OGNUNO PREGA I SUOI SANTI: BOB MARLEY

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Ognuno prega a modo suo. La grande umanità come vicinanza agli esseri umani, il senso di civiltà, la sottintesa ed espressa avversione agli abusi di potere, la difesa delle minoranze, l’incoraggiamento ad essere persone migliori, la ricerca della giustizia, il senso di appartenenza ma anche di inclusione e tanto altro, sono i principi che animano l’Opera di Bob Marley. A sottolineare l’importanza dei testi, c’è il miglior reggae al mondo che, da musica ‘locale’, grazie a lui è diventato linguaggio universalmente compreso e molto amato, sinonimo di libertà di espressione, pace e non violenza.

NO ai luoghi comuni. Una parte di voi si lascerà vincere dal cliché della ‘canna’, demonizzando in parte o deridendo un’anima gigantesca. Sarebbe come non assimilare Bukowski o Hemingway in quanto amanti dell’alcool. O fermarsi davanti a Bowie perché cocainomane. Il discorso è ampio, sulle dipendenze ‘illegali’, e non lo affronteremo qui, ma in realtà tutti siamo dipendenti da qualcosa e il fatto che quel vostro qualcosa sia illegale o meno ha valore soggettivo, in base a leggi e regole di un dato luogo. In fine non si può giudicare un essere umano per le sue debolezze, ma per ciò che grazie ad esse è riuscito a lasciarci e nel caso di Marley è moltissimo.

La sua musica. Ad oggi niente o nessuno si è rivelato superiore né si riesce, rispetto al genere musicale, ad andare effettivamente avanti. Con qualche valida eccezione, il Reggae rimane nella comprensione generale ‘quella roba di Bob Marley’. Il fatto che, oltre alla qualità c’è una visione importante, rende questa sua musica attuale. Bob come i Fab4? Probabilmente si. E se oggi ascoltiamo ‘Abbey Road’ del ’69, come un disco uscito da poco, lo stesso accade con le produzioni più vicine ai nostri giorni del grande songwriter giamaicano.

Tutto questo fa di Bob e della sua opera qualcosa di veramente importante per l’umanità stessa. Non un testo sacro astratto che ti casca dal cielo, i suoi sono testi di vita che contengono un forte richiamo al ‘mistico’ inteso come contemplativo ed interiore, un invito a scendere giù nell’anima per approfondire la conoscenza di se stessi e degli altri. Non è un santone né un venditore di nulla, Marley è un modello involontario di buona vita.

Aveva forse l’obiettivo di diventare tale? Affatto. A dimostrazione di ciò, basti pensare che viene raccontato come una artista che non si curava veramente dei suoi interessi economici, cosa che i suoi numerosi eredi hanno poi affrontato con attenzione, giustamente, ma questo è un ulteriore dettaglio che mette Bob Marley sotto una luce di purezza intellettuale.

Il suo invito (non scritto). Rimanendo se stesso, Marley rivolge con la sua musica un invito a non stare in superficie ma andare a fondo, in se stessi e verso gli altri. Tale introspezione renderebbe tutti più umani, non c’è dubbio. Individui molto più consapevoli sono in grado di convivere nel rispetto degli altri. Restando in superficie siamo invece prede degli istinti e divisi in ‘gruppi manovrabili’. Che poi è quello che ci sta accadendo come società. Di fatto, pensandoci bene, oggi siamo gruppi inconsapevoli e manipolati che si muovono in branchi e a comando. Un modello dal quale non riescono a sottrarsi neanche le religioni del mondo.

Nato in Giamaica, Bob Marley è stato attivo fino alla morte, avvenuta per un tumore nel 1981. Le sue canzoni hanno venduto in tutto il mondo più di 75 milioni di dischi.

San Bob Marley #santosubito #ognisanti

LE ULTIME SU BOB:  La Paramout Pictures è intenzionata a realizzare un Biopic su Bob e per questo ha cercato e trovato la collaborazione del suo erede Ziggy. Aspettiamo con il cuore in mano l’evoluzione del progetto.

Cristiana Piraino

In conclusione, anche se non so mai chiedere nulla a nessuno, se proprio devo pregare io canto con Bob, qualcosa mi succede sempre. Provate anche voi. Se devono uscire delle lacrime usciranno, se deve arrivare un’idea, essa non tarderà a palesarsi. 

 

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