarric alla batteria (Rep. Dominicana), Bernat Garau alla chitarra e voce (Palma de Mallorca), Gabriel Grases alle percussioni (Venezuela), Ivan Samso alla tromba (Barcelona) e Sebastian Fonseca al piano (Chile).

 

LA NOSTRA MUSICA.
La nostra musica è una fusione delle influenze di ciascuno di noi, soprattutto funk – principalmente grazie al background mio e di Sebastian – e della musica latina per i latini del gruppo, soprattutto Gabriel. Ma c’è anche pop, soprattutto nella voce, a volte un pizzico di drum’n’bass. Personalmente lo definisco funk-latino ma in realtà finora nessuno ha saputo “etichettare” quello che facciamo!
Qualcuno dice che Zafacón suona come Zafacón. Direi che è un buon passo verso il sound originale che stiamo cercando.

I pezzi nascono principalmente dalla mente di Bernat o mia e poi insieme li arrangiamo e spesso prendono cammini molto diversi da quello che si era immaginato al principio. Alcune cose sono anche nate facendo un poco di jam in sala prove. I testi sono invece tutti di Bernat meno qualcuno che è di Gabriel. Anche Sebastian ha una buona vena compositiva, però per al momento il suo contributo è solo un arrangiamento bomba di jammin’ del grande Bob Marley.

INCIDERE UN DISCO? 
Magari!! Diciamo che avremmo abbastanza materiale…ci sono alcuni pezzi nuovi che dovremmo terminare e abbiamo da fare un grande lavoro di arrangiamenti con quello che già abbiamo…proposte finora non ne abbiamo avute. Suonare, al di la del piacere personale che ne deriva, è una specie di investimento a fondo perduto: gli strumenti, le sale prove, i trasporti, quello che ci guadagni in in termini economici e`pochissimo. Qui a Barcellona non è banale suonare dal vivo: i locali di musica live si contano sulle dita delle mani e per accedervi è strettamente necessario presentare una buona registrazione, cosa che costa soldi e per il momento noi ci stiamo arrangiando come possiamo. Lo stesso vale per i concorsi, voglio dire.. il cammino è lungo. Credo che oramai la cosa più normale sia l’autoproduzione e poi magari trovare o meglio farsi trovare da qualche label per la distribuzione. Una soluzione che ti lascia molta libertà e, sicuramente, una strada meno accidentata…

Come se la cava un italiano con il flamenco? Mi sembra che sia presente nella vostra musica. Non c’è ancora molto flamenco in quello che facciamo. Ci sono delle sonorità nel brano sal y pimienta, mentre abbiamo più influenza della cosiddetta rumba catalana, che forse può ricordare un po’ il flamenco ad un orecchio non espertissimo in materia, ma in fondo sono diversi. Riguardo alla musica popolare il discorso e’ un po’ complesso. Il flamenco è una musica ricchissima e complicata,  da qualche mese lo sto studiando in profondità e ti assicuro che è un bordello assoluto! Ma lo faccio per cultura personale e anche perche’ qui a Barcellona, ma soprattutto al sud del Paese, è molto molto ascoltata.

Tra le persone con le quli ho suonato voglio ricordare Xavier Bon, Matias Miguez e David Reed, il chitarrista Marc Borau, con me in un duetto jazz e poi  il pianista Gabriele Prevato, di Venezia, con il quale ho formato un altro duetto jazz prima di Zafacon.

PER CONOSCERE MEGLIO IL GRUPPO ZAFACON E LA LORO MUSICA:

www.myspace.com/zafacon            www.myspace.com/sergiodfz

oh Barcellona, linda ciudad… Part 2

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Il giorno dopo camminai per ore, credo il giorno intero. Non è forse l’amore il vero motore? 

Dal Born scendendo verso Barceloneta si può sentire il rumore del mare e ricevere la brezza marina portata dal vento. Che sensazione unica. Borracha de aire! La cultura marina è presente, dalla tavola all’abbigliamento e nello stile di vita in genere. Barcellona è una città di mare, che ne esalta le profondità in uno degli Acquari più belli d’Europa, dove i bimbi rimangono a bocca aperta davanti ai pesci colorati e agli squali più simpatici (..dietro ai cristalli).

AMORE MUSICA E VENTO

Il locale di Raval dove siamo diretti per assistere ad un Live si chiama Big Bang, di Jesus e Teddy, in Carrer de Botella. Dal Barrio Gotico ci vorrà un po’ camminando, ma è l’occasione giusta per digerire la quantità di tapas accumulate durante il giorno. Arriviamo 5 minuti prima dell’inizio del concerto. Il gruppo sta cominciando a salire sul palco e ognuno controlla il suo strumento. Un breve scambio di saluti, una veloce presentazione con la band e prendiamo posto. Buona l’acustica e, grazie alle gradinate disposte ad anfiteatro intorno al palco, si riesce a vedere anche da seduti senza essere coperti dalla gente che balla in pista. Ron Zafacon è il gruppo, funcky pop-latin-rock  myspace <  veramente bravi in Live. Questo modo di mescolare tutti gli stili e le culture è unico, come avere davanti a se anni di storia musicale. Anche per questo, mi piaciono molto e rimango ad ascoltare per tutto il concerto.

Adoro la Musica in Spagna, proprio  per quella punta di latinità che mettono ovunque

La notte continua fino all’alba: dopo il concerto infatti ci fermiamo al Big Bang dove Teddy, uno dei proprietari, inizia a mettere musica. Si balla Boogie-woogie e Jazz anni ’30 ’40 ’50 – solo qui succedono queste cose!! Nessuno è dispiaciuto di questi ritmi e tutti ballano. Ovviamente sono felice. Grazie al mio amico musicista Silvio che mi ci ha portato!

EL PALAU

Svegliarsi presto è stata dura, ma il desiderio di andare al Palau è stato più forte. Cammino in una città addormentata di Domenica mattina. Solo io e qualche anziana signora per la calle. Andando verso il centro ascolto con più attenzione le voci della linda ciudad, perchè sono le ultime ore che passerò qui. Nel pomeriggio si vola di nuovo a casa, a Roma.

> STORIA DEL PALAU <

La sala della musica da camera si trova esattamente sotto il palco principale. La guida sorridendo invita le 120 persone presenti a prendere posto sulle sedie disposte qui ad anfiteatro, per assistere al video di presentazione. Sento di essere già nella Musica. Non davanti nè sopra, ma dentro. L’atmosfera è veramente morbida, anche il più piccolo movimento, quale una mano che fruga in una borsa cercando un paio di occhiali, restituisce un suono nitido e pulito che arriva senza filtri al centro del cervello. Qui ogni cosa è stata pensata, studiata e realizzata affinchè il risultato fosse il suono puro.  Come si può descrivere la purezza del suono? Forse il momento in cui il suono fuoriesce da uno strumento poi, sospinto nell’aria, fluttua dolcemente  senza ostacoli fino al padiglione uditivo volteggiando con costanza.. e solo così può essere in grado di dare quella gioia che alcune persone si aspettano di ricevere dalla Musica. Qui tutto questo è possibile perchè siamo nel Palau de la Musica Catalana, il regno del suono!

Nel bar del Palau de la Musica ho potuto bere l’unico caffè degno di essere chiamato con questo nome in tutta Barcellona, che purtroppo in oro nero è piuttosto scarsa. Il caffè è tra i più importanti caffè bar di marca italiana, fatto con  automatica italiana e soprattutto dal meraviglioso polso di Carolina, colombiana. un ottimo caffè forse per l’incontro delle due culture caffeinomani per eccellenza. 

Il palco del teatro mi accoglie a braccia aperte. Ai lati del più grande organo di Cataluña, 3772 canne, aleggiano due balconate semicircolari che sembrano dirti: vieni a me, io sono la Musica! Tutti prendono posto nelle prime file, e comodamente seduti ascoltano la storia di questa vera e propria opera d’arte. Ho il desiderio di allungare la mano per toccare il legno del palco, ovviamente non perdo occasione. Un altro signore segue il mio esempio.. E’ una sensazione molto piacevole, pensare che da 100 anni su questo palco suonano musicisti da tutto il mondo. Qui infatti per scelta de La Fundació Orfeó Català-Palau è benvenuta la Musica di tutti i generi e generazioni, proveniente da ogni parte. Per un attimo mi sembra di percepire la vibrazione del concerto della sera precendente. Magnifica illusione!  La storia del Palau è una storia di uomini e di passione, della quale potrei spiegare solamente i punti principali. Una storia straordinaria, basata su tre elementi fondamentali. Il primo è il percorso di un architetto nato a Barcellona nel 1850, e che ne ha cambiato il volto, il secondo, la fortunata coincidenza di due musicisti nel 1891 e il terzo, la creazione di un’opera nella quale confluirono tre destini. Nel 1997 il Palau de la Música Catalana è stato dichiarato dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità > Unesco <

> STORIA DEL PALAU < 

Non esiste forma d’arte e di espressione più completa della Musica. E se la Musica fosse uno Stato di cose e di Persone, non ci sarebbero divisioni, ma solo condivisioni. Non ci sarebbe rumore, ma solo il suonoRLM 

Da non perdere l’8 luglio il concerto storico ed unico nel suo genere che vedrà sul palco del Palau uno dei rappresentanti principali del flamenco, Enrique Morente, insieme il grande ed unico Pat Metheny.

> Programma Concerti <     > Acquistare Pat Metheny

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