MA COME E’ ANDATA ALLA CASA DEL JAZZ il 26 Novembre 2012 ?

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Il 26 novembre scorso la Casa del Jazz ha ospitato un evento ideato da Fabrizia Ferrazzoli con il supporto della CdJ. Una serata-maratona dedicata al Jazz per dimostrare che questo genere musicale rappresenta una realtà importante che dà lavoro a tante persone tra i quali in primo luogo i musicisti ma oltre a loro nel backstage esiste una grande macchina organizzativa, alla quale partecipano in molti – dagli organizzatori ai locali, dagli uffici stampa ai blogger come me, che per passione o per ‘pazzia’ vogliono a tutti costi far parte del Jazz. Oggi partecipare è difficile perchè si combatte per ottenere anche solo un minimo di attenzione e spesso si viene sottopagati rispetto alla grandezza della musica. Senza considerare che chi offre il jazz difficilmente ottiene sovvenzioni e finanziamenti pubblici, cosa che  in altri paesi come la Francia invece avviene regolarmente anche verso i Club.

Tuttavia, non esiste musicista che possa competere con i virtuosi del jazz e non esiste partitura più elaborata eppure così vicina all’animo umano di quanto il jazz sia in grado di fare. Questo è un dato di fatto. Ma non tutti la pensano così e spesso vince la logica del botteghino, giusta e sacrosanta, a discapito però della sperimentazione e quindi dell’evoluzione stessa della musica.

Ma che succede pero’? All’indomani di un evento così importante che ha visto una maratona di grandissimi nomi sfilare sul palco di quello che in Italia, senza ombra di dubbio, rappresenta il centro più importante della cultura jazzistica? Succede che tutto tace, nessuno ne parla, non trovo una foto della serata sul web nè tantomeno una recensione, un racconto. Provo a cercare ancora… nulla. Forse foto ci sarebbero state se io fossi andata e mea culpa non ho potuto esserci perchè da mamma qualcosa mi deve sempre capitare sul più bello. Mi scuso quindi pubblicamente con Fabrizia, ma insisto che vorrei saperne di più. Sarebbe bello vedere tutti quelli che hanno promosso l’evento o che vi hanno partecipato, raccontarne i dettagli affinchè traccia di questa serata possa rimanere sul web per sempre.

E così per dare il via sperando poi di essere seguita da altri amici e colleghi blogger, ho cominciato a chiedere in giro. Antonella Vitale, jazz vocalist e compositrice, mi ha raccontato le sue impressioni. Sarebbe bello se anche altri musicisti mi scrivessero, raccontandoci la loro maratona alla Casa del Jazz. Last but not least, brava Fabrizia, bravissima!

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antonella vitale2

MI SCRIVE ANTONELLA VITALE

… alla quale ho chiesto come è andata la Maratona [nella foto qui sopra]

Per chi non avesse avuto occasione  di essere lì quella sera……….Sono  entrata nell’atrio…..ed ho subito avuto la sensazione di un clima caldo accogliente,  un saluto affettuoso a Giampiero Rubei, sorridente e di buon umore,  poi un  cenno  con la mano a qualche gruppetto di musicisti intenti a parlare  tra loro. Dopo qualche convenevole  e caloroso  abbraccio a chi non vedevo da tempo, entro  nella platea e mi accomodo per ascoltare  qualcosa a me così familiare ma allo stesso tempo sempre così diverso.

Un affresco infinito di note  a tinte aspre e calde  tipiche del jazz, che i musicisti, anzi quei musicisti  hanno saputo  esaltare ancora di più   con le loro magistrali esecuzioni. Parlo di  Riccardo  Biseo, insieme a Max Ionata, Paolo Recchia, Nicola Angelucci, Francesco Puglisi, Stefano Sabatini,  e poi  a seguire tanti altri ,  nuove generazioni affiancate   ad icone del jazz italiano ed internazionale,  Danilo Rea, Roberto Gatto, Rosario Giuliani, Enzo Pietropaoli,  e tanti altri, ma  in un unico grande concerto. tradizione  e modernità   … che bellezza!

Entra nel Palco Silvia Manco,  deliziosa  nel suo abito a tubino nero, elegante e soprattutto brava! E dopo ancora Domenico Sanna con Luca Fattorini e Enrico Morello un Trio freschissimo e moderno, “asimmetrico” “antigravità” (forse ho coniato dei termini non troppo appropriati, ma questo è  quanto io ho avvertito).

Tutti eravamo li,  compresa la presente, ad ascoltare, chiacchierare, un andirivieni di pubblico in sala e fuori, musicisti ovunque, poi qualcuno si organizzava in via del tutto estemporanea a metter su  un trio un duo od un quartetto, Susanna Stivali  si è lanciata con tutta disinvoltura insieme al batterista Alessandro Paternesi in un duo completamente improvvisato “Scat and Drum”  molto energico e carismatico.

Tra un ascolto, una chiacchera, una battuta ed il piacere di esserci ho trovato chi mi accompagnava sul palco e così con immenso piacere ho dato il mio contributo a questo “evento speciale” insieme ad Andrea Beneventano, Pietro Iodice, e Marco Loddo! Voglia di cantare, divertimento, applausi ed in chiusura Maria Pia de Vito,  “splendida performance” come sempre! Di lei non potrei dire nulla di più che già non sia stato detto! Tanto tantissimo jazz a quattro zzzz! Un caffè al Bar, un armonia perfetta! Tutto in unico concerto Alla casa del jazz.

Anche se non tutti i musicisti  erano presenti, (tanti tantissimi altri ce ne sono) e qualche nome non è stato da me  citato, (avrei dovuto scrivere pagine e pagine) sono veramente orgogliosa di appartenere a questa grande nicchia di musicisti esemplari, fantastici , e soprattutto italiani, e dico grazie a chi questo lo ha capito e lo ha sempre sostenuto e difeso.  Grazie a Giampiero Rubei e Fabrizia Ferrazzoli.

di CRISTIANA PIRAINO

TORNO PARLANDO DI SANREMO 2012

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Ciao a tutti.. Provo a tornare al mio blog. A volte si deve interrompere. Ma se mi incoraggiate leggendomi sarò ancora con voi. Il motivo della mia assenza è assolutamente inconfutabile.. la salute prima di tutto e soprattutto quella della piccolina che aspetto ormai da 7 mesi anzi che aspettiamo noi tutti!

Bene, quindi ricomincio parlando di quello che sta accadendo in queste ultimissime ore. Quale miglior argomento del Festival di Sanremo 2012. Ovviamente a questo punto è come sparare sulla croce rossa e, per capire di che si tratta veramente voglio citare la mia collega blogger milanese Elena Giorgi che intelligentemente e con l’ironia che la contraddistingue ha detto ieri su Facebook che “forse è un musical e non lo stiamo capendo…”. Fatto sta che in un’Italia sommessa e sconsolata, dove s’inneggia a una crisi senza precedenti, c’é ancora chi si permette di spendere il denaro pubblico (tipo i soldi che potrebbero servire a migliorare i servizi al cittadino) in abominevoli cazzate come il Festival della Canzone Italiana – dove abominevole significa ‘fatto male e che si può fare sicuramente meglio’ – durante il quale per assurdo i più penalizzati sono proprio gli artisti costretti a sostare dietro le quinte e snervarsi in lunghe attese prima di esibirsi, ma soprattutto a essere messi su un inspiegabile secondo piano a favore di siparietti mal organizzati, poco intelligenti e permettetemi di dirlo da televisione Caucasica degli anni ’90.

Morale.. qualcuno si stupisce. Non io, c’era assolutamente da aspettarselo. Morandi non è un intrattenitore, né un presentatore, a mio parere non é neanche un bravo cantante – diciamocelo, non lo é mai stato. Morandi é uno che fa sfoggio dei suoi pochi anni passati al conservatorio di Santa Cecilia, a prendere un diploma per innalzarsi a rango di Musicista, citando spesso accordi e scale. Ma sa quello che dice? Non dimentichiamoci che lo scorso anno si opponeva alla partecipazione di un Gualazzi. In ogni caso si poteva salvare dalla gogna, se avesse evitato di guidare per DUE anni consecutivi la Sanremo Concordia, e scusate il macabro paragone. Inoltre questo genere televisivo é oltremodo defunto mentre la canzone italiana meriterebbe una gara intensa alla quale dovrebbero partecipare i veri esponenti della musica italiana, e dove i grandi musicisti dovrebbero sin da subito essere riconosciuti e premiati per il contributo che danno al settore e, infine, dove il ritmo – in tutti i sensi televisivo e musicale – potrebbe essere incalzante come in uno show musicale che si rispetti.

ROMALIVE preferisce…

Marlene Kuntz, Lucio Dalla, la voce di Carone, l’interpretazione di Arisa, la parrucca di Loredana Berté, come sempre l’Orchestra e soprattutto il Blog di Sanremo 2012 che scorre parallelamente alla rassegna, di Ernesto Assante e Gino Castaldo  >LINK.