Intervista a Jacopo Ruozzi, Rolling Stones Italia

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 di Jacopo Ruozzi, Andrea Ruozzi e Isy Araf

Ho visitato il vostro sito http://www.rollingstonesitalia.com/ Trasmette grande passione ed entusiasmo! Come nasce l’idea di creare un sito così dettagliato sui Rolling Stones? E loro, vi conoscono in qualche maniera?
L’idea nasce durante le vacanze di Natale del 2005, da tempo visitavo su internet i bellissimi fans club italiani di gruppi quali Deep Purple, Ac/Dc, Led Zeppelin, Oasis, Pink Floyd etc, notando che non ne esisteva nessuno sulla piu grande Rock’n Roll Band al mondo! Cosi grazie grazie all’aiuto di alcuni grandi esperti e collezionisti in materia in pochi giorni abbiamo dato il via al sito,  che oggi raduna virtualmente tutti gli appassionati e amanti degli Stones. 
Non penso che Jagger e soci navighino tra le nostre pagine ehehe …però quando vennero a Milano nel 2006 ebbimo la fortuna di vederli da vicino mentre provavano alla discoteca Alcatraz e riuscimmo a dargli il biglietto del club;  Jagger lo mise in tasca e chissa che davvero non l’abbia visitato!  

C’è un momento importante della tua vita sottolineato dalla musica dei Rolling Stones?
Si forse la prima volta che li ho visti dal vivo!   

Chi è il tuo preferito? Se ne hai uno
Non ho proprio uno “Stone” preferito, mi piacciono per quello che rappresentano nell’insieme… poi va a periodi, all’inizio impazzivo per i soli di Mick Taylor di cui imitavo lo stile iniziando a suonare la chitarra, ora per i riff di Keith Richards 

Parliamo dell’evento dell’estate romana 2007. Qual’è l’immagine che porterai dentro per sempre di quel momento?
A Roma, oltre alla grande prestazione musicale, e’ stato bellissimo perchè eravamo in casa, un solo anno dopo esser venuti a Milano (non era mai successo), un sacco di gente e amici che frequentano il nostro forum da tutta Italia, con grande festa la sera prima in un locale insieme a 2 tribute band

Durante il concerto di Roma ci sono stati problemi di ordine pubblico, per una specie di invasione di campo da parte delle tribune. Pensi che sia stato voluto dall’organizzazione per riempire la platea rimasta mezza vuota?
Purtroppo ci sono stati diversi problemi organizzativi intorno a questa data italiana…. Decisioni molto contestate da parte dei fans come l’elevatissimo prezzo dei biglietti per le sedie in platea (177 euro), che ha portato molta gente dalle tribune a invadere il prato dell’Olimpico per vedere il concerto da piu vicino.  Non penso che la mossa sia stata voluta dalla sicurezza, ma piu dalla mentalità tipicamente italiana di fare i furbi. Escluderei l’obiettivo di riempire il parterre, in quanto essendo previste le sedie, si sapeva anche che la capienza massima sarebbe stata di 40mila persone, come effettivamente poi son state. Sono convinto che sia stato un grosso errore del promoter accettare questo tipo di organizzazione, puntando all’incasso anziche alla quantità optando per il classico format, come si e’ sempre usato in Italia e nei paesi latini come Spagna e Sud America.

A proposito, non trovi che le sedie in platea fossero fuori luogo?
Si, in uno stadio da 60.000 posti per un concerto rock le sedie non centrano proprio niente, considerando anche il fatto che poi seduto non c’e’ rimasto nessuno, anche se la band in questi ultimi tour usa spesso questo formato, soprattutto in paesi come l’Inghilterra e gli Stati Uniti, capirei in un teatro o in un’arena, ma all’aperto in uno spazio cosi grande perde un po il suo fascino. Anche se i biglietti costano di piu, ci sono alcuni vantaggi come avere il posto numerato evitando le 4 ore nel carnaio sotto il sole bollente e cercare quindi di aggiudicarsi i tagliandi per le prime file!  

Da ciò che leggo sul sito e parlando con amici presenti il 6 luglio ‘07, capisco che il concerto è stato incredibile. Si percepisce a distanza di un anno un entusiasmo ancora vivissimo a Roma e in Europa.  Però come in tutti i grandi eventi, c’è una nuvola di gossip che aleggia nell’aria. Si dice che Charlie Watts non abbia suonato per tutto il live, ma che sia stato aiutato dal backstage da altri batteristi. Cosa ne pensi?
Penso che sia una boiata come tante altre. Ad esser sincero l’avevo sentita anch’io dopo al concerto di Milano 2006. Ma basta assistere allo show per capire che non puo essere possibile, sarebbe un insulto all’intelligenza del pubblico. 

Tanto si è parlato del costo del biglietto elevato, in linea con la tendenza generale nazionale che vede i live in continuo aumento, mentre si registra un calo di qualità nell’organizzazione. Vedi l’invasione della platea ai Rolling Stones, o i concerti dell’auditorium o del palalottomatica, dove già sai che l’audio sarà pessimo o che potresti avere il posto dietro a un pilastro! Pensi che dai nostri blog e siti possiamo fare qualcosa per invertire questo trend?
Si purtroppo il “caro-biglietti” dei concerti e’ arrivato a dei livelli abbastanza elevati. Quando meta anni novanta iniziai a vedere i primi costavano sulle 40 mila lire (ndr. 20,00 €), a distanza di 10 anni per entrare ad un grande evento non si trovano a meno di 50 euro …quando va bene. C’e’ da dire che e’ la conseguenza diretta della crisi del mercato discografico, gli artisti per guadagnare veramente devono andare in tour, perche con il download illegale su internet ci rimettono parecchio. 
Nel calcio esistono le curve che sono in prima linea a contestare il fenomeno, tant’e’ che i prezzi degli abbonamenti a San Siro sono fissi da molti anni sia per Milan che per Inter, ai concerti purtroppo non esiste la “tifoseria” unita per farsi sentire esponendo striscioni, quindi per il singolo spettatore non rimane che la scelta o di rinunciare allo show, oppure sottostare all’elevato prezzo. Personalmente ho adottato il metodo di considerare il rapporto prezzo/qualità/importanza per me – per scegliere a quali assistere. Quelli che reputo troppo cari per la band o per la location li salto senza problemi, anche se a volte e’ difficile… 
Da questo punto vista, ma SOLO per questo, paradossalmente ci vorrebbero quei personaggi che negli anni ‘70 contestavano i prezzi dei concerti italiani (che costavano il piu delle volte intorno alle 1000 lire), ma sappiamo tutti che i veri motivi di quel movimento erano puramente politici.

Il discorso si allarga alla tipologia di spettacolo al quale si assiste, i Rolling Stones arrivano nella tua città con 40 camion, palchi da record, megaschermi e fuochi d’artificio, oltre a una troupe di piu di 200 persone. Questo giustifica i costi, ma non soddisfa chi li vorrebbe vedere in un teatro da 100 posti a una distanza che male che vada sono 8 metri. Allora si che sarei disposto a spendere cifre folli! 

Vedo dalle pagine del sito che avete seguito anche il concerto di Barcellona, ci sono state differenze rispetto a Roma?  Il costo del biglietto è stato lo stesso per tutte le tappe europee?
Si, alcuni del nostro gruppo dopo aver visto le date di Parigi e Lione hanno continuato anche fino alla Spagna. Il concerto di Barcelona dev’esser stato grande, c’era molta attesa perchè nel 2006 tutte le date spagnole erano state annullate in seguito all’incidente alla testa di Keith Richards, cosi avevano saltato completamente un paese che letteralmente li adora. Questo e’ stato uno dei motivi principali per cui sono tornati un Europa un solo anno dopo: gli dovevano un po di date. 
Differenze rispetto a Roma sicuramente, almeno per noi fanatici ogni show e’ diverso dall’altro, oltre che per i brani eseguiti (si insegue sempre il desiderio di sentire dal vivo canzoni mai eseguite e scalette particolari) anche per l’ambientazione. Inoltre in Spagna il prato non prevedeva le sedie, come sarebbe dovuto essere anche qui da noi. I prezzi degli stessi settori variano da paese a paese e penso in rapporto allo stile di vita medio della popolazione e della moneta. In Francia, Italia, Spagna e Germania sono piu o meno equivalenti, ma lievitano in Inghilterra (le ultime date a Londra costavano 150 sterline!)   
 
Shine a light. Una chicca. Non serve commentare! Ma dimmi, sei rimasto seduto durante la proiezione o, come me, non sei riuscito a trattenere l’entusiasmo?
Beh si devo dire che Shine A Light mi e’ piaciuto davvero tantissimo, sono arrivato a vederlo per la 5° volta al cinema, non avevo mai visto sul grande schermo un loro film e l’emozione e’ stata come quando assisti ad un live…con la differenza che in questo caso ero si seduto …e per una volta ci sono anche rimasto. 

 

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