URBAN TRIO TORNA AD INFIAMMARE IL CHARITY

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ALESSANDRO DELEDDA URBAN TRIO

Il 30 settembre torna al Charity Café [ROMA] l’Urban Trio capitanato dal pianista Alessandro Deledda con Lucrezio De Seta (batteria) e Simone Alessandrini (sax). I tre musicisti si cimenteranno in un sound newyorkese con le contaminazioni di una moderna Berlino. Discorsi intrisi di contaminazioni elettroniche, folk e minimaliste, ricerche musicali cosparse di echi metropolitani. Porsi domande e darsi delle risposte – da sviluppare in una frase attraverso ambientazioni seducenti e armonie proiettate in un futuro quanto più vicino – è questo il ruolo del musicista che ri-cerca?

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‘MORBID’ COME MORBOSO, ‘DIALOGUES’ COME LIBERTÀ

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Deledda pensa

Cosa sta pensando Alessandro Deledda? Me lo sono immaginato, conoscendolo  ed estrapolando da un suo scritto qualche idea. Deledda è un uomo  colto, intelligente. E’ anche un grande creativo, grande soprattutto perché non si pone limiti. Arriva fino a dove riesce e semmai un po’ più in là.

Venerdì 8 Aprile al Charity Cafè #Deledda Urban Trio, Alessandro Deledda piano, Lucrezio De Seta (batteria) e Simone Alessandrini (sax) alla ricerca di un sound newyorkese con le contaminazioni di una moderna Berlino.

Morbid come ‘morboso’ e non morbido, come molti potrebbero pensare. Ho scelto questo titolo che per me ben esemplifica l’essenza del progetto e la mia esigenza di cogliere l’attimo creativo, una particolare sensazione che molti compositori, ma anche creativi di ogni sorta o artisti, devono aver provato almeno una volta. Quella spinta – che è anche necessità – di abbandonarsi all’improvvisazione totale con un unico obiettivo di una ricerca espressiva che sia completamente liberata.

Una forma totalmente scevra da strutture precostituite. Il disco, Morbid Dialogues,  così appare pieno di energia e, se c’è sperimentazione, essa non è mai fine a se stessa, ma diventa il mezzo attraverso il quale esprimo il mio stato d’animo ed i miei sentimenti. La cosa che più è vicina alla mia verità è l’espressione ‘il trasporto’ che usano per intendere il coinvolgimento. Io sono trasportato da quella spinta che mi porta fin dove riesco ad arrivare.

“Morbid Dialogues” raccoglie 10 tracce che ho voluto definire una volta per tutte dialoghi musicali liberi, in cui la tessitura melodica esprime con delicatezza ma anche con forza e talvolta con ossessività morbosa la voglia della di “dialogare” fra strumenti e fra musicisti che si cercano per condividere le proprie idee e le proprie storie. 

MAGGIORI INFORMAZIONI

sul disco Morbid Dialogues
sull’evento al Charity 

di C. Piraino

DIALOGHI MORBOSI ALLA CASA DEL JAZZ IL 5 MARZO

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alessandro deledda casa del jazz

Morbid dialogues significa dialoghi morbosi: il desiderio di condividere con musicisti un palco per raccontarsi musicalmente racconti. Partire dal nulla, o meglio, da un elemento sonoro o improvvisativo per stabilire un forte contatto mentale con la composizione. Morbid dialogues non deve essere necessariamente un il titolo del mio disco, ma un modo di vivere la musica con tutti, attraverso la curiosità del ricercare e sperimentare, slegato da ogni schema ma con rispetto per le tradizioni ed i percorsi di qualsivoglia musicista che voglia, appunto, dialogare morbosamente, poiché solo con morbosità e curiosità si potrebbero ottenere musiche poi irriproducibili ed originali. [Alessandro Deledda]

Uscito il 13 Gennaio 2016 “Morbid Dialogues” è il nuovo lavoro discografico dell’eclettico pianista Alessandro Deledda, edito dall’etichetta Emme Record Label e Delexy, registrato al Tube Studio di Enrico Moccia. Sarà presentato in Prima Nazionale alla Casa del Jazz il 5 marzo 2016

SUL PALCO e nel disco
Alessandro Deledda Piano, Live Electronics, Accordeon
Francesco Bearzatti Sax and Clarinet
Silvia Bolognesi Double Bass
Ferdinando Faraò Drums

MAGGIORI INFORMAZIONI 

Evento FB
Biglietti

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