LORENZO TUCCI E IL SUO TRANETY, UMILTÀ CHE DIVENTA BELLEZZA

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Vi segnalo un altro concerto imperdibile di Jazz a Roma, domani 5 Dicembre al Cotton Club è di scena Tranety il progetto tributo a John Coltrane di Lorenzo Tucci. Con lui sul palco ci saranno Claudio Filippini al piano e Luca Bulgarelli al contrabbasso. Inutile sottolineare la bellezza del concerto di questo trio. Basta abbinare la poetica bravura, al limite del sublime dei tre musicisti con la musica di John Coltrane, per capire che non sarà un concerto qualsiasi. Tre domande a Lorenzo per entrare nel mood e a fine intervista, tutte le info strategiche per esserci. Dove, come e quando.

Tranety, una parola inventata. Un avverbio, in teoria, e una parola per chi ama il jazz quasi onomatopeica, che di colpo apre le porte di un mondo bellissimo, quello di John Coltrane. E’ questo il tuo mondo?

Lorenzo: Questo sicuramente è uno dei miei mondi, Coltrane è un riferimento umano per me, lui è l’umiltà che diventa bellezza. Per me è un esempio, come un Dio, e di questi tempi ognuno ha il suo.

In tanti vi hanno ascoltato eseguire la Marsigliese per la puntata di Di Martedì dedicata alla strage del 13 Novembre a Parigi. Toccante, priva di retorica, per me al limite della perfezione. Il sentimento di universale sintonia che abbiamo percepito in quel momento sembra iniziare proprio all’interno del Trio. Quanto è grande questa la vostra affinità?

Lorenzo: La nostra affinità è tanta, lo era già da prima, altrimenti non avrei scelto loro al mio fianco. Tra Claudio, Luca e me c’è un’empatia che inizia ben al di fuori della musica, è una questione di “visioni” di come si vede il mondo e più in generale dei nostri comportamenti simili. O modo di essere. Da come non si giudicano le persone a come insieme si guarda oltre le apparenze. Inoltre ci unisce un grande senso di ironia collettiva e soprattutto di auto ironia che alimenta la nostra musica ed è per noi fonte di ispirazione anche sul palco.   

Di questo progetto abbiamo anche il disco ‘TRANETY’ del 2011 ed un secondo più recente del 2013 ‘TRANETY LIVE’ in uscita con Jazz It di Gennaio Febbraio. Nel primo ovviamente c’è ‘il 4° elemento’, cioè lo studio e la postproduzioe. Il secondo è nudo e crudo, cioè dal vivo senza ‘rete di sicurezza’. Come vanno fatti i dischi di jazz allora? Esiste un meglio e un peggio per te?

Lorenzo: Sicuramente i dischi vanno fatti, sono dei documenti sonori che testimoniano le varie epoche del passaggio dell’uomo sulla terra. Se sono registrati dal vivo ancora meglio, c’è più energia, più feeling, più verità. Il disco in studio diventa “prodotto” in cui vengono tirati in ballo altri fattori, ma questa è un’altra storia. Allora Coltrane & co facevano i dischi in presa diretta e le loro ‘sporcature’, chiamiamoli meravigliosi errori, hanno reso grande e inconfondibile il jazz suonato da loro, anche umanamente. Proprio grazie a quei dischi esiste un valore aggiunto. Se sia giusto aggiunge con la postproduzione uno ‘strumento’ in più che porta la musica a livelli che sfiorano la perfezione, è una questione che non ha una risposta ben precisa. Di certo l’uomo non è un essere perfetto. Decidete voi. Con il numero di Gennaio Febbraio 2016 di Jazz It troverete proprio Tranety Live. A questo punto chiedo a te di dirmi quale preferisci. 

MAGGIORI INFORMAZIONI
fonte Comunicato Guido Gaito ufficio stampa Lorenzo Tucci

Acclamato in Italia come in Giappone e richiesto da artisti italiani e internazionali, Lorenzo Tucci è uno dei batteristi più rappresentativi del jazz contemporaneo. Presenta a Roma il suo progetto intitolato Tranety, un personale omaggio a John Coltrane da cui è stato realizzato anche un videoclip animato intitolato “Hope”.

Con questo progetto di Lorenzo Tucci che continua la sua ricerca sulla possibilità espressiva offerta da un trio batteria pianoforte e contrabbasso , riunendo attorno a sé due personalità forti e di spicco nel panorama italiano: Claudio Filippini e Luca Bulgarelli. I due hanno telepatia e mestiere a sufficienza e anche più per garantirgli climi e colori perpetuamente cangianti. Inoltre il trio, una fabbrica di lucido sentimento, si muove sui principi dell’interazione totale; i ruoli sono paritetici e ciò ispira fortemente la poetica del leader Tucci

Il suono della batteria sembra fatto di una sostanza apollinea, specie laddove i melodismi triturati di Filippini si incontrano con le serrate pelli di Tucci, e il pianoforte dimostra la propria eccellenza come solista attraverso una tecnica vorticosa quanto disinvolta, con il contrabbasso elegantissimo nei gesti e nelle movenze.

 

Tutto questo nell’elegante e rinnovata atmosfera del Cotton Club, storico jazz club della capitale.

Lorenzo Tucci | batteria
Claudio Filippini | pianoforte
Luca Bulgarelli | contrabbasso
_____________________________________

PREZZI:
concerto + consumazione 15 €
concerto + cena 35/45 €
prenotazioni a reservation@cottonclubroma.it

COTTON CLUB
via Bellinzona, 2
00198 Roma – Italy
www.cottonclubroma.it
Tel. +39.06.97615246 – +39.06 85352527 – +39.349.0709468

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