ARCILIUTO JAZZ: Bassi Bravo Duo

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Merc. 9/12/2009 JAZZ
BASSI BRAVO DUO
Arciliuto Jazz Festival
Teatro Arciliuto, Sala Anfiteatro
Piazza di Montevecchio 5 (Piazza Navona)
infoline 06 6879419  info@arciliuto.it

h. 21:30 Ingresso € 12,00
(€ 10,00 riduzione studenti musicisti e amici MySpace di Arciliuto)

Aldo Bassi tromba e flicorno
Alessandro Bravo pianoforte

Nella splendida Sala Anfiteatro del Teatro Arciliuto di Roma si sta svolgendo la prima edizione del Teatro Arciliuto Jazz Festival. Iniziato il 7 ottobre il festival prosegue fino al 16 dicembre con concerti jazz di altissimo livello proposti da musicisti italiani molto noti ed attivi nel panorama musicale sia italiano che internazionale. Il filo conduttore dei concerti è la contaminazione tra il linguaggio jazz, inteso come libertà di creazione estemporanea, come concezione di una musica aperta a generi e strutture, e la nostra cultura musicale italiana. Direttore Artistico del festival è Mario Di Marco, musicista e compositore.

BASSI BRAVO DUO formatosi nel 2005, ha avuto un percorso musicale molto vario. Partendo da un repertorio jazz di brani americani, ha sconfinato nella musica classica proponendo in chiave jazzistica autori di elevato spessore quali Bach, Bartok e Debussy, per poi interpretare un autore di jazz moderno molto raffinato quale Enrico Pieranunzi. Attualmente il repertorio è formato da brani originali di Aldo Bassi e di Alessandro Bravo che stilisticamente si accostano sia al mondo europeo che a quello americano. Discografia: Sirio – 2008 EFFEMUSIC

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LEZIONI DI MUSICA: Henry Red Allen

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Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Henry “Red” Allen (New Orleans, 7 gennaio 1906 op. 1908 – New York, 17 aprile 1967) è stato un trombettista statunitense, il primo ad incorporare completamente le innovazioni apportate da Louis Armstrong.

Henry James Allen nacque ad Algiers, nelle vicinanze di New Orleans, figlio del famoso band leader Henry Allen. Prese molto presto le prime lezioni di tromba. Appena maggiorenne, nel 1924, iniziò a suonare da professionista con l’Excelsior Brass Band e con varie jazz band, di Sam Morgan, di George Lewis e di John Casimir e a sulle navi da crociera che percorrevano il Missisippi River. Nel 1927 si recò a New York, dove fu scritturato dalla famosa band di King Oliver e dove incise i primi lavori discografici con Clarence Williams.

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Dopo essere ritornato a New Orleans per un breve periodo per suonare con le band di Fate Marable e Fats Pichon, gli venne offerto un contratto discografico con la Victor Records e fece ritorno a New York, dove si unì alla Luis Russell band, che alla fine degli anni ‘30 era fronteggiata da Louis Armstrong, che ebbe dunque modo di conoscere.  La sua musica fu certamente influenzata da Louis Armstrong, sebbene il suo talento personale fu riconosciuto ampiamente dalla critica e molte delle sue registrazioni ottennero grande considerazione.

Dal 1929 al 1934 divenne un apprezzato solista della Luis Russell’s Orchestra. Nel frattempo, nel 1931, fece una serie di incisioni con Don Redman. Nel 1934 si unì alla Fletcher Henderson’s Orchestra e alla band di Lucky Millinder fino al 1937, quando ritornò all’orchestra di Luis Russell, sino allo scoppio della seconda guerra mondiale. Negli anni seguenti Red Allen continuò ad incidere con notissimi musicisti quali Fats Waller, Jelly Roll Morton, Victoria Spivey, Billie Holiday e Benny Goodman. Verso il 1950 iniziò a dirigere una propria band e per molti anni attraversò in lungo e in largo gli Stati Uniti.

Stile ed influenze

Alcuni critici dissero che Red Allen fu il primo a fare proprie le innovazioni apportate al modo di suonare la tromba da Louis Armstrong e che fu capace di andare oltre Armstrong. Le sue registrazioni erano molto apprezzaete e la sua versatilità gli fu riconosciuta con l’assegnazione del premio Down Beat per le categorie di jazz sia tradizionale sia moderno. Nel dicembre 1957 divenne una star del jazz grazie ad alcune sue apparizioni nel leggendario show televisivo “Sound of Jazz”, considerato negli Stati Uniti uno dei migliori programmi televisivi sul jazz di sempre. Nel 1959 si unì alla Kid Ory Band, con la quale fece la sua prima tournee in Europa.

Continuò  a dirigere la propria band e a compiere vari tour in USA e in Europa sino alla morte, avvenuta il 17 aprile 1967 a New York.

 

 

 

LEZIONI DI MUSICA: BIX

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liberamente tratto da wikipedia

Bix, vero nome Leon Bix Beiderbecke (Davenport, 10 marzo 1903 – New York, 6 agosto 1931) è stato un pianista, trombettista, compositore e cornettista statunitense.

Siamo negli anni Venti e il mondo del Jazz è attraversato dalla leggenda di un trombettista bianco chiamato Bix. È uno dei migliori musicisti del momento e la sua breve vita è così spericolata e leggendaria che confonde e sovrasta le sue notevoli doti musicali. Il suono della sua cornetta è delicato e particolare, elevate le sua capacità nell’improvvisazione.

Beiderbecke nasce nello Iowa da una famiglia di classe media, emigrata dalla Germania. Da ragazzo si divertiva a sgattaiolare verso le sponde del Mississippi, per ascoltare le jazzbands, che suonavano sul ponte dei Riverboats, mentre risalivano la corrente del fiume. Bambino prodigio, impara a suonare il piano a tre anni e subito dopo si avvicina alla cornetta da autodidatta, folgorato dall’ascolto in un negozio di un disco della Original Dixieland Jazz Band di Nick La Rocca.

Il profitto scolastico di Bix era alquanto deludente, a causa delle frequenti assenze fatte per il suo stato di salute precario. Per questo i suoi genitori decisero di mandarlo al College, anche piuttosto esclusivo, di Lake Forest Academy, poco a nord di Chicago: erano convinti che incrementando la disciplina e l’applicazione scolastica, la sua formazione culturale ne avrebbe tratto giovamento. Purtroppo però le uniche materie che appassionavano Bix erano la musica e lo sport. Bix cominciò da subito a bazzicare Chicago, e tutte le volte che se ne presentava l’occasione, andava nei locali della città ad assorbire il calore della musica che emanavano le jazzbands. Troppo spesso, però, rientrava al college in ritardo oppure era assente alle lezioni del giorno dopo. Questa situazione durò finché la direzione del college lo invitò ad abbandonare l’istituto, visto il suo scarso profitto a causa dei suoi interessi extrascolastici. Fu così che ebbe inizio la sua carriera musicale.

A quel tempo Chicago era la culla del Jazz e naturalmente Bix ne viene influenzato. Nel 1923 diviene musicista professionista e cornetta solista del gruppo Wolverines. Con loro incide delle storiche registrazioni. Un anno dopo Bix lascia il gruppo e si unisce all’orchestra di Jean Goldkette. Ma perde subito il lavoro perché non sa leggere la musica. Trascorre un paio d’anni peregrinando tra Chicago e St. Louis, suonando in piccoli gruppi o orchestre, stretto nella morsa dell’alcool.

Arriva il 1927, suo anno magico; ritorna a suonare con Goldkette e registra il suo capolavoro pianistico In a mist, un pezzo di sapore vagamente debussiano, che incise con diverse formazioni. Incide con un piccolo gruppo dei pezzi storici, firma con Paul Whiteman ed entra nella sua mitica orchestra come cornetta solista. I concerti e le conseguenti registrazioni con Whitman, dove si ascoltano i suoi assolo, sono di portata storica per il Jazz, ma i due anni (1928 – 1930) di permanenza nell’orchestra sono tumultuosi. La dipendenza dall’alcool lo porta alla distruzione e alla morte a soli ventotto anni. Di lui rimane la leggenda e il rispetto della gente di colore per un bianco che sapeva suonare divinamente la loro musica.

Su Bix ricordo un bellissimo film di Pupi Avati, intitolato proprio Bix del 1990.