IL SOGNO DI TIM BUCKLEY

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Tim Buckley

Giov. 10.06.2010  
DREAM LETTER 
Omaggio a Tim Buckley
Casa del Jazz
Sala concerti
h.¬†21:00¬† ‚ā¨ 10:00

Da un’ idea di Luciano Linzi, direttore della Casa del Jazz 
Conduce Riccardo Bertoncelli, critico musicale
con Stefano Benni, scrittore

John De Leo voce
Rita Marcotulli piano 
Francesco Diodati chitarra

Tim Buckley √® forse pi√Ļ noto come ‘padre di Jeff Buckley’ piuttosto che come uno dei pi√Ļ grandi cantanti della storia del rock, anche se dire¬† solo rock √® riduttivo.¬†¬†La¬†sua grandiosit√†¬†va ricercata¬†in una miscela di¬†doti vocali ‘estreme’ e nella sperimentazione musicale da lui intrapresa che,¬†partendo dal folk, ne lascia con il passare del tempo una traccia sempre pi√Ļ sottile, per andare a scoprire, nel passaggio dagli anni ’60 ai ’70, le avanguardie psichedeliche e a sconfinare nel Jazz, per l’utilizzo di¬†strumentazioni¬†e dei suoi¬†musicisti.

Dotato di un’estensione vocale incredibilmente ampia, Tim era in grado di creare qualsiasi cosa, utilizzando la¬†voce come uno strumento, ¬†una capacit√† che si riconosce ancora oggi solo a pochissimi artisti, baciati da un talento naturale, come fossero stati¬†illuminati da un qualcosa di superiore. Cos√¨ era Tim Buckley, una sorta di ‘prescelto’, di certo √® stato¬†un’artista che ha provato a¬†raccontare¬†le emozioni e i fatti in modo¬†profondo,¬†¬†affidando spesso ai toni pi√Ļ drammatici della sua voce il racconto di una vita piena di contraddizioni,¬†come √® facile immaginare che possa¬†essere stata la¬†vita di un artista¬†che provava ad attraversare il tempo con la¬†musica, a cavallo di due epoche,¬†spesso¬†lasciando intendere¬†la condizione di chi conosce la droga pesante e i lati pi√Ļ oscuri dell’isolamento che ne deriva. Non¬† considerato molto in vita, oggi grazie alla assurda e prematura scomparsa del figlio Jeff, un’altra importantissima figura del rock anni ’90, viene riscoperto e¬† capito e forse apprezzato da un pubblico pi√Ļ ampio.

In occasione dei 35 anni dalla sua morte, avvenuta tragicamente per overdose di eroina nel 1974, la Casa del Jazz gli rende omaggio con una serata caratterizzata da testimonianze, ascolti, filmati rari, fotografie inedite e musica dal vivo.


John de Leo

John De Leo (cantante, compositore, sperimentatore) cercher√† di raccontare accompagnato da Rita Marcotulli al piano l’esperienza di Tim Buckley. Nessuno migliore di De Leo poteva essere scelto per questa occasione. La sua ricca e controversa personalit√† artistica si traduce sempre in una esibizione intensa cos√¨ come lo √® la sua voce, una delle pi√Ļ¬†interessanti del panorama musicale¬†anche se ovviamente¬†John, ex frontman di Quintorigo, come tanti altri¬†¬†grandissimi artisti, rimane per lo pi√Ļ sconosciuto al pubblico dei ‘non addetti ai lavori’. Anche lui √® dotato di una voce-strumento, capace di estendersi dai toni pi√Ļ caldi e bassi alle impervie altezze dei toni pi√Ļ acuti. Graffiante quando serve, John ha capacit√† interpretative¬†¬†che spaziano nell’universo dei generi musicali con estrema facilit√†. Dalla musica soul, al rock, dal jazz alla¬†contemporanea.

PER SAPERE DI PIU’

Dream Letter, brano tratto dall’album Happy Sad, del 1968 ma anche il titolo di un doppio album pubblicato postumo nel 1990 che contiene la registrazione di un’esibizione live al Queen Elizabeth Hall¬† il 18 luglio 1968. (fonte WIKI)

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