HAMMOND ITALIA al Tuscia in Jazz per il suo decennale.

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Ven. 30 – sab. 31/7/2010
HAMMOND ITALIA
Raduno per il decennale della Associazione

Tuscia in Jazz a Soriano nel Cinimo
Ingresso gratuito – varie location

La Hammond Italia ha scelto il Tuscia in Jazz Festival per festeggiare il suo decennale. HAMMOND-ITALIA mailing list è il forum italiano dedicato agli organi Hammond, ai Leslie, “vintage” e non, e a tutto ciò che ruota loro intorno, inclusi emulatori e cloni, software, manutenzione, ricambi, modifiche, mercatino dell’usato, Hammond jazz, blues and rock music. Nata nel 2000 per riunire pochi amici, Hammond Italia è cresciuta fino a superare i 1.200 membri anche non italiani e quest’anno, dal 30 luglio al 1° agosto 2010, festeggerà il DECENNALE con una festa-jam-session in occasione del TUSCIA IN JAZZ festival, a Soriano nel Cimino (VT).

Durante questi giorni sono previsti vari appuntamenti. Oltre ai concerti si terranno seminari, esposizioni, dibattiti e jam session in cui l’organo Hammond sarà il protagonista assoluto. Matatore della tre giorni sarà uno dei più grandi hammondisti al mondo Tony Monaco. Tra la fitta schiera degli organisti emersi negli ultimi anni, Tony Monaco è, assieme all’amico di sempre Joey De Francesco, tra i più apprezzati specialisti al mondo. Organista puro e stimatissimo docente, Tony è uno degli ultimi depositari della tradizione jazzistica del B-3 inaugurato da Jimmy Smith e perpetuata da John Patton, Jack McDuff, Lonnie Smithe e Larry Young. Ma ci sarà anche spazio per i giovani talenti come Leonardo Corradi, cresciuto al Tuscia in Jazz, e considerato a soli 18 anni una delle migliori promesse del jazz italiano ed internazionale. Malgrado la giovanissima età già vanta collaborazioni con artisti come: Abrahm Burton, Tony Monaco, Flavio Boltro, Rosario Giuliani, Fabrizio Bosso, Renato Sellani, Aldo Bassi, Rick Margitza e Karl Potter.

Il 31 luglio, giorno della Notte in Jazz, dalle ore 18.00 in poi si esibiranno sul palco hammondisti provenienti da tutta Italia dando vita ad un contest. Seguiranno la notte i concerti di Leonardo Corradi con i Funk It Up, Aldo Bassi, e di Tony Monaco in trio con Flavio Boltro e Gegè Munari. Anche per la due giorni dell’Hammond Tuscia in Jazz presenta una serie di Clinics, incontri d’autore, aperti a tutti, dove il pubblico potrà dialogare con gli artisti presenti. Tutti i concerti e le clinic saranno totalmente gratuite.

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PROGRAMMA:

30/07/2010
Nel pomeriggio di venerdi 30 luglio avverrà la cerimonia di accoglienza degli hammonditalici di tutto il mondo e della firma dell’antica pergamena delle presenze.

h. 19.00 Clinic con Rick Margitza (sax)
h. 20.00 Cena informale Jazz at Dinner Ristorante Tre Scalini
h. 21.30 concerto Paolo Recchia, Dado Moroni & Pippo Matino in piazza
h. 22.30 concerto TONY MONACO Kurt Rosenwinkel, Antonio Sanchez & Flavio Boltro
h. 24.00 Jam Session ad libitum

31/07/2010
MATTINA: clinic con TONY MONACO gratis per tutti gli hammonditalici (per farvi riconoscere presentatevi con un segno di appartenenza: cappellino, t-shirt, felpa, perizoma HAMMOND-I) reperibili anche in loco (non c’è obbligo d’acquisto)

h. 18.00 HAMMOND-ITALIA-JAM-CONTEST sul palco centrale con più organi
(possibilità di suonare con la propria band o con band in appoggio)
h. 21.00 CENA DECENNALE HAMMOND-ITALIA in piazza, vista palco centrale per i concerti (prenotarsi SUBITO!!! )
h.  21.00 concerto “FUNK IT UP” con il nostro LEO CORRADI all’Hammond, Aldo Bassi, Francesco Mascio, Enrico Mianulli, matteo Cidale
h.  22.00 Concerto TONY MONACO, Flavio Boltro & Gegè Munari
h. 23.30 Shawnn Monteiro Quartet
h.  24.00 Jam Session fino all’ora dei cornetti

1/08/2010
-> Cornetti all’ora della campanella
-> progetti per il prossimo decennio, pettegolezzi su Hamichord, KB2, Clavia, e sugli assenti, nomina del collegio dei probiviri Hammond-Italia, nomina del nuovo moderatore celeste con poteri assoluti, varie ed eventuali
-> scambio bootleg, mp3, spartiti, targhette Hammond schiodate, cravatte di JOS e altri feticci
-> Pranzo frugale per non appesantirsi in vista delle code in autostrada

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INFO:
Per informazioni, logistica, prenotazione letti: Marco 348.399.0250  hammonditalia@gmail.com

LEONARDO CORRADI, un talento innato

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Un talento innato, l’appartenenza alla musica sin dalla primissima infanzia e un notevole bagaglio di conoscenze musicali. Queste sono le principali doti di Leonardo Corradi, che gli addetti ai lavori già conoscono. Sono sicura che tra quache tempo basterà dire Leo, per indicare uno degli hammondisti più interessanti della scena musicale. 

Nato in Liguria nel 1992, a soli 18 anni appena compiuti, rappresenta oggi una delle più significative novità del jazz italiano. Batterista a soli due anni, passa subito dopo al piano vincendo a otto un concorso per giovani musicisti. La svolta decisiva, quella che gli sta regalando una carriera importante, avviene a 12 anni, quando suo padre lo accompagna a sentire un concerto di Jimmy Smith. In quel momento, colto da una forte ispirazione, decide di passare all’hammond. Di recente Leonardo ha vinto una serie di premi, tra i quali primo posto al Jimmy Woode Award  e premio per il miglior talento a Tuscia in Jazz Festival, dove viene giudicato da una commissione composta da grandissimi signori del jazz quali Tony Monaco, Dado Moroni, Bobby Watson, Ray Mantilla, Flavio Boltro, Shawnn Monteiro, Karl Potter, Giorgio Rosciglione, ed Italo Leali, solo per citarne alcuni.

Oggi Leonardo, grazie anche agli organizzatori di Tuscia in Jazz e alla omonima etichetta, ha pubblicato il suo primo disco. Mauro Dolci, che ne cura la direzione, insieme a Italo Leali, patron di Tuscia in Jazz, gli hanno affiancato per questa produzione artisti come Abraham Burton, Tony Monaco, Eddy Palermo, Gege Munari, Massimo Davola e Fabio Rotondo dando vita a un disco strabiliante, pieno di forza e suonato con la determinazione che distingue un grande musicista.

Ma non dimentichiamo che Leo è un ragazzo che va ancora a scuola, anche se poi la sera, riposti i libri di storia, sale sul palco insieme ai grandi del Jazz italiano ed internazionale per dilettare intere platee con la sua maniera di suonare. Italo Leali dice di lui: “Leonardo è senza ombra di dubbio il miglior talento che mi sia capitato di incontrare durante il mio percorso. Hammondista energico, pieno di estro e dotato di un walk in bass straordinario, riesce a coinvolgere il pubblico ai concerti come pochi artisti sanno fare. Ha una velocità di apprendimento straordinaria ed un gusto musicale unico. Di lui ne sentiremo parlare tanto e non solo in Italia”.

Nei prossimi giorni ascolteremo Leonardo Corradi durante il Ronciglione Jazz Sprin Festival suonare con vari artisti, tra i quali Flavio Boltro, Aldo Bassi e persino Rick Margitza. (>> Post programma). Tra una prova e un concerto l’ho raggiunto per una piccola e rapidissima intervista.

ROMALIVE: Cosa significa suonare con grandissimi ed avere 18 anni? come la vivi? LEO: È una cosa bellissima perchè oltre al piacere di suonare con grandissimi musicisti, riesco a prendere molti nuovi spunti sul modo di accompagnare, il modo di improvvisare e questo mi fà crescere molto rapidamente. Ora ho finalmente 18 anni e fra pochi giorni ho l’esame per la patente quindi sarà una vera pacchia andare in giro con la propria macchina e con un organo nel portabagagli!!!!!

ROMALIVE: Che musica ascolti prevalentemente, a parte il jazz? LEO: in realtà ascolto un pò di tutto perchè a me piace tutta la musica in generale anche se preferisco prima di tutti il blues il blues poi la samba il rock il punk, r&b e ovviamente il jazz.

ROMALIVE: Quale musicista del passato ti ha influenzato maggiormente? e chi dei contemporanei? LEO: Sicuramente il musicista che mi ha fatto partire con il mio Hammond è stato Jimmy Smith che 5 anni fà venne a suonare nella mia città. Ora mi sono allargato molto nell’ascoltare musica e specialmente nel prendere “spunti”. Quindi non per forza i miei mentori devono essere organisti. Certo tra loro ci sono Tony Monaco, Joey DeFrancesco, Rhoda Scott, ma sono più preso nell’ascolto di pianisti come Chick Korea, Oscar Peterson ed al primo posto la giovane pianista giapponese Hiromi Uehara.

ROMALIVE: Notevole, questa giovane pianista, concordo pienamente. Certo che per arrivare in alto l’impegno in termini di studio è enorme. Come riesci a conciliare la vita del Jazzista con la scuola? LEO: A Febbraio ho compiuto 18 anni e sono al quarto anno scuola superiore. E’ abbastanza difficile riuscire effettivamente far combaciare la vita scolastica con quella musicale, ma fin ke dura!!!!!=)

ROMALIVE: Fino ad oggi hai fatto un percorso molto mirato, fatto di studio, con le persone giuste e di suonare con musicisti che ti hanno sicuramente ‘dato’ molto in termini di esperienza. Cosa vedi nel tuo futuro? o meglio cosa vorresti diventare? LEO: Io prima di tutto nella musica cerco di metterci tutto il cuore e l’anima di cui dispongo, spero proprio che questo diventi il mio lavoro a tempo pieno, con progetti sempre migliori anche più strani. Beh alla domanda “cosa vorresti diventare” è molto facile rispondere: il MUSICISTA!!!