FRIDA DI ISRAEL VARELA, LA SPERANZA DI VOLARE

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Macchina da scrivere, batteria, ballo, canto, poesia, pianoforte, contrabbasso: è Frida en Silencio il nuovo ed emozionante spettacolo di Israel Varela che ascolteremo dal vivo a Roma al Alexanderplatz Jazz Club il 2 e 3 Ottobre prossimi. (Via Ostia 9, Zona Prati).

Accanto a Varela una delle più intense interpreti del flamenco moderno, la ballerina Karen Lugo, anche lei messicana, tra le più importanti esponenti a livello mondiale, da sempre protesa alla sperimentazione. Tra le sue collaborazioni, artisti come Chick Corea, Richard Bona, Jorge Pardo. Insieme a Israel Varela ha già intrapreso diversi tour internazionali dedicati al loro duo Made in Mexico.

Insieme a loro una All Star band con la Pianista, Compositrice Rita Marcotulli, Claudio Filippini al Fender Rhodes e Jacopo Ferrazza (3/10)/Giuseppe Romagnoli (2/10)  al contrabasso daranno vita a “Frida en Silencio” per raccontarci la vita di questa meravigliosa artista.

ALEXANDERPLATZ – COME PRENOTARE: prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com
TEL 06.83775604 (FROM 17:00)
MOB. 3396414959 (FROM 10:00 TO 17:00)

Line-up
Israel Varela, batteria-voce-live electronics.
Karen Lugo, ballo flamenco e poesia.
Rita Marcotulli, pianoforte.
Claudio Filippini, Fender Rhodes.
2/10 Giuseppe Romagnoli, Contrabasso
3/10 Jacopo Ferrazza, Contrabasso

CONTINUA CON INTERVISTA a Israel Varela

Con il progetto FRIDA EN SILENCIO la vita di Frida Kahlo è narrata in un modo fuori dal comune, attraverso la musicalità e la personalità del batterista, compositore e cantante messicano Israel Varela. Un uomo che con la sua musica riesce sempre a mostrare la profondità del suo pensiero, che osserva e comprendere l’essere umano. Attraverso sonorità raffinate e soluzioni ritmiche innovative, Varela ci racconta una straordinaria donna, icona contemporanea, nata nel 1907 a Coyoacán in Messico. Una storia caratterizzata da passioni e sventure, da ribellione contro le costrizioni del nazismo e dalla malattia che l’ha accompagnata in un lungo tratto della sua vita fino alla morte, causata proprio dalle condizioni fisiche nel 1954, a soli 47 anni.

Varela, vincitore del Euro Latin Award nel 2009 con il suo primo album e celebre per la bellezza del suo suono, l’omogeneità della timbrica e l’eleganza esecutiva che lo hanno portato a condividere i palchi di tutto il mondo con artisti come Pat Metheny, Charlie Haden, Yo Yo Ma, George Benson, Mike Stern, Diego Amador e, in Italia, Pino Daniele. 

Perché ‘In Silenzio’?
I: Per me il silenzio può essere anche il più forte dei rumori, perché non fa domande ma ci da tantissime risposte. Di Frida, con tutte le sue problematiche e profondamente segnata da alcuni eventi dolorosi, i dipinti sono pieni di silenzio che allo stesso tempo e’ un grido del suo universo interiore. Meditando a lungo e studiando dipinti, poesie e lettere che Frida ha creato in silenzio, le ho volute trasformare in musica.

Come cresce un artista in Messico, avendo come riferimento nazionale una figura così importante per la libertà e per l’emancipazione, come Frida Khalo?
I: L’arte in Messico fa parte della vita di tutti i giorni, è un paese vivo che respira arte e sostiene l’arte, quindi la figura di Frida Kahlo fa parte della libertà di creare e di abbattere i muri dell’ignoranza.

Dal punto di vista compositivo e creativo, da dove sei partito e dove sei arrivato nella costruzione del progetto?
I: Sono partito dall’inspirazione che ho trovato nei suoi quadri ma soprattutto nelle sue poesie che forse sono meno note di tutta la sua opera, ma che sono altrettanto piene di bellezza. Da messicano forse riesco a cogliere appieno il senso di alcuni dettagli tipici della tradizione, e il perché Frida li abbia scelti ed inseriti, negli scritti o nei dipinti. Così mi sono accorto del loro significato profondo e che sono pieni di folklore 100% messicano.

Certamente “Frida En Silencio” non è un progetto a sfondo politico, ma  parlando di Frida non si può fare a meno di pensare all’arte come strumento sociale. Tu ci pensi mai?
I: Certo, questo progetto è un messaggio non solo musicale ma anche sociale, di libertà, di riconoscenza, e ribadisce l’importanza della donna nella società, nella vita stessa. Frida en Silencio, vuole valorizzare l’inesauribile forza, la grandezza e la bellezza interiore delle donne.

Nelle tue collaborazioni sono sempre presenti donne di grande rilievo. Ora dedichi un intero lavoro ad una donna forte e fragile, influente nel suo esser donna. Per questo da donna ti ringrazio. In Frida en Silencio al tuo fianco troviamo la straordinaria Karen Lugo, una delle più intense interpreti del flamenco moderno. Tra l’altro Karen nello spettacolo recita alcuni versi. Ma perché hai sentito l’esigenza di aggiungere delle ‘immagini in movimento’ – ovvero la danza – alla rappresentazione?
I: Karen Lugo, e’ per me non solo la miglior ballerina di flamenco al mondo ma una delle artiste che più ammiro e rispetto. Mi capisce ritmicamente. Sin dal primo giorno che abbiamo iniziato a lavorare insieme, essendo messicana come me, è come se mi leggesse nel pensiero mentre suono e riesce a prevedere le ‘cose’ ritmiche che farò, e lo stesso vale per me. E’ difficile da spiegare un’intesa artistica così perfetta. Durante un tour in Messico fatto con il nostro duo Made in Mexico, abbiamo visitato insieme la Casa Azul di Frida Kahlo a Città del Messico, dove pieni di ispirazione ed idee abbiamo deciso di trasformarle e consolidare il progetto. Per cui Karen Lugo e’ parte fondamentale e fondatrice di “Frida en Silencio”.

Questo progetto ti sta a pennello. Sembra che non hai fatto nessuna fatica ed è come se fosse scaturito naturalmente dalle tue mani e dal tuo cuore. Grazie a Frida e la sua poetica hai cercato il tuo Messico? Ma soprattutto, da persona che da tanti anni vive in Italia quindi ‘all’estero’, lo hai ritrovato? 
I: Si in effetti e’ stato tutto molto naturale e fluido nella creazione sia dei brani sia nella scelta delle poesie, delle lettere e delle coreografie, nei colori dei brani. Il Messico è sempre con me e, anche se non ci vivo da vent’anni, è nella mia musica, e nella mia vita. Certamente mi manca il Messico, mi manca la mia città Tijuana. In questo progetto, per la durata del concerto, io mi sento a casa e attraverso la musica vengo trasportato idealmente nel quartiere di Coyoacan, dove viveva Frida e ritorno alla mia infanzia, ai colori e sorrisi della gente.

di Cristiana Piraino

I PAINT MYSELF BECAUSE I AM ALONE
Frida Khalo

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