(E)STATE ALLA CASA DEL JAZZ: RIFLESSIONI

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Estate caldissima a Roma questa del 2015. Calda e strana. Tutto sembra immobile davanti ai nostri occhi. La città è sì frenetica, ma allo stesso tempo bloccata, come un animale rimasto intrappolato. Una strana immagine – forse solo mia? Ma centra con quello che sto per raccontare.

La Casa del Jazz si riaffaccia timidamente sulla scena dell’estate romana. Torna ad esserci dopo molti mesi in cui è successo di tutto in Viale di Porta Ardeatina o, per meglio dire, in cui non è successo molto a parte il festivalone politico-magnereccio della scorsa estate che a colpi di karaoke e salsiccia, ha snaturato la Casa. Da qualche mese una qualche attività è ripresa, va detto e va detto anche che possiamo fare di più. Ma andiamo avanti, perché è grazie ad alcune persone che dentro la Casa lavorano e che forse in questi mesi hanno mandato giù bocconi amari, se ora abbiamo una rassegna. Breve ma molto intensa, che ci fa sperare in un futuro possibile per il Jazz nella Casa.

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