BIOGRAFIA: Roberto Panucci

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joy garrison 

Nato a Roma il 10 Ottobre 1965. A 13 anni apprende grazie al suo insegnante di Tecnica a stampare in bianco e nero in camera oscura. Innamoratosi della fotografia decide di approfondire la tecnica presso l’IPSIA Panfilo Castaldi di Roma, specializzandosi in Fotoriproduzione e ottendendo poi un diploma in Arti Grafiche.

Inizia da subito a lavorare nel campo pubblicitario ma continua  a coltivare la passione per la fotografia che cresce di pari passo con la passione per la musica Live, scoperta sin da giovanissimo e che comincia a coltivare frequentando pub e sale concerti dove ascolta e rock, la fusion, ed in particolar modo il JAZZ.

(nella foto: enrico rava)

Nel marzo 2009 al concerto dei Segnali Project, dove Roberto stava fotografando, avviene un incontro con Michele e Cinzia Villari che segnerà un grande cambiamento nella sua vita.

Rimasti entrambi affascinati e colpiti dalle foto lo invitano a fotografare alla manifestazione Percorsi in Jazz all’Auditorium di Santa Cecilia, dove Michele Villari si esibisce insieme ad altri grandi del Jazz come Javier Girotto, Roberto Gatto, Stefano Pagni, Andrea Polinelli, direttore d’orchestra e docente presso la Fonderia Delle Art,  ed altri ancora.

Da allora alle successive esperienze con Cinzia e Michele Villari e altre compagnie teatrali,  Roberto inizia a scattare nelle grandi manifestazioni musicali come Villa Celimontana Jazz Festival, Summertime alla Casa del Jazz e inizia, come lui stesso ama dire “un percorso vorticoso che lo ha catapultato in una fantastica avventura”. Molti grandi artisti del jazz lo apprezzano per le sue foto ma anche per le qualità umane, per quel suo modo di essere ‘accogliente’  e quella sua abilità nel raccontare la musica attraverso delle immagini tanto vive e significative. Questo gli consente spesso di avere libero accesso con la macchina fotografica anche nei back stage per i cogliere momenti non musicali.

Vi consiglio di visitare il suo sito per scoprire tutte le cose bellissime che i dicono di lui. 

 >> WEB

>> MOSTRE IN CORSO (28.01-28.02.2010)

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solo alcune delle Collaborazioni di Roberto Panucci:

Villa Celimontana Jazz (fotografo ufficiale), Alexanderplatz (fotografo ufficiale) Ciampino Jazz (fotografo ufficiale) Ponte Milvio ‘Musica senza Confini’ (fotografo ufficiale) 28diVino jazz (fotografo ufficiale) Conservatorio di Santa Cecilia ‘Percorsi in Jazz’ ‘Festa Europea della Musica al Campidoglio, Estate al parco Meda Tiburtino, Teatro Arciliuto Jazz, Teatro del Sogno Jazz, Nutrimenti Jazz, Terni Summertime, s. Louis College of Music, Casa del Jazz, The Romans a Castel S. Angelo, Charity JAzz& Blues, Circolo degli Artisti, Geronimo’s, Room26, Stazione Birra, The Place, etc…

SHINE a LIGHT

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Altri post sul BBT 2007, nella pagine successive: (Cliccare sul titolo per andare al post)

Bigger Bang Tour – Aspettando i Rolling Stones a Roma
Bigger Bang Tour – Intervista a Jacopo Ruozzi, curatore del web Rolling Stones Italia
Bigger Bang Tour – 6.07.07 Roma Stadio Olimpico
Bigger Bang Tour – 21.06.07 Barcelona Estadi Olimpic

 

A un certo punto nella vita si può anche cambiare idea. Per imparare l’inglese ai tempi della scuola ho passato pomeriggi interi ascoltando i Beatles, cantando con la spazzola davanti allo specchio from me to you, o facendo finta di essere Ringo con le bacchette dei ristoranti cinesi trovate in casa. Però non ho mai ascoltato i Rolling Stones, convinta che gli uni escludessero gli altri, o che in qualche modo ci fosse l’esigenza di prendere posizione in merito… lavaggio del cervello o tentativo di depistaggio? Solo oggi inizio a conoscerli meglio, gracias a chi mi ci ha portato. In un certo senso mi sembra di aver scoperto l’acqua calda, ma è pur sempre una nuova stanza da esplorare per me e la Satisfaction è incontenibile. 

Mi chiedo come avranno fatto a resistere tutti questi anni, producendo sempre nuove idee, non deludendo mai e, soprattutto, sopravvivendo a se stessi!

The Rolling Stones incarnano la Musica. E la loro musica, quella Musica lì, viene fuori con la naturalezza della pioggia battente, di un fulmine a ciel sereno, di una cascata di stelle!!! Voce batteria e chitarre si fondono in una meravigliosa combinazione di note che emozionano veramente, poi tutto il resto ormai è leggenda!

Come dice un’amica  Lifecoach, il 51% di quello che accade è mia responsabilità. Quindi vado a cercare l’altro 49% e sono confortata dalla definizione trovata in Wikipedia dove si parla di una effettiva contrapposizione tra i due gruppi inglesi, voluta dagli stessi RS proprio per differenziarsi da quei bravi ragazzi dei Beatles.. insomma un lavaggio del cervello da parte del mercato discografico….

from Wikipedia: I Rolling Stones sono una tra le più importanti band ed espressione del rock, ovvero di quel genere musicale che è l’evoluzione del rock & roll anni ’50, rivisitato da loro in chiave più dura con ritmi lascivi e canto aggressivo, il tutto condito da penetranti dosi di sesso e dalla celebrazione delle droghe pesanti. Per il loro essere trasgressivi furono chiamati i “brutti, sporchi e cattivi” e contrapposti ai più rassicuranti Beatles, anche se tale contrapposizione fu creata spesso dagli stessi Rolling Stones che si comportavano in modo volutamente antitetico rispetto ai Beatles, creando così un modello alternativo ad uso e consumo della stampa musicale. I Rolling Stones sono stati, e sono tuttora, una autentica pietra miliare nell’evoluzione della musica del novecento, portando sotto i riflettori il malcontento e di conseguenza la protesta di intere generazioni, incarnando cosi’ il travagliato spirito dei grandi bluesman del passato e scegliendo una frase di una canzone di uno di questi (Muddy Waters) come nome del loro gruppo.

Interessante il discorso delle droghe pesanti e del sesso penetrante, trattato da Wiki in modo così enciclopedico… e i più rassicuranti Beatles? esilarante! Comunque queste due nozioni formali non sono sufficienti a raccontare le quattro persone meravigliose che, per forza di cose, devono essere i Rolling Stones. Mi ha aiutato a capirli meglio il film di Scorsese che è da vedere e rivedere, ascoltare e ancora ascoltare. 

Sono andata al cinema con i soliti due amici, con i quali dopo discuto sempre per i film che mi portano a vedere. E’ la regola. Quella sera però mi propongono Shine a Light e la cosa mi ha subito entusiasmato. Per me è la prima volta che vedo i RS così da vicino. Intendo dire molto vicino, dato che le steadycam utilizzate sul palco, sono sempre incollate al personaggio inquadrato, una tecnica incredibile e realizzata da Scorsese insieme agli operatori cinematografici più importanti del pianeta. Anche il suono segue la ripresa. Mi è sembra infatti che il volume dello specifico strumento o voce  aumenti nel momento in cui viene ripreso in primo piano. Mai nessun film musicale è stato realizzato in questo modo, che se io potessi decidere, salterei direttamente agli oscar 2010 e quelli del 2009 li assegnerei tutti e 24 a Martin Scorsese.

Infatti questo film non è solo un capolavoro di arte cinematografica, ma è anche molto importante per il messaggio che porta. Attraverso la musica si può rimanere vivi, sopravvivere, in queso caso. Il regista sottolinea questa idea con tutta l’esperienza e i mezzi a disposizione, con un montaggio finemente realizzato, che trasmette la Verità, quella che forse già immaginavamo, ma che così diventa ancora più vera. Tratta con delicatezza anche temi difficili, come il rapporto con le droghe, facendone però risaltare quello che forse è l’aspetto più divertente, cioè l’essere leggeri, assenti al momento giusto, non curanti delle formalità. In questo film si vedono quattro uomini che prima di tutto fanno Musica e Scorsere ci fa notare con quale straordinaria ‘normalità’.

Io, alla fine  del film non riuscivo più a stare seduta. Mi sono lasciata portare dalla voce di Jagger che è un miracolo della natura, uno strumento unico con timbro, estensione, ritmo e musicalità tutti perfettamente miscelati. La batteria di Charlie che incita tutti a mantenere un ritmo che non trovo parole per definire quanto sia perfettamente “al ritmo” e poi con le chitarre di quei due ragazzini di Ronnie e Keith, una vera combinazione di bravura e anima, la loro musica ti riesce a smuovere fino all’ultimo dei muscoli del corpo mettendo in movimento tutto!!! si ama in questi momenti..

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 Canale YouTube
Rolling Stones Living Legend
http://it.youtube.com/user/livinglegend

Intervista a Jacopo Ruozzi, Rolling Stones Italia

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 di Jacopo Ruozzi, Andrea Ruozzi e Isy Araf

Ho visitato il vostro sito http://www.rollingstonesitalia.com/ Trasmette grande passione ed entusiasmo! Come nasce l’idea di creare un sito così dettagliato sui Rolling Stones? E loro, vi conoscono in qualche maniera?
L’idea nasce durante le vacanze di Natale del 2005, da tempo visitavo su internet i bellissimi fans club italiani di gruppi quali Deep Purple, Ac/Dc, Led Zeppelin, Oasis, Pink Floyd etc, notando che non ne esisteva nessuno sulla piu grande Rock’n Roll Band al mondo! Cosi grazie grazie all’aiuto di alcuni grandi esperti e collezionisti in materia in pochi giorni abbiamo dato il via al sito,  che oggi raduna virtualmente tutti gli appassionati e amanti degli Stones. 
Non penso che Jagger e soci navighino tra le nostre pagine ehehe …però quando vennero a Milano nel 2006 ebbimo la fortuna di vederli da vicino mentre provavano alla discoteca Alcatraz e riuscimmo a dargli il biglietto del club;  Jagger lo mise in tasca e chissa che davvero non l’abbia visitato!  

C’è un momento importante della tua vita sottolineato dalla musica dei Rolling Stones?
Si forse la prima volta che li ho visti dal vivo!   

Chi è il tuo preferito? Se ne hai uno
Non ho proprio uno “Stone” preferito, mi piacciono per quello che rappresentano nell’insieme… poi va a periodi, all’inizio impazzivo per i soli di Mick Taylor di cui imitavo lo stile iniziando a suonare la chitarra, ora per i riff di Keith Richards 

Parliamo dell’evento dell’estate romana 2007. Qual’è l’immagine che porterai dentro per sempre di quel momento?
A Roma, oltre alla grande prestazione musicale, e’ stato bellissimo perchè eravamo in casa, un solo anno dopo esser venuti a Milano (non era mai successo), un sacco di gente e amici che frequentano il nostro forum da tutta Italia, con grande festa la sera prima in un locale insieme a 2 tribute band

Durante il concerto di Roma ci sono stati problemi di ordine pubblico, per una specie di invasione di campo da parte delle tribune. Pensi che sia stato voluto dall’organizzazione per riempire la platea rimasta mezza vuota?
Purtroppo ci sono stati diversi problemi organizzativi intorno a questa data italiana…. Decisioni molto contestate da parte dei fans come l’elevatissimo prezzo dei biglietti per le sedie in platea (177 euro), che ha portato molta gente dalle tribune a invadere il prato dell’Olimpico per vedere il concerto da piu vicino.  Non penso che la mossa sia stata voluta dalla sicurezza, ma piu dalla mentalità tipicamente italiana di fare i furbi. Escluderei l’obiettivo di riempire il parterre, in quanto essendo previste le sedie, si sapeva anche che la capienza massima sarebbe stata di 40mila persone, come effettivamente poi son state. Sono convinto che sia stato un grosso errore del promoter accettare questo tipo di organizzazione, puntando all’incasso anziche alla quantità optando per il classico format, come si e’ sempre usato in Italia e nei paesi latini come Spagna e Sud America.

A proposito, non trovi che le sedie in platea fossero fuori luogo?
Si, in uno stadio da 60.000 posti per un concerto rock le sedie non centrano proprio niente, considerando anche il fatto che poi seduto non c’e’ rimasto nessuno, anche se la band in questi ultimi tour usa spesso questo formato, soprattutto in paesi come l’Inghilterra e gli Stati Uniti, capirei in un teatro o in un’arena, ma all’aperto in uno spazio cosi grande perde un po il suo fascino. Anche se i biglietti costano di piu, ci sono alcuni vantaggi come avere il posto numerato evitando le 4 ore nel carnaio sotto il sole bollente e cercare quindi di aggiudicarsi i tagliandi per le prime file!  

Da ciò che leggo sul sito e parlando con amici presenti il 6 luglio ‘07, capisco che il concerto è stato incredibile. Si percepisce a distanza di un anno un entusiasmo ancora vivissimo a Roma e in Europa.  Però come in tutti i grandi eventi, c’è una nuvola di gossip che aleggia nell’aria. Si dice che Charlie Watts non abbia suonato per tutto il live, ma che sia stato aiutato dal backstage da altri batteristi. Cosa ne pensi?
Penso che sia una boiata come tante altre. Ad esser sincero l’avevo sentita anch’io dopo al concerto di Milano 2006. Ma basta assistere allo show per capire che non puo essere possibile, sarebbe un insulto all’intelligenza del pubblico. 

Tanto si è parlato del costo del biglietto elevato, in linea con la tendenza generale nazionale che vede i live in continuo aumento, mentre si registra un calo di qualità nell’organizzazione. Vedi l’invasione della platea ai Rolling Stones, o i concerti dell’auditorium o del palalottomatica, dove già sai che l’audio sarà pessimo o che potresti avere il posto dietro a un pilastro! Pensi che dai nostri blog e siti possiamo fare qualcosa per invertire questo trend?
Si purtroppo il “caro-biglietti” dei concerti e’ arrivato a dei livelli abbastanza elevati. Quando meta anni novanta iniziai a vedere i primi costavano sulle 40 mila lire (ndr. 20,00 €), a distanza di 10 anni per entrare ad un grande evento non si trovano a meno di 50 euro …quando va bene. C’e’ da dire che e’ la conseguenza diretta della crisi del mercato discografico, gli artisti per guadagnare veramente devono andare in tour, perche con il download illegale su internet ci rimettono parecchio. 
Nel calcio esistono le curve che sono in prima linea a contestare il fenomeno, tant’e’ che i prezzi degli abbonamenti a San Siro sono fissi da molti anni sia per Milan che per Inter, ai concerti purtroppo non esiste la “tifoseria” unita per farsi sentire esponendo striscioni, quindi per il singolo spettatore non rimane che la scelta o di rinunciare allo show, oppure sottostare all’elevato prezzo. Personalmente ho adottato il metodo di considerare il rapporto prezzo/qualità/importanza per me – per scegliere a quali assistere. Quelli che reputo troppo cari per la band o per la location li salto senza problemi, anche se a volte e’ difficile… 
Da questo punto vista, ma SOLO per questo, paradossalmente ci vorrebbero quei personaggi che negli anni ‘70 contestavano i prezzi dei concerti italiani (che costavano il piu delle volte intorno alle 1000 lire), ma sappiamo tutti che i veri motivi di quel movimento erano puramente politici.

Il discorso si allarga alla tipologia di spettacolo al quale si assiste, i Rolling Stones arrivano nella tua città con 40 camion, palchi da record, megaschermi e fuochi d’artificio, oltre a una troupe di piu di 200 persone. Questo giustifica i costi, ma non soddisfa chi li vorrebbe vedere in un teatro da 100 posti a una distanza che male che vada sono 8 metri. Allora si che sarei disposto a spendere cifre folli! 

Vedo dalle pagine del sito che avete seguito anche il concerto di Barcellona, ci sono state differenze rispetto a Roma?  Il costo del biglietto è stato lo stesso per tutte le tappe europee?
Si, alcuni del nostro gruppo dopo aver visto le date di Parigi e Lione hanno continuato anche fino alla Spagna. Il concerto di Barcelona dev’esser stato grande, c’era molta attesa perchè nel 2006 tutte le date spagnole erano state annullate in seguito all’incidente alla testa di Keith Richards, cosi avevano saltato completamente un paese che letteralmente li adora. Questo e’ stato uno dei motivi principali per cui sono tornati un Europa un solo anno dopo: gli dovevano un po di date. 
Differenze rispetto a Roma sicuramente, almeno per noi fanatici ogni show e’ diverso dall’altro, oltre che per i brani eseguiti (si insegue sempre il desiderio di sentire dal vivo canzoni mai eseguite e scalette particolari) anche per l’ambientazione. Inoltre in Spagna il prato non prevedeva le sedie, come sarebbe dovuto essere anche qui da noi. I prezzi degli stessi settori variano da paese a paese e penso in rapporto allo stile di vita medio della popolazione e della moneta. In Francia, Italia, Spagna e Germania sono piu o meno equivalenti, ma lievitano in Inghilterra (le ultime date a Londra costavano 150 sterline!)   
 
Shine a light. Una chicca. Non serve commentare! Ma dimmi, sei rimasto seduto durante la proiezione o, come me, non sei riuscito a trattenere l’entusiasmo?
Beh si devo dire che Shine A Light mi e’ piaciuto davvero tantissimo, sono arrivato a vederlo per la 5° volta al cinema, non avevo mai visto sul grande schermo un loro film e l’emozione e’ stata come quando assisti ad un live…con la differenza che in questo caso ero si seduto …e per una volta ci sono anche rimasto. 

 

Rolling Stones 6/07/07 Roma Stadio Olimpico

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Start Me Up
You Got Me Rocking
Rough Justice
Rocks Off
She’s So Cold
Ruby Tuesday
Can’t You Hear Me Knocking
I’ll Go Crazy
Tumbling Dice
You Got The Silver
Happy
Miss You (to B-stage)
It’s Only Rock’n Roll
Satisfaction
Honky Tonk Women (to main stage)     
Sympathy For The Devil
Paint It Black
Jumping Jack Flash

Brown Sugar

 

 

 

 

 

di Jacopo Ruozzi
http://www.rollingstonesitalia.com/

I ragazzi tornano in Italia dopo un solo anno dall’ultima apparizione (non era mai successo nella storia) e nella capitale, dove mancano dal 1990. Si e’ parlato tanto dell’elevato prezzo dei biglietti, del fatto che lo spettacolo proposto sia uguale all’anno prima, forse per questo l’affluenza non è stata elevatissima (i giornali riporteranno 35.000 presenze).

Arriviamo all’olimpico intorno alle 18, con calma in quanto abbiamo i posti numerati in prima platea e per una volta possiamo evitare di passare la giornata davanti alla transenna. Si forma un mini raduno di RollingStonesItalia sotto l’obelisco del Foro Italico. Scattiamo un pò di foto e passiamo il tempo con qualche birra mentre aspettiamo Sergio che arriva da Napoli e Isy che all’ultimo ci sta raggiungendo in treno da Milano (stoico).

Una volta entrati in platea passiamo tutto il preconcerto a girare salutando vecchi e nuovi amici, con molti di loro scopriamo anche di essere vicini di posto! Qualche fila dietro di me c’e’ anche il grande Martin Scorsese! Mi gusto il giornale “On Stage” distribuito nello stadio in cui si parla anche di me e del sito, quando ad un certo punto un centinaio di persone dalla curva riescono ad entrare nel prato e godersi così il concerto da vicino. A saperlo avremmo potuto fare tutti così, forse un buon modo per combattere il caro biglietti. 

L’inizio dello show attende il buio della sera, ed ecco che alle 21,30 parte il solito filmato di introduzione che si schianta sulle note di Start Me Up. L’audio dalla mia posizione e’ perfetto. Seguono subito You Got Me Rocking e Rough Justice, che, suonate molto bene, ci portano nel vivo del concerto: e’ infatti dalla doppietta Rocks Off – She’s So Cold che si inizia a capire che sarà una grande serata! Keith prende in mano un’acustica e attaccano Ruby Tuesday. Non l’avevo mai sentita dal vivo e ne sono felicissimo, sempre bellissima! L’apice lo si raggiunge su Can’t You Hear Me Knocking – la seconda parte e’ un assolo di sax di Bobby Keys che vorresti non finisse mai, Ronnie gli dà il cambio sancendo definitivamente il pezzo come migliore della serata.

Lisa si merita l’ovazione nel duetto con Mick in I’ll Go Crazy. Segue l’immancabile Tumbling Dice che porta alla presentazione della band. Mick chiede a Charlie se la maglietta azzurra che indossa sia della Lazio o della Roma, ma il pubblico sembra non capire. Keith saluta la capitale “Buongiorno, anzi buonasera” e con un grande Ron Wood alla slide canta You Got The Silver: sicuramente il momento più emozionante.

Da qui in avanti la scaletta sarà composta solo da “Hit” che avrei volentieri evitato, tipo Miss You, che serve però come cavallo di battaglia per arrivare sul B-Stage.
Finalmente mi trovo in un punto dove vedo bene anche il siparietto nel centro dello stadio, il pubblico evidentemente stupito dall’effetto “palco che si sposta” va in delirio mentre Jagger lancia un’intera bottiglia d’acqua sulla folla.

Su IORR Ronnie tira fuori la Dam Armstrong trasparente che userà anche per Satisfation, Brown Sugar, e presterà poi a Keith per Sympathy For The Devil. Una chitarra stupenda che si è sicuramente fatta notare non solo per la sua estetica ma anche per il volume molto alto. Sono rimasto stupito da come la gente è impazzita per Satisfaction (io mi ero illuso per un attimo in una più bella Respecable), tutto lo stadio che saltava e cantava! Tra l’altro e’ stata suonata divinamente, forse la più bella versione che ho sentito, se si tralascia il finale disastroso. SFTD non è delle mie preferite per com’è arrangiata in questi ultimi anni, ma devo dire che l’hanno fatta alla perfezione, il solo di Keith è alquanto triste, ma nel finale Mick prende per mano Lisa e Bernard e se la jammano a ritmo di “oh oh”.

Rimango contento per Paint It Black, una delle più famose che però concedono col contagoccie dal vivo. A questo punto Keith prende la Tele Custom nera e dà il meglio di sè: penso che Jumping Jack Flash sia il riassunto completo dello stile di Mr. Richards, volume a palla, suono potente. Il prezzo del biglietto vale da solo questa scena. Per me quella chitarra gli piace proprio, si vede che si diverte a suonarla e si scatena. Se qualcuno deve studiare il suo modo di muoversi, si guardi questo video: lezioni di stile!  Il concerto si chiude con l’unico bis Brown Sugar, dove Jagger regala ai suoi fans una corsa devastante per tutta la passerella, incredibile come a 64 anni riesca ancora a fare ininterrottamente il grillo per tutto il suo palco-castello.

Ci incontriamo tutti fuori dallo stadio per la foto di rito, e ci diamo appuntamento chi a Losanna, chi a Londra, chi in Campo de’ Fiori, per brindare ancora una volta a questa band che ogni sera ci regala un sacco di emozioni. Nel complesso quindi un gran concerto, la band ne ha ancora da vendere, forse una scaletta da metà in poi un pò troppo scontata con i soliti pezzi che fanno da 40 anni, ma poco importa se suonati cosi bene …quando arrivano loro non ce n’e’ più per nessuno!

Jacopo Ruozzi

Rolling Stones 21/06/07 Barcellona Estadi Olimpic

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Start Me Up
Let’s Spend The Night Together
Rough Justice
Rocks Off
Ain’t Too Proud To Beg
Streets Of Love
Midnight Rambler
I’ll Go Crazy
Tumbling Dice
You Got The Silver
Wanna Hold You
Miss You (to B-stage)
Respectable
It’s Only Rock’n Roll
Honky Tonk Women (to main stage)                                      
Sympathy For The Devil
Jumping Jack Flash
Brown Sugar

Satisfaction 

di Daniela
http://www.rollingstonesitalia.com/

La compagnia si è ridotta notevolmente: sono rimasta con Lucia, Francois, che indossando la maglietta di rollingstonesitalia, ormai è italiano d’adozione, Fabio e Roberto. Sul treno da Lione viaggiano altri fans, olandesi e canadesi. Attraversiamo la bella campagna francese e la splendida Camargue. Appena arrivati in Spagna, il tempo cambia: finalmente il sole, finalmente il caldo.
Barcellona è come la ricordavo, vivacissima e solare.

Dopo esserci sistemati in albergo (sulla Rambla: dormirò con i tappi nelle orecchie tutte le notti) si esce a caccia di paella. La città vive l’attesa del concerto: la chilometrica Avenida Diagonal è letteralmente tappezzata di manifesti, i negozi di dischi traboccano di memorabilia, su ogni giornale ci sono foto e articoli, sulla Rambla i pittori esibiscono caricature e disegni (io e Lucia acquistiamo un ritratto di ciascuno di loro), le magliette linguacciute abbondano. Magnifico!!!

Il mattino dopo ritiriamo i biglietti presso El Corte Ingles e ci dedichiamo per tutta la giornata al turismo, visitando le principali attrazioni della città. Per cena ci rechiamo al punto di incontro con i fans, e qui veniamo raggiunti da Luciano (oggi è il suo compleanno) e Orniz.
La mattina del concerto inizia con la visita della Cattedrale, seguita da un giro per negozi di dischi. Per le 13 Lucia ed io siamo allo stadio, lato Ronnie. Dagli ingressi riusciamo a sbirciare il megaschermo, dove vengono proiettate immagini del fantastico concerto di Lione. Dai pullman turistici la gente saluta e scatta fotografie alla folla che sta, via via, crescendo. Fortunatamente, un leggero vento garantisce la sopravvivenza.

Alle 19,15 i cancelli vengono aperti: solita corsa e … eccoci ancora una volta là davanti: Roberto, Francois ed io nella stessa posizione di Lione, Lucia, Fabio, Luciano, Orniz, alla sua prima transenna (già non vede l’ora di bissare!!!) con Miguel, Alf ed altri amici spagnoli, più laterali.
Vicino a me, mischiati ai fans spagnoli, ci sono una giovane coppia dal Mississipi e molti argentini, con la lingua stampata sulla maglietta a righe bianco-celesti. Cercando il bagno (giuro: non so come ho fatto) finisco nel back-stage, purtroppo senza conseguenze. Il warm-up è assicurato da due band locali, evidentemente molto conosciute. La prima, il cui cantante gioca a fare la rockstar, è tutto sommato piacevole mentre la seconda, clone sfigato dei peggiori Nirvana, è tremenda. Nel frattempo, e non l’avrei mai pensato, la security si dimostra più tedesca che spagnola: diffida dal fare fotografie, non distribuisce l’acqua ed è un po’ troppo invadente. Dalle 22 alle 22,15 è tutto un oe – oe che neanche alla corrida.

Alle 22,15 (finalmente in piena oscurità) si accende lo schermo: BANG!!! L’inizio è, come sempre, travolgente: Start Me Up, Let’s Spend e Rough Justice sfilano in un tripudio crescente. Mick si scusa in catalano per il ritardo con cui il BBTour è arrivato in Spagna. Dice che non vedevano l’ora di suonare qui. E ti credo: gli spettatori sono uno spettacolo nello spettacolo, sarà molto difficile per il pubblico italiano superare in calore e partecipazione quello spagnolo.

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NDR: video amatoriale – ma rende l’idea!

E poi, Rocks Off (che piacere risentirla) la sorprendente Ain’t Too Proud To Beg (straordinaria) e la rinata Streets Of Love, in cui Mick sfodera tutto il suo coinvolgente repertorio da gran “puttana”: primissimi piani assassini lanciati sul megaschermo, strizzatine d’occhi, pause, ammiccamenti, sorrisini, e tutti siamo ai suoi piedi. Midnight Rambler, con la straordinaria armonica unita all’ineguagliabile recitazione di Mick, è ogni volta più lunga e più bella, mentre I’ll Go Crazy evidenzia le superbe doti della bomba Lisa. Con Tumbling Dice il pubblico è in delirio, e tributa tutti gli onori a Ronnie (che indossa la stessa maglietta gialla di Lione) e all’inossidabile Charlie.

Ma l’immagine del concerto di Barcellona per me rimarrà per sempre quella di Keith, commosso, incredulo, che cerca di parlare e il pubblico che lo interrompe con un’ovazione senza fine. You Got The Silver, se possibile, è ancora più bella che a Lione. E’ così strano vederlo solo cantare, senza la chitarra ma con il cuore tra le mani. E’ un attimo, ma in quell’attimo gli perdoni tutto: le cadute, le battute infelici, le dita deformate, il baffetto, persino la panza. Magico!!!

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NDR: video amatoriale, abbassare il volume per migliorare l’audio

Il resto, dalla trascinante Wanna Hold You alla ballatissima Miss You, dalla scatenatissima Respectable sul B-stage alle immortali IORR, HTW, Sympathy, JJF, BS e Satisfaction, è divertimento allo stato puro, grandissima musica e grandissima band in forma galattica.

L’ultimo ringraziamento va al mio Angelo Custode, che mi ha seguito anche in questo viaggio. Volo Barcellona-Roma, aereo pieno come un uovo. Mi sistemo al mio posto, scelto a caso fra i tanti, e allaccio la cintura. Sollevo lo sguardo e Keith (con Johnny Depp) mi sorride dalla copertina della versione spagnola di Rolling Stone di giugno. Qualcuno, evidentemente, ha dimenticato la rivista proprio nella tasca del sedile davanti al mio, ma io sono sicura che il mio Angelo ci ha messo il suo zampino, pardon, la sua aluccia!!!

Daniela