#PIN: JOHN DE LEO

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JOHN DE LEO 2014

Un #PIN se lo merita tutto John De Leo, straordinario interprete, cantante, compositore, performer. Sono un po’ di anni che non si vede in giro a dire il vero ma, a quanto pare, sono stati anni di ricerca e poi di elaborazione, che hanno portato alla pubblicazione di “Il Grande Abarasse”, secondo disco da solista per lui, che i più ricordano come il frontman dei Quintorigo. E credetemi, quando De Leo torna, è perché ha qualcosa di veramente importante da dire.

E infatti, il nuovo album è stato per me ‘amore’ al primo ascolto. E’ uno dei dischi più affascinanti e contemporaneamente misteriosi e per questo ancora più irresistibile, che io abbia scaricato da iTunes da un bel po’ di tempo. Il risultato è di altissimo livello, ed è chiaramente il frutto di un progetto complesso di approfondimento e preparazione, che si rivela anche nel più piccolo dei dettagli, che sia una parola o un suono.  Forse (e purtroppo) non sarà capito dal pubblico più generalista o non per chi non vuole o non è in grado di pensare quando ascolta la musica. E’ necessario andare oltre le barriere che le radio costruiscono intorno a noi, superare e decodificare ciò che è ‘differente’ per poter godere finalmente questa musica così bella e potente, trascinante ed educativa. Perché questo disco nutre l’anima. Compratelo.

“L’intento è di cercare di combinare generi musicali apparentemente distanti, come il cantautorato – la canzone – con degli innesti di jazz e di musica classica a e da film, perché ci sono delle esplicite citazioni a Rota. La musica elettronica è una cosa a cui tengo particolarmente, cercare di emulare suoni e pattern ripetitivi di quella musica riproducendoli in tempo reale, senza l’ausilio di parti pre-registrate.” De Leo, intervista del Fatto Quotidiano ‘John De Leo, un ‘condominio’ di suoni tra jazz e musica elettronica’ – che trovate su YT

john de leo il grande abarasse

Io non ha senso
forse allusioni
io non ha senso
ma direzioni
io che senso avrà
io non ha senso
ma si esiste
io non ha senso
ma non porto oro agli dei
del vuoto metafisico
resta il languore
io che senso avrà
io nel disegno solo
e non somiglio io
nel tuo gesto
nel ritratto di un altro i
o nell’inferno
quello che abitiamo
io ho scelto
un nostro spazio
io ha senso
io non ha senso
tra risorse umane
io non ha tempo
ma si consuma
io quando ne avrà
non da guadagno
infine ecco me speso
io nel verbo
nel gergo che edifichiamo
in movimento poiché transitorio
perché il senso e’ il viaggio
che ti racconto al ritorno
io ha senso io ha senso

MAGGIORI INFO 

[bio dal sito ufficiale] Nato a Lugo (Ra) il 27 maggio 1970. Ha collaborato con: Rita Marcotulli, Teresa De Sio e Metissage, Ambrogio Sparagna, Paolo Damiani, Stefano Benni, Banco del Mutuo Soccorso, Carlo Lucarelli, Stefano Bollani, Paolo Fresu, Danilo Rea, Furio Di Castri, Roberto Gatto, Alterego e Louis Andriessen, Nguyen Le, GianLuigi Trovesi, Franco Battiato, Enrico Rava, Carmen Consoli, Mederic Collignon, Ivano Fossati, Antonello Salis, Gianluca Petrella, Alessandro Bergonzoni, Maurizio Gianmarco, Fabrizio Bosso, Trilok Gurtu. Con Quintorigo ha partecipato ai Festival di San Remo ’99 e 2001 vincendo un Premio della Critica e due Premi come miglior Arrangiamento, e Premio Tenco ’99. Il CD di John De Leo “Vago Svanendo” (Carosello 2008) prodotto da Adele Di Palma, ha vinto Premio della Critica di “Musica & Dischi”.


John De Leo – Il Gatto Persiano_theme

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di C. Piraino

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