Jazz@Lavori in Corso

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Jazz@Lavori in Corso 18 marzo 2011 by cristiana.piraino

Ven. 18/3/2011
Jazz@Lavori In Corso
Lavori In Corso [una nuova libreria caffetteria a Rione Monti]
Via San Martino ai Monti, 7/a
h. 20:30 Ingresso gratuito

>> FACEBOOK Event

In occasione della presentazione del libro “Pozzi di Noia” di Emmanuele Rossi (Edizioni DEd’A) Lavori in Corso, nuovo caffè letterario di Rione Monti offre una serata di jazz puro “LAVORI IN CORSO SULLE STRADE del JAZZ” con Aldo Bassi [tromba] & Stefano Nunzi [contrabbasso]

Viaggio attraverso l’universo del Jazz interpretato da uno dei trombettisti più sofisticati della Capitale. Aldo Bassi alla tromba, accompagnato da Stefano Nunzi, contrabbasso. Aldo Bassi è un trombettista colto ed elegante, forte per gli anni di esperienza in cui il suo sound si è arricchito di tanti diversi colori. Il suo stile compositivo si riferisce esplicitamente alle melodie della classica, pur rimanendo assolutamente legato alla contemporaneità del jazz e alle sue continue mutazioni.

Tra Aldo Bassi e Stefano Nunzi non c’è solamente un sodalizio artistico di lunga data, ma esiste un profondo legame umano, che si trasforma, nel momento di suonare, in una sintonia totale. Il risultato è un sound pieno di poesia, suonato fino infondo e con grande bravura.

MORE INFO:

-> Inizio presentazione del libro alle ore 19:00

-> Artistico musicale a cura di Romalive Jazz Management

-> Aldo Bassi >> More Info  

-> BIO: Stefano Nunzi controlla il contrabbasso in modo introspettivo e profondo. Importante session man dello scenario italiano del Jazz, conosce la musica e possiede una cultura jazzistica a 360°. Nunzi rappresenta una colonna fondamentale della formazione Aldo Bassi Quartet dimostrata anche negli assoli che in New Reserach sono suonati con grande forza e trasporto emotivo. 

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‘BONDING’ AL BLOOM CLUB

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Dom. 31/01/2010 
BONDING
Bloom   >>> music clubs di Roma
Via del Teatro Pace, 30
Zona Piazza Navona
dalle 19:00 Ingresso libero
Info e tavoli 349 809.78.89

Il Bloom ospiterà la presentazione del libro Bonding di Antonio Lorenzo Falbo, torinese classe 1981 artista video-maker e educatore presso una clinica psichiatrica. Bonding è il suo primo romanzo

Ad accompagnare la serarata la musica live del pianista Karim Blal e a seguire il Dj Set di “Dan Cox”, per un aperitivo gustoso ed elengante. Ospite d’onore Mariana Jennifer, la cantante argentina-americana, sintesi di calore latino e creatività anglosassone.

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IL ROMANZO

Bonding è un termine inglese che significa “legame”, “attaccamento”. È un fenomeno di base presente in natura; in termini fisici si stabilisce quando due particelle si avvicinano e si attraggono proprio intorno al “bonding” ruota tutto il romanzo. Henry Jakobs è un ragazzo che lavora come dog-sitter e ogni giorno assiste al grave e progressivo incedere della malattia della madre. La difficoltà a capire e a sostenere il complicato rapporto con la madre, accentuata dal deteriorarsi del suo sistema nervoso a causa di un disturbo del sonno che lo colpisce, trasformano a poco a poco la sua percezione della realtà, fino all’esplosione incontrollabile della violenza, che lo porta a stuprare Angela, la proprietaria di uno dei cani di cui si prende cura. Arrestato e portato in carcere, riceve la visita di Angela, che gli prospetta la possibilità che da quella violenza sia nata una figlia. Henry darà il via ad un folle progetto per rapire la bambina e riappropriarsi di una sua dimensione stabile nella realtà. Bonding è un romanzo di tensione psicologica, una trama fitta che affonda fra le pieghe della sofferenza di rapporti difficili e convulsi tra genitori e figli.

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YESTERDAY: CONCERTO TRIBUTO

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Giov. 4|06|2009 MUSICA
YESTERDAY – Il Concerto Perfetto
La Casa Del Jazz
Via di Porta Ardeatina.  h. 21:00
Ingresso Gratuito su prenotazione
fino ad esaurimento posti (info: 06/ 50916567)

…Esistono diamanti perfetti, ma alcuni sono “più” perfetti degli altri, sino al diamante che per lucentezza, peso, taglio, trasparenza, luce e provenienza è il “più” perfetto di tutti … Yesterday è come quel diamante, per fortuna a disposizione di tutti ….

Queste sono le parole di Alfredo Saitto, giornalista e autore del libro “Yesterday -1965 la canzone perfetta” edito da Donzelli Editore … un tributo alla canzone perfetta del Novecento … Oltre ad essere un brano simbolo di un’epoca e pezzo di storia della musica, Yesterday è divenuto uno standard accreditato nei songbook internazionali, un’occasione per ogni musicista in cui misurare il proprio talento interpretativo e verificare il genio musicale dell’autore Paul McCartney.

Il Concerto Perfetto organizzato alla Casa del Jazz dallo stesso Alfredo Saitto vedrà la partecipazione di musicisti di grande talento che presenteranno 15 versioni di Yesterday interpretate in 15 modi diversi. Dal jazz in poi… rock, tango pop soul brasil fusion latin funk ethno folk traditional comics drama instrumental a cappella …..

La serata sarà presentata da Dario Salvatori e interverranno Franco Schipani e Carlo Massarini.

LE FORMAZIONI:

Stefano De Sando: versione recitata con la voce di Robert De Niro
Giuliana Soscia e Pino Jodice Italian Tango Quartet: versione tango jazz
Luca Bulgarelli, Amedeo Ariano, Claudio Filippini:
versione jazz elettrico sperimentale
Grazia Di Michele:
versione in italiano
Elvio Ghigliordini Group:
versione latin jazz
Liberpool già componenti dei Lunapop:
versione brit pop
Bob Masala:
versione per basso elettrico
Lillo & Greg:
versione scoop
Micalizzi Hot Fusion Band:
versione fusion
Vocintransito:
versione a cappella
Giovanni Imparato:
versione percussioni etniche
Tito Schipa Jr.:
versione scrambled eggs/baccalà
Giuliana De Donno:
versione per arpa
Biseo – Sanjust Quartet: versione traditional jazz
Aldo Bassi & Alessandro Bravo Duo: versione per tromba e pianoforte

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Vi segnalo:

Aldo Bassi nell’ensemble del  Bassi Bravo Duo insieme al pianista Alessandro Bravo, una formazione di vecchia data e di grande valore artistico, che dimostra ancora una volta, una vasta cultura musicale, pur appartenendo al Jazz. Bassi e Bravo, che hanno accolto l’invito dell’amico Saitto con entusiasmo, presenteranno una versione molto raffinata del brano ri-arrangiato sapientemente da very taleted Alessandro Bravo.  

MORE INFO:

>>> WEB Aldo Bassi

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ALFREDO SAITTO è tra i più autorevoli esperti musicali italiani. Giornalista, saggista, autore televisivo, musicofilo e ideatori di spettacoli multimediali, è un attivo operatore culturale e un attento studioso delle politiche dell’audiovisivo e dei media. Appassionato di The Beatles, ne è considerato in Italia tra i massimi cultori.

THE BEATLES, I WANT YOU!

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Il 10 aprile 1970 si scioglievano ufficialmente The Beatles, la band di Liverpool che in pochi anni, dal 1962 al 1970, aveva cambiato la musica in maniera forte e radicale, influenzando la moda e il costume. Dalla loro musica scaturisce il genere che oggi riconosciamo come musica pop, anche se la base Beat  in fusione con il rock, il blues e le influenze delle avanguardie musicali come pure del movimento hippy, senza dimenticare il fascino che il gruppo subisce dalla cultura indiana, creano il Beatles Style, inconfondibile e indimenticabile.  Il loro ultimo lavoro è Abbey Road (fonte wiki), che contiene capolavori quali Come Together, Here Comes The Sun e She Came in Through the Bathroom Window. L’ album viene pubblicato dopo anni di forti discussioni all’interno della band che però, nonostante le divisioni ormai insanabili, proprio con Abbey Road riesce a confermare la propria grandiosità e unità musicale.


Roof concert part 1/2


Roof concert part 2/2

Dal canale YouTube di Romalive la playlist dello storico Roof Concert dei Beatles del 30 gennaio 1969. Se esistesse la macchina del tempo vorrei ritornare esattamente in quel giorno e in quel posto di Londra.

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Questa sera Romalive consiglia:

Ven. 10/04/2009
SAVILE ROW Acoustic Band

BEATLES TRIBUTE BAND
Big Mama, Vicolo di S.Francesco a Ripa, 18
h. 22:30

Savile Row, la band romana che presenta la magia dei Beatles in chiave acustica, inedita e appassionante. Quattro voci, un basso, due chitarre acustiche e una semiacustica, le preziose armoniche e il sax di Alberto Solieri, l’emozione della più importante band di sempre.

I Sevile Row parlano dal loro MySpace “Ci emozioniamo con la musica dei Beatles ed è ciò che succede a tutti i nostri spettatori: per questo pensiamo che la scelta dei brani abbia una grande importanza. Non mancano i classici immortali quali Let It Be, Come Together, Hey Jude, Here Comes The Sun, e tanti altri”

Sir Steve Pile, Stefano Pilo al BASSO
Lord Mark Goodson, Marco Bonfiglio al VOCE e CHITARRA, giornalista e scrittore
Ricky Rooons, Riccardo Ronsivalle al VOCE e CHITARRA
Danny Boy Stakes, Daniele Paletti  al VOCE e CHITARRA
Big Al, Alberto Solieri al SAX che ha allietato platee anche internazionali

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Romalive consiglia di leggere:

 

The Beatles For Sale
Il romanzo di Marco Bonfiglio

La storia dei Beatles come nessuno l’ha mai raccontata. Le librerie sono piene di biografie, saggi, studi sulla musica della favolosa band e sui suoi componimenti. Nessuno, però, aveva mai raccontato la loro avventura in forma di romanzo.

Marco Bonfiglio vive a Roma dove è nato nel 1980. è laureato in Scienze della Comunicazione. Ama Omero e sogna un mondo dove i grandi classici siano accessibili ad ogni tipologia di lettore. Folgorato dai Beatles nell’adolescenza, suona la chitarra e canta nel gruppo Savile Row, che ha all’attivo concerti nei più importanti locali di musica dal vivo della capitale. Giornalista sportivo esperto di basket, ha fondato il sito www.terzo-tempo.org  scrive per testate di settore come Superbasket ed è Direttore della WEBTV www.tripladoppia.com 

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Romalive consiglia il web:

 

Le finalità preminenti di Beatlesiani D’Italia Associati, secondo lo Statuto, sono quelle di mantenere sempre alto l’interesse e l’entusiasmo per l’arte dei Beatles, promuovendo concerti, mostre e conventions,  cercando ogni volta che se ne è presentata l’occasione e secondo il motto: “BEATLE PEOPLE FOR PEOPLE”, di promuovere le attività benefiche di Enti umanitari come l’UNICEF, AMNESTY INTERNATIONAL, chi si occupa di AIDS, ecc. Un modo, questo, per rendersi utili divertendo e divertendosi.

MORE INFO nel loro sito >>> BEATLESIANI 

LIBRO. Un Tè alla fragola con Raffaella Formillo

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Raffaella ha uno sguardo che pochi possiedono. Dolce, profondo e rivelatore di una grande intelligenza. É una giovane donna piuttosto silenziosa e riservata, ma quando parla, dice sempre qualcosa di autentico e appropriato. Mi piace questo di lei e a volte vorrei trovare la calma interiore che riesce a trasmettere. Nonostante l’apparenza pacata, Raffaella Formillo, pugliese doc, nata a Milano, vissuta a Roma è anche una bella ‘peperina’.. e lo si capisce subito, sin dalle prime righe del suo libro d’esordio.

Tè alla Fragola, Mursia Editore, è rimasto nel cassetto per cinque lunghi anni, silenzioso anche lui, fino a quando Fausto Brizzi, pluripremiato regista del cult movie Notte Prima degli Esami, lo ha trovato tra gli scarti di ‘pseudo’ editori che per pubblicarti vogliono essere pagati (brrr! Mecenate si sta rivoltando nella tomba). 

 

”Il libro che avete in mano – scrive Brizzi nella Prefazione – mi e’ piaciuto davvero. L’argomento non era facile: storie d’amore di ragazzi. Mmm.. gia’ visto, gia’ sentito, ma Raffaella non ha risparmiato energie quando si e’ messa davanti al computer. Ha costruito dei personaggi che ti acchiappano dalla prima pagina, sostenuti e colorati da una scrittura ironica e dialogata, molto cinematografica. Il tutto condito da citazioni pop e minimalismo divertente che piacerebbe molto a Nick Hornby”.

Concordo pienamente! dalla prima riga la tensione è visibile, immagini veloci e ritmo serrato, esattamente come il ritmo di Roma, dove è ambientata la trama. Per me, ex vespa 50s  truccata, la propensione ad immedesimarsi è stata inevitabile.. Ho pianto teneramente al culmine del primo capitolo, perchè non c’è tristezza più intensa della fine di un Amore, e contemporaneamente ho capito che Raffaella ha scritto un libro diverso, nuovo direi, che ho divorato in poche ore di poche sere.. E’ un libro da leggere, veramente ironico e in alcuni punti esilarante. 

‘Gianni correva sul suo motorino truccato,
per quanto possa correre un Ciao blu del 1989
comprato di seconda mano.’

La storia di Gianni, un burbero dal cuore tenero, e Nina una bella ragazza dagli occhi scuri, di buona famiglia, reginetta del liceo, descrive sogni, passioni e inquietudini dei ragazzi del Duemila in un romanzo dolce amaro. Il loro amore da ventenni sembra incrollabile, dura forte e intenso da quattro anni. Insieme sono una coppia perfetta attorno a cui ruota una vita: gli amici, la politica, l’universita’, il jogging, la chitarra e le bugie. Ma poi qualcosa si spezza. ”E’ strano l’amore. Ha fregato anche me”, dice Gianni.

BIOGRAFIA:

Raffaella Formillo, nasce a Milano nel 1974 ma è pugliese di Foggia. Vive e lavora a Roma come psicologa, consulente familiare e di coppia. Ha maturato la sua esperienza lavorativa in ambito forense, con i bambini vittime di abuso e le famiglie di adolescenti. Ha vinto nel 2006, per la categoria laureati, il concorso di Pupi Avanti ‘Scrivi l’ultima scena del film La Seconda Notte di Nozze’.

 

 

 

 

 

 

APPROFONDIMENTI:

>>> Intervista a R. Formillo di http://www.viveur.it

 

 

 

 

 

LIBRO. VERONA, Itinerari di Storia e d’Arte

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In queste ore si parla molto della città di Verona e del triste caso di pestaggio avvenuto lì nei giorni scorsi per cause pseudo-politico-antisemite (antichi, anzi scaduti!!!) e culminato ieri con il decesso di un giovane uomo, dopo cinque giorni di inutili tentativi di rianimazione.

Verona però è tante altre cose, perchè oltre ad essere il capoluogo di una terra calda e molto accogliente, è una città ricca di richiami culturali e turistici, che la rendono bellissima e molto piacevole da visitare. Inoltre  RomaLiveMusic apprezza molto Verona per essere la città “Arena Musicale” per eccellenza, perchè ospita ogni anno gli eventi musicali tra più importanti in Italia.  

Per conoscere meglio la città di Giulietta e Romeo, presento in questo post, un brano inedito tratto dal libro di R. Piraino VERONA PATRIMONIO DELL’UMANITA’ Itinerari di storia e d’arte, attualmente in stampa.   

GIARDINO GIUSTI

Non lontano da Santa Maria in Organo e alle pendici del Colle San Pietro, sta Palazzo Giusti con il Giardino, le cui origini risalgono alla fine del ‘400. Svolgendosi parte in piano, dove sorge il palazzo, e parte risalendo il colle, culmina in un belvedere sulla Città di grande suggestione. Nonostante abbandoni, vandalismi e danni causati dalla seconda guerra mondiale, il Giardino è sopravvissuto alle avversità, sia pure mutando in parte d’aspetto. Nel ‘700 il complesso aveva già la forma che, con le modifiche in chiave romantica apportate dopo il 1856, corrette nel restauro del 1930, osserviamo oggi. La disposizione del giardino è documentata dalla stampa pubblicata a Norimberga nel 1714 da Christian Volkamer nelle sue Nurbergisches Hesperides. L’autore tedesco, che fissa l’immagine del Giardino com’era agli inizi del XVIII secolo, restò fortemente impressionato dalle piante di agrumi lì coltivate. La parte più antica del giardino, concepita a hortus conclusus, impostata con gusto geometrico attorno alle fonti d’acqua, è quella in piano. 

Attorno alla seconda metà del ‘700 vennero sistemate nel Giardino cinque statue di divinità pagane – Adone, Apollo, Diana, Giunone, Venere – tuttora esistenti, dello scultore veronese Lorenzo Muttoni (1726-1778), poste a presidiare aiuole a disegno geometrico e a volute, secondo la nuova moda dei giardini alla francese seguita anche in Italia quando ebbero notorietà le architetture da giardino realizzate dal celebre architetto francese dei giardini André Le-Nôtre (Parigi,1613-1700). Un lungo viale centrale, fiancheggiato da alti cipressi, collega il varco di accesso al giardino – in asse con il portale d’ingresso del palazzo – con la grotta del genius loci e il sovrastante mascherone e divide l’ampio parterre in due sezioni, a loro volta ripartite in settori quadrangolari, al centro dei quali si aprono fontane e si ergono statue. Lungo il viale trasversale che conduce al muro di cinta orientale, è collocata una raccolta di epigrafi antiche, la più importante ancora in mano privata.  Il secondo quadrangolo è occupato dal famoso labirinto in siepi di bosso, disegnato nel 1786 dall’architetto veronese Luigi Trezza. Questo è uno dei rari esempi di labirinto esistenti nel Veneto con quelli delle ville Pisani di Strà (Venezia) e Dona dalle Rose di Valsansibio (Treviso).

Il labirinto fu un’architettura frequente nei giardini antichi. Tornò in auge, carico anche di esoterismi, in età umanistica. Si citano in proposito i disegni del Filerete, ovvero Antonio di Pietro Averlino (Firenze, 1400 – Roma, 1469), che servirono come modelli per le numerose realizzazioni nei giardini rinascimentali. Fiorentino, il Filerete imparò l’arte nella bottega di Lorenzo Ghiberti e condivise con Leon Battista Alberti la convinzione che il disegno è “fondamento e via d’ogni arte che di mano si faccia”. In punti diversi del Giardino Giusti si incontrano un simulacro di Minerva, una statua di Apollo Liricine, ovvero che compie una libagione rituale, una bella statua muliebre scolpita da Alessandro Vittoria (Trento, 1524 – Venezia, 1608). Si tratta della scultura più significativa di tutto il Giardino; all’estremità Occidentale del Giardino i resti architettonici di una fontana della fine del Cinquecento. Costeggiata la neogotica “cascina rossa”, si imbocca una scalinata che porta alla zona un tempo riservata alle serre. Lungo il muro di cinta che segue sono collocate quattro statue grottesche di nani, testimoni del gusto dell’incipiente Settecento. Si ritiene probabile che anche le quattro sculture dei nani siano state eseguite da Lorenzo Muttoni.

Il muro di cinta occidentale del giardino coincide con un tratto superstite delle mura cittadine che il Comune di Verona fece costruire tra il 1130 e il 1153 a protezione dell’abitato a sinistra d’Adige. La nuova cinta comunale si sviluppava in due segmenti: il primo, partendo dal castrum teodoriciano, sbarrava la valle di S. Giovanni, saldandosi allo strapiombo del costone orientale della collina; il secondo tratto serrava la zona pianeggiante tra S. Zeno in Monte e il canale dell’Acqua Morta. oggi interrato. Da S. Zeno in Monte, dove si ergeva la prima torre, le mura scendevano lungo il giardino dei conti Giusti e attraversavano la strada per Vicenza (oggi Via Giardino Giusti), sulla quale si apriva una porta a due fornici, per raggiungere il canale lungo l’odierna via di Porta Organa, dove si vedono ancora un tratto delle mura e il fornice della Porta.

Nelle serre, due statue di gesso: Bacco non bellatorem,  ma sostenitore dell’amore accanto al genius loci, e  Venere e Amore con un delfino ai piedi, propiziatrice della fecondità. Una terza statua, andata perduta, era dedicata a Cerere, dea della fertilità; giusto per rafforzare l’auspicio affidato a Venere. Autore delle statue e del mascherone all’ingresso della grotta, che evoca una mitica spelonca oracolare pagana, è ritenuto Bartolomeo Ridolfi, veronese, architetto e decoratore, genero di Giovan Maria Falconetto, attivo alla metà del ‘500. Lavorò per Andrea Palladio, ebbe una certa notorietà quando mise in opera i camini grotteschi di Palazzo Thiene a Vicenza, quelli di villa Della Torre a Fumane, e le grottesche nella villa di S. Maria in Stelle, appartenuta ai conti Giusti. Le tre epigrafi per le sculture le avrebbe dettate il  giureconsulto Gian Giacomo Zannandrei, dietro richiesta del conte Gian Giacomo Giusti, figlio di  Agostino. 

La Grotta, «una gran camera incavata a scarpello con riscontri di voci negli angoli», come la descrisse Scipione Maffei, nel 1732 su Verona illustrata, deve aver divertito e impressionato gli ospiti del conte Giusti con il gioco dell’eco, che richiamava la suggestione dei riti divinatori praticati dai pagani. La grotta,con un portale d’ingresso che le dà l’aspetto di un tempietto, rappresentava il mistico domicilio del genius loci, la divinità tutelare della casa. In antico era rivestita di conchiglie, coralli, madreperle e mosaici e offriva giochi d’acqua: insomma era la maggiore attrattiva del Giardino.

Una sorta di torretta campanaria, scavata nel tufo, contiene una stretta scala elicoidale con cinquantuno gradini che permettono di salire alla parte superiore del giardino. Qui c’è il belvedere, un balcone a balaustra con affaccio sopra il mascherone. Dalla Coffee house si gode di un’ampia veduta sulla città. Sul sito, due lapidi con iscrizioni latine ricordano la visita dell’Imperatore Giuseppe II, nel 1782, e un fatto d’armi risalente all’epoca napoleonica.

 

 

 

 

LIBRO. Musica, Tecnologia e Legge

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La tutela giuridica delle opere musicali digitali
di Deborah De Angelis, Giuffrè Editore

Il mondo della musica sta attraversando un momento di grande cambiamento e innovazione tecnologica, con il nascere continuo di nuovi sistemi per la produzione e canali di distribuzione di ogni tipo. È il giusto riflesso della rivoluzione digitale che caratterizza il mercato, in questi ultimi anni.. Le innovazioni comportano miglioramenti tecnologici e contribuiscono ad accelerare i processi di produzione e distribuzione delle opere musicali digitali. In questo vortice di eventi diventa fondamentale per chi opera nel settore e per chi acquista o distribuisce, conoscere le norme relative ai problemi giuridici, economici e sociali che inevitabilmente possono scaturire dall’utilizzo delle nuove tecnologie.

“La tutela giuridica delle opere musicali digitali” dell’Avvocato Deborah De Angelis, Giuffrè Editore, analizza in modo sintetico i vari aspetti della questione, ponendo l’accento sul rapporto tra musica, tecnologia e legge. Con un occhio puntato all’Europa e alle normative esistenti in materia, descrive attentamente la legge italiana sul diritto d’autore, affronta la tematica, tanto discussa, del Digital Rights Management e dei modelli alternativi per l’amministrazione dei diritti digitali, evidenziando i fattori che hanno messo in crisi il diritto d’autore. Infine descrive il ruolo degli organi di collecting nella Società dell’Informazione, con particolare riguardo alla SIAE.

Da anni Deborah De Angelis segue questo particolare settore del diritto. Una devozione nata dalla sua passione per la musica, così grande da volerne fare oggetto del proprio lavoro, e che l’ha portata ad Amsterdam presso l’Institute for Information Law, a frequentare un master sulla legge che regola i copyright internazionali.  

“…nell’epoca attuale, grazie all’evoluzione digitale, il diritto d’autore sta acquisendo una sempre maggiore importanza rispetto al passato, tanto che si sente il bisogno di riconoscergli una propria autonomia d’insegnamento, tale da non vederlo più relegato nell’ambito dello studio del diritto industriale. Allo stesso modo la musica che è stata sempre, e solo, ricompresa nella disciplina delle varie opere tutelate dal diritto d’autore; oggi, grazie anche all’evoluzione digitale merita, a pieno titolo, una propria trattazione autonoma.

…. Mi ci è voluto molto tempo per scrivere questo libro, soprattutto per il minuzioso lavoro di ricerca delle fonti e delle informazioni. Lo ritengo un valido strumento per tutti coloro, quali autori, artisti, produttori, consumatori e, non da ultimi, operatori del diritto, vogliano approfondire le norme giuridiche poste alla base di questo settore che ancora oggi è sconosciuto o di difficile comprensione….”

Il volume fa parte della Collana Diritto delle Nuove Tecnologie diretta da Vincenzo Franceschelli ed Emilio Tosi

CONTACTS: http://www.ddastudiolegale.it/