COME SI REGISTRA UN CONTENUTO DI QUALITÀ

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In questo articolo vedremo come è possibile registrare un buon contenuto audio. Siate pazienti e motivati, perché non è esattamente una passeggiata. Sappiate che è necessario effettuare diversi passaggi. 

Assicurarsi prima di tutto che la sorgente sia buona. Significa metterla nelle condizioni di essere registrata al meglio. Quindi considerare la posizione del microfono o dei microfoni nell’ambiente di ripresa tenendo conto delle riflessioni e della riverberazione cercando di ottenere il risultato desiderato. Più distante sarà il microfono dalla sorgente più alto sarà il contributo dato dall’ambiente. In certi casi è un vantaggio in altri no.

Poi il lavoro passa alla scelta opportuna del microfono più adatto a registrare un determinato tipo di strumento, voce o suono in generale, per poi passare alla scelta del tipo di preamplificatore. Ogni brand ha una sua caratteristica timbrica e lo stesso microfono con la stessa sorgente può produrre risultati molto differenti in base al tipo di preamplificatore usato.

Si passa poi all’ottimizzazione del livello di registrazione, che significa lavorare con il gain del preamplificatore per ottenere il livello più alto possibile facendo attenzione al tipo di esecuzione per evitare le saturazioni o peggio il clipping digitale.

Il momento della registrazione di un artista è come una fotografia che rimarrà immutata nel tempo e per questo bisogna fare il possibile per rendere la foto il più nitida possibile; più corrispondente alla realtà. Quando parliamo di realtà parliamo del suono dell’artista che spesso, prima di passare al microfono, va capito, conosciuto.

È possibile correggere o modificare una traccia senza necessariamente rieseguirla?

Oggi gli strumenti digitali rappresentano uno strumento che ci consente di intervenire, correggere, modificare una traccia come mai sarebbe stato pensabile quando ancora si lavorava nel “mondo” analogico. La risposta quindi è si, ma ogni intervento di correzione va in qualche modo a penalizzare la qualità della traccia quindi in definitiva, meno interventi post recording si fanno meglio è.

E’ comunque anche questa una valutazione da fare con attenzione e spesso è l’artista che la deve fare. Infatti davanti ad un esecuzione eccezionale difficilmente ripetibile, come un assolo particolarmente riuscito, meglio fare qualche piccola correzione se serve, piuttosto che rieseguire la parte.

Da quando esiste la  registrazione su computer che praticamente rende illimitato il numero di take che si possono fare, il musicista spesso non riesce a dare il meglio di sé. Quando invece c’erano poche piste a disposizione ed un nuovo take avrebbe cancellato definitivamente il precedente, l’attenzione e la concentrazione a riguardo erano molto più alte. Ora in studio gli artisti troppo spesso demandano al “digitale” i propri limiti rendendo il lavoro del fonico più noioso e lungo.

È necessario anche sottolineare che questi strumenti, che trasformano virtualmente un musicista mediocre in un buon musicista, hanno mediamente abbassato la qualità delle registrazioni e della musica in generale in quanto, appunto, non è più così necessario saper suonare bene per produrre un brano.



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C. Piraino in collaborazione con prontopro il portale dei professionisti n° 1 in Italia

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