QUEL CHE LUCCICA, A VOLTE E’ ORO

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Al posto dei soliti bollette-pubblicità-volantini di agenzie immobiliari-palestre-pizzerie, è bello aprire la propria cassetta della posta e trovarvi un bel pacchetto in pluriball con all’ interno una di quelle riviste la cui cura redazionale si nota fin dalla sola rilegatura. Sto parlando di Ring Shout, una delle pubblicazioni periodiche della SidMa (Società Italiana di Musicologia Afroamericana), un’ Associazione di promozione sociale fondata nel 2001 da Vincenzo Caporaletti (il cui Principio AudioTattile è stato uno dei miei sublimi tormenti estivi), Maurizio Franco e Stefano Zenni. Come si legge nell’ Art. 3 dello Statuto dell’ Associazione, essa intende ‘diffondere, in Italia e all’estero, la conoscenza e lo studio sistematico della musica afroamericana in tutte le sue forme, ramificazioni e filiazioni, e nei suoi rapporti con le altre arti’ organizzando seminari di analisi teorica e pratica musicale, eventi, festival, jam sessions e condividere il proprio sapere e la propria esperienza tramite pubblicazioni scientifiche, ricerche e bibliografie dettagliate. In particolare vorrei mettere in evidenza i seguenti propositi espressi nello Statuto:

A) divulgare la corretta conoscenza della musica afroamericana, combattendo gli equivoci e le mistificazioni correnti, e denunciando le falsificazioni storiche, ideologiche e materiali di cui essa è oggetto;
B) favorire i contatti, la collaborazione e lo scambio di dati tra studiosi del settore in Italia e all’estero, come pure tra questi e gli studiosi di altre discipline;
C) stimolare la trasformazione della critica musicale dilettantistica del settore in musicologia afroamericana intesa come disciplina di studio rigorosa;
D) promuovere la formazione e l’aggiornamento professionale degli operatori di settore;
E) contribuire al progresso degli studi di musicologia afroamericana in Italia e nel mondo e con ciò al rinnovamento generale della musicologia.

Proprio uno dei fondatori, Stefano Zenni, si è visto arrivare una mail dalla sottoscritta con la richiesta (tengo a precisare richiesta esaudita con impeccabile solerzia, professionalità e disponibilità) di poter ricevere il doppio volume 5/6 della rivista Ring Shout, perchè nelle mie peregrinazioni sul web ero venuta a conoscenza di una tesi della cantante e compositrice Laura Lala ivi pubblicata. Un’ interessantissima tesi di Laurea, corredata da interviste e da numerosi e appassionanti ritagli di riviste e giornali in appendice, sulla spiacevole prima apparizione in Italia della intramontabile Billie Holiday nel 1958 a Milano, quando l’inettitudine di impresari musicali e i fischi di un pubblico che si aspettava il solito avanspettacolo la costrinsero a lasciare il palco del Teatro Smeraldo senza nemmeno poter portare a termine il proprio ingaggio. Laura si addentra nella ricostruzione del soggiorno milanese di Lady Day, relativamente trascurato dalle cronache di ieri e di oggi, rivivendo quei momenti assieme ai numerosi testimoni che hanno dato il loro contributo a questa ricerca, e conclude con il racconto di quella che fu, secondo le parole di Gian Mario Maletto, una ‘vera e propria sollevazione della comunità jazzistica milanese’ che organizzò un concerto riparatore al Teatro Gerolamo, grazie ad una vera e propria catena della fraternità: questo piccolo teatro si riempì completamente di jazzisti che finalmente onorarono come meritava la più grande cantante Jazz di tutti i tempi.

Pur non conoscendola personalmente, Laura Lala è una di quelle artiste alla quale mi sento legata da particolari affinità e da un comune terreno di incontro, e non solo per l’evidente reciproca passione per Billie Holiday o perchè è tra le cantanti del gruppo vocale The Sessions Voices con il quale ebbi un colpo di fulmine ad un concerto natalizio al Big Mama di parecchi anni fa. Consiglio vivamente di ascoltare sul myspace un’anteprima dei brani contenuti nel primo disco di questa meravigliosa cantante siciliana. Pure songs è un album scritto a quattro mani da Laura Lala e la pianista Sade Mangiaracina, irresistibilmente jazz e fortemente intriso di musica tradizionale, bagaglio comune delle musiciste entrambe siciliane. Vengono accompagnate in questo viaggio da Diego Tarantino, contrabbasso e basso elettrico, Claudio Mastracci batteria e da guests quali Salvatore Bonafede (anche autore delle musiche del brano “Idda”), piano e Fender Rhodes, Marco Spedaliere, sax soprano, Piero Delle Monache, sax tenore.

Per conoscere più da vicino Laura, segnalo quindi con larghissimo anticipo il suo duo con il chitarrista Gianluca Figliola il 18.11.2012 al Charity Cafè, per il consueto aperitivo domenicale. Save the Date !

… E ora andiamo a vedere cosa ha in serbo quest’ oggi la mia cassetta postale !

[SITO  sidma.it]
[SITO lauralala.it]
[SITO thesessionsvoices.com]
[LINK myspace.com/lauralalapa]

di DENISE CASH

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