CHI ERA TADD DAMERON. GIAMMARCO CE LO RACCONTA

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CHI ERA TADD DAMERON. GIAMMARCO CE LO RACCONTA by cristiana.piraino
CHI ERA TADD DAMERON. GIAMMARCO CE LO RACCONTA, a photo by cristiana.piraino on Flickr.
Foto: Giammarco di Franco Truscello for ALBA&JAZZ, di Dameron di ky_olsen (utente flikr)

Sab. 3.11.2012
MAURIZIO GIAMMARCO & SILVIA MANCO 4et
A Night in Dameronia
Alexanderplatz, via Ostia 9
h. 22.00 Ingresso Tesserati

Maurizio Giammarco, tenor sax
Silvia Manco, piano e voce
Vincenzo Florio, contrabbasso
Andrea Nunzi, batteria

Leggo sempre con una speciale attenzione le mail che mi arrivano dal ufficio stampa di Maurizio Giammarco. Nei suoi progetti intravedo un grande lavoro di ricerca spontanea, con nessun fine se non quello di capire realmente artisti, come oggi Tadd Dameron. Giammarco da l’impressione, e certamente è, uno di quei musicisti che ascoltano moltissima musica in modo trasversale e senza barriere di genere o stile. Nel farlo riesce  in qualche modo a ‘impossessarsi’ di certe note non sue che, magicamente, attraverso rielaborazioni sempre raffinate e perfette dal punto di vista stilistico e musicale, diventano proprie.  Progetti che aggiungono tanto alla musica in quanto conservano, nello spirito di ricerca che li contraddistingue, un valore oggi spesso dimenticato quale è la divulgazione fine a se stessa. Quella che io chiamo Cultura. Grazie a questi progetti,  veniamo a conoscenza di mondi ormai sommersi, che invece è giusto riportare alla superfice affinchè tutti li possano ammirare. Da anni questo grandissimo sassofonista romano ci sta insegnando molte cose.

Oltre a ricordare la sua brillante carriera sempre in crescendo, che inizia per lui in tenerissima età  [Roma lo ricorda appena maggiorenne sul palco dell’allora Music Inn, o a soli 25 anni in un tour europeo accanto a Chet Baker, ma potrei andare avanti con un lunghissimo elenco di cose] la mia mente ricorda l’esperinza totalmente illuminante del repertorio di Moondog, che  nel 2009 come direttore dell PMJO, Maurizio Giammarco presentò all’Auditorium di Roma >> POST DI ALLORA. Oltre a venire a conoscenza dell’esistenza di un compositore come Louis Thomas Hardin, forse un folle secondo i parametri comuni, ma di certo un illuminato, in quel momento ho provato a calarmi nel pensiero di Maurizio Giammarco, cercando di comprendere la sua profonda cultura e la sua generosità nel voler sottolineare l’importanza di  alcuni progetti o musicisti che inevitabilmente con il passare del tempo si vanno dimenticando.

Questa sera all’Alexanderplatz di Roma, Maurizio Giammarco, insieme a tre musicisti swing, ricorderà Tadd Dameron. Molti di voi non hanno mai sentito questo nome. E giuro, neanche io. Eppure questo artista, vissuto in America nel secolo scorso (muore nel 1965) è stato uno dei principali compositori e arrangiatori bebop della sua epoca per le grandi orchestre. Come leggo dal comunicato “Dexter Gordon, acutamente, lo aveva definito il romantico del movimento bebop. Famoso il suo disco Mating Call, realizzato con John Coltrane per la Prestige Records, che contiene alcune delle sue composizioni più importanti, rese al meglio dallo swing propulsivo di Philly Joe Jones. Dameron fu uno dei più influenti arrangiatori e compositori dell’immediato dopoguerra e scrisse pagine indimenticabili per le orchestre di Count Basie, Artie Shaw, Jimmie Lunceford, Dizzy Gillespie, Billy Eckstine e Sarah Vaughan, per la quale compose lo standard If You Could See Me Now che divenne uno dei suoi primi successi. Il brano, diventato un classico, fu poi ripreso anche da Chet Baker, con cui Giammarco ha a lungo collaborato.”

Che dire, se non ancora una volta Grazie Maurizio Giammarco!

di CRISTIANA PIRAINO

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