Nord Africano Benvenuto nel Paese dei falsi cattolici!

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Shame on you Italy!! Eppure il monito era ben chiaro. Quello che succede in questi giorni tra il nord Africa e le coste dell’Italia meridionale è qualcosa che si poteva prevedere da tempo anticipando così la soluzione dei relativi disagi. Invece come d’improvviso veniamo invasi, secondo il governo, da una massa di persone in fuga da guerra e miseria. E’ questa la scusa per non essere preparati? L’accidentalità e l’imprevedibilità? Gli asini che volano, da tempo non volano più  e anche i fratelli nordafricani se ne sono accorti. Infatti non è un’invasione repentina, ma un passaggio storico obbligatorio, data la situazione di quei paesi. Mi viene da pensare dunque che tutte le relazioni che il governo Italiano, complice l’Europa, ha stretto in questa area geografica, siano state finalizzate al rafforzamento e al sostegno di quei governi/dittature locali, proprio per scongiurare quello che invece inevitabilmente sta capitando ora.  Ecco, è la presunzione di essere più grandi dell’inevitabile, che mi urta e che  mi fa capire che non c’è intelligenza nè saggezza nelle scelte di questo tipo.

Cosa si poteva fare? Almeno qualcosa. Oltre la mancanza totale di organizzazione e di conseguenza di rispetto verso chi ci sta chiedendo un aiuto, momentaneo per altro, dobbiamo sopportare come italiani di essere rappresentati da chi vuole strumentalizzare il dolore di tutti, senza mai risolvere. Mai in questi giorni ho sentito parlare di lavoro, di creazione di una task force per le relazioni tra aziende che offrono lavoro anche stagionale e persone che si offrono di lavorare. E la Comunità Europea in tutto questo dov’è? E’ giusto chiamarla ancora Comunità? Chi di noi non tenterebbe una fuga di famiglia in caso di guerra civile nel proprio paese? Chi vuole la guerra sotto casa? Non io. E ancora, non sono io che fingo di essere cattolica la domenica in Italia.

Il CLANDESTINO di Manu Chao. Ha senso oggi ri-ascoltare un brano emblematico, pubblicato nel ’98 nel primo album da solista del front man di Mano Negra, Manu Chao che ha conosciuto personalmente la fuga da una dittatura.

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Cammino solo con il mio dolore e sola è la mia condanna. Correre è il mio destino per ingannare la legge. Perduto nel cuore del la grande babilonia, mi chiamano il clandestino perchè non ho documenti. Sono andato in una città del nord per lavorare lasciando la mia vita tra Ceuta e Gibilterra. Sono una linea in mezzo al mare, sono un fantasma dentro la città, secondo l’autorità la mia vita va proibita. Mano Negra clandestina, Peruivano clandestino, Africano clandestino, Marijuana illegale. Perduto nel cuore del la grande babilonia, mi dicono clandestino, io sono il fuorilegge.

Solo voy con mi pena
Sola va mi condena
Correr es mi destino
Para burlar la ley

Perdido en el corazón
De la grande Babylon
Me dicen el clandestino
Por no llevar papel

Pa’ una ciudad del norte
Yo me fui a trabajar
Mi vida la dejé
Entre Ceuta y Gibraltar

Soy una raya en el mar
Fantasma en la ciudad
Mi vida va prohibida
Dice la autoridad

Solo voy con mi pena
Sola va mi condena
Correr es mi destino
Por no llevar papel

Perdido en el corazón
De la grande Babylon
Me dicen el clandestino
Yo soy el quiebra ley

Mano Negra clandestina
Peruano clandestino
Africano clandestino
Marijuana ilegal

Solo voy con mi pena
Sola va mi condena
Correr es mi destino
Para burlar la ley

Perdido en el corazón
De la grande Babylon
Me dicen el clandestino
Por no llevar papel

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