BELLI E TRILUSSA AL FESTIVAL DELLE DIECI NOTTI 2019

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VI SEGNALO QUESTA BELLISSIMA RASSEGNA PER CHI AMA LA POESIA. Condivido il comunicato stampa che mi è arrivato, anche se su questo tema, avrei da scrivere cose. Ma il tempo è tiranno. Leggete il comunicato con il programma allegato e partecipate. Ci andrò !

Piccolo Festival Delle Dieci Notti 27 giugno/6 luglio 2019 Bibliobar, Lungotevere Castello, Roma  IV edizione: Belli e Trilussa. Due voci che Roma ancora sente

DIREZIONE ARTISTICA: LUCIO VILLANI
Letture: ARIANNA GAUDIO
MUSICHE: AUGUSTO CRENI, STEFANO LENCI, ALESSIO MAGLIOCCHETTI, LUCIO VILLANI

Torna il Piccolo Festival Delle Dieci Notti nella sua IV edizione del 2019 interamente dedicato alla poesia, dal titolo Belli e Trilussa. Nato nel 2015 da un’idea di Lucio Villani, un festival che è “piccolo” solo perché accoglie formazioni di numero ridotto, ma che è invece grande nel ricreare l’intimità di un salotto tra amici, fatto di suoni ed emozioni nel cuore di Roma.
La direzione artistica di Lucio Villani quest’anno punta alla pungente satira di due grandi e amati autori: Carlo Salustri, in arte Trilussa e Giuseppe Gioacchino Belli. Due stili e periodi storici diversi per due osservatori della stessa città Per dieci notti, a partire dal 27 giugno, Arianna Gaudio leggerà Belli e Trilussa, accompagnata da musicisti in scena con lei.

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LUIGI, FIGLIO MIO

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Emanuela, sassofonista e mia grande amica, da mesi ha iniziato un percorso di ricerca sulla vita e la morte di uno dei cantautori più significativi del nostro ‘900. Luigi Tenco. Personalità ricca di sfaccettature che ci ha regalato le Parole tra le più profonde che la musica abbia mai prodotto e Note, che ancora oggi sono motivo di ispirazione per musicisti e compositori, dal pop al jazz, senza distinzione. La sua morte tragica e misteriosa lascia un grande vuoto  e il desiderio, nonostante siano passati molti anni di chiarirne le dinamiche, tuttora non ben definite. Emanuela è una delle persone che sta seguendo la vicenda e durante un viaggio nei luoghi dell’infanzia di Luigi Tenco, ha scritto questa poesia, dedicata al ricordo di Teresa, madre del cantautore. Con immenso piacere oggi la pubblico per tutti voi.

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Cara Cri, Spero ti possa emozionare così come ha emozionato me. Mi sono fatta madre in quel momento, quella madre, e scrivendola ho sofferto anche io. Di certo non l’ho copiata, di certo non l’ho scritta per nessun motivo. L’ho scritta e basta. Tenco  è nel mio cuore, e  da quando ho iniziato la mia ricerca mi sento molto ‘fertile’. Vediamo se riusciamo a fare qualcosa di più ambizioso….Ovviamente condividerò tutto con te…

Un abbraccio, Manu

Figlio,
che sei nato quando la terra si svegliava,
e così come lei si preparava a dare i suoi frutti,
sei venuto alla luce.

Figlio,
che il destino ha voluto che mai pronunciassi il nome papà,
spero di essere stata l’ombra silenziosa di quell’uomo che ti mancò.

Figlio,
che quando da piccolo cadevi,
mi rimproveravo di non essere stata la, dietro di te
ma che poi guardando quegli occhi bagnati di vita,
tu mi regalavi un sorriso, ed io tornavo a vivere grazie a te.

Figlio,
che sei scappato dietro ad un sassofono ed una chitarra,
ed io con quel libro in mano mi facevo odiare se ti riportavo alla realtà.

Figlio,
che ti vedevo in quella scatola strana
e del tuo bel volto riconoscevo solo il nero ribelle dei tuoi capelli…
come mi arrabbiavo quando quel grigio ingiusto si impossessava delle tue labbra!

Figlio,
che sapevo che eri tu alla porta perchè solo con te il cane abbaiava così,
mi sorridevi quando ti dicevo di farla finita di giocare con le note
e abbracciandomi mentre di spalle facevo finta di essere altrove mi dicevi:
Vedrai mamma, vedrai che un giorno cambierà!

Figlio,
che quando eri li su non so a far cosa,
io mi sentivo regina e facendomi piccola e silenziosa
per nulla al mondo avrei disturbato quel misterioso lavorio.

Figlio,
che quando quel giorno ti ho stirato la camicia bianca,
non lo sapevo mica che ti avrebbe accompagnato in cielo.
Neanche quella pulita t’hanno messo,
a te Figlio mio che ci tenevi tanto ad andar preciso!

Figlio,
che se avessi saputo che quel CIAO era l’ultimo,
t’avrei accompagnato io dal buon Dio,
prendendoti la manina come quando andavamo a scuola.

Figlio,
che il giorno in cui ho chiuso gli occhi
è stato il più bello della mia vita,
perchè ora che sono con te
finalmente credo a quel…
“Vedrai mamma, vedrai che cambierà”


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>>> POST: LETTERA A TENCO di Emanuela Cianfrocca

>>> FOTO e PAROLE di Tenco su Flickr.com

 

TIRA I FILI, LA MARIONETTA BALLA. C. Bukowski

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Ogni uomo deve capire che tutto può sparire molto in fretta:
il gatto, la donna,  il lavoro, la ruota davanti, il letto,  le pareti, la stanza;

tutte le nostre necessità amore compreso,
poggiano su fondamenta di sabbia
e ogni causa determinata per sconnessa che sia:
la morte di un ragazzo a Hong Kong  o una tormenta a Omaha…
può essere la tua rovina.

Tutte le tue stoviglie che si spaccano sul pavimento della cucina,
la tua ragazza entra e tu sei là ubriaco,
in mezzo alla stanza e lei domanda:
mio dio,   cosa succede?

E tu rispondi:   non so, non so……….

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Links:

Questa poesia mi è stata suggerita dal musicista amico >>>Massimo Gentile. Progetto di poesia in musica  “Maledetti detti male”

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