A TORINO E’ JAZZ FESTIVAL, prendi esempio ROMA

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L’ultima cosa che vorreste trovare su questo blog, che parla di Roma,  è un festival che si svolge in un’altra città. Eppure Roma c’entra. Come grande assente.

Siamo troppo lontani dalla Cultura? O siamo troppo romani e per questo troppo perfetti? Non mi spiego altrimenti perché al 28 maggio, sulla porta dell’estate 2015 che si sta aprendo davanti a noi, la più grande città d’Italia stenta a mettere in mostra i suoi talenti, soprattutto organizzativi. Fatta eccezione per un qualcosa che sta prendendo forma, con un palco in costruzione, alla Casa del Jazz, di cui tra breve conosceremo i dettagli, all’orizzonte non si vende l’ombra di una rassegna di jazz, né pubblica né privata, nulla di programmato o almeno di annunciato. Spero di essere presto smentita da una pioggia di comunicati stampa.

La riflessione mi è venuta osservando e seguendo in queste ore le evoluzioni, anche nella comunicazione attenta e puntuale, della rassegna che da oggi e fino al 2 giugno colorerà di Jazz la città di Torino. Una rassegna che giustamente scorre in parallelo con l’Expo2015 e che vedrà il capoluogo piemontese diventare il centro di un importante racconto sul jazz e  punto di  incontro di musica, arte, danza, libri e tanto altro ancora.

La città ha messo in campo tutte le sue forze. Direi che c’è aria di sinergia, un termine che nella capitale abbiamo sostituito con ‘orticello’ (a me il mio a te il tuo e ciao!). Dagli auditori ai musei, dalle sale cinematografiche alle piazze, tutta Torino è scesa in campo come un coro che all’unisono sembrerebbe voler trasmettere,  con rigore e senza nessuna presunzione, ma solo con la forza di ‘chi sa fare le cose’, la sua superiorità intellettuale, organizzativa e umana.

(Ma oltre a criticare, potevano sfruttare il marchio e l’occasione del Expo? o semo troppo romani. mah!)

I concerti gratuiti nella cornice di piazza San Carlo, cuore pulsante del Torino Jazz Festival, vedranno esibirsi:

29/5 Hugh Masekela Sextet   con le sue travolgenti danze sudafricane;
30/5 Fabrizio Bosso e Randy Brecker   in una battaglia virtuosistica tra  trombe – Con la proiezione sul grande schermo del film “Ilsorpasso”
31/5 Shibusa Shirazu   in esclusiva europea i giapponesi trasformeranno la piazza in fantasmagorica scena di musica, danze, pitture,teatro, draghi volanti
1/6  Omar Sosa Quarteto Afrocubano
2/6  cast d’eccezione in occasione della Festa della Repubblica John De Leo, Francesco Bearzatti con il suo Monk’nRoll e le canzoni suadenti di Nicky Nicolai e Stefano Di Battista, l’energia funk/rock del Trio Bobo, fino al gran finale tutto da ballare degli Original Blues Brothers Band.

A pagamento a soli 10 euro

30/5 James Newton,  che nell’Auditorium Rai unirà musica classica europea e tradizione neroamericana
31/5 Ron Carter  che ricondurrà il Teatro Colosseo al più intimo e raffinato dei salotti. 29/5 Danilo Rea si esibirà in Plays Billy Strayhorn
1/6 David Murray con la Lydian Sound Orchestra  incorporerà in un sound unico tutta la tradizione del jazz, dagli albori di New Orleans al free jazz degli Anni ’70.

Ma non è finita qui perché oltre a questi eventi, per le arterie della bella Torino scorrerà come un fiume in piena,  una variopinta rassegna parallela, il Torino Jazz FRINGE, curato da Furio Di Castri, che animerà il centro della città con 90 eventi e la partecipazione di oltre 200 artisti.

TJF Fringe è decisamente il lato più festoso della rassegna, perché abbandonato lo stile più rigoroso dei grandissimi nomi, che è comunque d’obbligo, è pronto a trascinare il pubblico nei piaceri più ‘necessari’ che rispondono al richiamo dei cinque sensi. Il divertimento sembra essere la parola chiave, per fortuna, perché il JAZZ E’ DIVERTIMENTO. Non mi stancherò mai di dirlo. Balli, musiche, vino e cibi prelibati. E ancora presentazioni di libri e conferenze al Circolo dei lettori e una rassegna cinematografica in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema. Non ultimo, Torino Jazz Festival può vantarsi di non lasciare indietro nessuno, soprattutto i più ‘bisognosi’, ovvero i giovani. Spazio dunque al progetto ARS CAPTIVA 2015 ‘La Metamorfosi dei luoghi’  con gli studenti dell’Accademia Albertina, dell’Istituto Steiner, dei Licei Classici e dei Licei Artistici di Torino e provincia. Una riflessione collettiva sui processi di metamorfosi dei luoghi che accomunano le città di Torino e Berlino, con l’esposizione di opere visive, installazioni interattive, performance e concerti di jazz.

Sempre per i più giovani ci saranno le jam session del Jazz Club Torino, che sono un momento di confronto fondamentale e necessario per i musicisti. La jam è il momento del ‘tramandare’ di nota in nota, di mano in mano, il linguaggio del jazz e l’immensa umanità che sta alla base di questa musica. pensate quindi quanto sia importante per tutti noi.

L’evento si aprirà oggi con un ‘boato’: una performance, della durata di otto ore, all’interno del Museo Egizio, per la prima volta aperto alla musica. Tra i resti di una delle più imponenti civiltà del passato,  tra mummie e reperti storici, suonerà Anthony Braxton, in prima ed esclusiva europea, con oltre a 70 musicisti italiani, americani ed europei. Il giusto inizio di una festa della musica veramente di grandissimo livello.

Per maggiori informazioni (e ci sono molte cose ancora da sapere) è fortemente consigliato di visitare il sito del festival e la loro bellissima pagina FB.

Anthony Braxton

Anthony Braxton (Chicago, 4 giugno 1945) è un compositore, polistrumentista e filosofo statunitense. [FONTE WIKI]  Definire Braxton un musicista di jazz è alquanto riduttivo. Certo, nella sua carriera il jazz riveste una parte predominante, ma tra i suoi lavori figurano anche composizioni per orchestra e perfino opere. Come strumentista, oltre a suonare il pianoforte, ha utilizzato l’intera gamma dei sassofoni (dal sopranino al contrabbasso) e dei clarinetti, oltre al flauto e a vari strumenti a percussione. 

MAGGIORI INFO

28/5/2015  dalle 18.00 alla 02.00, un evento destinato a rimanere unico nel suo genere, il Sonic Genome di Anthony Braxton e i suoi 70 musicisti, che per otto ore dialogheranno con l’arte antica, la storia e i visitatori dell’Egizio (ingresso consentito previo l’acquisto del biglietto Open Ticket per l’accesso al Museo, in vendita esclusivamente giovedì 28 maggio alla biglietteria – intero euro 13,00).

 

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