‘DALLA’ MUSICA VIENI E AD ESSA RITORNERAI

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MEME senza fotoLUCIO DALLA con cappello

Chissà chissà domani
su che cosa metteremo le mani
se si potrà contare ancora le onde del mare
e alzare la testa
non esser così seria, rimani
i russi, i russi gli americani
no lacrime non fermarti fino a domani
sarà stato forse un tuono
non mi meraviglio
è una notte di fuoco
dove sono le tue mani
nascerà e non avrà paura nostro figlio
e chissà come sarà lui domani
su quali strade camminerà
cosa avrà nelle sue mani.. le sue mani
si muoverà e potrà volare
nuoterà su una stella
come sei bella
e se è una femmina si chiamerà futura.
Il suo nome detto questa notte
mette già paura
sarà diversa bella come una stella
sarai tu in miniatura
ma non fermarti voglio ancora baciarti
chiudi i tuoi occhi non voltarti indietro
qui tutto il mondo sembra fatto di vetro
e sta cadendo a pezzi come un vecchio presepio.
Di più, muoviti più fretta di più, benedetta
più su, nel silenzio tra le nuvole, più su
che si arriva alla luna,si la luna
ma non è bella come te questa luna
è una sottana americana
Allora su mettendoci di fianco,più su
guida tu che sono stanco, più su
in mezzo ai razzi e a un batticuore, più su
son sicuro che c’e’ il sole
ma che sole è un cappello di ghiaccio
questo sole è una catena di ferro
senza amore, amore, amore, amore.
Lento lento adesso batte più lento
ciao, come stai
il tuo cuore lo sento
i tuoi occhi così belli non li ho visti mai
ma adesso non voltarti
voglio ancora guardarti
non girare la testa
dove sono le tue mani
aspettiamo che ritorni la luce
di sentire una voce
aspettiamo senza avere paura, domani

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E’ MORTO PINO, E’ MORTO IL RE

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La verità è in questo pezzo. Pino era tutta n’ata storia. Da anni con la sua musica svettava su tutto quello che c’è di altro in questo panorama italiano ormai sgangheratissimo fatto di tentativi e non certezze. Anche se di grandi artisti ne abbiamo veramente tanti. Ma ci sono anche troppe promesse da quattro soldi. Talenti inventati a tavolino e bruciati in un soffio. E questo succede da anni ormai.

Pino Daniele è stato un fiume di bellissima musica, che solo un popolo di ignoranti musicalmente come gli italiani , ha saputo criticare aspramente quando, abbandonato lo stile ‘Nero a metà’ è andato a ricercare nuovi stimoli nella musica internazionale facendola diventare la sua, ben consapevole che questo è il ruolo dell’artista: ricercare, capire prima di tutti per poter poi spiegare e unire.

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CIAO KARL, ANIMA BLACK E CUORE NAPOLETANO

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Oggi 9 gennaio 2013 ci ha lasciato silenziosamente un grande percussionista americano che aveva fatto dell’Italia la sua seconda patria. Karl Potter, classe 1950, era nato in New Jersey e si era trasferito in Italia negli anni settanta trovando qui il proprio posto accanto a grandissimi musicisti italiani. Soprattutto viene ricordato per aver collaborato con Pino Daniele dell’epoca d’oro, nel periodo di Nero a Metà, per intenderci, disco nel quale Karl suona oltre a fare i numerosi tour live nel tempo che seguì. Ma Karl ormai residente romano, era diventato un importante compagno per molti progetti del Jazz. Oggi, caro Karl, questa comunità ti sta piangendo perchè un pezzetto di noi te lo sei portato via andandotene. Io lo voglio ricordare così, come una persona molto gentile e che fino all’ultimo non si è risparmiata, tantomeno sul palco. E anche se il diabete lo aveva fortemente indebolito negli ultimi anni Karl continuava a cantare e a suonare a suo modo, animando, incitando e trascinando la band. Lo salutiamo così come lui diceva spesso:  Ciao Guagliò


in questo video Karl Potter suona al Tuscia in Jazz in una
delle sue ultime apparizioni nell’estate 2012, con lui Aldo e tanti altri amici.

 

di CRISTIANA PIRAINO