Roma. “AlleviLive” il dovere dell’artista

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Di Filomena Genoese

Non bisogna mai aver paura di rompere le regole, se è il nostro cuore a chiederlo. Mai temere di destabilizzare un sistema: è nella sua natura la necessità di cambiare. Ma soprattutto bisogna sempre trovare il coraggio di esporsi, di osare, di mettersi in gioco: è un dovere dell’artista!” (1)

E’ Giovanni Allevi che scrive…sono un po’ confusa: lui che per un anno ha mangiato solo pasta al tonno…lui che prima di ogni concerto vuole una fetta di torta al cioccolato e sussurra al pianoforte “fai il bravo”…lui che si ostina ad usare i mezzi pubblici…sì, lui dice che non dobbiamo aver paura di rompere le regole!…  E allora torno indietro con la mente e penso allo scorso 23 Febbraio…è la prima tappa del suo tour “Allevilive”…l’appuntamento è alle h 21 nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica…c’è il tutto esaurito…l’occhio di bue sul pianoforte… Il compositore marchigiano entra come fosse un’aeroplanino, i suoi boccoli fluttuano, l’occhio di bue si è spostato su di lui, prende il microfono: ci saluta tutti, è emozionato, si sente, gli trema la voce… Ha infranto la prima regola: niente smoking, solo un paio di jeans neri con su una felpetta e ai piedi le inseparabili Converse.  “Quando devo vestirmi metto la prima cosa che mi piace. E soprattutto sul palco – per me luogo sacro – devo assolutamente essere me stesso e comodo. Solo così riesco a esprimere la mia arte” (2)

Ma le regole non sono né i jeans, né le Converse, né l’aeroplanino, né tantomeno la felpa che adagia sempre sul pavimento… è la sua Musica che ha infranto tutte le regole!

Per Lei, da piccolo aspettava che si svuotasse la casa per poi prendere dal cassetto quella chiave dorata che apriva il pianoforte; è per Lei che alla scuola materna durante una recita, senza dir nulla, si avvicina al pianoforte e inizia a suonare il Preludio in LA Maggiore di Chopen (aveva 5 anni e nessuno l’aveva mai sentito suonare), è per Lei che si improvvisa cameriere solo per conoscere il maestro Muti. E di aneddoti come questi ce ne sono tanti nella vita del giovane artista. La musica gli entra prepotentemente in testa, va a trovarlo all’improvviso e non se ne va fin quando non ha compiuto la sua opera: è Lei a scegliere tutto, che dice dove andare, che strada prendere, è esigente e capricciosa. Giovanni è solo il braccio che trascrive e poi interpreta… Allevi  ha osato andare contro il sistema della musica “contemporanea”: le sue composizioni  stanno a metà strada tra la musica classica e il jazz e “come dice Hegel, in questi casi le possibilità sono due: o vinci e apri una nuova strada, o vieni allontanato perché sei una minaccia al vecchio ordine“.  La sua musa emoziona, la sua interpretazione coinvolge al punto da farvi sentire parte di un universo parallelo e a testimonianza di ciò c’è la lettera di una sua fan: “Caro Giovanni, non riesco a fare a meno della tua musica. LEI permette di staccarsi dalla realtà, di entrare in una dimensione eterea, inverosimile, rende liberi da pensieri e paure, è come l’amore, ti fa venire voglia di essere una persona migliore. Grazie per tutto questo …. Azzurra”

 Questo “Sogno di Bach”:

 


[1] Giovanni Allevi (2008), La musica in testa, 24Sette, Rizzoli Milano

[2] Da http://seidimoda.repubblica.it/dettaglio/Non-chiamatemi-star/43472

ndr: Non abbiamo trovato su Youtube un video migliore, dal punto di vista del sound. Grazie Filomena per averci fatto capire meglio Giovanni Allevi, con la tua passione per la musica da me condivisa.  Qui sei sempre la benvenuta! RLM 

Adozioni, un vero scambio di doni.

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Invito a leggere l’editoriale relativo all’universo delle adozioni scritto dall’Avvocato civilista Rosamaria Montone, esperta in diritto di famiglia. (rosamaria.montone@gmail.com)

Roma 27 febbraio 2008

Adozioni “stile Stati Uniti”? E’ questo l’interrogativo che emerge dalla storia di Juno, giovane adolescente americana del Minnesota, nata dall’immaginazione della scrittrice, ora sceneggiatrice, Diablo Cody, e portata sullo schermo dal regista Jason Reitman. Da anni, infatti, negli Stati Uniti, accanto all’adozione “chiusa”, o legittimante, che si svolge sotto il controllo pubblico, si sperimenta un modello adozionale nuovo, “aperto”: attraverso delle apposite agenzie, i genitori biologici, soprattutto la madre, ancora prima di partorire, entrano in contatto con la famiglia adottiva, stabilendo sin dal principio, attraverso un accordo, le condizioni alla cui stregua si concede il nascituro in adozione, riservandosi, di solito, il diritto di visita al minore secondo scadenze concordate tra le parti. La sua peculiarità consiste proprio nel mantenimento di un rapporto tra madre (o famiglia) biologica e minore adottato, la cui intensità è regolata da un accordo preventivo fra le parti. Un vero e proprio “servizio a pagamento”, poiché dette agenzie hanno diritto ad una percentuale dalle famiglie, e provvedono a pagare tutte le cure e l’assistenza medica delle mamme in attesa. Si tratta, in buona sostanza, di un’adozione “privata”, perché estranea all’intermediazione ed al controllo pubblici e che costituisce un notevole incentivo all’adozione per la famiglia d’origine; e, complessivamente, un espediente che, in assenza di intermediazione pubblica, agevola l’incontro tra “domanda e offerta” di bambini adottabili, rappresentando per la donna in difficoltà, anche un’alternativa proponibile all’aborto.

Del tutto differente la disciplina in Italia, ove tutto avviene sotto il controllo e l’intermediazione delle istituzioni. Per chi intendesse adottare un bambino, questo è l’iter: presentazione della dichiarazione di disponibilità all’adozione, verifica dei servizi sociali e affidamento preadottivo (per le adozioni nazionali, che fanno riferimento al Ministero di Giustizia, Dipartimento giustizia minorile); decreto di idoneità, incarico all’ente autorizzato, incontro del minore nel suo paese d’origine, ingresso in Italia della nuova famiglia (per le adozioni internazionali, che fanno riferimento alla Famiglia, e dunque, alla presidenza del Consiglio, ove ha sede la CAI – Commissione Adozioni Internazionali). Un sistema, quindi, “chiuso”, benché la legislazione in materia sia caratterizzata da una rinnovata percezione dei diritti del minore (diritto di espressione e di ascolto del bambino da parte delle istituzioni, introduzione del principio del contraddittorio fin dalle prime fasi del procedimento per la dichiarazione di adottabilità del minore, possibilità per l’adottato che abbia compiuto i 25 anni di età, di accedere alle informazioni sulle origini), in aderenza a quanto emerso nel corso di alcune Convenzioni internazionali (Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989, Convenzione dell’Aja del 1993, Convenzione europea sull’esercizio dei diritti dei minori sottoscritta a Strasburgo il 25 gennaio 1996). E malgrado non siano mancate proposte dirette a verificare la possibilità di applicare la cosiddetta “adozione mite” (2003, Presidente del Tribunale per i Minorenni di Bari). La necessità pratica di affidare il primo contatto ad un intermediatore, di solito, un’agenzia privata, tuttavia, può nascondere il rischio di uno sfruttamento economico della donna in difficoltà, da una parte, della famiglia che aspira all’adozione, dall’altra. In secondo luogo, c’è il rischio che in tal modo si incentivi l’adozione, o addirittura, la nascita dei bambini più richiesti sul mercato, bianchi, sani, appena nati: ha fatto molto scalpore negli Stati Uniti la notizia di una coppia che ha deciso di “restituire” il figlio adottivo, perché affetto da squilibrio mentale, anche se il bambino ha rifiutato di essere disadottato (in America, infatti, a differenza dell’Italia ove è sufficiente che una coppia dichiari che non intende più continuare l’adozione perché il Tribunale per i minorenni sospenda la potestà genitoriale dei due genitori adottivi ed affidi il minore ad una casa famiglia, perché il bambino venga “restituito” occorre necessariamente il consenso di quest’ultimo). E’ notizia di questi giorni la presentazione a Strasburgo da parte del Vice segretario generale del Consiglio d’Europa, Maud de Boer-Buquicchio, della bozza della nuova Convenzione europea sui diritti dei minori, indirizzata a tutti i ministri europei responsabili delle politiche familiari e della giustizia, diretta a creare una piattaforma comune di procedure adottive, armonizzando le leggi nazionali degli stati membri dell’unione, con tante novità importanti. Anche l’Italia, quindi, una volta che la Convenzione sarà approvata, dovrà adeguarsi, modificando la legge attualmente in vigore. Verso un sistema sicuramente più “aperto”. Ma che limiti quella che è stata definita “la fabbrica delle adozioni che produce figli” e consideri che “…adottare un bambino è una grande opera di amore. Quando la si compie, ti dà molto, ma anche si riceve molto. E’ un vero scambio di doni…” Giovanni Paolo II.

 

 

PUGLIA. Negramaro musica dei grandi numeri

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Era il 2004 e sentivo parlare spesso di un nuovo gruppo formato da sei ragazzi provenienti dalla provincia di Lecce. Avendo ancora oggi la testa piena di tante estati calde passate lì nel Salento, dove la terra profuma di finocchio selvatico e cucunci,  ho creduto di poter ritrovare lo stesso sapore.

E infatti… non so dire quanto tempo sia passato dall’aver elaborato questa idea ed il realizzarla, ma un tempo breve perchè sono rimasta coinvolta inevitabilmente dalla prima nota. Di solito non ricordo i dettagli di tante cose, però il primo incontro con Loro su una spiaggia di Sperlonga non lo posso dimenticare .. Sono i negramaro.  Con Caterina Caselli, talent scout e poi il produttore Corrado Rustici, i 6 ragazzini, dal cuore delle Puglie, hanno raggiunto i palchi più importanti d’Europa e ottenuto i riconoscimenti più significativi, grazie ad un talento congenito che oggi li posiziona ai primi posti nello scenario della musica italiana.


nella foto i miei biglietti dei concerti du Negramaro

Della loro musica mi piace tutto e soprattutto la passione che li pervade e che sono capaci di trasmettere senza mai lasciare spazio al minimo dubbio sulla verità delle loro azioni. E’ quel tipo di musica che ti lascia nello stomaco un senso di potenza, un’emozione vera che si prova solo in presenza dei grandi artisti. Racchiude anni di note italiane per trasformarle un insieme di suoni meravigliosi, a mio parere d’avanguardia,  che girano intorno alla voce molto estesa di Giuliano, guida  e autore di musica e testi, anche se disponendo di un buon orecchio è possibile ascoltare i 6 meravigliosi assoli..

Io son sicuro che per ogni goccia
Ogni goccia che cadrà un nuovo fiore nascerà
(L’immensità 2005)

 Sono incredibili!  Sopratutto sono sei grandissimi musicisti nell’esecuzione.  Lo posso dire con certezza assoluta, forte dei 4 concerti attesi.. Roma Palalottomatica,  Anzio al Porto, Lecce alle Cave del Duca di Cavallino, Roma al Granteatro il più recente. Ogni volta è stata un’emozione fino a voler saltare di gioia – quella trasmessa dal palco ininterrottamente. Mi è difficile dire quale, tra i live visti, ritorna più spesso alla memoria, dato che sono stati tutti momenti unici. Al primo del Palalottomatica ricordo di aver saltato per più di due ore facendomi prendere dalla ‘sindrome della teenager’ che canta tutte le canzoni e solamente poi, nel ricordo, mi sono resa conto di aver assistito ad un’esecuzione perfetta. A Cavallino la chicca è stata la location, le Cave del Duca, una cava non più utilizzata di Pietra Leccese che fa l’effetto di un anfiteatro squadrato, a terra un tappeto di erba morbida ti accompagna dolcemente fino al fondo della cava dove un bellissimo palco nero occupa la scena. Tutto molto sorprendente.. Ricordo di essere rimasta muta almeno la prima mezzora ad osservare ogni dettaglio e a cercare di percepire anche la più piccola sensazione..  Ad Anzio sono stati bravissimi, soprattutto Giuliano che mi ha fatto impazzire con i vocalizzi della sua voce multiforme, peccato che si vedeva poco e tutti cantavano ‘troppo’ fino a coprire gli stessi negramaro. L’ultimo concerto visto al Granteatro di Roma, parte del tour teatrale 2007,  ha rappresentato per me il massimo. Comodamente seduta in prima fila posto centrale, ero  praticamente sul palco anche io!

Come mai, quella sera mi sono avvicinata alla loro arte, a pochi metri dalla Musica ho provato una grande felicità e il desiderio di riconoscere i negramaro come la band più rappresentativa di questa epoca, trasversalmente apprezzata in tutta Italia ed ora in partenza per il pianeta.. Bravi belli e buoni!! e orgoglio nazionale..  e poi lo dice pure Massimo Ranieri che quella sera c’era, sul palco del Granteatro,  a saltare come un ragazzino insieme a loro, cosa che conferma maggiormente la mia idea di grandezza legata a Giuliano Sangiorgi (voce e chitarre); Emanuele Spedicato (chitarre); Ermanno Carlà (basso); Danilo Tasco (batteria); Andrea Mariano (pianoforte e sintetizzatori); Andrea De Rocco (campionatore).

 

Da non perdeee il concerto di San Siro 31 maggio 2008!!!

(circuiti Ticketone, Greenticket, Amit, Charta, Box Office e nelle prevendite abituali)

 

 

 

 

 

 

LONDRA JumpDJ: Integrazione ‘trans-gentem’

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CIAO LULINDA! Così mi saluta il mio carissimo amico della JumpDj, agenzia londinese da lui creata, promoter di musica stellare nelle disco di tutta Europa e non solo. Sono contenta di vedere che il suo lavoro sta producendo dei risultati veramente sorprendenti, perchè non è mica facile andarsene da Roma, senza una reale prospettiva, e mettere sul mercato un prodotto come la JumpDj, che nasce semplicemente dalla volontà di cambiare alcuni schemi. Il motivo di fondo e contenuto base dell’agenzia JumpDJ è proprio quello di abbattere le barriere che esistono tra la musica suonata nei locali Gay e quella suonata nei locali Straight, perchè la musica ‘bella’ è bella ovunque e va fatta uscire dai ghetti in cui viene confinata, tendenzialmente per esigenze di mercato o semplicemente per paura, da parte dei gestori, che l’integrazione possa causare fughe di audience. JumpDj intende “liberare la musica” ed è per questo che, nell’organizzazione di un loro evento, il talento musicale deve occupare sempre il posto d’onore.

Con un impegno costante la JumpDj ricerca nell’underground mondiale gli artisti più significativi e li porta a contatto con realtà già esistenti ma diverse. Il pushing delle serate, gigs in disco-language, avviene attraverso una promozione basata sulle immagini e sulla musica stessa, più che sulle parole. Banditi dall’agenzia gli slogan quali  ‘IL PIU BRAVO DJ’,  ‘LA MIGLIORE MUSICA’ o  ‘L’EVENTO PIU GIUSTO’.  JumpDj tramite newsletter invia agli iscritti dei veri e proprio volantini interattivi con le immagini degli eventi, degli artisti, tutti i dettagli logistici e soprattutto la loro musica da ascoltare immediatamente e la possibilità di arrivare fino alle pagine web dei vari DJ presenti. In questo modo – cito JumpDJ-  ‘lasciamo il giudizio a chi riceve la promozione; prima d’ora nessuna altra agenzia aveva applicato questo concetto, se vuoi artistico, alla tradizionale formula del booking…. ed il risultato è fantastico’

  WEB

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inviando una mail con oggetto romalive a:

Jumpdj The Agency [jumpdj@tiscali.co.uk]

 

Alcuni dei Dj: (passare e cliccare sul nome per aprire i link degli artisti)

Tasty Tim il glitterato punk androgino e perenne ornamento dei club internazionali sempre piu richiesto come DJ e produttore.  Il suo talento come dj si comincia a sentire negli anni ‘80 suonando discomusic come Drag Queen negli allora famosissimi locali Londinesi CHA CHA e THE MUD CLUB. Attraverso tutti gli anni ‘80 la sua carriera prosegue nella scena dei club underground della capitale Britannica, con la famosa residency in quello che allora era il piu famoso gay club in europa, il leggendario HEAVEN. Dopo essersi trasferito a New York per un anno, ritorna a Londra per riprendere il suo scettro all’Heaven con forti djset House ispirati dall’esperienza newyorkese. Questa nuova dimensione musicale gli porta velocemente gigs in tutti i migliori locali londinesi e britannici e contemporaneamente in Italia, Germania, Australia, Sud Africa, Giappone e Russia.   

  

 

Sammy Jo il tour Dj della band Scissor Sisters che in questo ultimo anno ha viaggiato ininterrottamente da un capo all’altro del mondo portando la sua musica eletrodiscopop da Barcellona a Vienna, da Sao Paulo a Shangay, da Milano a Sidney. 

 

Milly De Mori, aka DJ millydemori, donna, è considerata un astro nel panorama internazionale della musica DJ elettronica. Molto ricercata, spende il suo tempo tra club gigs, radio e lavoro di produzione. La sua carriera è stata in costante crescita fino a diventare un’artista completa. Il suo stile si concentra nella musica elettronica, facendo uso di suoni minimal e hard allo stesso tempo e della potente tech house. Sempre molto sofisticata ed innovativa, millydemori’s touch è capace di conferire ai suoi DJ set una musicalità di gusto underground che li rende unici in ogni tipo di contesto.  

Duo ElektraWolf, composto da Wolfgang Flur, ex membro dei famosi Kraftwerk, ed Anni Hogan, ex membro del gruppo Mamba al seguito del cantante e produttore Marc Almond.

ROMA. Pattinare tra le auto d’epoca – Fiera Fuoriserie

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Sab 12. La giornata è un po’ nuvolosa a Roma e il caldo umido appesantisce l’aria ma ogni tanto il venticello porta un po’ di primavera sufficiente a rendere i bimbi inquieti tra le quattro mura.  E credo che l’inquilina del piano di sotto non ne possa più di sentirsi pattinare in testa.. mi arrendo e li porto fuori. Vorrei vedere l’esposizione di  Auto d’epoca  allestita  alla  Fiera di Roma,  soprattutto perchè lì si può pattinare tra gli enormi viali che dividono  gli  stand,  dettaglio non  da poco,  considerando la movimentata compagnia, armata di pattini e monopattini (nello slang di Bea: uovopattino). Arriviamo e parcheggiamo comodamente che quasi non mi sembra di stare a Roma e anche la fila per i biglietti dura un secondo. Entrando nei padiglioni si ha un colpo al cuore, alla vista di tante auto meravigliose,  e anche i bimbi, pur privi di condizionamenti di tipo sociale, sono sorpresi e felici. Poi, come attratti da un miraggio, ci avviciniamo ai veicoli dalle cromature perfette che viene voglia di mettere in moto e soprattutto di sognare.

Sono delle vere signore macchine, come non desiderarle. Un’Alfa Romeo 6 cilindri coupè color amarena mi fa l’occhiolino e io mi sciolgo… poi c’è di tutto ferrarari rosse, porsche di tutti i modelli e colori anche verdi arancioni e gialle, cadillac rosa, jaguar .. le rolls .. la chevrolet, le triumph e poi le fiat che hanno fatto la storia dell’auto in italia come la prima 500, quella con lo sportello antivento.  Ce ne sono talmente tante che andiamo da stand a stand velocemente. Mentre i bimbi vengo di presi dall’effetto biliardo, esattamente quando la palla bianca colpisce le palle colorate e quelle si spargono in direzioni diverse.

Sul fondo del padiglione alle 15:00 inizierà un’asta d’auto, ci sono già le macchine in bella mostra e le sedie messe in file, insomma è tutto pronto. Incuriosita dalla compostezza della situazione mi chiedo se esiste un profilo di amatore di auto d’epoca, e se c’è, qual’è? Un collaboratore della casa d’aste Luzzago, con il quale ho scambiato un paio di battute sul tema, sostiene che tra le ragioni che spingono all’acquisto la passione è al primo posto e l’investimento all’ultimo, in mezzo c’è una lista di valori individuali e soggettivi, anche se ammette che il prezzo di queste vetture aumenta con il passare del tempo. Quindi sono anche un investimento. Non per tutti però, ci tiene a sottolineare.. Va bè, per oggi non compro..

  

Nel secondo padiglione abbiamo incontrato le forze dell’ordine, gli eroi per  eccellenza nell’immaginario infantile, con alcune delle auto storiche di polizia e vigili del fuoco. Innamoramento a prima vista per tutti i piccoli presenti che fanno la fila per salire sul camion rosso dei pompieri, e farsi fotografare con il casco in testa.. mi chiedo che male ci sarebbe se mi mettessi in fila anche io. E poi sono così gentili i pompieri con i bambini, diciamo che sentono la responsabilità  e non deludono mai le aspettative. Ci piacciono parecchio. La gita è quasi finita, perchè la mia resistenza ha un limite e a questo punto mi dovrei procurare un paio di pattini oppure levarli a loro. Comunque continuiamo a scivolare tra i veicoli in direzione dei viali di uscita. E qui la cosa più buffa della giornata: la faccia del tipo allo stand Porsche quando ha visto piombarsi Checco in monopattino alla velocità di zorro.. Il terrore negli occhi! Certo che è ora di tornare a casa.

         

 

Roma. La Milonga

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 associazione tango romana

Ho ballato Tango fino alle due di questa mattina senza pause. Mi sta cominciando a piacere questa vita. Ho il senso del tempo e la possibilità di compiere movimenti minuscoli. Adoro ballare ad occhi chiusi e la potenza della musica. Per me è stato un grande incontro e qui ora mi fermerò un po’… Lascio una traccia per chi volesse provare questa Emozione e venire con ‘noi’ Milongueros. Intervista a DF, tanguero romano da una vita, da quando nella capitale c’erano meno di venti uomini a ballare tango.  

Il Tango è prima di tutto tre cose: la poesia delle sue canzoni, la musica e il ballo.Il ballo, quando è nato, è stato di rottura. Per la prima volta nella storia del baile, i due membri della coppia potevano esprimersi autonomamente. Le tecniche sono tante, ma alcuni aspetti sono sempre presenti. La concentrazione nell’ascolto e nella comunicazione. La libertà rispetto agli schemi permette di trasmettere, oltre agli umori della musica, anche le emozioni che si intendono comunicare all’altro. La simbiosi dei due ballerini con la musica fa si che, come non mai, la coppia sia un corpo solo, in un senso profondo, avendo letteralmente un unico equilibrio, una stessa respirazione.

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GOTAN = tango in lunfardo

Il lunfardo è un argot spagnolo utilizzato nella città di Buenos Aires e nelle sue zone limitrofe del conurbano del Gran Buenos Aires. È molto frequente il suo utilizzo specialmente nelle canzoni del ballo tipico di questa città, il tango argentino. Colloquialmente, è chiamato lunfa. Le sue origini furono quelle di un argot o slang di prigionieri, usato nelle carceri per non farsi comprendere dalle guardie. In questo contesto si inserisce anche la creazione di una particolare forma di parlare invertendo l’ordine delle sillabe di una singola parola, chiamata vesre, ossia l’inverso di revés, che significa ‘rovescio’. Ecco che quindi, al vesre, tango risulta essere gotán, amigo dà gomía, cabeza è zabeca, etc.

 La Milonga è di solito uno spazio molto ampio dal pavimento particolarmente levigato e spesso contornato da tavolini per i ballerini. Le coppie danzano lungo una “linea di ballo”, cioè lungo il contorno esterno dello spazio libero e procedono in direzione antioraria. Gli abituali frequentatori della Milonga vengono definiti Milongueros.

link per tangueros:

http://www.tangoaroma.com/tangoaroma/practicas.asp  

http://www.tangoaroma.com/tangoaroma/milongas.asp 

Llora, llora corazòn

llora si tienes por què,

que no es delito en el hombre

llorar por una mujer,

Angustia; letra y música: Horacio Pettorossi  

 

Vodpod videos no longer available.

Take The Lead Tango Scene – Antonio Banderas 

 

 

Barcellona. Passione

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Le umane statue della rambla non mi piacciono, hanno il sapore di un suvenir per one-shot turists.. belle ed elaborate alcune, ma penso subito a poca passione e … chissà se mettono annunci sul giornale.. ‘cercasi interno per Venere Minimal Chic, peso 45-50 kg, h. 160 max, richiesto permesso di soggiorno, anche prima esperienza, disponibilità a sopportare le alte/basse temperature e la massa incontrollabile di italiani”

 

Invece la MUSICA….ah la MUSICA!!!  poi ve lo dirò…