Rolling Stones 6/07/07 Roma Stadio Olimpico

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Start Me Up
You Got Me Rocking
Rough Justice
Rocks Off
She’s So Cold
Ruby Tuesday
Can’t You Hear Me Knocking
I’ll Go Crazy
Tumbling Dice
You Got The Silver
Happy
Miss You (to B-stage)
It’s Only Rock’n Roll
Satisfaction
Honky Tonk Women (to main stage)     
Sympathy For The Devil
Paint It Black
Jumping Jack Flash

Brown Sugar

 

 

 

 

 

di Jacopo Ruozzi
http://www.rollingstonesitalia.com/

I ragazzi tornano in Italia dopo un solo anno dall’ultima apparizione (non era mai successo nella storia) e nella capitale, dove mancano dal 1990. Si e’ parlato tanto dell’elevato prezzo dei biglietti, del fatto che lo spettacolo proposto sia uguale all’anno prima, forse per questo l’affluenza non è stata elevatissima (i giornali riporteranno 35.000 presenze).

Arriviamo all’olimpico intorno alle 18, con calma in quanto abbiamo i posti numerati in prima platea e per una volta possiamo evitare di passare la giornata davanti alla transenna. Si forma un mini raduno di RollingStonesItalia sotto l’obelisco del Foro Italico. Scattiamo un pò di foto e passiamo il tempo con qualche birra mentre aspettiamo Sergio che arriva da Napoli e Isy che all’ultimo ci sta raggiungendo in treno da Milano (stoico).

Una volta entrati in platea passiamo tutto il preconcerto a girare salutando vecchi e nuovi amici, con molti di loro scopriamo anche di essere vicini di posto! Qualche fila dietro di me c’e’ anche il grande Martin Scorsese! Mi gusto il giornale “On Stage” distribuito nello stadio in cui si parla anche di me e del sito, quando ad un certo punto un centinaio di persone dalla curva riescono ad entrare nel prato e godersi così il concerto da vicino. A saperlo avremmo potuto fare tutti così, forse un buon modo per combattere il caro biglietti. 

L’inizio dello show attende il buio della sera, ed ecco che alle 21,30 parte il solito filmato di introduzione che si schianta sulle note di Start Me Up. L’audio dalla mia posizione e’ perfetto. Seguono subito You Got Me Rocking e Rough Justice, che, suonate molto bene, ci portano nel vivo del concerto: e’ infatti dalla doppietta Rocks Off – She’s So Cold che si inizia a capire che sarà una grande serata! Keith prende in mano un’acustica e attaccano Ruby Tuesday. Non l’avevo mai sentita dal vivo e ne sono felicissimo, sempre bellissima! L’apice lo si raggiunge su Can’t You Hear Me Knocking – la seconda parte e’ un assolo di sax di Bobby Keys che vorresti non finisse mai, Ronnie gli dà il cambio sancendo definitivamente il pezzo come migliore della serata.

Lisa si merita l’ovazione nel duetto con Mick in I’ll Go Crazy. Segue l’immancabile Tumbling Dice che porta alla presentazione della band. Mick chiede a Charlie se la maglietta azzurra che indossa sia della Lazio o della Roma, ma il pubblico sembra non capire. Keith saluta la capitale “Buongiorno, anzi buonasera” e con un grande Ron Wood alla slide canta You Got The Silver: sicuramente il momento più emozionante.

Da qui in avanti la scaletta sarà composta solo da “Hit” che avrei volentieri evitato, tipo Miss You, che serve però come cavallo di battaglia per arrivare sul B-Stage.
Finalmente mi trovo in un punto dove vedo bene anche il siparietto nel centro dello stadio, il pubblico evidentemente stupito dall’effetto “palco che si sposta” va in delirio mentre Jagger lancia un’intera bottiglia d’acqua sulla folla.

Su IORR Ronnie tira fuori la Dam Armstrong trasparente che userà anche per Satisfation, Brown Sugar, e presterà poi a Keith per Sympathy For The Devil. Una chitarra stupenda che si è sicuramente fatta notare non solo per la sua estetica ma anche per il volume molto alto. Sono rimasto stupito da come la gente è impazzita per Satisfaction (io mi ero illuso per un attimo in una più bella Respecable), tutto lo stadio che saltava e cantava! Tra l’altro e’ stata suonata divinamente, forse la più bella versione che ho sentito, se si tralascia il finale disastroso. SFTD non è delle mie preferite per com’è arrangiata in questi ultimi anni, ma devo dire che l’hanno fatta alla perfezione, il solo di Keith è alquanto triste, ma nel finale Mick prende per mano Lisa e Bernard e se la jammano a ritmo di “oh oh”.

Rimango contento per Paint It Black, una delle più famose che però concedono col contagoccie dal vivo. A questo punto Keith prende la Tele Custom nera e dà il meglio di sè: penso che Jumping Jack Flash sia il riassunto completo dello stile di Mr. Richards, volume a palla, suono potente. Il prezzo del biglietto vale da solo questa scena. Per me quella chitarra gli piace proprio, si vede che si diverte a suonarla e si scatena. Se qualcuno deve studiare il suo modo di muoversi, si guardi questo video: lezioni di stile!  Il concerto si chiude con l’unico bis Brown Sugar, dove Jagger regala ai suoi fans una corsa devastante per tutta la passerella, incredibile come a 64 anni riesca ancora a fare ininterrottamente il grillo per tutto il suo palco-castello.

Ci incontriamo tutti fuori dallo stadio per la foto di rito, e ci diamo appuntamento chi a Losanna, chi a Londra, chi in Campo de’ Fiori, per brindare ancora una volta a questa band che ogni sera ci regala un sacco di emozioni. Nel complesso quindi un gran concerto, la band ne ha ancora da vendere, forse una scaletta da metà in poi un pò troppo scontata con i soliti pezzi che fanno da 40 anni, ma poco importa se suonati cosi bene …quando arrivano loro non ce n’e’ più per nessuno!

Jacopo Ruozzi

ROMA. Pattinare tra le auto d’epoca – Fiera Fuoriserie

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Sab 12. La giornata è un po’ nuvolosa a Roma e il caldo umido appesantisce l’aria ma ogni tanto il venticello porta un po’ di primavera sufficiente a rendere i bimbi inquieti tra le quattro mura.  E credo che l’inquilina del piano di sotto non ne possa più di sentirsi pattinare in testa.. mi arrendo e li porto fuori. Vorrei vedere l’esposizione di  Auto d’epoca  allestita  alla  Fiera di Roma,  soprattutto perchè lì si può pattinare tra gli enormi viali che dividono  gli  stand,  dettaglio non  da poco,  considerando la movimentata compagnia, armata di pattini e monopattini (nello slang di Bea: uovopattino). Arriviamo e parcheggiamo comodamente che quasi non mi sembra di stare a Roma e anche la fila per i biglietti dura un secondo. Entrando nei padiglioni si ha un colpo al cuore, alla vista di tante auto meravigliose,  e anche i bimbi, pur privi di condizionamenti di tipo sociale, sono sorpresi e felici. Poi, come attratti da un miraggio, ci avviciniamo ai veicoli dalle cromature perfette che viene voglia di mettere in moto e soprattutto di sognare.

Sono delle vere signore macchine, come non desiderarle. Un’Alfa Romeo 6 cilindri coupè color amarena mi fa l’occhiolino e io mi sciolgo… poi c’è di tutto ferrarari rosse, porsche di tutti i modelli e colori anche verdi arancioni e gialle, cadillac rosa, jaguar .. le rolls .. la chevrolet, le triumph e poi le fiat che hanno fatto la storia dell’auto in italia come la prima 500, quella con lo sportello antivento.  Ce ne sono talmente tante che andiamo da stand a stand velocemente. Mentre i bimbi vengo di presi dall’effetto biliardo, esattamente quando la palla bianca colpisce le palle colorate e quelle si spargono in direzioni diverse.

Sul fondo del padiglione alle 15:00 inizierà un’asta d’auto, ci sono già le macchine in bella mostra e le sedie messe in file, insomma è tutto pronto. Incuriosita dalla compostezza della situazione mi chiedo se esiste un profilo di amatore di auto d’epoca, e se c’è, qual’è? Un collaboratore della casa d’aste Luzzago, con il quale ho scambiato un paio di battute sul tema, sostiene che tra le ragioni che spingono all’acquisto la passione è al primo posto e l’investimento all’ultimo, in mezzo c’è una lista di valori individuali e soggettivi, anche se ammette che il prezzo di queste vetture aumenta con il passare del tempo. Quindi sono anche un investimento. Non per tutti però, ci tiene a sottolineare.. Va bè, per oggi non compro..

  

Nel secondo padiglione abbiamo incontrato le forze dell’ordine, gli eroi per  eccellenza nell’immaginario infantile, con alcune delle auto storiche di polizia e vigili del fuoco. Innamoramento a prima vista per tutti i piccoli presenti che fanno la fila per salire sul camion rosso dei pompieri, e farsi fotografare con il casco in testa.. mi chiedo che male ci sarebbe se mi mettessi in fila anche io. E poi sono così gentili i pompieri con i bambini, diciamo che sentono la responsabilità  e non deludono mai le aspettative. Ci piacciono parecchio. La gita è quasi finita, perchè la mia resistenza ha un limite e a questo punto mi dovrei procurare un paio di pattini oppure levarli a loro. Comunque continuiamo a scivolare tra i veicoli in direzione dei viali di uscita. E qui la cosa più buffa della giornata: la faccia del tipo allo stand Porsche quando ha visto piombarsi Checco in monopattino alla velocità di zorro.. Il terrore negli occhi! Certo che è ora di tornare a casa.

         

 

Roma. La Milonga

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 associazione tango romana

Ho ballato Tango fino alle due di questa mattina senza pause. Mi sta cominciando a piacere questa vita. Ho il senso del tempo e la possibilità di compiere movimenti minuscoli. Adoro ballare ad occhi chiusi e la potenza della musica. Per me è stato un grande incontro e qui ora mi fermerò un po’… Lascio una traccia per chi volesse provare questa Emozione e venire con ‘noi’ Milongueros. Intervista a DF, tanguero romano da una vita, da quando nella capitale c’erano meno di venti uomini a ballare tango.  

Il Tango è prima di tutto tre cose: la poesia delle sue canzoni, la musica e il ballo.Il ballo, quando è nato, è stato di rottura. Per la prima volta nella storia del baile, i due membri della coppia potevano esprimersi autonomamente. Le tecniche sono tante, ma alcuni aspetti sono sempre presenti. La concentrazione nell’ascolto e nella comunicazione. La libertà rispetto agli schemi permette di trasmettere, oltre agli umori della musica, anche le emozioni che si intendono comunicare all’altro. La simbiosi dei due ballerini con la musica fa si che, come non mai, la coppia sia un corpo solo, in un senso profondo, avendo letteralmente un unico equilibrio, una stessa respirazione.

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GOTAN = tango in lunfardo

Il lunfardo è un argot spagnolo utilizzato nella città di Buenos Aires e nelle sue zone limitrofe del conurbano del Gran Buenos Aires. È molto frequente il suo utilizzo specialmente nelle canzoni del ballo tipico di questa città, il tango argentino. Colloquialmente, è chiamato lunfa. Le sue origini furono quelle di un argot o slang di prigionieri, usato nelle carceri per non farsi comprendere dalle guardie. In questo contesto si inserisce anche la creazione di una particolare forma di parlare invertendo l’ordine delle sillabe di una singola parola, chiamata vesre, ossia l’inverso di revés, che significa ‘rovescio’. Ecco che quindi, al vesre, tango risulta essere gotán, amigo dà gomía, cabeza è zabeca, etc.

 La Milonga è di solito uno spazio molto ampio dal pavimento particolarmente levigato e spesso contornato da tavolini per i ballerini. Le coppie danzano lungo una “linea di ballo”, cioè lungo il contorno esterno dello spazio libero e procedono in direzione antioraria. Gli abituali frequentatori della Milonga vengono definiti Milongueros.

link per tangueros:

http://www.tangoaroma.com/tangoaroma/practicas.asp  

http://www.tangoaroma.com/tangoaroma/milongas.asp 

Llora, llora corazòn

llora si tienes por què,

que no es delito en el hombre

llorar por una mujer,

Angustia; letra y música: Horacio Pettorossi  

 

Vodpod videos no longer available.

Take The Lead Tango Scene – Antonio Banderas