PIANOFORTE JAZZ, I 100 ANNI CHE HANNO FATTO LA STORIA

Standard

Crossover perfetto quando grandi musiche si incontrano. E’ il caso di una rassegna che sta per iniziare a Roma, che parlerà di jazz, ma nata nell’ambito della Filarmonica Romana, ente promotore di musica classica, opere da camera, balletti e spettacoli di teatro musicale, una delle più prestigiose istituzioni italiane, in collaborazione con lo scrittore e giornalista Adriano Mazzoletti e cinque incredibili pianisti italiani.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Non è la prima volta che la prestigiosa Accademia Filarmonica Romana percorre le strade del Jazz. Va detto che questi ‘indisciplinati’, nel senso più amorevole del termine, della classica, sin dalla loro fondazione hanno dimostrato al mondo di saper andare controcorrente. L’Accademia infatti nasce nel 1821 su iniziativa di un gruppo di nobili dilettanti, così si definiscono, che portavano in scena a Roma musica da camera e sinfonica, ma anche le opere liriche all’epoca censurate. Una naturale tendenza ad aprirsi ad altri universi, che deve essere ancora oggi presente nel  loro dna.

E così, sarà il Jazz ad entrare nuovamente nel cuore della Filarmonica, con una serie di concerti ideati in collaborazione con lo scrittore e giornalista Adriano Mazzoletti e con le performance di cinque incredibili pianisti italiani del jazz, quali Alberico Di Meo, Cinzia Gizzi, Silvia Manco, Amedeo Tommasi, Enrico Pieranunzi.

Il payoff della rassegna è ambizioso ma di certo all’altezza della situazione, ‘da Scott Joplin a Keith Jarrett’, per quattro concerti alla piccola Sala Casella della Filarmonica (200 posti) che ripercorrono la storia del pianoforte jazz, una storia che, come ha sottolineato Mazzoletti, in veste anche di relatore nelle quattro conferenze che si terranno in ogni appuntamento, ha inizio nel 1917, “data ufficiale della nascita del jazz” e anno in cui veniva inciso il primo disco da una orchestra che aveva nel proprio nome la parola ‘jazz’. “Ma questa musica – afferma Mazzoletti – ha origini più antiche. I primi ad accorgersi dell’importanza del jazz furono due musicisti europei, Ernest Ansermet che ne scrisse già nel 1919, senza però utilizzare la parola ‘jazz’ per indicare quella musica che lo aveva così colpito e Alfredo Casella che nel 1922 l’ascoltò negli Stati Uniti. Sono trascorsi oltre novanta anni e il jazz ha subito una infinità di modifiche. Nel corso dei quattro incontri sarà ‘raccontata’ la sua storia attraverso il pianoforte, strumento utilizzato già ai primordi, a differenza di altri, quando, alla fine del 1800, questa musica era indicata come ‘ragtime’”.

Si comincia Domenica 11 dicembre e si va avanti fino al gran finale con il M° Pieranunzi il 5 marzo. Sarà come fare un viaggio attraverso cento anni di musica jazz. Partecipate! Ve lo consiglio.  

MAGGIORI DETTAGLI
Ad impreziosire le singole serate, la proiezione di brevi filmati di grandi pianisti delle varie epoche.

[dal comunicato tutti i dettagli] Il concerto che inaugura la rassegna domenica 11 dicembre vede in programma alcune pagine dei maggiori compositori ragtime fra i quali Scott Joplin e successivamente di Jelly Roll Morton, pianista di New Orleans, il primo ad aver modificato lo stile precedente e aver dato vita a quella musica che qualcuno ha chiamato jazz. Ad eseguirle Alberico De Meo, pianista, arrangiatore, compositore che ha suonato nella sua lunga carriera musicale con i più prestigiosi musicisti di jazz classico italiani, europei, americani, invitato a partecipare nei più importanti festival europei di jazz classico, risultandone spesso vincitore, sia come pianista solista che come leader di gruppi.

Il 5 febbraio con la serata dal titolo “Harlem e i suoi pianisti” ci si sposta agli anni Venti, quando il jazz lascia New Orleans e si trasferisce “armi e bagagli” al Nord. Chicago e New York diventano le nuove patrie del jazz e ad Harlem nascono altri stili, come lo swing style. A far rivivere quel periodo, due eccellenti pianiste, Silvia Manco e Cinzia Gizzi. La prima è pianista, cantante, compositrice, autrice di testi, arrangiatrice, salentina di nascita, romana di adozione che vanta collaborazioni da Roberto Gatto a Renzo Arbore; la seconda, prima donna a ricoprire nel ’95 la cattedra di jazz in Italia (e per molti anni l’unica), svolge un’intensa attività concertistica in Italia e all’estero, sia accompagnando nomi prestigiosi del jazz americano e italiano, sia come leader di una propria formazione.

Il 19 febbraio con il terzo concerto “I pianisti attraversano gli Oceani” si entra nel jazz moderno, solista Amedeo Tommasi, uno dei grandi solisti italiani, che ha percorso la storia del jazz lungo tutto il secondo Novecento fino ai giorni nostri accanto a nomi quali Chet Baker, Massimo Urbani, Giovanni Tommaso, Roberto Gatto, Franco Mondini, René Thomas, Bobby Jaspar, Jaques Pelzer, fra gli altri.

Gran finale con Enrico Pieranunzi il 5 marzo quando si parlerà di Il jazz di oggi e i suoi pianisti. Una serata dedicata ai grandi pianisti degli ultimi anni, primi fra tutti Bill Evans e Keith Jarrett, ma anche Chick Corea, Herbie Hancock ed Enrico Pieranunzi. Sì, Enrico Pieranunzi che oltre che interprete, con le sue composizioni ha saputo creare un proprio stile su cui si è concentrato parte dell’interesse internazionale del mondo del jazz.

DOVE E BIGLIETTI
SALA CASELLA via Flaminia 118, Roma
Biglietti: posto unico 10 euro.
Tel. 06-3201752 promozione@filarmonicaromana.org
Ufficio stampa Sara Ciccarelli uff.stampa@filarmonicaromana.org

CARTELLONE IL PIANOFORTE NEL JAZZ “Da Scott Joplin a Keith Jarrett” percorso di quattro concerti e conferenze sulla storia del pianoforte nella musica jazz a cura di Adriano Mazzoletti Ogni serata prevede anche la proiezione di brevi filmati dei grandi pianisti delle varie epoche quali Fats Walzer, Teddy Wilson Art Tatum, Bud Powell, Lennie Tristano, Thelonious Monk, Bill Evans, Keith Jarrett

Domenica 11 dicembre ore 18
“Dal Ragtime di Texarkana al jazz di New Orleans”
Alberico Di Meo pianoforte
musica di Scott Joplin, Jelly Roll Morton, e altri autori

Domenica 5 febbraio ore 18
“Harlem e i suoi pianisti”
Cinzia Gizzi e Silvia Manco pianoforte
musica di James P. Johnson, Fats Waller, Duke Ellington,
Earl Hines, Teddy Wilson e Mary Lou Williams

Domenica 19 febbraio ore 18
“I pianisti attraversano gli Oceani”
Amedeo Tommasi pianoforte
Musica di Dave Brubeck, John Lewis, Red Garland, McCoy Tyner

Domenica 5 marzo ore 18
“Il jazz di oggi e i suoi pianisti”
Enrico Pieranunzi pianoforte
Musica Bill Evans, Keith Jarrett, Chick Corea, Herbie Hancock, Enrico Pieranunzi.

di C.Piraino
Technique is the ability to translate your ideas into sound through your instrument. Bill Evans

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...