MOONDOG: il Vichingo della Grande Mela

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FEEDBACK dell’evento:  Moondog, il vichingo della Sixth Avenue 
PMJO Parco della Musica Jazz Orchestra, del 04/03/2009

Lo hanno visto tutti i passanti tra la 52esima e la 53esima strada nel cuore di New York, dal ’43 al ’74, con un elmo da vichingo in testa, la lunga barba bianca, una lancia appuntita tra le mani e un mantello lungo fino ai piedi. Chiamato dalla gente il  ‘Vichingo’  è stato il più geniale, imprevedibile poeta e musicista di strada mai vissuto nella Grande Mela (fonte auditorium.com).  La PMJO di Maurizio Giammarco con eccezionale bravuta nell’esecuzione lo ha ricordato il 4 marzo 2009 nella Sala Petrassi  dell’Auditorium di Roma, con un bellissimo concerto che ha trasmesso unsa grande emozione, vista reazione della sala che non voleva far smettere i musicisti. Sono andata a cercare più informazioni possibili su questo compositore che pochi conoscono ma che tutti dovrebbero ascoltare e mi sono accorta che non c’era neanche una pagina su Wikipedia, almeno fino a poche ore fa.

moondog1

Louis Thomas Hardin (1916-1999), al secolo Moondog, compositore, poeta, musicista di strada, cieco dall’età di tredici anni è stato l’inventore di nuovi suoni e di strumenti musicali impensabili. La sua vita ruota intorno al suono. Dal boato provocato dal candelotto di dinamite esploso tra le sue mani di bambino – boato che ritroviamo come ultima battuta in ogni sua composizione, forse a segnare la fine e il principio di tutto – fino al suo stesso nome Moondog, il cane che abbaia alla luna, che lui stesso decise di darsi. Nelle sue note si ritrova il suono della sua vita, vissuta principalmente su un marciapiede davanti ad un grande albergo di New York. La melodia si materializza dal ‘frastuono’ di fondo (il traffico) e la malinconia di quel elemento melodico unico ci riporta alla solitudine provata in mezzo a migliaia di persone, allo stesso tempo drammatica e meravigliosa. 

Hardin riceve l’imprinting musicale dal ritmo dei nativi d’America, quel battito della terra che infulenzerà tutta la sua opera. Nasce infatti nel Kansas, terra di prateria nel cuore degli Stati Uniti.  Studia molto e in maniera approfondita i vari aspetti della Musica, composizione, contrappunto, fuga, arrivando a conoscere gli strumenti molto bene al punto da poterne costruire di nuovi al ricerca continua di un suono diverso e unconventional, che poi riutilizzerà per le sue partiture. Lo studio della musica classica e poi, dal 1943 al 1974, tutto il jazz assorbito senza barriere mentali ne visive dalle gigs newyorkesi che lo circondano, sono il collante della sua opera e il punto di partenza per una composizione frenetica e vasta che, come la foce di un grande fiume, raccoglie tutte le influenze per coinvogliarle in un unico grande flusso minimalista e sicuramente avanguardista capace di  trasportare le  emozioni fino alla parte profonda dell’animo umano.  A seguire  il brano Bird’s Lament scritto da Hardin in memoria del grande sassofonista Charlie Parker, detto appunto Bird.

Vodpod videos no longer available.

Durante in concerto Moondog, il vichingo della Sixth Avenue, eseguito dall’orchestra PMJO, un vero fiore all’occhiello per la città di Roma, sono stata letteralmente rapita dalla musica. In lei ho trovato la base – o il suono originario – di molti generi che al momento in cui Hardin li ha composti, non erano neanche in uno stato embrionale. Mi azzardo a considerare la sua musica come precursore del Rap, nato nella seconda metà degli anni ’70 proprio nelle strade e dal rumore di fondo della stessa città, New York, identificabile anche nella sofferenza che inevitabilmente si assorbe vivendo  la strada. Nella composizione di Moondog ci ritrovo proprio il ‘beat’  ripetuto infinite volte che caratterizzerà successivamente il Rap, anche se ottenuto attraverso una vera partitura e non attraverso la campionatura di suoni come invece accade nel Rap.

MORE >>> Wikipedia

Per me Moondog è stata una vera scoperta e mi rendo conto che lo è  e lo sarà per molti che ancora  non lo conoscono. Lo scopo di questo post si traduce nel mio desiderio di divulgare la  sua storia. Quindi buon knowledge sharing. 

LINKs.

Sidewalk Dances – Music

Album sul web

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2 pensieri su “MOONDOG: il Vichingo della Grande Mela

    • Giacomo, io mi sono letteralmente lasciata prendere dal ricordo e dalla musica di questo artista meraviglioso. Grazie non sai quanto mi faccia piacere ricevere il tuo feedback.. Se ci fosse qualcosa di nuovo a Roma su Moondog avvisero’ i lettori di Romalive. Anzi approfitto per chiedere ufficialmente al Direttore della PMJO, Maurizio Giammarco, di riproporre questo progetto per la stagione appena iniziata.. e perchè no, anche a Milano, per tutti voi che siete lì.

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