FORNI SUONA JIMI. IL SACRO FUOCO DEL ROCK AL LIAN | 18.1.20

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La musica di JIMI HENDRIX per accendere il sacro fuoco del Rock & Roll, il 18 GENNAIO a Roma sul palco grande del LIAN CLUB, con una Fender Stratocaster nelle mani di Francesco Forni con il basso di Giacomo Pedicini e la batteria di Sergio Quagliarella. Ingresso Gratuito.

ℹ️ Voodoo Chile live at Lian Club – Roma – sabato 18 gennaio

Se ami e conosci Hendrix sai benissimo che ogni anno che ha uno ‘0’ alla fine è un anno da ricordare. Moriva nel 1970 il più grande chitarrista di tutti i tempi, così che nel 2020 saranno 50 anni tondi. L’esempio che tutti hanno seguito e che ha generato centinaia di migliaia di chitarristi su questo pianeta; il musicista che nonostante il passare inesorabile del tempo, non passa mai. Tanto innovativo allora da essere ancora oggi il punto di riferimento.

Se ami Jimi sai che nessuno suona come Jimi. Eppure, questo concerto vi sorprenderà perché Forni – lo straordinario cantautore Francesco Forni – lo sa suonare proprio bene il suo ‘idolo’ e con questo repertorio VOODOO CHILE inizia il nuovo anno portando in tour il ‘verbo’ del grande musicista americano.

nessuna pietà per i timpani delicati…
solo qualche episodio tenero e commovente…
qualche sprazzo di malinconia blues…
poi solo sesso e R’n’R

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LA CITTÀ DI ORTACCIO JAZZ | 14^ ed. 11-15 Luglio

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Quattro pacchetti di patatine aperti sul tavolo del bar e tre campari, con ghiaccio. Sembrava una giornata come le altre. Il rito dell’aperitivo si stava consumando stancamente quando uno dei tre la buttò lì: “Però, sarebbe bello organizzare un festival jazz in questo paese.” Ed è così che, quattordici anni, fa da una chiacchierata al bar nasceva Ortaccio Jazz Festival, rassegna di nomi tutti italiani (orgogliosamente) con un cartellone che negli anni ha visto salire sul palco solo grandi artisti del jazz.

Erano 4 amici al bar che volevano cambiare il mondo … e ci sono riusciti, almeno per quanto riguarda il loro mondo. Di certo, sarebbe stato più facile portare il folk regionale (eh! nei paesini piace) oppure, come spesso accade, bastava mettere un djset per assicurare la bevuta. Ma no! Loro hanno scelto il jazz. Con la sua complessità all’ascolto, di cui si comincia a godere superato quel muro che inevitabilmente si innalza per una grande quantità di persone,  solo per il fatto di ‘ignorarne’ l’esistenza e quindi di non saper comprendere tale linguaggio. Non parliamo di cultura tanto meno di nozioni. Ma siamo pur sempre il paese dei flauti dolci nella scuola.

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