Leggere la Canzone III/08 – MAX GAZZE’

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Quando per la prima volta ho sentito il testo di questa canzone devo ammettere di non averla capita.  Poi, affascinata dal ritmo trascinante della batteria, suonata al tempo alla Gazzè, ho iniziato ad ascoltarla e riascoltarla, cominciando a Leggere la Canzone. Musicalmente Il Solito Sesso  è un’opera d’arte, con addirittura sei cambi di tonalità nei tre minuti e mezzo di durata, a dimostrazione della bravura del cantautore.
In questo brano il testo è centrale. C’è slancio e forza verbale, sincerità e proizione verso il futuro. Il tempo musicale (4/4 shuffle) sostiene costantemente le parole: è il ritmo di un colpo di fulmine, che, come definisce lo stesso Max Gazzè ‘arriva su tutti i piani, sia fisico che metafisico’.

La giornalista Simona Orlando de il Messaggero definisce questo testo ‘un assolo di romanticismo che spicca fra canzoni d’amore ritrite‘. Un linguaggio che oggi, nell’era degli sms frenetici e della comunicazione massiva ed esasperante, non riusciamo più a cogliere.

Il solito sesso è stata scritta da Francesco e Max Gazzè e portata dallo stesso Max al Festival di Sanremo 2008. Fa parte dell’album ‘Tra l’aratro e la radio‘ pubblicato nel 2008. Il testo è impostato come una conversazione telefonica fra l’uomo e una donna incontrata per caso la stessa sera. Lui tenta disperatamente di farle capire l’amore improvviso e istintivo che sente per Lei, promette mari e monti, cascate di stelle, fiamme di vulcano e pioggia nella mano!

Ma l’idea che, mentre ti stai dichiarando, lei possa pensare che cerchi solo di partarla a letto, è d’intralcio, è un ostacolo al fluire di qualcosa di molto più importante – M.Gazzè

Il testo è stato scritto da due uomini e come donna ne sono positivamente colpita, soprattutto dopo aver letto ultimamente testi quali ad esempio ‘Gioca Con Me’ di Vasco, in cui la donna viene vista solamente come un sedere che cammina in un paio di jeans.

— T —

Ciao, sono quello che hai incontrato alla festa, ti ho chiamata solo per sentirti e basta…
si, lo so, è passata appena un’ora, ma ascolta:
c’è che la tua voce, chissà come, mi manca.
Se in quello che hai detto ci credevi davvero, vorrei tanto che lo ripetessi di nuovo…
dicono che gli occhi fanno un uomo sincero, allora stai zitta, non parlarmi nemmeno.
Posso rivederti già stasera? Ma tu non pensare male adesso:ancora il solito sesso!

Perché, sai, non capita poi tanto spesso che il cuore mi rimbalzi così forte addosso,
ed ho l’età che tutto sembra meno importante, ma tu mi piaci troppo e
il resto conta niente.
Dillo al tuo compagno che ci ha visti stanotte:
se vuole può venire qui a riempirmi di botte!
Però sono sicuro che saranno carezze, se per avere te un pochino almeno servisse.

Chiuderò la curva dell’arcobaleno per immaginarlo come la tua corona,
e con la riga dell’orizzonte in cielo ci farò un bracciale di regina…
ma se solo potessi un giorno vendere il mondo intero in cambio del tuo amore vero!

Sai, qualcosa tipo “cielo in una stanza” è quello che ho provato prima in tua
presenza… dicono che gli angeli amano in silenzio, ed io nel tuo
mi sono disperatamente perso.
Sento che respiri forte in questa cornetta… maledetta, mi separa dalla tua bocca!

Correrò veloce contro le valanghe per poi regalarti la fiamma del vulcano,
respirerò dove l’abisso discende e avrai tutte le piogge nella tua mano…
ma se solo potessi un giorno vendere il mondo intero
in cambio del tuo amore vero!

Ora ti saluto, è tardi, vado a letto…
Quello che dovevo dirti, io te l’ho detto

 http://www.lyricsmania.com/

Vodpod videos no longer available.

“Il solito sesso” è risultato essere il brano della kermesse sanremese
più trasmesso dalle radio. [Wiki].

 

SUL TEMA:
Consiglio di leggere il l’ultimo libro di Nick Hornby, ‘Tutto per una ragazza’…. Sam ha conosciuto Alicia ad una festa ed è una di quelle ragazze di cui ci si innamora esattamente dopo due secondi….

> Scheda libro <

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5 pensieri su “Leggere la Canzone III/08 – MAX GAZZE’

  1. giuserossetti

    Credo sia poco più che meraviglioso questo brano, quasi una bozza di piccolo miracolo. E poi nel contesto dove la si è scoperta: un diamante fra la ghiaia. Che Max Gazzè sia un grande artista lo si capisce col cuore piuttosto che con le orecchie, con l’attenzione e con la voglia di nuovo caratterizzante la nostra epoca. Eppure tende di continuo al dimenticatoio, altro segno paradossalmente sintomo di genialità. Non ho scelta, sono costretto a volergli bene.

  2. A volte ho dei dubbi sui gusti delle persone. In realtà non riesco a capire certi fenomeni. Un diamante in mezzo alla ghiaia! hai detto bene, eppure quel palco non gli ha reso merito, mentre le radio lo hanno veramente lanciano. Non a caso la radio FM è fatta da gente che ama e conosce la Musica. Ma non bisogna essere geni per sentire e capire la bellezza di certi brani… E allora il dubbio c’è.. perchè la massa mette nel dimenticatoio un Gazzè e ti porta al top una brutta imitazione della Winehouse made-in-italì?
    RLM

  3. giuserossetti

    Questo sì che è un bel quesito. Ti copio qui sotto un mio post di tempo fa dove ho provato a descrivere l’attuale panorama discografico italiano, credo fra le righe ci sia una risposta. Spero tu gradisca, è un poco lungo.
    ____________________________________________________________________

    MUSICA, SOTTOBOSCO E VETRINE.

    Musica, già, un tempo solo a sentire questa parola mi emozionavo, con la mia nuova cassetta di turno fra le mani mi sentivo come un bambino con davanti un pomeriggio senza compiti e senza genitori fra i piedi. Oggi no, non sono più quello di un tempo. La musica non è più quella di un tempo. E chi ascolta? Non è più l’ascoltatore di un tempo. Nostalgia? Assolutamente no, o meglio, non solo. Perchè non mi emoziono più? Perchè mi riesce quasi spontaneo fuggire da chiunque abbozzi una chiacchiera su questo argomento? Perchè in quest’epoca la musica è una maglietta, un portachiavi, un complemento d’arredo. La si vuole sfoggiare come un abito, come un’automobile. Serve in poche parole per mettersi in regola con la moda. Dovrei andare a parare verso l’adolescenza, verso i ragazzini, ma non è di certo tutta colpa loro. Omologazione, questa dannata facoltà umana, sempre e soltanto colpa sua. Da qualche anno a questa parte è in espansione un nuovo virus, una vera e propria patologia che come sintomi ha il baratto della propria obiettività in cambio della tanto ambita pigrizia psichica. Ho ragionato a lungo guardandomi bene attorno, col solo intento di soddisfare la mia curiosità, ed ho capito che un gigantesco e spietato cerchio invisibile si è chiuso. Questa circonferenza immaginaria è composta dai media, dagli artisti sulla cresta dell’onda e da chi finanzia direttamente e indirettamente il loro complotto. Che parolona ”complotto”, vero? Ma usare qualsivoglia espediente per confondere il pensiero altrui traendone guadagno, non si chiama forse così? E allora di complotto si tratta. Esistono due grandi specie di etichette discografiche: le major e le indie, ossia, in parole povere, quelle coi soldi e quelle senza. Quelle coi soldi hanno totale potere sui media, quelle senza hanno totale potere sui pub di periferia. Un ipotetico fruitore di musica plasma la sua conoscenza ed il suo sapere in materia attraverso i media, a mio dire attorno all’80% dei casi, l’altro 20% è invece composto da chi pretende una cultura musicale fatta su misura. Arrivati a questo punto mi sorge più che spontanea la domanda: ma tutta quella gente che ascolta tv e radio, mica s’innamorerà di qualche artista proposto da quei media? Certo che sì, questa è matematica. Ma allora, in linea di massima il gusto musicale rientra nell’insieme di artisti che musica e tv propongono? Certo che sì, sempre la stessa matematica. Se fin qui la mia teoria è chiara e sta in piedi… Tu, facente parte di quelle otto persone su dieci, compri o scarichi musica che hai sentito in radio o in tv. Tu, facente parte di quelle otto persone su dieci, hai una conoscenza musicale che spazia fra ciò che i media ti propongono. Si potrebbe dunque chiudere il discorso con una bella massima del tipo ”i gusti sono gusti e non si discute”? No, non credo proprio. Trovo non sia corretto parlare di gusto riferito alla musica proposta dai media. Mi spiego meglio… Se in vita tua hai sempre mangiato gelato alla panna o al cioccolato e mi dici che quei due gusti sono i migliori, credi forse di essere obiettivo? Non credo proprio. Allo stesso tempo non voglio criticare le tue scelte, anzi, sono sacrosante, ma mi permetto di farti notare che esistono almeno altri cinquanta tipi di gelato! Quindi il tuo parere non è affatto obiettivo. Questo esempio calza a pennello con la discografia. Gli artisti proposti dai media sono un dato numero, ma questo numero non comprende ogni artista meritevole di diffusione, bensì solo gli artisti selezionati e fatti crescere dalle major. E tutti gl’altri dove stanno? Sotto le ali delle etichettine indipendenti. Tutto ciò è a dir poco triste, il sistema è profondamente ingiusto, un vero crimine. Ecco allora fatta luce su quel cerchio chiuso. La musica che trova mercato non nasce da abilità compositive o poetiche, non nasce dalla dose d’impegno dell’artista, anzi, le etichettone padrone si guardano molto bene dal diffondere musica di spessore, prodotti colti o per palati raffinati. Sarebbe un impiccio non poco controproducente costringere l’ascoltatore (loro cliente) a riflettere, ad analizzare un prodotto, molto meglio che sia bello leggero, orecchiabile, immediato. Detto questo… Ognuno è libero di ascoltare ed acquistare la musica che vuole, ci mancherebbe altro, ma riflettere su questo discorso artista-media-denaro penso possa aiutare a porsi dei quesiti, a non dare mai per scontato tutto ciò che circonda, in musica come nella vita. L’obiettività è qualcosa che nella nostra esistenza ha la stessa importanza del respirare. Chiediamoci quindi quanto vale il nostro giudizio in musica, da quali basi parte il nostro metro di misura in materia. Potremmo scoprire che dal nostro sentiero ramificano migliaia di altri percorsi, il fatto che tutti stiano camminando in una direzione non significa per forza che tutt’attorno non ci sia altro che il deserto.

    Giuse Rossetti.

  4. Grazie del Post, sono veramente in linea con le tue idee. Vedi anche il post Sulla Giusy Ferreri, scritto qui da me qualche giorno fa. GIUSY FERRERI: COME SI COSTRUISCE UN FENOMENO nel quale in qualche modo cerco di mettere l’accento sul fatto che alcune persone – del settore TV o media in genere – hanno il potere di costruire un artista esattamente dal nulla e soprattutto riescono con i mezzi mediatici a convincere le persone che realmente quella persona sia un artista…
    Dammi il tuo URL
    RLM

  5. Vittorio

    La versione cantata e suonata live a Sanremo con Marina Rei e Paola Turci è bellissima.. A Sanremo erano davvero perle in mezzo ai porci..

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