#PIN: Daymé Arocena

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BACKGROUND INFO
Birth name Daymé Arocena
Born in Cuba in 1994
Genres jazz / Cuban neo-soul / AfroCuban
Occupations Singer-songwriter, musician
Instruments Vocals
Website http://daymearocena.com


WHY PIN-IT:
► she is great
► the proof that Cuba is still a cradle of music
► tradition & values in lyrics
► jazz is the good start of all music
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UNA GRANDE ‘CUBAN JAZZ SESSION’ CON ERNESTTICO A ROMA

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ernesttico-cjs-cover-foto

Un evento straordinario sta per arrivare a Roma. In esclusiva nella capitale al Alexanderplatz Jazz Club il 4 e 5 Novembre è di scena Ernesttico, il più grande percussionista cubano scelto dai big della musica Italiana. E’ d’obbligo ricordare che Jovanotti lo ha voluto accanto a se per molto tempo, per conferire alla sua musica quel meraviglioso sapore Latin che molto spesso ritroviamo nei dischi di Lorenzo. Insomma è sicuramente uno dei musicisti che gli ha fatto trovare quel Ombelico del mondo che ha tanto cercato.

Ma la lista delle collaborazioni di Ernesttico, all’anagrafe Ernesto Gonzales, è veramente lunga e d’effetto, Emiliano Salvador, Gonzalo Rubalcaba, Orchestra Tropicana, Pino Daniele, Pat Metheny, Eric Marienthal, Gloria Estefan, Jane Bunnet. Anche molti italiani lo hanno voluto al suo fianco, Eros Ramazzotti, Raf, Fabio Concato, Anna Oxa, Carmen Consoli, Laura Pausini, Renato Zero, Gianna Nannini, Fiorella Mannoia, Elisa, Ivano Fossati, Zucchero e Giorgia, per citarne solo alcuni.

SUL PALCO del Alexanderplatz (Via Ostia 9, Prati) il 4 e 5 novembre con Ernesttico alle Percussioni potrete ascoltare un gruppo di incredibili musicisti Cubani! Ivan Bridon Pianoforte, Tastiere, Percussioni e Cori Angel Ballester Saxs, Flauto, Cori e Percussioni Minori  Dany Noel Basso Elettrico, Contrabasso, Chitarra e Cori

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JOVANOTTI A CUBA PER LA PACE

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Habana Cuba, 20 settembre 2009, un milione di persone in piazza per la musica. Cuba è certamente abituata ad avere queste folle riversate nelle strade come in occasione dei tanti comizi tenuti dal Leader Maximo.

Questa volta però  la Plaza de la Revolucion si è riempita di persone venute ad ascoltare le note de 14 artisti riunitisi per dare vita la concerto “Pace senza Frontiere“, organizzato dal musicista colombiano Juanes per favorire il dialogo e la pace tra gli Stati Uniti e Cuba.

Che la musica sia un linguaggio universale più delle stesse parole  è un dato di fatto e credo che questo genere di eventi siano utili ad aprire la mente. Anche se, per quanto è grande il divario tra i due paesi, questo concertoi sembra essere stato come una goccia in un mare, ma almeno è stata versata.

All’evento ha partecipato Jovanotti  – unico italiano e unico di lingua non spagnola. Lorenzo Cherubini ha infiammato la piazza con due dei suoi brani più conosciuti anche all’estero “Penso  positivo” e “L’ombelico del mondo”. 

Vodpod videos no longer available. 

Per questo concerto Jovanotti ha suonato con una Band messa insieme dalla rockstar colombiana, formata da grandi artisti latino americani. L’evento in se è stato unico. Per la prima volta che si è suonato esclusivamente per sostenere il valore della pace e non a sostegno della politica del governo, violando di fatto i principi vigenti sull’isola che regolano l’embargo.

Lorenzo è stato invitato perchè la sua musica è molto seguita e apprezzata a Cuba, dove nel ’95 aveva tenuto un primo concerto pur essendo un artista internazionale sotto contratto con una “major”.  

Il concerto del 1995  fu un evento importante e fu molto seguito dai media, ma ancora più significativo è stato per i circa 50 mila ragazzi presenti  che hanno avuto la possibilità di conoscere la musica e i testi di Lorenzo. 

Goccia dopo goccia può diventare un mare …

 

Juanes, cantante e compositore rock, colombiano. Giunto alla fama internazionale nel 2005 con la sua Camisa Negra. Sin dal suo album d’esordio nel 2000 viene premiano con molti Latin Grammys, 12 ad oggi, che lo eleggono senza dubbio come uno dei migliori artisti del panorama musicale latino americano.

 

 

 

FIESTA CLUB 2009 18|06-16|08 2009

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18 giugno – 16 agosto 2009
FIESTA CLUB ’09
Ippodromo delle Capannelle
Via Appia, 1245 – Roma
Info concerti: 06.7182139
h. 22.00 (concerti)   Ingresso da 10,00 euro

Ogni anno è la stessa grande emozione! Lo ammetto, adoro il Fiesta, fa parte di me perché grazie al Fiesta ho potuto allargare i miei orizzonti musicali. AUGURI per i sui primi 15 anni al Festival Internazionale di Musica e Cultura Latino Americana di Roma. Era il 1994 il primo anno e c’ero anche io!

Per questo importante anniversario il Fiesta ha deciso di regalarsi una nuova veste. Dal 2009 diventa Fiesta Club’09, un’area di 7000 mq con ristoranti, bar, discopub, stand commerciali e tante piste da ballo dedicate ai diversi generi musicali del mondo latino, classico e di nuova tendenza. Sara’ il più grande locale all’aperto d’Europa, non più un villaggio come in passato, con attività diversificate tra loro ma unite in un’unica cornice scenografica dal sapore architettonico coloniale, tipico dei luoghi caraibici e sudamericani che intende rappresentare. (fonte ufficio stampa Fiesta Clum 09)

La grande arena concerti è in grado di ospitare circa 5000 persone per gli eventi più importanti e due palchi più piccoli saranno luogo di concerti più intimi e raccolti.

La notizia piu` importante di questa edizione 2009 è nella scelta fatta dalla direzione artistica, a cura del bravo Mansur Naziri, di voler recuperare l’identità originaria di Festival dedicato alla Cultura Latino Americana, ospitando eventi e dando spazio a momenti strettamente legati alla cultura latino-americana nelle sue molteplici forme. Vi ricordo che negli ultimi anni si era creata un po’ di confusione per la presenza, ad esempio, della danza del ventre o di piste di house music, con non poco risentimento da parte del pubblico dei ‘fedelissimi’ del Fiesta, che ovviamente è 100% latin-oriented !! Tra i quali si schiera anche Romalive.

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Al solito grido di  ‘Allergic to REGGETTON’ ecco il

PROGRAMMA 2009

Gio. 18|06    Te lo do io Pasquino (CABARET)
Ven. 19|06    Frank Reyes (BACHATA S. Domingo)  15,00  €
Sab. 20|06   Clave Cubana (REGGAETON)
Dom. 21|06   Te lo do io Pasquino (CABARET)
Mar. 23|06   Pupy y los que son son (SON CUBANO) 10,00  €
Mer. 24|06  Serata Brasil (DA CONFERMARE)
Gio. 25|06    Los Van Van (CUBA)  15,00 €
Ven. 26|06  Jarabe de Palo (SPAGNA) 15,00 €
Dom. 28|06 Clave Cubana + Serata (REGGAETON)
Mar. 30|06 José Luis Cortés NG La Banda (CUBA)  10,00 €

Mer. 01|07   Gente D’Zona (REGGETTON CUBA) 15,00 €
Gio. 02|07    Oscar D’Leon (COLOMBIA) 15,00 €
Ven. 03 |07 Clan 537 (Pop, R&B, Hip Hop, Salsa Timba e Reggaeton) 10,00
Sab. 04|07   Charanga Habanera (CUBA) 15,00 €
Dom. 05|07 Clave Cubana (REGGETTON CUBA)
Mar. 07|07  Carlos y Alejandra (SALSA ROMANTICA-POP) 10,00 €
Mer.08|07   Gilberto Santarosa (PORTORICO) 20,00 €
Mer. 09|07   Orquestra Reve  (CUBA)  10,00 €
Ven. 10|07  Noche de Cuba Manolin el Medico, Los 4, Clan 537, Paulito  15,00 €
Sab. 11|07    Haila Mompiè (CUBA) 10,00 €
Mer. 15|07   Olodum (BRASILE)  15,00 €
Gio. 16|07    Gente D’Zona (REGGETTON CUBA) 15,00 €
Ven 17|07  Clave Cubana (REGGETTON CUBA)
Sab. 18|07    Paulito FG (CUBA) 10,00 €
Dom. 19|07  Adalberto Alvarez (CUBA)  10,00 €
Mar. 21|07   Harmonia do Samba (BRASILE)  15,00 €
Mer. 22|07  Gilberto Gil  (BRASILE)  15,00€
Gio. 23|07   Issac Delgado y La India (CUBA – PORTORICO) 20,00 €
Ven. 24|07  Carnaval de Pernambuco (BRASILE) 10,00 €
Sab. 25|07   Charanga Habanera (CUBA) 15,00 €
Mar. 28|07  Alexander Abreu y Havana D’Primera (CUBA trombettista) 10,00 €
Mer. 29|07 Tropicalissimo (MIX)
Gio. 30|07   Eva Ayllon (PERU’ – MUSICA CRIOLLA) 15,00 €

Sab.  01|08   Clan 537 (Pop, R&B, Hip Hop, Salsa Timba e Reggaeton) 10,00€
Dom. 02|08 Clave Cubana (REGGETTON CUBA)
Gio. 06|08 Alexandra (SANTO DOMINGO, BACHATA) 15,00 €
Ven. 07|08 Neguinho da Beija Flor (BRASILE SAMBA) 15,00 €
Sab. 08|08 Carlos Vives (COLOMBIA) 25,00 €
Mer. 12|08 Clave Cubana + Serata (REGGAETON)
Gio. 13|08 Que Fiesta 10,00 €
Ven. 14|08 Maykel Blanco y Su Salsa Mayor (CUBA – GIOVANE TALENTO) 10,00€ _____________________________________

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post restyling in 2017

Cuba, illusione di felicità.

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per sostenere l’iniziativa di www.unite.blogcatalog.com

Cuba ha sottoscritto la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. La Costituzione Cubana, VII Cap. “Diritti, doveri e garanzie fondamentali“, garantisce il diritto al lavoro, il diritto alla salute e all’assistenza ospedaliera e medica gratuita, il diritto all’istruzione gratuita ad ogni livello, la libertà di stampa  e di parola e “conformemente ai fini della società socialista”, il diritto di riunirsi,  manifestare e associarsi, la libertà di religione e coscienza, il diritto alla difesa. Nonostante queste garanzie dichiarate, il governo cubano è stato frequentemente accusato di numerosi abusi dei diritti umani, a partire dalla Rivoluzione del 1959.

 

Ciudad de la Habana

E’ una sera di marzo, ma l’aria è esattamente quella estiva, calda e afosa. L’umidità tamburella e vorrei asciugare le micro goccie di sudore che fuoriescono da ogni poro. Sono arrivata all’Habana da una settimana e ci ho messo poco a riconoscere i posti e familiarizzare con la ciudad; vado camminando per le strade come se fossi parte della scena, ma è così che devo fare, se voglio mescolarmi un po’. Comunque si vede che sono straniera e la prudenza non è mai troppa. Di certo mi rispettano e il fatto di parlare nella loro lingua, con l’accento un po’ strano per essere italiana, mi permette di approfondire gli argomenti che più mi interessano.. Non è facile evitare di farsi coinvolgere nei loro stati d’animo, sempre ben nascosti da una patina formale e di circostanza, ma che riesco comunque a cogliere. Per questo non ho mai associato Cuba alla vacanza idilliaca sotto la palma, è sempre un viaggio diverso. Noto con un po’ di delusione, lo ammetto, che sui muri dei palazzi ancora imperversa quello slogan.

La Revolución…..bella parola tonda! ma basta metterci piede sull’isola per rendersi conto che qui nessuno ha mai vinto nulla.. Non c’è memoria di vittoria se non sui muri. Tanto meno di rivoluzione nel significato del termine.. Qui sono tutti in attesa che il sogno si ralizzi.

Mi suona in testa la conversazione avuta qualche giorno prima:  “Sono nata povera, sono vissuta povera e sto morendo povera”. A parlare è abuela Vicenta, 96 anni. Lei ha vissuto, suo malgrado intensamente, sempre all’Avana, compiendo ogni giorno gli stessi faticosi gesti per procurarsi cibo, per lavare un lenzuolo, per pulire la casa.. Semplici attività di routine che, dalla metà degli anni ’50 – in posti diversi – si risolvono spingendo un bottone, ma che a Cuba devono essere programmate e richiedono il coinvolgimento di più persone. Queste sono le donne vissute all’interno di un sistema che, al di là delle convinzioni politiche condivisibili o meno, le ha rese schiave della gestione familiare e, analizzando a fondo il significato del loro operato, mi sono convinta nel tempo che sono uno dei fattori principali per cui in qualche modo Cuba è ancora in piedi.. Non mi ero mai resa conto di quanto fosse faticoso vivere. L’ho capito solo trovandomi a partecipare alla lucha.. “Estoy en la lucha”  è una espressione molto utilizzata e, mentre al principio pensavo si riferisse ai fatti della rivoluzione, in seguito ho capito che è la frase simbolo dello stile di vita cubano, che induce a ‘combattere’ quotidianamente per le necessità primarie, facendoti scalare piccole gerarchie di potere, solo per avere una bottiglia di olio in più o la medicina tanto importante..

Li per lì mi irritano questi discorsi e vorrei controbattere, ma sono consapevole di dover mantenere le mie opinioni ‘private’ certa che un’azione contraria, servirebbe solo a mettere in dificoltà persone che non hanno un’alternativa.. ci penso e mentre lo faccio continuo a camminare nella giovane notte habanera. Devo raggiungere un amico a San Miguel. Percorro tutta la calle Obispo, ormai i negozi sono chiusi e la viuzza allegra e colorata di giorno, piena di souvenir e sabor cubano, a quest’ora è una calle come tante altre.. buia, sporca, dissestata… per fortuna il fascino è intatto.

Il mio amico Ramiro fa il barman a San Miguel, un barrio (1) di centro Habana, uno di quelli tosti. Qui pochi mesi fa hanno sfollato la gente che ci viveva per inagibilità degli edifici barocchi che, per lo più, dal ‘700 non sono stati più restaurati. Una volta liberati gli edifici è iniziato un vero e proprio ‘mercato‘. Sono arrivati da Oriente (2) e hanno cominciato ad insediarsi abusivamente, occupando fino all’ultimo angolo disponibile. Dicono che qualcuno si sia arricchito con questa operazione, e la cosa non mi stupisce affatto. Mentre cammino tra le vie cerco di sbirciare nelle case, e noto che sono colme di oggetti, mobili accatastati, animali e tante persone. Sì, sono a San Miguel. Il poliziotto della prima esquina (3) mi ricorda che alla prossima ce ne sarà un’altro come lui, perchè al mio passaggio si dicono qualcosa.. un passaparola da cuadra a cuadra. Loro non immaginano che capisco perfettamente le cazzate che si stanno dicendo.. ma è buio e non ho voglia di replicare, altrimenti finiremmo per insultarci per il mio atteggiamento anti-qualsiasi-cosa!! lascio stare e tiro dritto, verso il bar dove mi stanno apettando. Finalmente! giro l’ultimo angolo e vedo la meta.

1. quartiere 2. Oriente è una provincia meridionale.. e gli orientali sono considerati in senso dispregiativo come i nostri ‘terroni’ rispetto alla capitale – come se la loro vita valesse meno! 3. angolo

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Hoy continué dándole cuerda a mi reloj
con timbre atado sobre número invisible
poco me importa donde rompa mi estación
si cuando rompe está rompiendo lo imposible.
Por eso canto arena
roca que luego es multitud del agua buena.
Y canto espuma
cresta que cuando logra ser ya no es ninguna. Canto Arena di Silvio Rodríguez

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Ron y cola sin hielo.. Ramiro mi sorride, come chi ti capisce al volo. E’ una persona di poche parole forse perchè ha una faccia che racconta una storia. Sa bene cosa significa non avere un lavoro e non essere del partido’ e ora che ha ottenuto i ‘benefici’ li tiene stretti.. L’avevo conosciuto un anno prima insieme ad altri amici e di lui mi aveva colpito il modo diretto con cui mi raccontava le cose, e mi chiedeva senza chiedere di riferire quella rabbia da troppi anni repressa. Da li in poi eravamo diventati amici e quando potevo andavo a trovarlo.

Yamiley la sua ragazza è seduta al bar e mi fa cenno di sedere con lei. Tra un cocktail e l’altro ci infiliamo velocemente in una conversazione che durerà ore, su Cuba, il fututo, la politica, i ragazzi, l’università, la (mancanza di) libertà, la voglia e l’impossibilità di fuggire in europa. Dai suoi racconti capisco  l’esistenza di un mondo parallelo in cui si deve agire secondo regole ben precise, non  importa che siano sbagliate..

Il problema di fondo è la mancanza totale di motivazioni. Perchè studiare, perchè lavorare, perchè in generale agire.. Si lamenta Yamiley. Prima di tutto studiare è difficile, ma non rispetto allo studio in se, è difficile arrivare all’università tutti i giorni con mezzi di fortuna o negli autobus superaffollati, avere qualcosa da mangiare per superare le ore di studio, sopportare il caldo nelle aule al limite della capienza, studiare su libri di 30 anni fa’, o più..  Ma in fondo ci si abitua a tutto e non avrebbe problemi ad andare avanti se avesse un obiettivo da puntare.. ma è proprio questo che manca, perchè alla fine del percorso di studio, quando naturalmente lo sguardo si rivolge al mondo del lavoro, lo spettacolo che si presenta è cupo.. molto cupo. Il lavoro è poco e si spera di non trovarlo, visto lo stipendio iniziale di pochi dollari al mese!! In pratica il lavoro è retribuito in modo uniforme (meglio dire uguale per tutti) ma non in base alla mansione, ma in base al livello. Quindi che tu sia una ballerina di flamenco o un minatore di nikel o un pescatore di Alamar percepirai un salario in base alla tua fascia di anzianità. Da pochi dollari a circa 250 per i livelli dirigenziali più alti! Questa cosa è assurda già solo per il tentativo di uniformare tanti esseri umani che per natura stessa delle cose sono tutti diversi.

Qui chi vede oltre soffre per mancanza di evoluzione, non parlo certo di progresso, ma dei cambiamenti naturali portati dall’evolversi dell’essere umano, quanto succede in posti vicini per cultura, come l’Italia e la Spagna, o per posizione geografica, come gli Usa. Nonostante gli sforzi fatti dal Líder máximo per nascondere e spesso denigrare le altre culture, ormai i cubani di ultima generazione comprendono, vedono, sanno.  Non hanno più voglia di sottomettersi a logiche clientelari secondo cui è necessario abituarsi a meccanismi di pressione psicologica imposti in modo capillare.. de cuadra en cuadra.  Un sistema di favoritismi che prevede comunque alcune persone privilegiate nelle posizione di distribuzione di beni e servizi,  quindi non è uguale per tutti.

Potrei continuare a  parlare ore ed ore di questo posto e dare la mia testimonianza diretta oppure dare voce alle delusioni di tanti amici cubani da Roma a Mosca a Beijin a Johannesburg, ma ormai non si tratta di destra o sinistra, si tratta di distiguersi per umanità, quella che ci fa riconoscere in quanto Esseri Umani.. di riunire le famiglie, di dare posto a chi ne ha diritto per appartenenza naturale.. Non è più il momento di dire chi ha ragione, o chi ne ha avuta! E’ evidente che sono stati fatti molti errori di valutazione prima e di gestione poi. I Cubani, con intelligenza, calore e grande umanità sono la vera forza della Isla. Ma qualcuno se ne è accorto?  Probabilmente fin troppo bene. Di certo Cuba rappresenta molto nella mia vita e spero di vivere abbastanza per vederla (ri)nascere!

 w la musica cubana!!! ieri oggi domani!

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Cuba afferma che: L’istruzione cubana è gratuita a tutti i livelli e garantita dal Ministero dell’Istruzione. Nel 1961 il governo ha nazionalizzato tutte le istituzioni educative private, e ha introdotto un sistema educativo statale. Il tasso d’alfabetizzazione attuale è del 100%.
Secondo i dati dell’UNESCO del 2005, lo Stato Cubano spende il 16,6% del PIL per l’educazione; il 100% dei bambini in età prescolare vanno a scuola, il 97% va alla scuola primaria, l’87% alla scuola secondaria, il 61% degli anziani partecipa all’istruzione per la terza età. Alla scuola primaria vi sono 10 studenti per ogni insegnante, alla scuola secondaria 11 studenti per ogni insegnante, percentuale talmente alta da far diventare Cuba il paese di tutte le Americhe con il più alto rapporto studente/insegnante. 

Dati di fatto: Nel 1994 l’alto commissariato dell’ONU per i rifugiati civili descrive una pratica diffusa a Cuba di creare un registro per ogni studente che contiene non solo i risultati accademici, ma anche “informazioni riguardanti l’appartenenza ad organizzazioni di massa, le funzioni ricoperte in tali organizzazioni, il livello di attivismo, la lealtà ideologica dei membri della famiglia”. Inoltre “spesso i soggetti sono espulsi dalle istituzioni educative o perdono il lavoro o sono soggetti a forme di discriminazione per aver espresso, in una certa maniera, forme di dissenso verso l’ideologia ufficiale.
Anche il giornalista cubano Oscar Espinosa Chepe (incarcerato per 19 mesi con l’accusa di aver preso soldi dal governo statunitense) critica il sistema educativo cubano mediante un articolo che pubblica grazie a Reporter Senza Frontiere (Reporters sans frontières, associazione che, pur criticando il governo statunitense, è accusata di essere finanziata dalla CIA) ; nell’articolo, pur riconoscendo che esso ha fornito istruzione ai cittadini cubani, considera il governo “screditato a causa di indottrinamenti politici ed ideologici”.
Dalla crisi dei paesi comunisti di fine anni ’80, le scuole cubane si sono viste ridurre il budget da 1.664 milioni di pesos a soli 964 milioni di pesos; se viene considerato anche l’aumento demografico si passa da una spesa di 152 a 87 pesos pro-capite (secondo l’ONG Oxfam America, la spesa pubblica per l’educazione è passata da poco più di 1.500 milioni di pesos nel 1990 a più di 2.000 milioni di pesos nel 2000). Come conseguenza di ciò si è avuto un deterioramento dei materiali e delle strutture con un aumento della dispersione scolastica soprattutto nelle zone rurali. La situazione è ancora più preoccupante se si considera che pochi giovani vogliono fare l’insegnante (i corsi di preparazione all’insegnamento sono passati da 20.865 iscritti ad inizio anni ’90 a 6.020 di fine anni ’90). Per cercare di porre rimedio il governo ha tentato di aumentare il salario dei docenti, correlandolo alla performance. Ma i pochi che riescono ad ottenere la valutazione più elevata, a cui contribuiscono fattori di lealtà politica, vedono il proprio stipendio aumentare di soli 20 dollari al mese. Le lezioni vengono registrate e trasmesse per televisione per essere accessibili nelle aree più remote; tuttavia, sostiene l’economista, il governo ritiene che questa soluzione non sostituisca ottimamente l’insegnante “soprattutto se la sua funzione principale è indottrinamento politico”