JAZZ AL THE PLACE: Gabriele Coen Quartet

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Mar. 12|01|2010
GABRIELE COEN QUARTET
The Place
Via Alberico II     >> music clubs in Rome
Ingresso gratuito  h.22:30 

info&prenotazioni
tel. 0668307137  0668215214
info@theplace.it

Gabriele Coen,  sax e clarinetto
Marco Loddo, contrabbasso
Luca Caponi, batteria
Lutte Berg, chitarre

Il jazz ha radici antiche, rimanda a culture lontane e spesso rappresenta le voci di interi popoli. Gabriele Coen, sassofonista, clarinettista e compositore di fama internazionale, si dedica da quindici anni all’incontro tra jazz e musica etnica, in particolare mediterranea e est-europea. Il suo nome è legato a quello dei KlezRoym di cui è fondatore, inoltre ha realizzato musiche per importanti programmi televisivi e film (da Rai Educational a Geo&Geo, fino a La grande Storia e Notturno Bus).

Coen salirà per la prima volta sul palco del The Place con il suo abituale quartetto per un viaggio musicale a 360 gradi: la grande tradizione afroamericana, le nuove tendenze del jazz europeo, la musica ebraico-mediterranea, quella turca e quella balcanica, il tango argentino di Piazzolla. Un’occasione unica per ascoltare in anteprima alcuni brani del nuovo disco, che verrà prodotto dal celebre John Zorn e uscirà per la prestigiosa etichetta discografica newyorchese Tzadik.

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Visto che siamo appena entrati in un nuovo anno ho chiesto a Gabriele di esprimere un pensiero sui cambiamenti che vive il jazz ormai da tempo.

‘Devo dire che negli ultimi anni sono stati fatti molti passi in avanti, per ‘sprovincializzare’ la cultura in generale e l’ambiente jazzistico in particolare nel nostro paese. Il fenomeno di recupero delle varie tradizioni musicali del mondo è iniziato negli anni sessanta sulla scia del folk revival ma sono dovuti passare circa trenta anni perchè si diffondesse una cultura musicale che non avesse pregiudizi e ancora c’è molto da costruire. Sicuramente è ancora diffuso il pregiudizio che il jazz deve essere forzatamente legato alla tradizione afroamericana e alla pulsazione swing ma negli ultimi anni il processo di globalizzazione che ha investito il jazz consente di avere dei bravissimi jazzisti europei, chitarristi vietnamiti o libanesi. In fondo è proprio il signifacato della parola jazz che sta cambiando: suonare Jazz ormai significa suonare una musica in cui l’elemento improvvisativo è prevalente e ognuno può concorrere con la propria personalità e tradizione musicale a reimpire questo contenitore. Il sinonimo jazz = swing appartiene ormai al mondo dei nostri nonni.’

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