LEZIONI DI MUSICA: BIX

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liberamente tratto da wikipedia

Bix, vero nome Leon Bix Beiderbecke (Davenport, 10 marzo 1903 – New York, 6 agosto 1931) è stato un pianista, trombettista, compositore e cornettista statunitense.

Siamo negli anni Venti e il mondo del Jazz è attraversato dalla leggenda di un trombettista bianco chiamato Bix. È uno dei migliori musicisti del momento e la sua breve vita è così spericolata e leggendaria che confonde e sovrasta le sue notevoli doti musicali. Il suono della sua cornetta è delicato e particolare, elevate le sua capacità nell’improvvisazione.

Beiderbecke nasce nello Iowa da una famiglia di classe media, emigrata dalla Germania. Da ragazzo si divertiva a sgattaiolare verso le sponde del Mississippi, per ascoltare le jazzbands, che suonavano sul ponte dei Riverboats, mentre risalivano la corrente del fiume. Bambino prodigio, impara a suonare il piano a tre anni e subito dopo si avvicina alla cornetta da autodidatta, folgorato dall’ascolto in un negozio di un disco della Original Dixieland Jazz Band di Nick La Rocca.

Il profitto scolastico di Bix era alquanto deludente, a causa delle frequenti assenze fatte per il suo stato di salute precario. Per questo i suoi genitori decisero di mandarlo al College, anche piuttosto esclusivo, di Lake Forest Academy, poco a nord di Chicago: erano convinti che incrementando la disciplina e l’applicazione scolastica, la sua formazione culturale ne avrebbe tratto giovamento. Purtroppo però le uniche materie che appassionavano Bix erano la musica e lo sport. Bix cominciò da subito a bazzicare Chicago, e tutte le volte che se ne presentava l’occasione, andava nei locali della città ad assorbire il calore della musica che emanavano le jazzbands. Troppo spesso, però, rientrava al college in ritardo oppure era assente alle lezioni del giorno dopo. Questa situazione durò finché la direzione del college lo invitò ad abbandonare l’istituto, visto il suo scarso profitto a causa dei suoi interessi extrascolastici. Fu così che ebbe inizio la sua carriera musicale.

A quel tempo Chicago era la culla del Jazz e naturalmente Bix ne viene influenzato. Nel 1923 diviene musicista professionista e cornetta solista del gruppo Wolverines. Con loro incide delle storiche registrazioni. Un anno dopo Bix lascia il gruppo e si unisce all’orchestra di Jean Goldkette. Ma perde subito il lavoro perché non sa leggere la musica. Trascorre un paio d’anni peregrinando tra Chicago e St. Louis, suonando in piccoli gruppi o orchestre, stretto nella morsa dell’alcool.

Arriva il 1927, suo anno magico; ritorna a suonare con Goldkette e registra il suo capolavoro pianistico In a mist, un pezzo di sapore vagamente debussiano, che incise con diverse formazioni. Incide con un piccolo gruppo dei pezzi storici, firma con Paul Whiteman ed entra nella sua mitica orchestra come cornetta solista. I concerti e le conseguenti registrazioni con Whitman, dove si ascoltano i suoi assolo, sono di portata storica per il Jazz, ma i due anni (1928 – 1930) di permanenza nell’orchestra sono tumultuosi. La dipendenza dall’alcool lo porta alla distruzione e alla morte a soli ventotto anni. Di lui rimane la leggenda e il rispetto della gente di colore per un bianco che sapeva suonare divinamente la loro musica.

Su Bix ricordo un bellissimo film di Pupi Avati, intitolato proprio Bix del 1990.

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