#PIN : ‘A LOVE SUPREME’ IL MANOSCRITTO ORIGINALE

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¬ęDurante l’anno 1957 sperimentai, per grazia di Dio, un risveglio spirituale che doveva condurmi ad una vita pi√Ļ ricca, pi√Ļ piena, pi√Ļ produttiva. A quel tempo, per gratitudine, chiesi umilmente che mi venissero concessi i mezzi ed il privilegio di rendere felici gli altri attraverso la musica. Sento che ci√≤ mi √® stato accordato per Sua grazia. Ogni lode a Dio.¬Ľ (Dalle note di copertina scritte da John Coltrane per l’album A Love Supreme)

WIKI:¬†A Love Supreme √® un album discografico del musicista jazz statunitense John Coltrane registrato il 9 dicembre 1964 agli studi Van Gelder, a Englewood Cliffs, in New Jersey. Ritenuto il capolavoro di Coltrane ed uno dei dischi pi√Ļ importanti della storia del jazz, nel 2003, l’album √® stato inserito alla posizione numero 47 nella lista dei 500 dischi migliori di sempre redatta dalla rivista Rolling Stone

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LORENZO TUCCI E IL SUO TRANETY, UMILT√Ä CHE DIVENTA BELLEZZA

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Vi segnalo un altro concerto imperdibile di Jazz a Roma, domani 5 Dicembre al Cotton Club è di scena Tranety il progetto tributo a John Coltrane di Lorenzo Tucci. Con lui sul palco ci saranno Claudio Filippini al piano e Luca Bulgarelli al contrabbasso. Inutile sottolineare la bellezza del concerto di questo trio. Basta abbinare la poetica bravura, al limite del sublime dei tre musicisti con la musica di John Coltrane, per capire che non sarà un concerto qualsiasi. Tre domande a Lorenzo per entrare nel mood e a fine intervista, tutte le info strategiche per esserci. Dove, come e quando.

Tranety, una parola inventata. Un avverbio, in teoria, e una parola per chi ama il jazz quasi onomatopeica, che di colpo apre le porte di un mondo bellissimo, quello di John Coltrane. E’ questo il tuo mondo? Continua a leggere

AL CHARITY TORNA LA JAM SESSION NIGHT #Jazz

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Giov. 05.9.2013
JAM SESSION NIGHT #Jazz
h 22:00 Dedicata a: John Coltrane
Ospiti: tutti i Jazzisti sono invitati a salire sul palco del Charity
EVENTO FB dedicato 

‚ÄúIl mio compito di musicista √® trasformare gli schemi tradizionali del jazz, rinnovarli. In questo senso la musica pu√≤ essere un mezzo capace di cambiare le idee della gente‚ÄĚ (cit. J. Coltrane).

Dopo la BREVE pausa estiva il 2 settembre si accendono le luci sul palco del Charity. Con la nuova stagione, il club di Via panisperna, inaugura inaugurare un nuovo modo di comunicare i propri eventi.¬†Ogni mese verr√† creata una sola pagina Evento, che conterr√† tutto il cartellone del mese in corso. Quindi gli Amici FB del Charity non riceveranno pi√Ļ eventi multipli, ma potranno consultare un unico grande evento mensile. Per questo √® consigliato di rimanere sempre collegati alla pagina (cliccando Parteciper√≤ oppure Mi piace) per consultare gli eventi in corso! Buona stagione con il Charity ! Con il #jazz e con il #blues

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VIAGGIO NEL JAZZ MODALE

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miles davis

di Aldo Bassi

Kind of Blue, è considerato la pietra miliare del jazz modale. I toni pacati, gli andamenti ritmici leggeri, le strutture ampie e le armonie dai cambi lenti, la moderazione delle scale modali, delineano il clima della nuova era, quella del jazz modale per come lo ha inteso Miles. Niente a che vedere, per quanto riguarda i toni pacati e la moderazione delle scale, con My Favorite Things anch’esso modale, ma suonato da Coltrane anni dopo.

L’improvvisazione¬†di questo jazz¬†consiste nella utilizzazione di modulazioni lente, che non fanno riferimento a progressioni armoniche come nel sistema tonale, hanno quindi strutture formate da pochissimi accordi, tenuti per pi√Ļ misure sui quali l’improvvisatore utilizza delle scale, dette anche modi, che sono diverse dalle scale maggiore e minore o bebop in uso prima. Si d√† origine quindi ad una musica pi√Ļ dilatata, pi√Ļ ‚Äúorizzontale‚ÄĚ.

I modi pi√Ļ utilizzati sono ricavati partendo da ogni grado della scala maggiore. Ovviamente la stessa cosa √® possibile farla utilizzando, come scala base, le scale minori armonica e melodica ascendente. L’improvvisazione modale si √® andata nel tempo perfezionando attraverso la sperimentazione sui modi fatta dai musicisti jazz. Cos√¨, dalla stretta aderenza alle note del modo si √® passati alla utilizzazione di note di abbellimento e di passaggio estranee, ‚Äúverticalizzando‚ÄĚ cos√¨ anche il sistema modale.

Tutte queste forme di sperimentazione sui modi hanno portato l’improvvisazione jazz verso forme lessicali ed espressive pi√Ļ libere, sino ad essere completamente svincolate da qualsiasi struttura e forma con il free jazz.

STRUTTURE MODALI
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All’interno delle strutture modali si possono avere quattro tipi di modulazioni:

– tra modi che usano la stessa scala, per es. tra Re Dorico e Fa Lidio (Do Magg.);

– tra un tipo di modo allo stesso tipo in un altro tono, per es. tra Re Dorico e Mib Dorico;

– tra modi diversi sullo stesso tono, per es. tra Do Dorico e Do Frigio o Lidio;

– tra modi completamente diversi, per es. tra Do Dorico e Do# Misolidio.

Volendo prendere come brano di riferimento So What, la modulazione che lo riguarda è del tipo 2, ovvero tra un tipo di modo allo stesso tipo in un altro tono, tra Re Dorico e Mib Dorico, ed è improvvisa cioè senza preparazione.

La struttura di So What è molto semplice: A A B A di 8 misure ciascuna per un totale di 32 misure. Le A sono composte dall’accordo di Dm7 per tutte e otto le misure e la B è composta dall’accordo di Ebm7 per tutte e 8 le misure.

Facendo un‚Äôanalisi dell‚Äôassolo di Miles in So What, si evince sin dalle prime note che Davis non ha nessuna intenzione di sorprendere con guizzi tecnici, come faceva il suo precursore Gillespie o il mitico, prematuramente scomparso, Clifford Brown. Bens√¨, egli usa quasi esclusivamente note cordali o dell‚Äôestensione dell‚Äôaccordo fino ad utilizzare tutte le note del modo, con ritmi semplici composti da ottavi, quarti e minime. Una sorta di cool jazz pi√Ļ moderno. Ma la sua peculiarit√†, anche in questo caso, la troviamo nel genio del suo microcosmo, ovvero in uno stile che fonda le proprie radici nella sfumatura, nel ‚Äúnon suonato‚ÄĚ, nell‚Äôeffetto del mezzo pistone o nell‚Äôinflessione del labbro sulla nota, creando un forte ‚Äúswing sottinteso‚ÄĚ, molto diverso da quello dei suoi ‚Äúcolleghi predecessori‚ÄĚ.

Davis, come dicevamo, si muove all’interno del modo, dando lezioni di classe ed eleganza, utilizzando di tanto in tanto note blu per ricordare la sua estrazione musicale. Altra nota che esula dal modo dorico è il Do# (la sensibile, che fa parte della scala minore melodica di re) che sia Davis che gli altri solisti usano un pò tutti.

Rispetto a Miles che sembra essere il pi√Ļ ‚Äúintegralista‚ÄĚ, gli assoli di Coltrane e di Cannonball sono ricchi di scale che esulano dalla ‚Äúcostrizione‚ÄĚ del modo creando sapientemente un contrasto decisivo con il leader.

Gli altri musicisti completano il quadro musicale con i loro accompagnamenti e i loro assoli pienamente a fuoco nel ‚Äúnuovo‚ÄĚ lessico jazzistico soprattutto il grande Bill Evans, che senza il suo grande apporto compositivo, non avrebbe avuto modo di esistere Kind of Blue.

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Due versioni di So What,¬† l’originale tratta dal disco stesso¬†con Bill Evans al piano, la seconda tratta da un¬†live dello stesso anno¬†con Wynton Kelly al piano.

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So What – Originale da Kind of Blue

 
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So What Рriedizione live aprile 1959

MORE LINKs
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>> Blog WordPress dedicato a Miles (English)

>> KIND OF BLUE TRIBUTE, auditorium 9.11.09

>> Aldo Bassi Tribute to Miles Davis (Concerto all’Alexanderplatz)

>> Aldo Bassi on Facebook

TRIBUTO A KIND OF BLUE

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8-30|11|2009
Kind of Blue Tribute
ROMA JAZZ FESTIVAL ’09¬† – 33a ed. >>
more info
JAZZ LABELS
Auditorium Parco della Musica
h. 21:00¬† da 15¬†a 20 ‚ā¨

Ho chiesto di presentare questo concerto ad un artista che conosce molto bene Miles Davis, soprattutto della sua musica. 

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di Aldo Bassi  www.aldobassi.it

Il 9 novembre 2009 alle 21,00 al Roma Jazz Festival, ci sar√† un evento eccezionale. Un tributo a Kind of Blue (CBS, Columbia con varie ristampe) per il cinquantenario dell‚Äô uscita del disco di jazz pi√Ļ venduto in assoluto, con¬†di circa 10 milioni di copie.

A fare questo omaggio al grande Miles, saliranno sul palco della sala Sinopoli dell‚ÄôAuditorium di Roma 6 musicisti di jazz tra i pi√Ļ apprezzati al mondo. Jimmy Cobb alla¬†batteria, Wallace Roney alla¬†tromba, Vincent Harring al¬†sax alto, Javon Jackson al¬†sax tenore, ¬†Larry Willis al¬†pianoforte ed infine Buster Williams al contrabbasso, che insieme hanno costituito la So What Band, per rievocare le atmosfere magiche dei 5 brani contenuti in Kind of Blue.

I brani incisi, So What, Freddie Freeloader, Blue in Green, All Blues, Flamenco Sketches furono attribuiti tutti a Davis, Blue in Green e Flamenco Sketches firmati insieme a Bill Evans. Milioni di persone hanno goduto di questo capolavoro, gioendo, piangendo, gemendo, sorridendo o provando tante altre emozioni al suono ipnotizzante di questo disco.

La formazione originale era di tutto rispetto: Julian ‚ÄúCannonball‚ÄĚ Adderly al sax contralto; John Coltrane al sax tenore; Wynton Kelly (solo su Freddie Freeloader) e Bill Evans al piano; Paul Chambers al contrabbasso; il sopracitato Jimmy Cobb alla batteria, e naturalmente Miles alla tromba.

 
wynton kelly                                      bill evans

Dice Jimmy Cobb, l’unico ancora in vita dei 5 musicisti che erano con Miles in quei giorni del ’59, che mentre registravano il disco non avrebbero mai immaginato di lasciare impressa sul vinile una musica che sarebbe stata considerata da molti il capolavoro assoluto del guru della tromba e del suo spettacolare sextet.

Tornando ai giorni nostri, i musicisti che ascolteremo al concerto del 9 novembre, non so se eseguiranno filologicamente tutto il disco, o se nel loro omaggio faranno degli riferimenti pi√Ļ o meno forti, ad ogni modo sapranno sicuramente cogliere in pieno il linguaggio del jazz di quegli anni. La Musica di Miles fa parte del loro bagaglio culturale e questo si avverte ancora di pi√Ļ nel suono altamente davisiano della tromba di Wallace Roney.

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Ma ora la questione si fa pi√Ļ complessa. Aldo Bassi, trombettista jazz,¬†ci porta¬†a conoscere da vicino questo tipo di jazz che trova il suo milestone proprio nell’opera Kind of Blue¬† >>>¬†VIAGGIO NEL JAZZ MODALE di A.Bassionline dal 10.11.09

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ROMA, INIZIA IL 2009 A SUON DI TROMBA

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A Roma il 2009 avr√† un inizio in Musica veramente unico. La prima settimana di questo giovane nuovo anno sar√† segnata dalla strumento considerato il pi√Ļ vicino alla voce umana. La Tromba. Presente nelle narrazioni bibliche¬†come pure nelle rappresentazioni pittoriche e iconografiche dei grandi eventi, dal secolo scorso viene considerata uno degli strumenti pi√Ļ affascinanti. Quando risuona obbliga a prestarle attenzione con il suo richiamo a volte urlante e stridente, altre caldo e avvolgente. Michelangelo Buonarroti, nel rappresentare il giudizio universale sulle volte della Cappella Sistina, esprime l’inquietudine profonda che attraversava¬†il XVI secolo,¬†dipingendo¬†angeli che al suono di Tromba¬†richiamano forme umane ormai prive di¬†vitalit√† alla¬†vita stessa – simbolicamente √® il richiamo¬†alla¬†morale e la¬†tromba √® la voce di Dio. <FOTO>

¬ę¬†Il primo musicista jazz fu un trombettista, Buddy Bolden,
l’ultimo sar√† un trombettista, l’arcangelo Gabriele¬†¬Ľ Wynton Marsalis¬†

Presente nella musica in modo trasversale dalla dance alla latin, dalla sinfonica al pop,¬†passando per tutte le bande del mondo, la tromba viene soprattutto identificata con la musica afroamericana che la ha innalzata a strumento divino, grazie a musicisti come Bix, Dizzie, Miles, Chet e tanti altri. Possono essere considerati loro dei semplici musicisti? No. La tromba √® il mezzo che ha permesso di trasferire i ‘sospiri interiori’ al cuore di chi ha ascoltato la voce. Nei primi sette giorni dell’anno Roma accoglie tre grandi trombettisti Italiani. Fabrizio Bosso, Aldo Bassi e Paolo Fresu. Tre differenti maniere di interpretare la musica attraverso la Tromba, sotto la guida di una stessa grande stella. Il Jazz.
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3/01/09   Sergio Cammariere e Fabrizio Bosso
                    
¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Jazz ‘n’ soul duet

                      Sala Santa Cecilia Auditorium h. 21.00
                     

6/01/09   Aldo Bassi Sextet
                    
                     Kind of Blue Tribute

                     Alexander Platz, Via Ostia 9  h. 22.00
                     INFO   MYSPACE

7/01/09  Paolo Fresu
                    
                     Solo
                     Sala Petrassi Auditorium h. 21.00
                    

 

FABRIZIO BOSSO, nella foto di sinistra, sar√† all’Auditorium il 3 gennaio ad accompagnare il pianista compositore Sergio Cammariere. Un’accoppiata vincente che vede due artisti compensarsi a vicenda. Infatti,¬†le sonorit√† di Cammariere¬†che si riferiscono¬†alla grande musica¬†d’autore italiana contaminata dai colori vivi del jazz in chiave¬†bossa nova,¬†¬†incontrano il jazz¬†puro di Bosso, un trombettista che si distingue per gradi virtuosismi tecnici. I brani del ‘Cantautore piccolino’ saranno interpretati in modo pi√Ļ intimo¬†per un concerto unico, per pianoforte e tromba, con ampio spazio all’improvvisazione.

Il 6 gennaio al Jazz Club Alexander Platz ALDO BASSI, foto a destra¬†di Andrea Conti, rende omaggio ai 50 anni di Kind of Blue, proponendo tutte le take dell’album e altri brani celebri¬†di Miles Davis.¬†Bassi √® un interprete sensibile e raffinato, un¬†compositore¬†in continuo movimento¬†alla ricerca¬†di nuove sonorit√†. Per questa occasione sar√†¬†accompagnato¬†da cinque musicisti,¬†rispettando cos√¨ la¬†stessa formazione, un sestetto,¬†¬†che allora incise l’album.¬†¬†A cinquant’anni della sua pubblicazione avvenuta nel 1959 “Kind of Blue” di Miles Davis √® il disco di jazz pi√Ļ venduto di tutti i tempi. Con la sua magia ha accompagnato momenti di vita di molte¬†persone e i cinque brani originariamente contenuti – so what, freddie freeloader, blue in green, all blues,¬†flamenco sketches – sono tasselli preziosi di un’opera d’arte e, singolarmente, ciascuno rappresenta un’opera d’arte¬†in se.¬†

Aldo Bassi (tromba)                        
Paolo Recchia (sax contralto)        
Gianni Savelli (sax tenore)                
Alessandro Bravo (pianoforte)                                                                          
Stefano Nunzi (contrabbasso)         
Alessandro Marzi (batteria )           

LA FORMAZIONE DEL 1959 di Kind Of Blue: Miles Davis¬†(tromba)¬†Julian “Cannonball” Adderley¬†(sax contralto, ad eccezione del brano Blue in Green) John Coltrane (sax tenore)¬†¬†Bill Evans¬†(pianoforte eccetto nel brano Freddie Freeloader) Wynton Kelly (pianoforte,¬†nel brano¬†Freddie Freeloader)¬†¬†Paul Chambers (contrabbasso)¬†Jimmy Cobb (batteria)

Il 7 gennaio, l’eccentrico trombettista sardo, PAOLO FRESU, avr√† tutto per se il palco della¬†Sala Petrassi all’Auditorium per un concerto “Solo”. Impresa ardita! Sessanta minuti di rara bellezza che incorporano la saggezza del suono e il calore dei colori e viceversa. (fonte:auditorium). Che cosa posso dire di¬†Fresu che gi√† non sia stato detto? Che trasmette emozioni,¬†¬†che √® coraggioso a prestare se stesso e la sua tromba alle imprese artistiche pi√Ļ disparate. Che lo ringraziamo per portare il nome del nostro paese cos√¨ lontano e cos√¨ in alto. Allo stesso modo¬†ringraziamo gli altri due trombettisti qui citati, perch√® dall’alto delle loro ‘nicchie’ musicali, questi tre artisti, ci dimostrano che oggi √® ancora possibile fare, quindi per noi ricevere,¬†buona musica di qualit√†. Va solo ricercata lontano dai clamori, come ormai abbiamo detto pi√Ļ volte dalle pagine di Romalive.¬†Da non perdere!! quindi¬†i tre¬†appuntamenti di questo inaspettato e casuale¬†viaggio nei diversi colori della tromba a Roma. Se questo √® solo l’inizio… allora abbiamo i presupposti perch√® il 2009 della capitale possa essere¬†veramente un Buon Anno!