TIRA I FILI, LA MARIONETTA BALLA. C. Bukowski

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Ogni uomo deve capire che tutto può sparire molto in fretta:
il gatto, la donna,  il lavoro, la ruota davanti, il letto,  le pareti, la stanza;

tutte le nostre necessità amore compreso,
poggiano su fondamenta di sabbia
e ogni causa determinata per sconnessa che sia:
la morte di un ragazzo a Hong Kong  o una tormenta a Omaha…
può essere la tua rovina.

Tutte le tue stoviglie che si spaccano sul pavimento della cucina,
la tua ragazza entra e tu sei là ubriaco,
in mezzo alla stanza e lei domanda:
mio dio,   cosa succede?

E tu rispondi:   non so, non so……….

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Questa poesia mi è stata suggerita dal musicista amico >>>Massimo Gentile. Progetto di poesia in musica  “Maledetti detti male”

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Un pensiero su “TIRA I FILI, LA MARIONETTA BALLA. C. Bukowski

  1. Tre cose mi piacciono di questa lirica:

    La precarietà delle cose, espressa nell’incipit;

    l’effetto butterfly, che da sempre mi affascina…un esempio lucido e lampante nel suo corpo.

    Il finale, che pone l’accento sul nonsense dell’esistenza, cui C.B. ci ha tanto crudamente educato…

    Adonai

    Apo

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