Kurt Cobain, schiacciato dalla musica.

Standard
Kurt&Frances3 by cristiana.piraino
Kurt&Frances3, a photo by cristiana.piraino on Flickr.

Non piango spesso, oggi rileggendo queste parole mi è capitato. Probabilmente conoscete già la lettera che Kurt Cobain lascia al mondo prima di morire il 5 aprile di tanti anni fa, ma l’effetto che produce ogni volta è stranamente diverso, come se dipendesse dallo stato d’animo del lettore. Forse è la sincerità totale di queste dichiarazioni o forse è il pensiero che un uomo stava morendo. Oggi, nel leggere la lettera, che questa mattina ho sentito dalla voce di Emilio Pappagallo di RadioRock, mi sono commossa immedesimandomi nella figlia o nella compagna. Era un uomo, oltre che un musicista e forse è stato ucciso anche dalla sua stessa passione, la musica, che come un boomerang su di lui è tornata a colpire pesantemente. Mi fa riflettere. La popolarità e il fanatismo a volte possono distruggere il senso artistico. Ne lascio traccia in inglese perchè è lingua originale. Alla fine del post troverete il link per la versione italiana.

____________________________
di Kurt Cobain morto il 5 aprile 1994

Speaking from the tongue of an experienced simpleton who obviously would rather be an emasculated, infantile complainee. This note should be pretty easy to understand. All the warnings from the punk rock 101 courses over the years. Since my first introduction to the, shall we say, ethics involved with independence and the embracement of your community has proven to be very true. I haven’t felt the excitement of listening to as well as creating music along with reading and writing for too many years now. I feel guilty beyond words about these things. For example when we’re backstage and the lights go out and the manic roar of the crowd begins it doesn’t affect the way in which it did for Freddy Mercury who seemed to love and relish in the love and adoration from the crowd. Which is something I totally admire and envy. The fact is I can’t fool you. Any one of you. It simply isn’t fair to you or me. The worst crime I can think of would be to rip people off by faking it and pretending as if I’m having 100 % fun. Sometimes I feel as if I should have a punch in time clock before I walk out on stage. I’ve tried everything within my power to appreciate it, and I do. God, believe me I do but it’s not enough.

I appreciate the fact that I and we have affected and entertained a lot of people. I must be one of one of those narcissists who only appreciate things when they’re gone. I’m too sensitive. I need to be slightly numb in order to regain the enthusiasm I once had as a child. On our last three tours I’ve had a much better appreciation for all the people I’ve known personally and as fans of our music, but I still can’t get over the frustration, the guilt and empathy I have for everyone. There’s good in all of us and I think I simply love people too much. So much that it makes me feel too fucking sad. The sad little, sensitive, unappreciative, pieces Jesus man! Why don’t you just enjoy it? I don’t know. I have a goddess of a wife who sweats ambition and empathy and a daughter who reminds me too much of what I used to be.

Full of love and joy kissing every person she meets because everyone is good and will do her no harm. And that terrifies me to the point to where I can barely function. I can’t stand the thought of Frances becoming the miserable self-destructive, death rocker that I’ve become. I have it good, very good, and I’m grateful, but since the age of seven I’ve become hateful towards all humans in general. Only because it seems so easy for people to get along, and have empathy. Empathy! Only because I love and feel for people too much I guess. Thank you all from the pit of my burning nauseous stomach for your letters and concern during the past years. I’m too much of an erratic, moody baby! I don’t have the passion anymore and so remember, its better to burn out than to fade away. peace, love, empathy.

Kurt Cobain

Frances and Courtney, I’ll be at your alter. Please keep going Courtney For Frances For her life which will be so much happier without me. I Love you. I love you! Kurt

______________
versione italiana

Blues@FraNe presenta Alessandro LEPORE in Concerto

Standard

Ven. 8 Aprile 2011
ALESSANDRO LEPORE ..Aperitif concert
LAVORI IN CORSO – art cafè
Via San Martino ai Monti, 7/a
h. 19:30 Ingresso libero

Alessandro LEPORE, friulano, è un cantaurtore di grande talento, come strumentista e compositore. La sua interpretazione dei brani è toccante, anche grazie ad una voce, vero dono naturale, di ampia estensione che parte dalle tonalità più basse per arrivare in alto, dove diventa graffiante, ma mai urlata.

Nel suo dna musicale ritroviamo Jimi Hendrix, Johnny Cash, Tom Waits, Bob Dylan, Willis Alan Ramsey… nel 2002 si trasferisce negli Stati Uniti a Phoenix, Arizona, dove trova l’ispirazione per le sue prime composizioni, raccolte ora in due album How Much Time nel 2005 e 24/7 twentyfourseven nel 2008.

Nei suoi testi, in parte autobiografici, l’amore è tema centrale, descritto in tanti piccoli quadri – che lui definisce ‘frammenti di realtà’ sul rapporto tra uomo e donna. Sa essere auto ironico quando racconta con il brano In the City (How Much Time del 2005) il suo viaggio verso gli Stati Uniti descrivendo la grinta iniziale di chi parte pieno di sogni e speranze e lo scontro, una volta arrivato, con la realtà, per capire che non è tutto oro quello che luccica.

______________________
LEPORE:
BOOKING&PRESS
Cristiana Piraino
Romalive Musica Eventi
cristiana.piraino@gmail.com

CONCORSO MUSICALE ‘FONDIAMO IL TALENTO’ Edizione 2011

Standard

FONDIAMO IL TALENTO 2011. Primo contest della Tosky Records by cristiana.piraino
Primo contest della Tosky Records
a photo by cristiana.piraino on Flickr

1-3 Luglio 2011
FONDIAMO IL TALENTO Ed. 2011
concorso musicale
Teatro della Fonderia delle Arti
Via Assisi n. 31a Roma

Il primo contest indirizzato ai talenti della musica italiana (solisti, duo e gruppi) organizzato dalla Tosky Records Fonderia delle Arti Allinfo.it. Al Primo Classificato andrà un Contratto Discografico, al Secondo Classificato un premio di 3500 €.  Il concorso si svolgerà dall’ 1 al 3 Luglio 2011 a Roma, presso il Teatro della Fonderia delle Arti ed è riservato a tutti coloro che hanno un’età tra i 15 e i 50 anni.

Le iscrizioni sono aperte dal 19 febbraio al 30 maggio 2011. Sono ammessi tutti i generi musicali con la presentazione esclusiva di n.2 brani inediti, sia in lingua italiana che straniera. Di particolare interesse i premi in palio: Il I classificato si aggiudicherà un contratto discografico con produzione a cura della Tosky Records di n.300 copie del disco promo di 2/4 brani, un videoclip promo a cura del Centro di Formazione Cinematografico Nazionale delle Fonderia delle Arti e la targa “Fondiamo il Talento” Edizione 2011. Il II classificato oltre la targa vincerà un premio del valore commerciale di € 3.500,00 in strumenti musicali offerto da Aramini, sponsor ufficiale della manifestazione. Il buono sarà spendibile in qualsiasi negozio coperto da Aramini sul territorio nazionale. Il III classificato si vedrà riconosciuta, oltre la targa, anche l’opportunità di essere inserito all’interno di un mini tour di almeno due date nella città di Roma. Nel corso delle semifinali i gruppi partecipanti potranno usufruire delle sale prove e della consulenza dei musicisti docenti della Scuola di Musica della Fonderia delle Arti. Fra i premi messi in palio dal concorso “Fondiamo il Talento” Edizione 2011 anche un accesso diretto e gratuito alle Semifinali del Concorso Nazionale della canzone d’autore Musica Controcorrente 2011-VII edizione. Istituito anche il Premio “Targa WEB” by Allinfo.it aperto a tutti i semifinalisti dell’Edizione 2011. La giuria tecnica che giudicherà i partecipanti durante le preselezioni, le semifinali e le finali è composta da musicisti, giornalisti, personaggi del mondo dello spettacolo e della discografia. Per tutte le informazioni, per scaricare il bando e per gli aggiornamenti: www.fonderiadellearti.com

TOSKY RECORDS Snc
di Giorgio Lovecchio & Davide Belcastro
ufficio stampa: Marina Luca
address: via Amelia, 5 – 00181 Rome – IT
e-mail: info@toskyrecords.com
web: www.toskyrecords.com

ALDO BASSI QUARTET al Gregory’s

Standard

ALDO BASSI QUARTET  al Gregory's di Roma by cristiana.piraino

Sab. 9.4.2011 ALDO BASSI QUARTET
Gregory’s Jazz Club
Via Gregoriana 54/a
vicino P.zza di Spagna
Ingresso gratuito
Possibilità prenotare tavoli cena e/o concerto
TEL: 06 679 6386

ALDO BASSI QUARTET
Aldo Bassi,tromba
Alessandro Bravo,piano
Stefano Nunzi, contrabbasso
Alessandro Marzi batteria

Aldo Bassi Quartet nasce nel 1998 dall’esigenza del trombettista jazz e compositore Aldo Bassi di dare vita a un repertorio di suoi brani originali. Il quartetto ha già realizzato tre album – Distanze nel 1999 e Muah! nel 2004, con la presenza nel disco del sassofonista Rick Margitza. Nel 2010 ha pubblicato New Research, terzo e atteso album del quartetto che comprende 8 brani orginali di Aldo Bassi. Per questa pubblicazione si è deciso di affidare l’esclusiva della distribuzione a Believe Digital, leader europeo della distribuzione digitale, segnando un importante passo verso l’adattamento del mondo del jazz ai nuovi processi di vendita e distribuzione sul web.

Con una ritmica che negli anni è cambiata, per esigenze compositive, la formazione iniziale includeva Enrico Bracco alla chitarra, Stefano Cantarano al basso, Alessandro Svanpa alla batteria, successivamente Pino Iodice al piano, Ganluca Renzi al basso e Pietro Iodice alla batteria, il quartetto ha sempre mantenuto alto il livello qualitativo e perfezionato lo stile. Proprio con questo ultimo lavoro New Research si arriva a percepire una crescita nella scrittura e una profonda maturità raggiunta dal compositore nell’affrontare le tematiche e a svilupparne le trame. Una raffinatezza di fondo è l’amalgama dei musicisti Alessandro Bravo al pianoforte, Stefano Nunzi al contrabbasso e Alessandro Marzi alla batteria, che insieme ad Aldo Bassi, alla tromba e flicorno sono oggi ALDO BASSI QUARTET.

In una situazione live ABQuartet presenta un repertorio di brani tutti originali tratti dai vari album realizzati in particolar modo, per il tour 2010, dall’ultimo lavoro New Research che stilisticamente si accosta sia al genere europeo che a quello americano, seguendo le trasformazioni che il jazz ha vissuto negli ultimi anni. Nei brani sono frequenti tempi dispari e poliritmie, mentre armonie e melodie attingono alla familiarità della musica classica. L’improvvisazione rimane l’elemento forte che completa il “sound” del gruppo capace di regalare dal palco grandi emozioni al pubblico per l’elevato livello di interplay scaturito da una lunga e ormai consolidata collaborazione.

_____________
INFO & BOOKING
http://www.romalivejazz.com
cristiana.piraino@gmail.com

AL FELT: LA PACE E’ NECESSARIA

Standard

AL FELT: LA PACE E' NECESSARIA by cristiana.piraino

Gov. 31.3.2011  Peace needs to be FELT
Concerto di WORDREAM trio di Federico Laterza
FELT CLUB
Via degli Ausoni, 84 zona San Lorenzo
Inizio concerto ore 21:30
Ingresso con tessera 5,00 € (valida per un anno)

>> facebook event

Se ancora non sai cos’è il “jazz allargato”, il 31 Marzo può essere una buona occasione per colmare questa lacuna! “Peace needs to be FELT!” – “La Pace deve essere sentita” – è un’iniziativa che nasce nel 2009, dall’incontro di chi apprezza non solo la buona musica, ma tutto ciò che davvero può toccare il cuore di un essere umano. L’appuntamento del 31 marzo alle ore 21.30, FELT CLUB in San Lorenzo vedrà come protagonista il WORDREAM trio di Federico Laterza, reduce da numerosi successi in Italia e all’Estero. [per conoscere meglio la formazione di Federico Laterza >> LINK

La serata sarà anche un’occasione per avere un piccolo assaggio di un messaggio che sta toccando il cuore di migliaia di persone di ogni credo, razza, condizione sociale ed economica : il messaggio di Prem Rawat, un uomo che da più di 40 anni viaggia costantemente per rispondere agli inviti che gli giungono da molti Paesi, da parte di persone interessate al suo messaggio di pace e al suo insegnamento.  Visita il suo sito

Be a Worldreamer and help the dream!

DANIEL MELINGO, L’UOMO DELLA NUOVA FRONTIERA PORTEÑA

Standard

Daniel MILINGO by cristiana.piraino

Giov. 31.3.2011 MELINGO in concerto
Tango Cancion
Teatro Studio
Auditorium Parco della Musica
Viale de Coubertin Roma
Posto unico: 15.00 €  h.21:00
Biglietteria 892982

Daniel Melingo voce, chitarra, clarinetto
Rodrigo Guerra chitarre, oud, trombone, sega
Romain Lécuyer contrabasso
Manolo Cedron bandoneon
Diego Trosman chitarra

Aprendo la pagina del suo sito colpisce molto la frase Melingo no està loco. No, non è pazzo. E’ un musicista, un tanguero, un bohemien argentino, uno di quegli Artisti, come la leggenda vuole che siano; poeta che si danna nei bassifondi dell’anima, spinto a vivere con arte anche al di fuori della performance, come se la  vita fosse il palcoscenico. E’ lui uno degli  ultimi in questo mondo di musicisti scienziati più che artisti? Sicuramente una qualche forma di follia dà vita ai suoi tanghi, la stessa vena artistica che ha creato il personaggio e prima ancora l’uomo. E ancora citandolo, nella perfetta definizione di se stesso, dice:  Para ser Melingo hay que caminar por la calle olfateando la poesía como un perro de presa. Hay que bailar como un látigo y cantar como una cicatriz. [trad: Per essere Melingo devi camminare per strada fiutando la poesia come un segugio. Devi ballare come una frusta e cantare come una cicatrice].

In mezzo al fumo dei locali di Buenos Aires si è sempre trovato a suo agio e  per capire fino il fondo il tango è qui che dobbiamo arrivare con il pensiero e possiamo farlo, attraverso la sua voce profonda o leggendo tra le righe della sua grande personalità. E’ lui che ha dato una nuova connotazione al tango cancion più tradizionale e fondamentale per la cultura stessa del tango. Nel sottolineare, come più volte verrà detto di lui, che nella sua essenza sono presenti tracce evocative di altri artisti enormi come Tom Waits o il cantautore italiano Piero Ciampi purtroppo scomparso nel 1980, mi chiedo dunque se esista un’elite di artisti completamente immersi nella propria forma d’arte che allo stesso tempo diventa il vissuto, per tutti ugualmente ‘difficile’ e volutamente portato ai livelli più profondi dell’anima dove la sofferenza è spiritualità e allo stesso tempo ispirazione, dove la creazione finale restituisce l’immagine del dolore e della verità, che rendono grande chi ne fa tesoro. In questa elite va annoverato anche Daniel Melingo. Verrà a riportare ordine, mi auguro, in un’Italia dove la passione – quella del tango – è stata ridotta a disciplina sportiva, dove danzare è solo un modo per passare il tempo o per sentirmi meno soli.

LUCA NOSTRO, nuova penna di Romalive.biz

Standard

Sono sicura di fare cosa gradita ai nostri lettori inviando sul Blog come nuova penna uno scrittore veramente speciale. Per Romalive è un vero onore averlo qui. E sono certa che la sua grande esperienza [>> che potete leggere in questa pagina] di musicista in primo luogo, ma anche di viaggiatore colto e narratore eccellente offriranno al blog un vero e proprio valore aggiunto.

Luca ed io siamo amici e ci conosciamo da un bel po’.. Direi da sempre, dato che bambini giocavamo sullo stesso campetto del quartiere, solo che lui cercava di fare canestro mentre io gli sfrecciavo intorno con i miei pattini colorati! Poi crescendo, come spesso accade, le strade si dividono. Studio lavoro matrimoni e  figli, sembrano farti dimenticare gli amici di un tempo. Ma il destino invece – o per meglio dire la musica ci ha fatto ‘scontrare’ nuovamente un giorno di qualche anno fa all’incrocio dei viali dell’Auditorium.. Luca! Cristiana! Ma sei tu!? e che ci fai qui? io sono per la PMJO e io invece per il concerto delle 100 chitarre… Insomma una vera rimpatriata e una vera sopresa scoprire poi questa passione comune per la musica.

Oggi Luca è una sorgente continua di energia: collabora nella direzione di una delle più importanti scuole di musica di Roma, oltre ad esserne uno degli insegnanti; è il band leader di formazioni di jazz [rigorosamente pezzi originali che lui stesso compone]; collabora con grandissimi del Jazz ma non solo; si occupa di filosofia della musica; scrive per Ulisse il periodico che troviamo a bordo degli aerei dell’Alitalia, e molto altro ancora. Da oggi in poi scriverà periodicamente anche per Romalive.biz.

Benvenuto Luca e ti ringrazio pubblicamente per aver accettato questa collaborazione!

POST CORRELATI

>> BIO

>> Donny Mccaslin – Perpetual Motion. di L. Nostro

Donny Mccaslin – Perpetual Motion di L. Nostro

Standard
Donny Mccaslin – Perpetual Motion di L.Nostro by cristiana.piraino
Nella foto in Studio Donny Mccaslin e Luca Nostro

di Luca Nostro >> info  >> Luca & Romalive

Confesso subito il mio personale conflitto d’interessi. Ho scelto Donny McCaslin come solista del mio primo disco nel 2006 vedendolo suonare con il suo gruppo a New York alla Jazz Gallery (tanto per non fare nomi, con lui c’erano, se non ricordo male, Ben Monder, Antonio Sanchez e Scott Colley). È stata una folgorazione, e devo dire di essere stato fortunato a non averlo mai ascoltato prima in una registrazione, perché ho vissuto immediatamente, senza filtri, tutta la potenza espressiva di un musicista che ancora non si era guadagnato la popolarità che meritatamente sta incontrando negli ultimi tempi. Da un lato un tenorbatterista (scusate il neologismo, ma non me ne venivano in mente altri!), tale era il suo devastante impatto ritmico. Dall’altro un inventore inesauribile di melodie. In lui le due anime trovano una felicissima armonia, formatasi in uno studio duro e costante di pattern ritmico melodici (sicuramente il famoso Slonimsky) che dal vivo si sciolgono e si disperdono per lasciare posto alla pura improvvisazione. Dal free al pop, dalla fusion al metal, come se non ci fosse alcuna differenza. Per non parlare del suono, davvero notevole, riconoscibile, anche se chiaramente ispirato a Sonny Rollins e a Joe Henderson, come lui stesso ammette.

Dopo, tutto non poteva che essere esaltante come mi aspettavo e, naturalmente, di un’imprevedibile bellezza. Semplicemente, Donny ha dato forma alle mie composizioni, rispettandole profondamente e allo stesso tempo arricchendole, tanto che adesso se penso di scrivere un tema, immagino lui come esecutore, anche se poi non lo eseguirà mai.

Per scrivere di Perpetual Motion, ultima sua creazione elettrica, con la Greenleaf Music di Dave Douglas, prodotto da David Binney, mi sto riascoltando il suo Recommended Tools, incisione pianoless del 2008 con la ritmica formata da Hans Glawischnig e Johnathan Blake, un organico opposto per sound e per concezione dalla formazione elettrica che anima l’ultimo lavoro. Nei due opposti, l’acustico e l’elettrico, il sassofono di Donny si muove con sensibilità e intenzioni diverse, ma in tutti e due assume sempre una posizione trasversale e profonda tra i suoni dei suoi compagni. Sta allo stesso tempo davanti e dietro la musica, non si ingabbia mai in un ruolo solipsistico ed esclusivo di leader, cosa molto comune nei sassofonisti ed è un grande leader anche per questo. In qualche modo lo ascoltiamo anche quando non suona. Cosa normale, per chi ha la fortuna di conoscerlo umanamente, ma assolutamente non scontata da tradurre in musica.

È difficile per me ascoltare Perpetual Motion, perché per un altro fortunatissimo incrocio personale, mi sono trovato lo scorso settembre ad assistere al concerto al 55 Bar e, la mattina dopo, alla sessione di registrazione nel famoso Systems Two Recording Studio di New York, mentre stavo facendo il mixing di un altro disco. Per questo, inevitabilmente, l’impressione del disco mi risulterà sempre inferiore a quello che ho ascoltato e riascoltato in quei due giorni, come lo è una cartolina di un posto dove si è vissuti a lungo. Però, riascoltando la registrazione, a mente fredda, mi rendo conto da un lato di quanto sia vicina al live in quanto a energia, capacità di mettersi in gioco, interplay e rischio, mentre dall’altro, è altrettanto chiaro che il live sia vicinissimo al disco quanto a perfezione sonora, controllo della forma, assenza di virtuosismi e senso della band.

Una segnalazione particolare per Adam Benjamin e Tim Lefebvre, rispettivamente al Rhodes e al basso elettrico, formidabili nell’intrecciare tessuti ritmici e sonorità elettroniche con Antonio Sanchez e Donny. Ascoltate L.Z.C.M., groove puro, con un solo di basso incredibile, sperando che vi capiti di vedere questa band dal vivo.