BLACK OUT. Barbara Eramo e Diana Tejera

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PROSSIMI CONCERTI LIVE:     
19/10/2008 h. 22- EIR ° Riva Destra Roma

24/10/2008 h. 19:00 – FNAC Show Case “In Trasparenza” Porta di Roma, Roma

26/10/2008 h. 22:00 – AwaLy*BarbaraE*DianaT*CristianaP*Nathalie _ Lian Club via degli Enotri 6 Roma – Power Female!

28/10/2008 h. 20 – Piccola Banda Ikona Roma

maggiori informazioni MySpace/Barbara Eramo, MySpace/Diana Tejera

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CHITARRE, VOCI E PICCOLE MANIPOLAZIONI SONORE. Intervista a Barbara Eramo.
Roma, 1 agosto 2008

Da pochi giorni è uscito il loro primo CD autoprodotto dal titolo Le solite note contenente parte del repertorio live riadattato per l’occasione. Inoltre è in programmazione già da un mese il Video del singolo Black Out, tratto dall’album di Barbara Eramo In trasparenza, etichetta  Rossodisera/Emergency distribuito da Egea. Barbara e Diana provengono da strade diverse, musicalmente parlando, eppure la loro forte amicizia che, come loro stesse sottolineano, crea singolari alchimie, le convince a realizzare il progetto EIR, un’etichetta autofinanziata, e a scegliere alcune cover tra i loro pezzi, per regalarci un disco ricco di melodie nuove e versi pieni d’anima. La loro Musica è fatta di emozioni senza censura nelle parole, nelle voci e nelle piccole nevrosi paradossali da sit-com, mostrate con l’intenzione di non lasciare nulla in superfice anche quando si strappa un sorriso. 

     

Barbara Eramo, Cantante e Compositrice, Premio della Critica e Premio Premio Volare per la Miglior Performance al Festival di Saremo 1998. Negli anni collabora con musicisti provenienti da ambiti diversi, tra i quali Ivan Lins, Luis Bacalov, Mike Mainieri. In teatro lavora con Giancarlo Giannini, Giorgio Albertazzi, Michele Placido e nel 2003 canta nel musical Dieci Comandamenti. Presta la sua voce alla realizzazione di alcune colonne sonore – El Alamein, L’uomo di vetro, Se fossi in te, Piano 17. Attualmente canta con il premio oscar Nicola Piovani (La vita e’ bella di R. Benigni). Canta e allo stesso tempo è coautrice nei due progetti musicali Piccola Banda Ikona (distrib. CNI e Finisterre) e Rocco De Rosa ( distrib. Il Manifesto). In uscita nei negozi a settembre il suo ultimo cd In Trasparenza, già pubblicato a giugno 2008 e attualmente in vendita online, etichetta  Rossodisera/Emergency distribuito da Egea. >MySpace/BioCompleta<

Diana Tejera, Cantautrice, ex leader e autrice del gruppo Plastico con i quali ha partecipa al tour completo di Lunàpop aprendo i concerti davanti ad un pubblico di ventimila persone. Con Plastico ha pubblicato 3 dischi per la Universo. Partecipa a Sanremo giovani nel 2002. Vince il Premio Ophelia dedicato alle cantautrici, premiata da Paolo Benvegnù e Meg. Ha coprodotto con Giampaolo Felici, cantante degli Ardecore, il nuovo disco di Valeria Rossi e composto con lei gran parte dei brani. Ha scritto e prodotto le musiche per diversi corti d’autore e per il  film La vida es un carnaval fuori concorso al Festival di Venezia. Ha composto per Tiziano Ferro E fuori e‘ buio. Attualmente sta lavorando ad un nuovo CD. >MySpace/BioCompleta<

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Barbara Eramo e Diana Tejera BLACK OUT

Dopo averla rincorsa tra sala prove e studi di registrazione, nel cuore di una Roma accaldata e semivuota, riesco ad incontrare Barbara Eramo, occhi grandi e una bellezza di altri tempi, grande esperienza musicale e una voce limpida come l’acqua di montagna. Più volte nella stagione invernale ho assistito alle serate live di Barbara e Diana in vari locali romani, restando affascinata dalla loro musica e dai testi ironicamente noir. Come l’ultimo singolo Black Out, il videoclip, la storia di una donna che viene rapita e che, colta dalla sindrome di Stoccolma, si innamora del suo carceriere.

RLM: QUANDO E COME NASCE IL SODALIZIO ERAMO-TEJERA? R: Nasce da una sottile non dichiarata antipatia iniziale. Avevamo delle amicizie in comune, poi per una serie di eventi ci siamo trovate a confrontarci su questioni di interesse comune piuttosto delicate e l’ho trovata una persona profonda e adorabile. Successivamente ho avuto modo di ascoltare la sua musica, strano per me, dato che in genere accade il contrario! Comunque in questa maniera ho scoperto il suo incredibile talento per la Musica. E’ stato naturale il desiderio di suonare insieme, sebbene i diversi percorsi artistici individuale, ci rendiamo conto che insomma l’uno non esclude l’altro, anzi!

RLM: CHI SCRIVE IN GENERE? R: Scriviamo entrambe, come dicevo ognuna ha il suo progetto e dal vivo riproponiamo i nostri brani riarrangiati per due voci. Black out l’abbiamo scritta insieme e speriamo non rimanga un caso isolato!

RLM: ROMA E’ LA CITTA’ DOVE SI PUO’ EMERGERE?  R: Qui ci sarebbero da spendere fiumi di parole. Sulla base della mia esperienza, posso dire che Roma mi ha dato tantissimo. E’ qui che ho cominciato a fare i palchi, quelli veri, i locali, le rassegne, gli studi di registrazione. Ma e’ anche la citta’ dove da tutta Italia veniamo a cercare visibilità, per questo è faticosissimo. Ci sono tante persone che hanno la passione per la musica e fanno questo mestiere che, non essendo granchè riconosciuto come tale, viene sottopagato e francamente vige lo sfruttamento puro. La competizione è elevata e per quanto non m’appartenga affatto questo atteggiamento verso la musica, che non considero al pari d’una gara sportiva, spesso pur di poter suonare, si accettano condizioni che non dovrebbero essere neanche proposte. Quindi la situazione non e’ entusiasmante da questo punto di vista e a volte, se la motivazione non è forte abbastanza, può capitare di gettare la spugna. Francamente a volte ho avuto un pensiero di questo tipo, ma poi l’ho superato, perchè realmente la Musica è il mio nutrimento, la mia vita.

RLM: IL MERCATO DISCOGRAFICO E’ CAMBIATO. TU COME VIVI IL WEB?  R: Su Internet ci conto parecchio. Mi sembra che poco a poco ci si stia liberando dagli aguzzini del mercato discografico mentre gli artisti cominciano a capire i meccanismi e si rendono sempre piu indipendenti, ciò sta gia accadendo. Molti di noi in tutto il mondo, a cominciare da band importanti come i Radiohead, vendono direttamente il loro cd in rete senza più il filtro delle case discografiche. Siamo decisamente nel futuro. Bisogna ovviamente farne buon uso e riconoscere il valore delle cose, del lavoro svolto, piuttosto che cercare sempre la maniera di ‘svoltare’ come diciamo a Roma, cioè di riuscire negli obiettivi a scapito però di chi investe tutto se stesso. Ma questo sta al buon senso del singolo.
 

Nota: per le date del tour consulare le pagine web dell’artista

Related link MySpace/Barbara Eramo, MySpace/Diana Tejera, Ivan Lins, Tiziano Ferro, Luis Bacalov, Mike Mainieri, Dieci Comandamenti, Nicola Piovani , Lunàpop, Valeria Rossi, E fuori e‘ buio

 

FONTI: Wikipedia, Youtube

 

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TALENT SCOUT: ZAFACON da Barcellona

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6 mesi di Romalive  27/03/08  –  27/09/08

Per (auto)celebrare questi primi sei mesi di Romalive ritorno a Barcellona, dove ho trovato la spinta, l’ispirazione e l’amore che mi hanno portato su questa lavagna nera a parlare dell’unica cosa al mondo che riesce a farmi tacere quando parla lei. La Musica.

Romalive è assolutamnte una bambina di sei mesi, ora forse comincia a muovere i piedini in maniera un po’ più consapevole. Camminare? Bè forse è troppo presto… Ma tra un po’ si comincia a gattonare.

Grazie a tutti i miei amici. 

 


Ad Aprile di questo anno passando per Barcellona, dove ormai avrete capito che ci sto bene, ho conosciuto il gruppo Zafacon. Dopo mesi di avvicendevoli ‘inseguimenti’ sono riuscita a fare una chiacchierata con uno di loro, il napoletano Sergio di Finizio, Basso, cofondatore del gruppo, arrangiatore, musicista, il quale mi ha raccontato un po’ della loro storia. In questo ultimo periodo hanno realizzato il loro primo video dal brano ‘solo las olas’  ed ora Zafacon vorrebbero registrare il primo album. Certo la strada è dura e la concorrenza elevata, ma anche il loro talento.

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DA NAPOLI A BARCELLONA.
Mi chiamo Sergio di Finizio. Suono il Basso. Sono nato a Napoli,  anche se sono cresciuto a Caserta e poi tornato in città per gli studi universitari.  Musicista per istinto individuale dall’età di 6 anni. Il primo basso sono riuscito a comprarlo con i miei risparmi a 13 anni, studiando da autodidatta il primo anno, poi con un insegnante, PietroPaolo Veltre per più di tre anni. Armonia e improvvisazione nel jazz, a Barcellona dove sono arivato alla fine del 2003 arrivai a Barcellona. O, per meglio dire, arrivai in Catalunya visto che mi trovavo a Terrassa, per un dottorato di ricerca in fisica applicata, che finalmente dovrei concludere fra pochi mesi. Il primo periodo a Terrassa è stato difficile, quando, dopo l’estate, mi trasferii a Bercellona, cambiarono le cose nel giro di un paio di settimane. Attraverso www.atiza.com, una pagina di annunci per musicisti, entrai in contattato con Rafo e Bernat, batteria e voce di Zafacon. Internet riesce a mettere in contatto persone che altrimenti non avrebbero l’opportunità di conoscersi.

COME NASCE ZAFACON.
Zafacón come progetto nasce nel 2004,  da me, Bernat (voce e chitarra) e Rafo (batteria). Nel 2005 Bernat andò a Firenze a fare l’Erasmus e verso la fine del 2006 riprendemmo a suonare finalmente tutti insieme… A Gennaio 2007 si uni’ al gruppo Gabriel, il percussionista. Poi l’anno successivo, a Gennaio 2008, è arrivato il trombettista Iván mentre a Giugno scorso il tastierista Sebastian. Questa è dunque la formazione completa:

Sergio di Finizio (Napoli), al basso, Rafael Dujarric alla batteria (Rep. Dominicana), Bernat Garau alla chitarra e voce (Palma de Mallorca), Gabriel Grases alle percussioni (Venezuela), Ivan Samso alla tromba (Barcelona) e Sebastian Fonseca al piano (Chile).

 

LA NOSTRA MUSICA.
La nostra musica è una fusione delle influenze di ciascuno di noi, soprattutto funk – principalmente grazie al background mio e di Sebastian – e della musica latina per i latini del gruppo, soprattutto Gabriel. Ma c’è anche pop, soprattutto nella voce, a volte un pizzico di drum’n’bass. Personalmente lo definisco funk-latino ma in realtà finora nessuno ha saputo “etichettare” quello che facciamo!
Qualcuno dice che Zafacón suona come Zafacón. Direi che è un buon passo verso il sound originale che stiamo cercando.

I pezzi nascono principalmente dalla mente di Bernat o mia e poi insieme li arrangiamo e spesso prendono cammini molto diversi da quello che si era immaginato al principio. Alcune cose sono anche nate facendo un poco di jam in sala prove. I testi sono invece tutti di Bernat meno qualcuno che è di Gabriel. Anche Sebastian ha una buona vena compositiva, però per al momento il suo contributo è solo un arrangiamento bomba di jammin’ del grande Bob Marley.

INCIDERE UN DISCO? 
Magari!! Diciamo che avremmo abbastanza materiale…ci sono alcuni pezzi nuovi che dovremmo terminare e abbiamo da fare un grande lavoro di arrangiamenti con quello che già abbiamo…proposte finora non ne abbiamo avute. Suonare, al di la del piacere personale che ne deriva, è una specie di investimento a fondo perduto: gli strumenti, le sale prove, i trasporti, quello che ci guadagni in in termini economici e`pochissimo. Qui a Barcellona non è banale suonare dal vivo: i locali di musica live si contano sulle dita delle mani e per accedervi è strettamente necessario presentare una buona registrazione, cosa che costa soldi e per il momento noi ci stiamo arrangiando come possiamo. Lo stesso vale per i concorsi, voglio dire.. il cammino è lungo. Credo che oramai la cosa più normale sia l’autoproduzione e poi magari trovare o meglio farsi trovare da qualche label per la distribuzione. Una soluzione che ti lascia molta libertà e, sicuramente, una strada meno accidentata…

Come se la cava un italiano con il flamenco? Mi sembra che sia presente nella vostra musica. Non c’è ancora molto flamenco in quello che facciamo. Ci sono delle sonorità nel brano sal y pimienta, mentre abbiamo più influenza della cosiddetta rumba catalana, che forse può ricordare un po’ il flamenco ad un orecchio non espertissimo in materia, ma in fondo sono diversi. Riguardo alla musica popolare il discorso e’ un po’ complesso. Il flamenco è una musica ricchissima e complicata,  da qualche mese lo sto studiando in profondità e ti assicuro che è un bordello assoluto! Ma lo faccio per cultura personale e anche perche’ qui a Barcellona, ma soprattutto al sud del Paese, è molto molto ascoltata.

Tra le persone con le quli ho suonato voglio ricordare Xavier Bon, Matias Miguez e David Reed, il chitarrista Marc Borau, con me in un duetto jazz e poi  il pianista Gabriele Prevato, di Venezia, con il quale ho formato un altro duetto jazz prima di Zafacon.

PER CONOSCERE MEGLIO IL GRUPPO ZAFACON E LA LORO MUSICA:

www.myspace.com/zafacon            www.myspace.com/sergiodfz

ROMA. Pattinare tra le auto d’epoca – Fiera Fuoriserie

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Sab 12. La giornata è un po’ nuvolosa a Roma e il caldo umido appesantisce l’aria ma ogni tanto il venticello porta un po’ di primavera sufficiente a rendere i bimbi inquieti tra le quattro mura.  E credo che l’inquilina del piano di sotto non ne possa più di sentirsi pattinare in testa.. mi arrendo e li porto fuori. Vorrei vedere l’esposizione di  Auto d’epoca  allestita  alla  Fiera di Roma,  soprattutto perchè lì si può pattinare tra gli enormi viali che dividono  gli  stand,  dettaglio non  da poco,  considerando la movimentata compagnia, armata di pattini e monopattini (nello slang di Bea: uovopattino). Arriviamo e parcheggiamo comodamente che quasi non mi sembra di stare a Roma e anche la fila per i biglietti dura un secondo. Entrando nei padiglioni si ha un colpo al cuore, alla vista di tante auto meravigliose,  e anche i bimbi, pur privi di condizionamenti di tipo sociale, sono sorpresi e felici. Poi, come attratti da un miraggio, ci avviciniamo ai veicoli dalle cromature perfette che viene voglia di mettere in moto e soprattutto di sognare.

Sono delle vere signore macchine, come non desiderarle. Un’Alfa Romeo 6 cilindri coupè color amarena mi fa l’occhiolino e io mi sciolgo… poi c’è di tutto ferrarari rosse, porsche di tutti i modelli e colori anche verdi arancioni e gialle, cadillac rosa, jaguar .. le rolls .. la chevrolet, le triumph e poi le fiat che hanno fatto la storia dell’auto in italia come la prima 500, quella con lo sportello antivento.  Ce ne sono talmente tante che andiamo da stand a stand velocemente. Mentre i bimbi vengo di presi dall’effetto biliardo, esattamente quando la palla bianca colpisce le palle colorate e quelle si spargono in direzioni diverse.

Sul fondo del padiglione alle 15:00 inizierà un’asta d’auto, ci sono già le macchine in bella mostra e le sedie messe in file, insomma è tutto pronto. Incuriosita dalla compostezza della situazione mi chiedo se esiste un profilo di amatore di auto d’epoca, e se c’è, qual’è? Un collaboratore della casa d’aste Luzzago, con il quale ho scambiato un paio di battute sul tema, sostiene che tra le ragioni che spingono all’acquisto la passione è al primo posto e l’investimento all’ultimo, in mezzo c’è una lista di valori individuali e soggettivi, anche se ammette che il prezzo di queste vetture aumenta con il passare del tempo. Quindi sono anche un investimento. Non per tutti però, ci tiene a sottolineare.. Va bè, per oggi non compro..

  

Nel secondo padiglione abbiamo incontrato le forze dell’ordine, gli eroi per  eccellenza nell’immaginario infantile, con alcune delle auto storiche di polizia e vigili del fuoco. Innamoramento a prima vista per tutti i piccoli presenti che fanno la fila per salire sul camion rosso dei pompieri, e farsi fotografare con il casco in testa.. mi chiedo che male ci sarebbe se mi mettessi in fila anche io. E poi sono così gentili i pompieri con i bambini, diciamo che sentono la responsabilità  e non deludono mai le aspettative. Ci piacciono parecchio. La gita è quasi finita, perchè la mia resistenza ha un limite e a questo punto mi dovrei procurare un paio di pattini oppure levarli a loro. Comunque continuiamo a scivolare tra i veicoli in direzione dei viali di uscita. E qui la cosa più buffa della giornata: la faccia del tipo allo stand Porsche quando ha visto piombarsi Checco in monopattino alla velocità di zorro.. Il terrore negli occhi! Certo che è ora di tornare a casa.