MUSICA IN RIVA AL MARE a Roma

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Photo by www.robertopanucci.it
da archivio Romalive – Roma 1/05/2010

A pochi passi da Roma, in riva al Mare, ci sar√† ancora tanta musica per i vacanzieri romani in ‘trasferta’ estiva. Si inizia con un grande concerto nel Parco di Villa Adele ad Anzio, di uno degli artisti pi√Ļ significativi di questa epoca e unico nel suo genere, quale Vinicio Capossela. Mentre a Terracina far√† tappa l’atteso Electric Jam Tour di Pino Daniele. Da non perdere assolutamente, sempre a Anzio, Cristiano De Andr√® e il suo incontro con la musica del padre Fabrizio, in un concerto ricco di grande emozione. I biglietti si possono acquistare tramite il portale di Greenticket (sbrigatevi!!).

15/07
VINICIO CAPOSSELA

Parco di Villa Adele РANZIOESTATEBLU 2010
h. 21:00¬†da ‚ā¨ 38.00 a ‚ā¨ 49.00 (greenticket.it)
INFO 0773 664946 0773 664946 

8/08 
PFM
Arena Il Molo, Via del Molo
Terracina (LT)
h. 21:30 da 23,00 a 33,00 ‚ā¨
(greenticket.it)

9/08
GIOVANNI ALLEVI
Parco di Villa Adele РANZIOESTATEBLU 2010
h.21:00 da ¬†‚ā¨ 23.00 a ‚ā¨ 37.00 (greenticket.it)
INFO 0773 664946 0773 664946

14/08
CRISTIANO DE ANDRE’

Parco di Villa Adele РANZIOESTATEBLU 2010
h. 21:00¬† da ‚ā¨ 25.00 a ‚ā¨ 39.00 (greenticket.it)
INFO 0773 664946 0773 664946

15/08
PINO DANIELE – Eletric Jam Tour
Arena Il Molo, Via del Molo
Terracina (LT)
h. 21:30 da ‚ā¨ 28,00 a ‚ā¨ 45,00
(greenticket.it)

17/08
GIGI D’ALESSIO

Villa Adele – ANZIOESTATEBLU 2010
Parco di Villa Adele РANZIOESTATEBLU 2010
h.21:00 ¬†da ‚ā¨ 40.00 a ‚ā¨ 55.00 (greenticket.it)
INFO 0773 664946 0773 664946

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UTO UGHI vs GIOVANNI ALLEVI

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Sulle pagine de La Stampa.it di questi giorni ha avuto luogo un alterco ideologico tra il Maestro Uto Ughi e il pianista Giovanni Allevi.

Il primo, che √® ¬†il pi√Ļ grande violinista contemporaneo di musica assolutamente classica, ha usato toni forse troppo forti¬†nei confronti del giovane pianista, compositore, scrittore,¬†dipingendo tuttavia un quandro dell’universo¬†musicale molto vicino alla realt√† odierna, che vede una netta contrapposizione tra quanto accade nelle classifiche¬†e¬†la musica valida, vogliamo dire colta? S√¨¬†colta, ma anche innovativa e nuova. Questa opinione √® diffusa ormai tra gli esperti di musica e tra i musicisti. Citando, ad esempio, il musicologo e giornalista Gino¬†Castaldo de La Repubblica ¬†√® evidente che¬†“oggi la musica bella √® nelle nicchie, non nelle classifiche”. ¬†¬†¬†

Allevi¬†nella sua lettera aperta, pubblicata¬†oggi come replica all’intervista¬†concessa¬†da Ughi il 24/12, ¬†ha usato parole e toni come sempre alleviani¬†e sebbene abbia dato ulteriormente prova del suo ‘diritto’ ad essere considerato un vero musicista sulla carta – cosa che¬†realmente √® – risulta essere¬†puerile nelle considerazioni che¬†rimanda¬†a Ughi. Le sue parole, per come vengono¬†utilizzate e per¬†il crescendo emotivo espresso¬†nei suoi pensieri,¬†non riescono a¬†negare¬†quindi le affermazioni di Ughi relative all’esistenza di un potente¬†motore di¬†marketing che fa¬†muovere la sua ‘macchina’.¬†Tuttavia Allevi ha ragione quando¬†dice che ¬†“√® necessario uno sforzo creativo a monte, piuttosto che insistere solo sull’educazione musicale, gettando le basi di una nuova musica colta contemporanea, che recuperi il contatto profondo con la gente“.¬†Anche se tali affermazioni¬†dette¬†da lui¬†possono suonare come frasi fatte o meglio come un copione scritto.

In definitiva, il contributo di entrambi √® importante in questo momento storico che musicalmente¬†mi preoccupa – anche se si soffre a vedere queste due forti personalit√† in contrasto.¬†E vorrei invece che nascesse da¬†questo ‘scambio’¬†qualcosa di utile per sanare¬†la spaccatura¬†che esiste¬†tra quanto proposto dai media¬†e la musica di valore.¬†

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A seguire i due articoli proposti da la Stampa.

24/12/2008 Sandro Cappelletto per “La Stampa”

ALLEVI SI LEVI DAI PIEDI – VIVA UTO UGHI CHE MASSACRA IL PIANISTA PI√ô POMPATO DAI MEDIA: “IL SUO SUCCESSO MI OFFENDE. UN NANO IN CONFRONTO A HOROWITZ O A RUBINSTEIN” – “non bisogna stancarsi di ricordare che Zucchero non √® Beethoven”…

Che spettacolo desolante! Vedere le massime autorit√† dello Stato osannare questo modestissimo musicista. Il pi√Ļ ridicolo era l’onorevole Fini, mancava poco si buttasse in ginocchio davanti al divo¬Ľ. Uto Ughi non ha troppo apprezzato il concerto natalizio promosso dal Senato della Repubblica che ha avuto come protagonista il pianista Giovanni Allevi.
Il nostro violinista lo ha ascoltato – ¬ęfino alla fine, incredulo¬Ľ – dalla sua casa di Busto Arsizio e ne √® rimasto ¬ęoffeso come musicista. Pianista? Ma lui si crede anche compositore, filosofo, poeta, scrittore. La cosa che pi√Ļ mi d√† fastidio √® l’investimento mediatico che √® stato fatto su un interprete mai originale e privo del tutto di umilt√†. Il suo successo √® il termometro perfetto della situazione del Nostro Paese: prevalgono sempre le apparenze¬Ľ.
D: Che cosa pi√Ļ la infastidisce di Allevi: la sua musica, le sue parole?
¬ęLe composizioni sono musicalmente risibili e questa modestia di risultati viene accompagnata da dichiarazioni che esaltano la presunta originalit√† dell’interprete. Se cita dei grandi pianisti del passato, lo fa per rimarcare che a differenza di loro lui √® “anche” un compositore. Cos√¨ offende le interpretazioni davvero grandi: lui √® un nano in confronto a Horowitz, a Rubinstein. Ma anche rispetto a Modugno e a Mina. Questo deve essere chiaro¬Ľ.
D: Come definire la sua musica?
¬ęUn collage furbescamente messo insieme. Nulla di nuovo. Il suo successo √® una conseguenza del trionfo del relativismo: la scienza del nulla, come ha scritto Claudio Magris. Ma non bisogna stancarsi di ricordare che Beethoven non √® Zucchero e Zucchero non √® Beethoven. Ma Zucchero ha una personalit√† molto pi√Ļ riconoscibile di quella di Allevi¬Ľ.
D: C’√® pi√Ļ dolore che rabbia nelle sue parole.
¬ęMi fa molto male questo inquinamento della verit√† e del gusto. Trovo colpevole che le istituzioni dello Stato avvalorino un simile equivoco. Evidentemente i consulenti musicali del Senato della Repubblica sono persone di poco spessore. Tutto torna: √® anche la modestia artistica e culturale di chi dirige alcuni dei nostri teatri d’opera, delle nostre associazioni musicali e di spettacolo a consentire lo spaventoso taglio alla cultura contenuto negli ultimi provvedimenti del governo. Interlocutori deboli rendono possibile ogni scempio, hanno armi spuntate per fronteggiarlo¬Ľ.
D: Che opinione ha di Allevi come esecutore?
¬ęIn altri tempi non sarebbe stato ammesso al Conservatorio¬Ľ.
D: Lui si ritiene un erede e un profondo innovatore della tradizione classica.
¬ęNon ha alcun grado di parentela con la musica che chiamiamo classica, n√© con la vecchia n√© con la nuova. Questo √® un equivoco intollerabile. E perfino nel suo campo, ci sono pianisti, cantanti, strumentisti, compositori assai pi√Ļ rilevanti di lui¬Ľ.
D: Però è un fenomeno mediatico e commerciale assai rilevante.
¬ęSi tratta di un’esaltazione collettiva e parossistica dietro alla quale agisce evidentemente un forte investimento di marketing. Mi sorprende che giornali autorevoli gli concedano spazio, spesso in modo acritico. Anche Andrea Bocelli ha un grande successo, ma non √® mai presuntuoso quando parla di s√©. Da musicista, conosce i propri limiti¬Ľ.
D: Allevi è giovane. Non vuole offrirgli qualche consiglio?
¬ęRifletta tre volte prima di parlare. Sia umile e prudente. Ma forse non √® neppure il vero responsabile di quello che dice¬Ľ.
D: C’√® un aspetto quasi messianico in alcune sue affermazioni, in questa autoinvestitura riguardo al proprio ruolo per il futuro della musica.
¬ęLui si ritiene un profeta della nuova musica, parla come davvero lo fosse. Nuova? Ma per piacere!¬Ľ.
D: Ma come interpretare questo suo oscuro annuncio: ¬ęLa mia musica avr√† sulla musica classica lo stesso impatto che l’Islam sta avendo sulla civilt√† occidentale?¬Ľ
¬ęEvidentemente pensa che vinceranno Allevi e l’Islam. Vi prego, nessuno beva queste sciocchezze¬Ľ.

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La replica di Allevi al violinista: ¬ęDa lui un attacco cieco e violento¬Ľ

GIOVANNI ALLEVI ROMA
Sono uscito dal Senato alle 15.30, con in tasca una cravatta rossa. Me l’ha regalata un bambino, che era venuto con i genitori per assistere al concerto: ¬ęTienila Giovanni, √® tua. L’ho messa per te, per la prima volta in vita mia¬Ľ. Fuori, con mia grandissima sorpresa, ho trovato una grande folla radunata davanti Palazzo Madama, per salutare me e i professori d’orchestra. Ecco, Maestro Ughi, queste sono le immagini indelebili, che resteranno scritte nel mio cuore, indissolubilmente legate a quel concerto. Ora, proprio su questo tavolino, c’√® un foglietto spiegazzato con sopra un autografo. Certo, in questi ultimi anni ho avuto l’onore di firmarne tanti. Ma quello che ho qui con me, l’ho voluto io. √ą l’unico autografo che abbia mai chiesto a un artista. Quella sera di dieci anni fa, me ne tornai al mio monolocale da una gremita Sala Verdi del Conservatorio di Milano, con in tasca quel foglietto, come fosse un gioiello. Non era stato facile nemmeno raggiungere il camerino dell’artista, per un nessuno come me, un anonimo studente in Composizione. Io non avevo amicizie influenti, a stento arrivavo alla fine del mese, affrontavo grandi sacrifici per diplomarmi in Composizione e il biglietto del concerto l’avevo pagato. Ma ora avevo l’autografo di uno dei pi√Ļ valenti violinisti del mondo: lei, Maestro Ughi.

Come ha potuto farmi questo? Come ha potuto sputarmi addosso tanto veleno, proprio il giorno della Vigilia di Natale? Lei si ritiene offeso, e di cosa? Come fa una musica a offendere, se √® scritta e suonata con tutta l’anima? Una musica strumentale senza parole? Secondo lei, io non sarei degno di essere ammesso in Conservatorio. In realt√† vi ho trascorso i miei migliori anni preparandomi a diventare, con cura, impegno e passione, un compositore di musica contemporanea. Sono diplomato in Pianoforte con 10/10. Sono diplomato in Composizione col massimo dei voti. Ho pubblicato le mie partiture musicali. Sono un dottore in Filosofia, laureato con Lode e ho pubblicato i miei scritti. Il mondo della musica classica √® malato. Lei √® uno dei pochissimi che √® riuscito a viverlo da protagonista, ma forse non immagina cosa vuol dire studiare anni e anni uno strumento musicale per arrivare, s√¨ e no, a insegnare in una scuola privata.

E cos√¨, a spartirsi la torta del potere musicale sono in pochi, una casta, impegnata a perpetrare la propria concezione dell’arte e la propria esistenza. √ą una lobby di potere fatta di protettori e protetti, nascosti nelle stanze di palazzi per molti irraggiungibili. Dalla casta emerge sempre lo stesso monito: ¬ęLa gente √® ignorante, noi siamo i veri detentori della cultura¬Ľ. Ma proprio nelle aule del Conservatorio, analizzando le partiture dei grandi del passato, e confortato dal pensiero di Hegel nella Fenomenologia, ho maturato il convincimento che ogni epoca abbia diritto alla sua musica. Perch√© costringere il pubblico del nostro tempo a rapportarsi solo a capolavori concepiti secoli fa, e perdere cos√¨ l’occasione di creare una musica nuova, verace espressione dei nostri giorni, che sia una rigorosa evoluzione della tradizione classica europea? La musica cosiddetta ¬ęcontemporanea¬Ľ, atonale e dodecafonica, in ogni caso non √® pi√Ļ tale, perch√© espressione delle lacerazioni che agitavano l’Europa in tempi ormai lontani. Ecco allora il mio progetto visionario. √ą necessario uno sforzo creativo a monte, piuttosto che insistere solo sull’educazione musicale, gettando le basi di una nuova musica colta contemporanea, che recuperi il contatto profondo con la gente. Ho provato a farlo, con le mie partiture e i miei scritti. √ą stato necessario.

Ci sono voluti altri dieci anni, oltre i venti di studi, e il risultato, per nulla scontato, √® stato deflagrante: il pubblico, soprattutto giovane, √® accorso ai miei concerti, di pianoforte solo o con orchestra sinfonica, come fossero eventi rock, a Roma e a Milano come a Pechino, New York e Tokyo. Quella musica parla al cuore ma il suo virtuosismo tecnico e soprattutto ritmico richiede esecutori di grande talento. √ą una musica colta che non pu√≤ prescindere dalla partitura scritta e che rifiuta qualunque contaminazione, con le parole, con le immagini, con strumenti musicali e forme che non siano propri della tradizione classica. Centinaia di giovani mi scrivono che, sul mio esempio, sono entrati in Conservatorio per studiare uno strumento o per intraprendere la via creativa della composizione. Come la storia dell’Estetica musicale insegna, in tutte le epoche ogni idea nuova ha dovuto faticare per affermarsi, divenendo poi, paradossalmente, la ¬ęregola¬Ľ per i posteri. Quello che √® certo √® che quando il nuovo avanza fa sempre paura. Da amante di Hegel, quindi, sapevo benissimo che l’ondata di novit√† avrebbe mandato in crisi il vecchio sistema e che i sacerdoti della casta, con i loro adepti, non potendo riconoscere su di me alcuna paternit√†, avrebbero messo in atto una criminale quanto spietata opera di ¬ęcrocifissione di Allevi¬Ľ. ¬ęIl suo successo mi offende…¬Ľ, ¬ęLe composizioni sono musicalmente risibili…¬Ľ, ¬ę√ą un nano…¬Ľ, ma l’assunto pi√Ļ grave che circola √®: ¬ęAllevi approfitta dell’ignoranza della gente, attraverso una furba operazione di marketing¬Ľ. Niente di pi√Ļ falso! La mia √® una musica classica, perch√© utilizza il linguaggio colto, la cui padronanza √® frutto di anni di studio accademico. La mia √® una musica nuova perch√© contiene quel sapore, quella sensibilit√† dell’oggi, che nessun musicista del passato poteva immaginare.

¬ęOgni mattina, quando si leva il sole, inizia un giorno che non ha ancora mai vissuto nessuno¬Ľ, afferma il teologo David Maria Turoldo. La mia non √® una musica pop, perch√© non contempla alcun cantante, alcuna chitarra elettrica e batteria e non usa la tradizione orale, o una scrittura semplificata come mezzo di propagazione. Non c’√® alcuna macchinazione, tutto √® assolutamente limpido e puro: le persone spontaneamente hanno scelto di seguirmi. Ma bisogna smettere di ritenere ignorante la gente ¬ęcomune¬Ľ. Il pubblico cui si rivolgeva Mozart nel XVIII secolo era forse pi√Ļ colto del nostro? Mai in Italia ci sono stati tanti studenti di musica come in questi tempi. Se la mia musica l’avesse infastidita, Lei poteva semplicemente cambiare canale. E invece, esprimendo un parere del tutto personale, si √® voluto erigere a emblema di un mondo ferito, violento e cieco.

Non sono un presuntuoso, semmai un sognatore, e la mia musica, assieme alle mie intuizioni estetiche, non hanno mai voluto offendere nessuno. Io, a differenza di lei, non ricopro nessun ruolo istituzionale, non ho fatto intitolare nessun Festival a mio nome, non ho potere alcuno nel cosiddetto ¬ęmondo della musica¬Ľ, ma ciononostante mi si accusa di essere in un luogo, il cuore di centinaia di migliaia di persone, dove altri vorrebbero essere. Alla luce delle sue parole, sembra paradossale che lei sia Presidente dell’Associazione ¬ęUto Ughi per i giovani¬Ľ. Il grande Segovia diceva: ¬ęI giovani compositori hanno fatto la mia fortuna, io la loro¬Ľ. Invece Lei ha scelto la via facile dell’ostruzionismo, dall’alto della sua conclamata notoriet√†. Quel suo autografo che ho sempre conservato gelosamente, dopo tanti anni, per me ora non conta pi√Ļ niente.

EVENTI LIVE – Giovanni Allevi a RMC

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Aspettando Giovanni Allevi…

Il 12 giugno sar√† nei negozi ‚Äď e in download negli store digitali ‚Äď ‚ÄúEvolution‚ÄĚ, il nuovo attesissimo album del giovane pianista e compositore marchigiano. Un‚Äôuscita discografica importante che lo stesso Allevi, con la complicit√† di Radio Monte Carlo e Nick The Nightfly, ha voluto rendere unica e irripetibile anticipandola con un live esclusivo al quale assisteranno un pubblico selezionatissimo, gli ascoltatori di MonteCarloNights e naturalmente gli utenti di Radiomontecarlo.net che potranno seguirne la diretta video. Quando? Gioved√¨ 12 giugno alle 23.00 in punto! (fonte radiomontecarlo.net)

per il live
click here 
12.06.08
h.23

  

 

 

 

 

 

Roma. “AlleviLive” il dovere dell’artista

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Di Filomena Genoese

Non bisogna mai aver paura di rompere le regole, se √® il nostro cuore a chiederlo. Mai temere di destabilizzare un sistema: √® nella sua natura la necessit√† di cambiare. Ma soprattutto bisogna sempre trovare il coraggio di esporsi, di osare, di mettersi in gioco: √® un dovere dell’artista!” (1)

E’ Giovanni Allevi che scrive…sono un po’ confusa: lui che per un anno ha mangiato solo pasta al tonno…lui che prima di ogni concerto vuole una fetta di torta al cioccolato e sussurra al pianoforte “fai il bravo”…lui che si ostina ad usare i mezzi pubblici…s√¨, lui dice che non dobbiamo aver paura di rompere le regole!…¬†¬†E allora torno indietro con la mente e penso allo scorso 23 Febbraio…√® la prima tappa del suo tour “Allevilive”…l’appuntamento √® alle h 21 nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica…c’√® il tutto esaurito…l’occhio di bue sul pianoforte… Il compositore marchigiano entra come fosse un’aeroplanino, i suoi boccoli fluttuano, l’occhio di bue si √® spostato su di lui, prende il microfono: ci saluta tutti, √® emozionato, si sente, gli trema la voce… Ha infranto la prima regola: niente smoking, solo un paio di jeans neri con su una felpetta e ai piedi le inseparabili Converse.¬† “Quando devo vestirmi metto la prima cosa che mi piace. E soprattutto sul palco – per me luogo sacro – devo assolutamente essere me stesso e comodo. Solo cos√¨ riesco a esprimere la mia arte” (2)

Ma le regole non sono n√© i jeans, n√© le Converse, n√© l’aeroplanino, n√© tantomeno la felpa che adagia sempre sul pavimento… √® la sua Musica che ha infranto tutte le regole!

Per Lei, da piccolo aspettava che si svuotasse la casa per poi prendere dal cassetto quella chiave dorata che apriva il pianoforte; √® per Lei che¬†alla scuola materna¬†durante una recita, senza dir nulla, si avvicina al pianoforte e inizia a suonare il Preludio in LA Maggiore di Chopen (aveva 5 anni e nessuno l’aveva mai sentito suonare), √® per Lei che si improvvisa cameriere solo per conoscere il maestro Muti. E di aneddoti come questi ce ne sono tanti nella vita del giovane artista. La musica gli entra prepotentemente in testa, va a trovarlo all’improvviso e non se ne va fin quando non ha compiuto la sua opera: √® Lei a scegliere tutto, che dice dove andare, che strada prendere, √® esigente e capricciosa. Giovanni √® solo il braccio che trascrive e poi interpreta… Allevi¬† ha osato andare contro il sistema della musica “contemporanea”: le sue composizioni¬† stanno a met√† strada tra la musica classica e il jazz e “come dice Hegel, in questi casi le possibilit√† sono due: o vinci e apri una nuova strada, o vieni allontanato perch√© sei una minaccia al vecchio ordine“.¬† La¬†sua musa emoziona, la sua interpretazione coinvolge al punto da farvi sentire parte di un universo parallelo e a testimonianza di ci√≤ c’√® la lettera di una sua fan: “Caro Giovanni, non riesco a fare a meno della tua musica. LEI permette di staccarsi dalla realt√†, di entrare in una dimensione eterea, inverosimile, rende liberi da pensieri e paure, √® come l’amore, ti fa venire voglia di essere una persona migliore. Grazie per tutto questo …. Azzurra”

¬†Questo “Sogno di Bach”:

 


[1] Giovanni Allevi (2008), La musica in testa, 24Sette, Rizzoli Milano

[2] Da http://seidimoda.repubblica.it/dettaglio/Non-chiamatemi-star/43472

ndr: Non abbiamo trovato su Youtube un video migliore, dal punto di vista del sound. Grazie Filomena per averci fatto capire meglio Giovanni Allevi, con la tua passione per la musica da me condivisa.  Qui sei sempre la benvenuta! RLM