36 ANNI SENZA BOB, E ANCORA NON AVETE CAPITO: WAR

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Vorrei, ma non posso fare molto se il mondo va così come va e fa finta di non capire. Eppure queste parole sono scolpite nel tempo, da tempo e per tutto il tempo. War una canzone cantata da Bob Marley pubblicata sul disco Rastaman Vibration del 1976 e accreditata a Allen Cole e Carlton Barrett (*), tratta da un discorso fatto dall’imperatore d’Etiopia, Hailé Selassié [WIKI]

(*) Sulle attribuzioni dei brani di Marley c’è sempre confusione, ma questo lo sappiamo. Il testo di questo brano è tratto letteralmente da un discorso di Selassié, la linea del basso è fatta da un Wailer e i brani infine sono attribuiti a due ‘amici’ di Bob. INFORMATI.

Bob Marley WAR

Until the philosophy which hold one race superior
And another
Inferior
Is finally
And permanently
Discredited
And abandoned
Everywhere is war
Me say war.

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‘DALLA’ MUSICA VIENI E AD ESSA RITORNERAI

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MEME senza fotoLUCIO DALLA con cappello

Chissà chissà domani
su che cosa metteremo le mani
se si potrà contare ancora le onde del mare
e alzare la testa
non esser così seria, rimani
i russi, i russi gli americani
no lacrime non fermarti fino a domani
sarà stato forse un tuono
non mi meraviglio
è una notte di fuoco
dove sono le tue mani
nascerà e non avrà paura nostro figlio
e chissà come sarà lui domani
su quali strade camminerà
cosa avrà nelle sue mani.. le sue mani
si muoverà e potrà volare
nuoterà su una stella
come sei bella
e se è una femmina si chiamerà futura.
Il suo nome detto questa notte
mette già paura
sarà diversa bella come una stella
sarai tu in miniatura
ma non fermarti voglio ancora baciarti
chiudi i tuoi occhi non voltarti indietro
qui tutto il mondo sembra fatto di vetro
e sta cadendo a pezzi come un vecchio presepio.
Di più, muoviti più fretta di più, benedetta
più su, nel silenzio tra le nuvole, più su
che si arriva alla luna,si la luna
ma non è bella come te questa luna
è una sottana americana
Allora su mettendoci di fianco,più su
guida tu che sono stanco, più su
in mezzo ai razzi e a un batticuore, più su
son sicuro che c’e’ il sole
ma che sole è un cappello di ghiaccio
questo sole è una catena di ferro
senza amore, amore, amore, amore.
Lento lento adesso batte più lento
ciao, come stai
il tuo cuore lo sento
i tuoi occhi così belli non li ho visti mai
ma adesso non voltarti
voglio ancora guardarti
non girare la testa
dove sono le tue mani
aspettiamo che ritorni la luce
di sentire una voce
aspettiamo senza avere paura, domani

In memoria di Massimo Urbani

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Su Facebook oggi troverete una Pagina Evento in memoria di un grandissimo sassofonista italiano scomparso nel 1993 proprio il 24 giugno. Per tutti quelli che lo hanno conosciuto personalmente e per quanti volessero dimostrare stima e affetto, sulla pagina troveranno spazio per lasciare il proprio pensiero. Foto, video, piccole storie. Io non l’ho conosciuto personalmente, ma la sua musica e’ certamente parte del jukebox  ideale della mia vita.

>> PAGINA MEMORIAL su FB

Kurt Cobain, schiacciato dalla musica.

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Kurt&Frances3 by cristiana.piraino
Kurt&Frances3, a photo by cristiana.piraino on Flickr.

Non piango spesso, oggi rileggendo queste parole mi è capitato. Probabilmente conoscete già la lettera che Kurt Cobain lascia al mondo prima di morire il 5 aprile di tanti anni fa, ma l’effetto che produce ogni volta è stranamente diverso, come se dipendesse dallo stato d’animo del lettore. Forse è la sincerità totale di queste dichiarazioni o forse è il pensiero che un uomo stava morendo. Oggi, nel leggere la lettera, che questa mattina ho sentito dalla voce di Emilio Pappagallo di RadioRock, mi sono commossa immedesimandomi nella figlia o nella compagna. Era un uomo, oltre che un musicista e forse è stato ucciso anche dalla sua stessa passione, la musica, che come un boomerang su di lui è tornata a colpire pesantemente. Mi fa riflettere. La popolarità e il fanatismo a volte possono distruggere il senso artistico. Ne lascio traccia in inglese perchè è lingua originale. Alla fine del post troverete il link per la versione italiana.

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di Kurt Cobain morto il 5 aprile 1994

Speaking from the tongue of an experienced simpleton who obviously would rather be an emasculated, infantile complainee. This note should be pretty easy to understand. All the warnings from the punk rock 101 courses over the years. Since my first introduction to the, shall we say, ethics involved with independence and the embracement of your community has proven to be very true. I haven’t felt the excitement of listening to as well as creating music along with reading and writing for too many years now. I feel guilty beyond words about these things. For example when we’re backstage and the lights go out and the manic roar of the crowd begins it doesn’t affect the way in which it did for Freddy Mercury who seemed to love and relish in the love and adoration from the crowd. Which is something I totally admire and envy. The fact is I can’t fool you. Any one of you. It simply isn’t fair to you or me. The worst crime I can think of would be to rip people off by faking it and pretending as if I’m having 100 % fun. Sometimes I feel as if I should have a punch in time clock before I walk out on stage. I’ve tried everything within my power to appreciate it, and I do. God, believe me I do but it’s not enough.

I appreciate the fact that I and we have affected and entertained a lot of people. I must be one of one of those narcissists who only appreciate things when they’re gone. I’m too sensitive. I need to be slightly numb in order to regain the enthusiasm I once had as a child. On our last three tours I’ve had a much better appreciation for all the people I’ve known personally and as fans of our music, but I still can’t get over the frustration, the guilt and empathy I have for everyone. There’s good in all of us and I think I simply love people too much. So much that it makes me feel too fucking sad. The sad little, sensitive, unappreciative, pieces Jesus man! Why don’t you just enjoy it? I don’t know. I have a goddess of a wife who sweats ambition and empathy and a daughter who reminds me too much of what I used to be.

Full of love and joy kissing every person she meets because everyone is good and will do her no harm. And that terrifies me to the point to where I can barely function. I can’t stand the thought of Frances becoming the miserable self-destructive, death rocker that I’ve become. I have it good, very good, and I’m grateful, but since the age of seven I’ve become hateful towards all humans in general. Only because it seems so easy for people to get along, and have empathy. Empathy! Only because I love and feel for people too much I guess. Thank you all from the pit of my burning nauseous stomach for your letters and concern during the past years. I’m too much of an erratic, moody baby! I don’t have the passion anymore and so remember, its better to burn out than to fade away. peace, love, empathy.

Kurt Cobain

Frances and Courtney, I’ll be at your alter. Please keep going Courtney For Frances For her life which will be so much happier without me. I Love you. I love you! Kurt

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versione italiana

Essere tutti John Lennon

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La commozione è arrivata al massimo della resistenza, che il pudore impone, oltre il quale esistono solo le lacrime. Un pianto che coglie di sorpresa come quando viene a mancare una persona importante della nostra vita, che inevitabilemente lascia un vuoto. E’ l’assenza di Jonh Lennon a stravolgere i miei pensieri, fino a trasformarsi in un sentimento di rabbia che avevo represso dentro di me o che semplicemente credevo di non provare, confusa o abbagliata dallo specchio per le allodole che la società continuamente usa su di me. Eppure non sono un’ingenua. Ho solo dimenticato in parte.

Ma ieri la storia del primo dei Beatles, raccontata da Gino Castaldo e Ernesto Assante, ha causato in me un terremoto emotivo nel toccare alcuni punti dolenti dell’essere ‘umani’ e nel rispondere a domande per le quali sembra difficile trovare una risposta. Amore, pace, guerra, unione, divisione, avere, credere, essere, dare. E’ tutto molto più semplice di quello che sembra e in questo concetto si può riassumere il genio di Jonh Lennon. Ma non diamo per scontata la sua grandezza. E’ importante conoscere e analizzare quelli che sono i punti chiave della vicenda umana e del suo pensiero, per comprendere il perchè oggi manca così tanto al mondo un artista di tale levatura, paragonabile solo ai grandi pensatori della Storia e perchè, contemporaneamente, una parte di mondo vuole minimizzare o peggio ancora colpire l’uomo. Accolgo l’invito di Gino Castaldo a ‘essere un po’ John Lennon’.

Vodpod videos no longer available.

John Lennon Happy Xmas (War is Over)

 

Indelebile:

La musica dei Beatles, è benefica. (G. Castaldo)

John ha smesso di essere John ed è diventato John e Yoko

Il coro dei bambini di Happy Christmas – War is Over

And so this is Christmas, and what have you done? (J. Lennon)

Across the Universe cantata da Neri Marcorè

40 ANNI SENZA JIMI

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James Marshall “Jimi” Hendrix
27.11.1942 – 18.9.1970

Jimi Hendrix moriva esattamente 40 anni fa’.  Un vero e proprio genio della musica e della chitarra. Un innovatore e un precursore del tempo, forse inconsapevole, data la sua breve esistenza, ma che il mondo riconosce come il Musicista icona del ventesimo secolo. Ed è giusto che sia così. Dopo 40 anni dalla sua prematura e per noi dolorosa scomparsa, la sua musica è sempre viva e ci parla ancora come se la stesse scrivendo oggi. Il tempo non l’ha scalfita anzi, ha contribuito a renderla sempre più importante e comunicativa. Non è ri-nato un nuovo Jimi Hendrix, non c’è chi riesce a tenere il ritmo della sua mano e la sua musica continua ad essere fonte di grande ispirazione per moltissimi artisti, che di Jimi non cercano solo la musica, ma anche lo stile e il modo di essere, di vestire e di pettinare.

Spesso viene da chiedersi come sarebbe stato il mondo se quel 18 settembre del 1970 Jimi Hendrix non fosse morto a Londra per una banale e assurda coincidenza. Ovviamente non c’è una risposta, ma sicuramente rimanendo in vita Jimi avrebbe donato ancora tantissima musica e continuato ad aprire nuove strade, ci sarebbero stati i suoi discepoli e forse tanti chitarristi in più, ma sicuramente qualcuno in meno. Il ricordo di lui rimane intatto nella mente di chiunque ami la musica, che lo riconosce, a prescindere dal genere, un vero eroe.

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Se per te Jimi Hendrix è importante lascia un commento a questo post per ricordarlo. Visita il nostro canale flick per rivedere la immagini di questo artista meraviglioso con una grande anima rock.  >> LE FOTO DI JIMI

 

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LA STORIA (fonte:wiki)

La mattina del 18 settembre 1970, Hendrix venne trovato morto nell’appartamento che aveva affittato al Samarkand Hotel, al 22 di Lansdowne Crescent. Il Samarkand Hotel, dove Hendrix passò la sua ultima notte. I locali dell’albergo risultano attualmente adibiti ad appartamenti privati. Fino ad oggi, non vi è una versione certa della morte del chitarrista. La versione più diffusa, messa in circolo dalla sua ragazza tedesca Monika Dannemann, presente nella stanza al momento del fatto, racconta di come Hendrix sia soffocato nel suo vomito dopo un improvvido cocktail di alcool e tranquillanti; a parte la causa della morte, le versioni fornite dalla ragazza risultano difformi da intervista ad intervista: non è chiaro se il chitarrista sia morto nottetempo, come asserito dalla polizia, o se fosse ancora vivo all’arrivo dell’ambulanza e sia soffocato durante il trasporto in ospedale a causa del sopraggiungere di vomito in assenza di un supporto sotto la sua testa.

Non appena la notizia della morte del chitarrista si diffuse, il suo appartamento divenne oggetto di saccheggio da parte di sciacalli in cerca di cimeli ed oggetti che gli erano appartenuti.

PER RICORDARE FREDDY

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Nel giorno dell’anniversario della sua morte avvenuta il 24 novembre 1991, per ricordare il grandissimo Freddy Mercury vi segnalo due interessanti video che contengono un’intervista con sottotitoli in italiano nella quale si intravede la persona più che il personaggio, il musista più che il mito.

Mi piace scoprire il lati più umani di queste grandi persone che hanno cambiato la musica con la loro semplicità di esseri umani.

COLLEGAMENTO A YOUTUBE:

>>>>> INTERVISTA PART 1

>>>>> INTERVISTA PART 2

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>>>BIO on WIKI

>>> RARE PERFORMANCES