LEZIONI DI MUSICA: KING OLIVER

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liberamente tratto da wikipedia

Joe “King” Oliver (19|12|1885 –10|04|1938) all’anagrafe  Joseph Joe Oliver è stato un cornettista jazz e un band-leader. Lo ricordiamo particolamente per la sua maniera di suonare perchè fu il primo a sperimentare l’uso delle sordine. E’ stato anche un compositore notevole, molti dei suoi brani sono suonati ancora oggi con regolarità, come “Dippermouth Blues”, “Sweet Like This”, “Canal Street Blues”, and “Doctor Jazz”. E’ stato il mentore e l’insegnante di Louis Armstrong che in seguito incise due famonissimi brani di Oliver “West End Blues” e “Weather Bird”. La sua influenza su Armstrong fu tale che quest’ultimo un giorno disse  “se non fosse stato per Joe Oliver, il Jazz non sarebbe quello che è oggi”.

Biografia

“Re” Oliver (propriamente Joseph Joe Oliver), rappresenta quel periodo di transizione in cui la musica jazz di New Orleans vide affermarsi la figura del musicista “solista”, consolidando la coscienza della propria autonomia artistica. Venne iniziato alla musica da un certo Kenehen, che aveva fondato una “Brass Band” fra i bambini nella parte alta di New Orleans. Non appena ebbe acquisito dimestichezza con la cornetta, Joe iniziò a suonare con diversi complessi e con svariati musicisti di nomi famosi come la Melrose Brass Band, la Magnolia Band, la Eagle Band; il trombonista Frank Dusen (detto anche Duson), il contrabbassista George “Pops” Foster, Lorenzo Tio sr. e George Baquet, clarinettisti e Johnny St. Cyr, chitarrista e banjoista.

Nel 1917 era già considerato il miglior cornettista in attività quando il proibizionismo determinò la chiusura dei locali di Storyville, il quartiere a luci rosse di New Orleans, famoso anche per le numerose jam sessions dei musicisti che, alla chiusura dei locali, si videro costretti a migrare verso Chicago (ndr. la leggenda, o storia, vuole che la nascita del jazz sia avvenuta proprio a Storyville). Fu proprio durante un ingaggio all’Abadie Cabaret nello Storyville, che la sua reputazione crebbe; tanto che, quando Freddie Keppard, leader della Olimpia Brass Band, partì per una tournée, Oliver ne prese il posto sostituendolo. Quest’esperienza all’Abadie con il pianista-compositore Richard M. Jones all’interno dell’Olimpia Brass Band con Piron hanno fatto sì che Joe consolidasse ulteriormente la sua conoscenza in musica. Già dal 1915 sui manifesti veniva indicato con lo pseudonimo “King”.

Tra il 1910 e il 1920 un milione di persone tra neri e bianchi si spostarono al nord con meta Chicago, compresi molti jazzisti; era nel 1917 che il Ministero della Guerra, con la chiusura dello Storyville, determinò difatti la fine della “prima età del Jazz”. Fu da uno di tali emigrati, il contrabassista Bill Johnson, che Joe “King” Oliver venne chiamato per lavorare al Royal Garden Café con Bill Johnson, Jimmy Noone e Paul Barbarin. Ricevette un ulteriore ingaggio, sempre nello stesso periodo, al Dreamland Café, con il complesso di Lawrence Duke, assieme a Lil Hardin, Sidney Bechet, Roy Palmer, Wellman Braud e Minor Hall; era il principio del 1918.

Nel gennaio del 1920 è direttore d’orchestra al Dreamland, suonando, inoltre, dall’una alle sei del mattino in un cabaret della State Street, famoso per essere il covo dei peggiori gangsters di Chicago.

Il successo

Nel 1921 parte per una tournée in California, ma non la prosegue e, fatto ritorno a Chicago, il Lincoln Garden (così era stato ribattezzato il Royal Garden) annuncia la King Oliver’s Creole Jazz Band. La Band aveva questa formazione: King Oliver e, dall’estate del 1922, Louis Armstrong alla cornetta, Honore Dutray al trombone, Johnny Dodds al clarinetto, Bertha Gonsoulin seguita da Lil Hardin al pianoforte, Bill Johnson al contrabasso e Baby Dodds alla batteria. Con quest’orchestra Oliver riscuote la più sorprendente popolarità, divenendo oggetto di studio per molti musicisti dell’epoca.

King Oliver’s Creole Jazz Band nel 1923

Nel 1923 la Creole Band si sciolse e nel 1924 Armstrong lasciò Oliver per suonare con Ollie Powers prima, e con Fletcher Henderson poi. Nel 1925 diede vita ai Dixie Syncopators (ancora con musicisti eccellenti come Kid Ory, Albert Nicholas e Barney Bigard) e nel 1926 Oliver ebbe un posto come la più grande cornetta jazz del mondo nei Savannah Syncopators al Plantation Café, dove rimase ingaggiato per due anni con la sua orchestra. Il locale chiuse nel 1927 e successivamente andò a fuoco.

Il declino

Ciò rimise Oliver sulla strada; la fortuna e il talento lo fecero approdare al Cotton Club ma, siccome rifiutò il compenso offertogli perché da lui giudicato insufficiente, l’ingaggio venne dato a Duke Ellington che accettò, rimanendo a suonare nel locale per tre anni.

Il declino artistico era tuttavia inesorabilmente iniziato, e a seguito di sfortunate vicende e seri problemi di salute finì dimenticato e in miseria: la morte lo colse mentre lavorava come custode di una sala di biliardo in un paesino della Georgia.

Morì il 10 aprile del 1938 a Savannah.

La sorella, unica componente familiare rimasta in vita, spese tutti i propri risparmi per far trasportare il corpo di Joe a New York dove, il 12 dello stesso mese, presenti Louis Armstrong, Clarence Williams e un gruppo di fedeli amici musicisti, fu sepolto nel Woodlawn Cemetery (Bronx).

ndr. riposa in pace fratello

LEZIONI DI MUSICA: BUDDY BOLDEN

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liberamente tratto da wikipedia

 

Charles “Buddy” Bolden (6 settembre 1877 – 4 novembre 1931) è stato un musicista statunitense, noto specialmente come cornettista. Fu il primo musicista di colore di New Orleans a raggiungere la fama.

Nonostante non ci siano giunte registrazioni della sua musica, Buddy Bolden è considerato da molti l’iniziatore del jazz, attraverso l’improvvisazione, ufficialmente riconosciuto, nel 1917, come genere nato dal ragtime *. Grazie a lui il jazz presto si diffonde in molte parti d’america e lui verra definito come il padre del jazz. Molti dei suoi brani sono ancora oggi molto ascoltati.

Biografia

Charles Buddy Bolden (1877-1931), considerato il primo musicista che iniziò ad improvvisare nell’ambito di un contesto di esecutivo di gruppo. A questa sua consuetudine si fa risalire la transizione del ragtime verso il genere che in seguitò venne riconosciuto come jazz. Riconosciuto virtuoso di cornetta nell’ambiente di New Orleans, è famoso per il suo tono alto e squillante  tanto che i musicisti di quel periodo lo riconoscono come il miglior trombettista. La sua band inizia a suonare verso il 1895 nelle sfilate e nei raduni di New Orleans: da allora, la notorietà del gruppo cresce a tal punto da divenire una delle più popolari formazioni della città.

Nel 1907 la salute mentale di Buddy diede sintomi di instabilità e venne ricoverato presso un istituto di salute mentale dove gli fu diagnosticata la demenza precoce (il nome che allora era dato alla schizofrenia): fin questo istituto Buddy trascorse, rinchiuso, il resto della sua vita.
Frankie Dusen, trombone, diede una svolta alla banda di Bolden e ne cambiò il nome in Eagle Band proseguendo in tal modo la fama acquisita con Bolden fino al 1917, anno universalmente indicato come nascita del jazz. Inoltre sembra che alcuni dei primi musicisti jazz, come Sidney Bechet e Bunk Johnson durante la gioventù, abbiano suonato sporadicamente con la banda di Bolden. A lui si ispirarono inoltre gli altri musicisti di New Orleans come Bunk Johnson, Freddie Keppard tra gli altri.

Discografia

Bolden non ha mai inciso o registrato la sua musica. La ipotesi formulata da Ch.Edward Smith nel 1939 , di un cilindro edison inciso nei primi anni del 900, non ha avuto sinora conferma. Il suo stile è stato in seguito immortalato nel brano, classico del jazz, Buddy Bolden’s Blues (I Thought I Heard Buddy Bolden Say), basato sul tema della canzone Funky Butt dello stesso Bolden. Esistono tentativi di ricreare il suo stile, eseguiti da Bunk Johnson ( che con Bolden ebbe modo di suonare )tramite incisioni effttuate nei primi anni ’40 e pubblicate su American Music 643, su LP giapponese Dan VC 4020, su CD American Music AMCD 16.

Curiosità

La vita di Buddy Bolden fu il soggetto del romanzo di Michael Ondaatje “Coming through slaughter” (New York, 1976)

Il Dr. Sean Spence, professore di psichiatria presso l’università di Sheffield, durante una presentazione alla Royal College of Psychiatrists, nel 2001, ha formulato l’ipotesi che le condizioni mentali di Bolden furono presupposti determinanti che portarono all’attitudine dell’improvvisazione, da cui nacque il jazz; Bolden non era in grado di leggere la musica, quindi improvvisare era l’unico modo in cui potesse suonare. Dalle parole del Dr. Spence:

«  Forse doveva improvvisare perché non sapeva suonare le note in una maniera utile »

«  Non sapeva leggere la musica ed era obbligato a fare a modo suo »

«  Se non ci fosse stata questa musica improvvisata, essa avrebbe continuato ad essere ragtime »

Secondo questa teoria (qui citata per la sua vasta diffusione in internet), il jazz sarebbe stato suonato per la prima volta a causa degli handicap cognitivi di un malato mentale. Per come viene riassunta, questa ipotesi sembra doversi prendere con le proverbiali pinze e per molti motivi:

  • le notizie certe sulla vita e il modo di suonare di Bolden sono rare e in maggioranza insicure o apocrife;
  • la quasi totalità dei musicisti di colore aveva scarsa (o nessuna) dimestichezza con la musica scritta;
  • l’improvvisazione era già diffusa in molte forme di musica nera quando il jazz iniziò il suo cammino.

L’affermazione di Spence che le possibili difficoltà motorie che la malattia forse procurava a Bolden siano alla base del suo ricorrere all’improvvisazione sembrerebbe altrettanto fantasiosa.

*NOTE:  

Il Ragtime è una forma musicale strumentale, prevalentemente pianistica, caratterizzata da un ritmo binario sincopato, che ha contribuito alla formazione del jazz. La parola ragtime in inglese significa tempo stracciato, a brandelli.