JAZZ MEMORY: MICHEL PETRUCCIANI

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Ricordare sempre Michel Petrucciani è  un dovere per me.  Italo-francese, fu il più grande pianista del secolo scorso. Costretto dalla sorte a convivere con un corpo che avrebbe fermato chiunque altro, lui fu capace di esprimere attraverso il pianoforte una forza immensa – musicale, di pensiero, di azione. In questo video trovato su youtube Petrucciani esegue un medley di brani storici della canzone italiana, a sua maniera e regalandoci 6 minuti di pura bellezza. Morì a 36 anni, giovanissimo eppure ci rimangono ore di registrazioni, video e tantissimi dischi che consiglio ai più giovani di iniziare a consultare. In verità, tutti, possiamo continuare a imparare da un talento così grande.

CURIOSITA’

Michel Petrucciani è sepolto a Parigi accanto a Fryderyk Chopin. [fonte Wikipedia] Continuate a sostenere Wikipedia come me  

di Cristiana Piraino

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EFFETTO GRANDE FRATELLO?

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Di solito non parlo se non di musica, ma in questi giorni, causa la mia forzata permanenza in casa, mi trovo a vedere cose mai viste. Tipo Domenica in o la Vita diretta o la vita in un’ Arena, ma anche l’arena di un Vita etc. etc.. Cavolo la televisione ha ormai un format solo, ovvero “I cazzi degli altri” declinato in diverse forme a seconda dell’estro degli autori. C’è un fatto del momento che viene trattato indistinatamente da tutte le reti principali e, svilito nella sua essenza,  gettato in pasto a questo enorme bar mediatico sotto-casa della gente comune che ne parla.  

Tra gli argomenti del giorno c’è sicuramente la morte del motociclista Marco Simoncelli, per il quale ovviamente provo pena. Però la spettacolarizzazione di questa morte veramente fa rabbrividire. E’ un po’ come se tutti si sentissero parte di un enorme Grande Fratello a cielo aperto e sentissero il bisogno di entrare in un confessionale ideale per esprimere la propria opinione. Così migliaia di persone si sono incontrate nel giorno  del funerale e successivamente per partecipare alla commozione di massa.. cercando qua e là una telecamera per dire quanto fosse inspiegabile tale morte e quanto non se la aspettassero.  Ma come, per uno che va a 300 km orari con una moto, non ti spieghi come è morto? Ciò che più spaventa però sono i talk show dedicati da tutte le televisioni e a tutti gli orari, come a voler sfruttare l’emozione collettiva e soprattutto la morte come veicolo per ottenere visibilità e audience.

Ritroviamo equilibrio, che forse è meglio. Io ad esempio ancora non mi spiego come siano morte di fango le persone della Liguria. A loro dedico, un pensiero e questo video.  >> Storie vere di fango

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