LIBRO. Un Tè alla fragola con Raffaella Formillo

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Raffaella ha uno sguardo che pochi possiedono. Dolce, profondo e rivelatore di una grande intelligenza. É una giovane donna piuttosto silenziosa e riservata, ma quando parla, dice sempre qualcosa di autentico e appropriato. Mi piace questo di lei e a volte vorrei trovare la calma interiore che riesce a trasmettere. Nonostante l’apparenza pacata, Raffaella Formillo, pugliese doc, nata a Milano, vissuta a Roma è anche una bella ‘peperina’.. e lo si capisce subito, sin dalle prime righe del suo libro d’esordio.

Tè alla Fragola, Mursia Editore, è rimasto nel cassetto per cinque lunghi anni, silenzioso anche lui, fino a quando Fausto Brizzi, pluripremiato regista del cult movie Notte Prima degli Esami, lo ha trovato tra gli scarti di ‘pseudo’ editori che per pubblicarti vogliono essere pagati (brrr! Mecenate si sta rivoltando nella tomba). 

 

”Il libro che avete in mano – scrive Brizzi nella Prefazione – mi e’ piaciuto davvero. L’argomento non era facile: storie d’amore di ragazzi. Mmm.. gia’ visto, gia’ sentito, ma Raffaella non ha risparmiato energie quando si e’ messa davanti al computer. Ha costruito dei personaggi che ti acchiappano dalla prima pagina, sostenuti e colorati da una scrittura ironica e dialogata, molto cinematografica. Il tutto condito da citazioni pop e minimalismo divertente che piacerebbe molto a Nick Hornby”.

Concordo pienamente! dalla prima riga la tensione è visibile, immagini veloci e ritmo serrato, esattamente come il ritmo di Roma, dove è ambientata la trama. Per me, ex vespa 50s  truccata, la propensione ad immedesimarsi è stata inevitabile.. Ho pianto teneramente al culmine del primo capitolo, perchè non c’è tristezza più intensa della fine di un Amore, e contemporaneamente ho capito che Raffaella ha scritto un libro diverso, nuovo direi, che ho divorato in poche ore di poche sere.. E’ un libro da leggere, veramente ironico e in alcuni punti esilarante. 

‘Gianni correva sul suo motorino truccato,
per quanto possa correre un Ciao blu del 1989
comprato di seconda mano.’

La storia di Gianni, un burbero dal cuore tenero, e Nina una bella ragazza dagli occhi scuri, di buona famiglia, reginetta del liceo, descrive sogni, passioni e inquietudini dei ragazzi del Duemila in un romanzo dolce amaro. Il loro amore da ventenni sembra incrollabile, dura forte e intenso da quattro anni. Insieme sono una coppia perfetta attorno a cui ruota una vita: gli amici, la politica, l’universita’, il jogging, la chitarra e le bugie. Ma poi qualcosa si spezza. ”E’ strano l’amore. Ha fregato anche me”, dice Gianni.

BIOGRAFIA:

Raffaella Formillo, nasce a Milano nel 1974 ma è pugliese di Foggia. Vive e lavora a Roma come psicologa, consulente familiare e di coppia. Ha maturato la sua esperienza lavorativa in ambito forense, con i bambini vittime di abuso e le famiglie di adolescenti. Ha vinto nel 2006, per la categoria laureati, il concorso di Pupi Avanti ‘Scrivi l’ultima scena del film La Seconda Notte di Nozze’.

 

 

 

 

 

 

APPROFONDIMENTI:

>>> Intervista a R. Formillo di http://www.viveur.it

 

 

 

 

 

LIBRO. VERONA, Itinerari di Storia e d’Arte

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In queste ore si parla molto della città di Verona e del triste caso di pestaggio avvenuto lì nei giorni scorsi per cause pseudo-politico-antisemite (antichi, anzi scaduti!!!) e culminato ieri con il decesso di un giovane uomo, dopo cinque giorni di inutili tentativi di rianimazione.

Verona però è tante altre cose, perchè oltre ad essere il capoluogo di una terra calda e molto accogliente, è una città ricca di richiami culturali e turistici, che la rendono bellissima e molto piacevole da visitare. Inoltre  RomaLiveMusic apprezza molto Verona per essere la città “Arena Musicale” per eccellenza, perchè ospita ogni anno gli eventi musicali tra più importanti in Italia.  

Per conoscere meglio la città di Giulietta e Romeo, presento in questo post, un brano inedito tratto dal libro di R. Piraino VERONA PATRIMONIO DELL’UMANITA’ Itinerari di storia e d’arte, attualmente in stampa.   

GIARDINO GIUSTI

Non lontano da Santa Maria in Organo e alle pendici del Colle San Pietro, sta Palazzo Giusti con il Giardino, le cui origini risalgono alla fine del ‘400. Svolgendosi parte in piano, dove sorge il palazzo, e parte risalendo il colle, culmina in un belvedere sulla Città di grande suggestione. Nonostante abbandoni, vandalismi e danni causati dalla seconda guerra mondiale, il Giardino è sopravvissuto alle avversità, sia pure mutando in parte d’aspetto. Nel ‘700 il complesso aveva già la forma che, con le modifiche in chiave romantica apportate dopo il 1856, corrette nel restauro del 1930, osserviamo oggi. La disposizione del giardino è documentata dalla stampa pubblicata a Norimberga nel 1714 da Christian Volkamer nelle sue Nurbergisches Hesperides. L’autore tedesco, che fissa l’immagine del Giardino com’era agli inizi del XVIII secolo, restò fortemente impressionato dalle piante di agrumi lì coltivate. La parte più antica del giardino, concepita a hortus conclusus, impostata con gusto geometrico attorno alle fonti d’acqua, è quella in piano. 

Attorno alla seconda metà del ‘700 vennero sistemate nel Giardino cinque statue di divinità pagane – Adone, Apollo, Diana, Giunone, Venere – tuttora esistenti, dello scultore veronese Lorenzo Muttoni (1726-1778), poste a presidiare aiuole a disegno geometrico e a volute, secondo la nuova moda dei giardini alla francese seguita anche in Italia quando ebbero notorietà le architetture da giardino realizzate dal celebre architetto francese dei giardini André Le-Nôtre (Parigi,1613-1700). Un lungo viale centrale, fiancheggiato da alti cipressi, collega il varco di accesso al giardino – in asse con il portale d’ingresso del palazzo – con la grotta del genius loci e il sovrastante mascherone e divide l’ampio parterre in due sezioni, a loro volta ripartite in settori quadrangolari, al centro dei quali si aprono fontane e si ergono statue. Lungo il viale trasversale che conduce al muro di cinta orientale, è collocata una raccolta di epigrafi antiche, la più importante ancora in mano privata.  Il secondo quadrangolo è occupato dal famoso labirinto in siepi di bosso, disegnato nel 1786 dall’architetto veronese Luigi Trezza. Questo è uno dei rari esempi di labirinto esistenti nel Veneto con quelli delle ville Pisani di Strà (Venezia) e Dona dalle Rose di Valsansibio (Treviso).

Il labirinto fu un’architettura frequente nei giardini antichi. Tornò in auge, carico anche di esoterismi, in età umanistica. Si citano in proposito i disegni del Filerete, ovvero Antonio di Pietro Averlino (Firenze, 1400 – Roma, 1469), che servirono come modelli per le numerose realizzazioni nei giardini rinascimentali. Fiorentino, il Filerete imparò l’arte nella bottega di Lorenzo Ghiberti e condivise con Leon Battista Alberti la convinzione che il disegno è “fondamento e via d’ogni arte che di mano si faccia”. In punti diversi del Giardino Giusti si incontrano un simulacro di Minerva, una statua di Apollo Liricine, ovvero che compie una libagione rituale, una bella statua muliebre scolpita da Alessandro Vittoria (Trento, 1524 – Venezia, 1608). Si tratta della scultura più significativa di tutto il Giardino; all’estremità Occidentale del Giardino i resti architettonici di una fontana della fine del Cinquecento. Costeggiata la neogotica “cascina rossa”, si imbocca una scalinata che porta alla zona un tempo riservata alle serre. Lungo il muro di cinta che segue sono collocate quattro statue grottesche di nani, testimoni del gusto dell’incipiente Settecento. Si ritiene probabile che anche le quattro sculture dei nani siano state eseguite da Lorenzo Muttoni.

Il muro di cinta occidentale del giardino coincide con un tratto superstite delle mura cittadine che il Comune di Verona fece costruire tra il 1130 e il 1153 a protezione dell’abitato a sinistra d’Adige. La nuova cinta comunale si sviluppava in due segmenti: il primo, partendo dal castrum teodoriciano, sbarrava la valle di S. Giovanni, saldandosi allo strapiombo del costone orientale della collina; il secondo tratto serrava la zona pianeggiante tra S. Zeno in Monte e il canale dell’Acqua Morta. oggi interrato. Da S. Zeno in Monte, dove si ergeva la prima torre, le mura scendevano lungo il giardino dei conti Giusti e attraversavano la strada per Vicenza (oggi Via Giardino Giusti), sulla quale si apriva una porta a due fornici, per raggiungere il canale lungo l’odierna via di Porta Organa, dove si vedono ancora un tratto delle mura e il fornice della Porta.

Nelle serre, due statue di gesso: Bacco non bellatorem,  ma sostenitore dell’amore accanto al genius loci, e  Venere e Amore con un delfino ai piedi, propiziatrice della fecondità. Una terza statua, andata perduta, era dedicata a Cerere, dea della fertilità; giusto per rafforzare l’auspicio affidato a Venere. Autore delle statue e del mascherone all’ingresso della grotta, che evoca una mitica spelonca oracolare pagana, è ritenuto Bartolomeo Ridolfi, veronese, architetto e decoratore, genero di Giovan Maria Falconetto, attivo alla metà del ‘500. Lavorò per Andrea Palladio, ebbe una certa notorietà quando mise in opera i camini grotteschi di Palazzo Thiene a Vicenza, quelli di villa Della Torre a Fumane, e le grottesche nella villa di S. Maria in Stelle, appartenuta ai conti Giusti. Le tre epigrafi per le sculture le avrebbe dettate il  giureconsulto Gian Giacomo Zannandrei, dietro richiesta del conte Gian Giacomo Giusti, figlio di  Agostino. 

La Grotta, «una gran camera incavata a scarpello con riscontri di voci negli angoli», come la descrisse Scipione Maffei, nel 1732 su Verona illustrata, deve aver divertito e impressionato gli ospiti del conte Giusti con il gioco dell’eco, che richiamava la suggestione dei riti divinatori praticati dai pagani. La grotta,con un portale d’ingresso che le dà l’aspetto di un tempietto, rappresentava il mistico domicilio del genius loci, la divinità tutelare della casa. In antico era rivestita di conchiglie, coralli, madreperle e mosaici e offriva giochi d’acqua: insomma era la maggiore attrattiva del Giardino.

Una sorta di torretta campanaria, scavata nel tufo, contiene una stretta scala elicoidale con cinquantuno gradini che permettono di salire alla parte superiore del giardino. Qui c’è il belvedere, un balcone a balaustra con affaccio sopra il mascherone. Dalla Coffee house si gode di un’ampia veduta sulla città. Sul sito, due lapidi con iscrizioni latine ricordano la visita dell’Imperatore Giuseppe II, nel 1782, e un fatto d’armi risalente all’epoca napoleonica.

 

 

 

 

CALIFORNIA. Roger Waters ha ritrovato il suo Maiale

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Per dare seguito al post della scorsa settimana relativo al gonfiabile a forma di maiale, volato via dal “Coachella Music Festival”, durante il concerto dei Pink Floyd, si può dire che è finalmente stato  ritrovato… morto purtroppo.

I  resti del povero animale sono stati riconsegnati agli organizzatori dell’evento dalle due famiglie che lo hanno trovato a brandelli davanti casa.. Molto fortunati data la ricompensa di 10.000 $ e  la quantità di persone che si sono messe sulle tracce del volatile. 

 

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Roma. Domenica al parco, caro sindaco..

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ROMA ADORATA.. MA QUANTO SEI ANTICA?

 Sabato passeggiando con un caro amico tra  i vicoli di Trastevere pensavamo che in effetti, dopo l’elezione del ‘Nuovo’ sindaco, è giunta la primavera! Tra qualche giorno anche il grano sarà maturo e avremo il pane fresco! Devo ammettere che come inizio non è male! E allora visto che, il nuovo primo cittadino è interessato alle politiche ambientaliste gli vorrei dire che….  

Domenica. Villa Doria Pamphili, Largo della Botanica, nell’icantevole cornice del giardino botanico, i bimbi giocano con tartarughe e rane che qui vengono ‘liberate’ dai romani che, dopo averle acquistate si rendono conto di avere in casa un essere vivente bisognoso di attenzioni. Le fortunate fuggiasche popolano lo stagno insieme a pesci di vario tipo, che sembrano salmoni ‘affaticati’ per mancanza di spazio, e migliaia di girini che inutilmente cercano di sfuggire alle mani veloci dei piccoli ‘mostriciattoli’ umanoidi, che affollano i lati del laghetto armati di retini e bicchieri per la caccia. 

Un caldo ieri.. menomale che all’ingresso del parco c’è la classica ‘nasona’ squadrata, una fontana di acqua sempre fresca e potabile, chiamata così da noi di Roma, perchè il rubinetto ricorda un grosso naso. Mentre aspetto il mio turno in una fila composta e accaldata – chi pedala, chi corre, chi suda da fermo, che vuole bere, chi si lava le mani – comincio a misurare incuriosita l’acqua che esce dalla fontanella ininterrottamente… infatti mi metto a contare in quanti secondi si riempie una bottiglia da un litro e mezzo.

20 secondi circa per erogare 1 litro e mezzo di h2o. Diciamo 4,5 litri di acqua al minuto, 270 litri l’ora. Considerando le 10 ore giornaliere di apertura del parco (e sperando che, nelle ore di chiusura della villa, l’erogazione di acqua venga interrotta).. parliamo di 2700 litri al giorno e quindi  985.500 litri l’anno di acqua BUTTATA!!!  che sarebbero 2.358.720 litri, in caso di erogazione h24 (.. agghh!! nun se po’).

Tanto per farsi un’idea della quantità, un’autiocisterna mediamente trasporta 10 mila litri.

Quante ce ne sono di fontane così a Roma? ma soprattutto quanti metri  cubi d’acqua  scivolano via per sempre ogni giorno? Qualcuno lo può dire?

… antichi ‘sti romani! Va bene la nasona, che fa parte dell’arredo urbano, ma sarebbe perfetto se fosse dotata di sistemi di erogazione on-demand, insomma ‘all’occorenza, sor sindaco, se apre e se beve..’

 

Cesare Pascarella da Storia nostra: La fondazione di Roma

A queli tempi lì nun c’era gnente…
La poteveno fa’ pure a Milano,
O in qualunqu ‘antro sito de lì intorno.
Magara più vicino o più lontano.
Potevano; ma intanto la morale
Fu che Roma, si te la fabbricorno,
La fabbricorno qui. Ma è naturale,
Qui ci aveveno tutto: la pianura,
Li monti, la campagna, l’acqua, er vino…
Tutto! Volevi annà in villeggiatura?
Ecchete Arbano, Tivoli, Marino.
Te piace er mare? Sorti de le mura,
Co’ du’ zompi te trovi a Fiumicino.
Te piace de sfoggia’ in architettura?
Ecco la puzzolana e er travertino.
Qui er fiume pe’ potecce fa’ li ponti,
Qui l’acqua pe’ poté fa’ le fontane,
Qui Ripetta, Trastevere, li Monti…

CALIFORNIA. $10.000 REWARD for the Pink Floyd Pig.

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Coachella Valley Music and Art Festival, Indio, CA. 27.04.08. Esibizione ‘epica’ per Roger Waters con una performance live che ha incluso per intero “Dark Side of the Moon”, durante la quale il famoso maiale gigante gonfiabile, che accompagna i Pink Floyd dal 1977, si è liberato nel cielo notturno. Gli organizzatori della manifestazione offrono una ricompensa $ 10.000 e quattro accrediti A VITA!! per il Coachella Festival a chi ritroverà e riporterà il super ‘Pig’ che ha sciolto i suoi legami con il gruppo, volando via sulle note del brano di chiusura…… una fuga degna del personaggio!!

Waters, 64 anni, si è esibito sul palco del Coachella Festival durante l’ultimo dei tre giorni di programmazione, eseguendo una retrospettiva elaborata, inclusi brani del repertorio completo Pink Floyd. Sullo sfondo immagini spaziali e galattiche, in linea come sempre con la musica, insieme a foto della band del passato e del presente. Meravigliosa l’esecuzione completa di “Dark Side”, culminata con il sorgere del prisma triangolare, cult icona della band. Il maiale, trattenuto a terra da cavi, è stato portato di sopra della folla. Sui fianchi alcuni messaggi…”Non essere portato al macello” con un’immagine dello Zio Sam che brandisce due mannaie insanguinate….. e ancora  “La paura costruisce muri”. Sul ventre del suino si legge semplicemente “Obama” con accanto l’urna delle votazioni. Sulle note dell’ultimo brano, qualcosa, ai lati del palco esplode e il maiale gigante si libera in volo….. Waters ha commentato ironicamente “That’s my pig”. ..

 

 nel canale YouTube, troverete altro ancora sull’evento

Chiunque riesca a trovare il maiale è pregato di

contattare gli organizzatori del Coachella Festival:  

 lostpig@coachella.com

(hi..hi..) 

LIBRO. Musica, Tecnologia e Legge

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La tutela giuridica delle opere musicali digitali
di Deborah De Angelis, Giuffrè Editore

Il mondo della musica sta attraversando un momento di grande cambiamento e innovazione tecnologica, con il nascere continuo di nuovi sistemi per la produzione e canali di distribuzione di ogni tipo. È il giusto riflesso della rivoluzione digitale che caratterizza il mercato, in questi ultimi anni.. Le innovazioni comportano miglioramenti tecnologici e contribuiscono ad accelerare i processi di produzione e distribuzione delle opere musicali digitali. In questo vortice di eventi diventa fondamentale per chi opera nel settore e per chi acquista o distribuisce, conoscere le norme relative ai problemi giuridici, economici e sociali che inevitabilmente possono scaturire dall’utilizzo delle nuove tecnologie.

“La tutela giuridica delle opere musicali digitali” dell’Avvocato Deborah De Angelis, Giuffrè Editore, analizza in modo sintetico i vari aspetti della questione, ponendo l’accento sul rapporto tra musica, tecnologia e legge. Con un occhio puntato all’Europa e alle normative esistenti in materia, descrive attentamente la legge italiana sul diritto d’autore, affronta la tematica, tanto discussa, del Digital Rights Management e dei modelli alternativi per l’amministrazione dei diritti digitali, evidenziando i fattori che hanno messo in crisi il diritto d’autore. Infine descrive il ruolo degli organi di collecting nella Società dell’Informazione, con particolare riguardo alla SIAE.

Da anni Deborah De Angelis segue questo particolare settore del diritto. Una devozione nata dalla sua passione per la musica, così grande da volerne fare oggetto del proprio lavoro, e che l’ha portata ad Amsterdam presso l’Institute for Information Law, a frequentare un master sulla legge che regola i copyright internazionali.  

“…nell’epoca attuale, grazie all’evoluzione digitale, il diritto d’autore sta acquisendo una sempre maggiore importanza rispetto al passato, tanto che si sente il bisogno di riconoscergli una propria autonomia d’insegnamento, tale da non vederlo più relegato nell’ambito dello studio del diritto industriale. Allo stesso modo la musica che è stata sempre, e solo, ricompresa nella disciplina delle varie opere tutelate dal diritto d’autore; oggi, grazie anche all’evoluzione digitale merita, a pieno titolo, una propria trattazione autonoma.

…. Mi ci è voluto molto tempo per scrivere questo libro, soprattutto per il minuzioso lavoro di ricerca delle fonti e delle informazioni. Lo ritengo un valido strumento per tutti coloro, quali autori, artisti, produttori, consumatori e, non da ultimi, operatori del diritto, vogliano approfondire le norme giuridiche poste alla base di questo settore che ancora oggi è sconosciuto o di difficile comprensione….”

Il volume fa parte della Collana Diritto delle Nuove Tecnologie diretta da Vincenzo Franceschelli ed Emilio Tosi

CONTACTS: http://www.ddastudiolegale.it/

Roma. Torna la grande House Music & Le cose di cui sono sicura oggi

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web: Tony Humphries

 

Punti Fermi

Cambiare è inevitabile, accade ogni minuto.

Essere legati alle radici, mantenerle, alimentarle.

I bambini sono grandi persone.

Gli amici sono pochi.

Chi semina raccoglie.

Piano piano si fece Roma.

Non si è mai troppo eleganti.

Avere poche cose.

Ci vuole coraggio e un po’ di back-side.

Essere madre è il lavoro più ricompensato.

La tv è spenta.

A volte i pilastri del garage vengono addosso alla mia macchina.

Per un buon gossip contollare sempre le fonti.

 

 

Nati il 24 aprile

1777 – Maria Clementina d’Austria († 1801)

1830 – Eugenia di Svezia, principessa, scrittrice e musicista svedese († 1889)

1910 – Pupella Maggio, attrice teatrale e attrice cinematografica italiana († 1999)

1922 – Susanna Agnelli, imprenditrice e politica italiana

1931 – Anna Maria Canopi, religiosa italiana

1942 – Barbra Streisand, cantante, attrice e compositrice statunitense

1952 – Jean-Paul Gaultier, stilista francese

1970 – Cristiana Piraino, lanciatrice di coriandoli

1971 – Stefania Rocca, attrice italiana

1972 – Laure Sainclair, attrice pornografica francese

1973 – Rula Jebreal, giornalista israeliana

1975 – Samia Doumit, attrice statunitense

1979 – Volha Padabed, cestista bielorussa

1981 – Jasmine Trinca, attrice italiana

1982 – Irina Victorovna Čaščina, ginnasta russa

 

Eventi del 24 aprile

1184 ac. Secondo la tradizione gli antichi greci entrarono a Troia servendosi di un finto cavallo

1066 Avvistamento della Cometa di Halley; l’evento è registrato sull’arazzo di Bayeux che raffigura la battaglia di Hastings

1704 USA: viene pubblicato il primo giornale delle tredici colonie degli Stati Uniti, il Boston, Massachusetts – News-Letter

1898 Guerra ispanico-americana: la Spagna dichiara guerra agli Stati Uniti

1945 Seconda guerra mondiale/Italia: in diverse città inizia la fase culminante della guerra partigiana di liberazione che porterà il giorno successivo 25 aprile alla presa di pressoché tutte le città del settentrione da parte del CLN (Comitato di liberazione nazionale)

1967 Il cosmonauta Vladimir Komarov muore sulla Sojuz 1

1970 Mamma mi fa nascere (hi!h!i) e  Viene lanciato il primo satellite della Repubblica popolare cinese e Il Gambia diventa una repubblica. I Bealtles si sciolgono. Muore Jimi. Muore Janis.

1981 Viene presentato il primo computer IBM

1984 La Apple Computer presenta l’ Apple IIc

1990 Il telescopio spaziale di Hubble viene lanciato dallo Space Shuttle Discovery

1995 Ha termine la produzione della famosa autovettura Chevrolet Corvette ZR-1

1996 Gli Stati Uniti introducono leggi speciali antiterrorismo

2004 Cipro, si vota sul referendum per il piano di riunificazione proposto dall’ONU. La maggioranza (2/3) dei votanti nella zona turca è favorevole, mentre la maggioranza (3/4) dei votanti nella zona greca è contraria

2006  Egitto, un attacco terroristico colpisce la località turistica di Dahab, nella penisola del Sinai. Nelle esplosioni perdono la vita diciotto persone

2008 Roma. Splende il sole nel mio cielo. Stasera la grande House Music torna a Roma. Tony Humphries a Spazio Novecento.

 Notizia delle 15:10.  Oggi 24 aprile 2008, dopo 21 giorni, Pietro esce dal reparto di rianimazione!!!…e vai!