A BEAUTIFUL STORY alla CASA DEL JAZZ 29/1

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Rosario bonaccorso 4et a beautiful story

Rosario Bonaccorso è solito raccontarci emozioni. Lo ha fatto ogni volta mettendo sul pentagramma il suo universo di uomo e musicista attento ai piccoli dettagli, capace di cogliere e trasformare queste sue gocce di vita in musica, raccontando i viaggi, i sogni, l’amore, la sua vita.

[mentre leggi spingi PLAY nel video qui sotto e ascolta un’anteprima del nuovo disco]

Storie bellissime che Bonaccorso ha da sempre voluto condividere senza troppe note o ricami, ma con quella vena passionale naturale che lo contraddistingue. I suoi infatti sono brani dettati dall’istinto e dal cuore, la sua è una penna preziosa che sembra scorrere nel comporre, come l’acqua da una sorgente. Ci offre tanti piccoli racconti, che insieme formano una grande storia. Continua a leggere

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JAZZ PER L’AQUILA SPOSTATO A ROMA, ECCO COSA PENSANO GLI AQUILANI

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Parliamoci chiaro. E’ un momento difficile per prendere decisioni. E’ un momento difficilissimo se dobbiamo parlare di musica (e di relativo divertimento) mentre quasi 300 persone hanno perso la vita ed una intera area del centro Italia è stata spazzata via. Quindi, sulle critiche che stanno arrivando in queste ore per il possibile spostamento alla Casa del Jazz dell’evento “Jazz Italiano Per L’Aquila” annullato proprio poche ore fa (maggiori info QUI) ho qualche riserva. Perchè obbiettivamente questa macchina organizzativa è molto grande. Comprende centinaia di artisti che a pochi giorni dall’evento vanno letteralmente riorganizzati. Quindi dal lato degli organizzatori, questa faccenda è molto complicata. Tutto sommato se l’evento va fatto, la Casa del Jazz è il luogo ideale e giusto per questo tipo di evento.

Detto ciò, va anche detto che gli Aquilani ci sono rimasti malissimo. Sentono di essere stati catapultati all’indietro a 7 anni fa. Al silenzio e all’alienazione di quelle ore. Senza considerare che in questi ultimi 4 giorni, dalla notte del 23 agosto, sono psicologicamente a terra. Stanno continuando a subire come una tortura lo sciame sismico, che a detta degli stessi Aquilani è una specie di stillicidio senza fine. Hanno bisogno di essere confortati e ancora di non essere lasciati soli, a maggior ragione in questo momento nella loro meravigliosa città fantasma.

Ho parlato ieri con un amico che all’Aquila ci vive ancora con tutta la famiglia. “Dopo il 23 Agosto sono andati tutti via. Abbiamo fatto un giro in centro e tutto sembra essere tornato a sette anni fa. La città è vuota e non c’è segno di vita. Con l’evento del Jazz avevamo riacceso la speranza e creduto che L’Aquila potesse tornare a vivere di nuovo. Ora non c’è più e forse non sarà un evento dedicato a noi – all’Aquila. E’ un vero peccato”

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dall’evento del 2015 all’Aquila

di C.Piraino
non c’è un terremoto che valga più di un altro, non c’è una morte più importante di un’altra

DIALOGHI MORBOSI ALLA CASA DEL JAZZ IL 5 MARZO

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alessandro deledda casa del jazz

Morbid dialogues significa dialoghi morbosi: il desiderio di condividere con musicisti un palco per raccontarsi musicalmente racconti. Partire dal nulla, o meglio, da un elemento sonoro o improvvisativo per stabilire un forte contatto mentale con la composizione. Morbid dialogues non deve essere necessariamente un il titolo del mio disco, ma un modo di vivere la musica con tutti, attraverso la curiosità del ricercare e sperimentare, slegato da ogni schema ma con rispetto per le tradizioni ed i percorsi di qualsivoglia musicista che voglia, appunto, dialogare morbosamente, poiché solo con morbosità e curiosità si potrebbero ottenere musiche poi irriproducibili ed originali. [Alessandro Deledda]

Uscito il 13 Gennaio 2016 “Morbid Dialogues” è il nuovo lavoro discografico dell’eclettico pianista Alessandro Deledda, edito dall’etichetta Emme Record Label e Delexy, registrato al Tube Studio di Enrico Moccia. Sarà presentato in Prima Nazionale alla Casa del Jazz il 5 marzo 2016

SUL PALCO e nel disco
Alessandro Deledda Piano, Live Electronics, Accordeon
Francesco Bearzatti Sax and Clarinet
Silvia Bolognesi Double Bass
Ferdinando Faraò Drums

MAGGIORI INFORMAZIONI 

Evento FB
Biglietti

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(E)STATE ALLA CASA DEL JAZZ: RIFLESSIONI

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Estate caldissima a Roma questa del 2015. Calda e strana. Tutto sembra immobile davanti ai nostri occhi. La città è sì frenetica, ma allo stesso tempo bloccata, come un animale rimasto intrappolato. Una strana immagine – forse solo mia? Ma centra con quello che sto per raccontare.

La Casa del Jazz si riaffaccia timidamente sulla scena dell’estate romana. Torna ad esserci dopo molti mesi in cui è successo di tutto in Viale di Porta Ardeatina o, per meglio dire, in cui non è successo molto a parte il festivalone politico-magnereccio della scorsa estate che a colpi di karaoke e salsiccia, ha snaturato la Casa. Da qualche mese una qualche attività è ripresa, va detto e va detto anche che possiamo fare di più. Ma andiamo avanti, perché è grazie ad alcune persone che dentro la Casa lavorano e che forse in questi mesi hanno mandato giù bocconi amari, se ora abbiamo una rassegna. Breve ma molto intensa, che ci fa sperare in un futuro possibile per il Jazz nella Casa.

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DOMENICO SANNA, IL TRIO CHE TI STUPISCE

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ft. paolo soriani

Ven.  20.3.2015
DOMENICO SANNA “Brooklyn Beat!”
Presentazione del CD
Casa del Jazz Via di Porta Ardeatina
h.21:00 Ingresso €10 :00

Evento Facebook
Biglietti Acquisto ONLINE  (transazione sicura gruppo Ticket One)

Domenico Sanna pianoforte
Ameen Saleem contrabbasso
Dana Hawkins batteria

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PIOVE SUL JAZZ, PIOVE SUL BAGNATO

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Piove sulle nostre vite, piove in città, piove sul jazz. In definitiva piove sul bagnato. Il fragore della pioggia non lascia spazio a parole, semmai ci fossero, in questo momento, orecchi capaci di ascoltare. Più volte è stato detto che la Cultura è importante. Non si dice mai perché. Il perché è sinonimo di ciò che conta veramente nella vita. Le cose intangibili che portiamo nel cuore e forse nell’anima, quando la vita materiale sarà al suo capolinea. Ciò che rappresenta il nostro vero e unico ‘bene’. Continua a leggere

ORA SI CHE RISCHIA DI CHIUDERE, LA CASA DEL JAZZ

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Difficile capire la situazione reale, ma il silenzio che avvolge il tutto è diventato assordante. La frustrazione in me, giuro,  aumenta di ora in ora per un senso di impotenza che impedisce di risolvere il problema. Ovviamente non sono nella posizione di farlo, almeno da sola. Ma non smetto di pensare, perché le idee sono tante e non mi arrendo e voglio smettere di cercare quella via d’uscita, perché io so che c’è.

Nei mesi passati ne sono successe di cose. Da quando Giampiero Rubei, non è più il direttore, le voci hanno fatto il giro dello stivale. Ditemi chi, tra quelli che avrebbero potuto, non si è fatto sotto con un’idea, una proposta e soprattutto tanta speranza, e su questo ci metto la mano sul fuoco, perché il jazz è così, un mondo fatto di tanta passione. E mi dispiace che l’allora l’Assessore, di cui avevo maggior fiducia forse proprio perché del mio stesso sesso, non abbia avuto neanche il tempo di rispondere ai tanti suggerimenti arrivati sul suo tavolo, anche quando in tanti eravamo disposti a unirci e collaborare per il bene comune.

Ora non ci resta che prendere atto dell’interruzione completa delle attività e osservare l’ultima immagine, nella foto di Luciano Vanni, della (ormai ex) Casa del Jazz, coperta dagli stand di una manifestazione estiva, di cui pero’ copro il marchio, perché in realtà tutto ciò è solo una conseguenza e non è di certo la causa dei mali. Ma anche perché se continuiamo a dare colpe, non cominceremo mai a trovare una soluzione.

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di C. Piraino